Il solito quesito sul primo kayak (gonfiabile tra l'altro)

#1
Ciao a tutti,
ho passato la mattinata a leggere il forum e non solo. Il tema è l'acquisto di un kayak gonfiabile.
Il desiderio sarebbe in realtà quello rigido ma non ho cantina e vivo in città, tale kayak verrebbe utilizzato sostanzialmente sul lago maggiore e zone limitrofe e a mare (Campania/Puglia) sottocosta, il che significa che la portabilità per me è un valore aggiunto notevole.
Tendenzialmente ci andrei da solo o con mia moglie (il che mi va anche bene, perchè io voglio pagaiare e lei prendere il sole). Lo scopo è fare un po' di allenamento, e gitarelle sul lago.

Considerato il tutto starei optando per un modestissimo Pathfinder 2.
Qualcuno ce l'ha può darmi un parere?

Nel caso che accessori avete acquistato a contorno? So che è indispensabile il manometro per evitare di rovinarlo innavvertitamente gonfiandolo.
Ho letto anche che è meglio utilizzare un'impermeabilizzante per agevolare l'asciugatura.
Qualcuno ha un po' di consigli da elargire su ciò che serve post-acquisto?

Grazie mille a tutti e buon weekend
 

#2
io vado per mare con un sit -on-top ,e non ho mai avuto ne provato un gonfiabile che tolto l'impiccio del trasporto,secondo me non ha altri pregi. Deduco che non hai mai navigato con kayak,quindi ti consiglio di stare MOLTO sottocosta e di procurarti oltre le pagaie due buoni giubbotti salvagente. i sedili penso che siano compresi nel kayak ma non è così scontato
 
#3
Ciao.. io non sono un canoista affermato.. ho preso il pathfinder 2 anni fa (parli di quello blue, vero?) e ho iniziato a gironzolare per i laghi vicino a dove abito (friuli/veneto) ed al mare (ovviamente, nord adriatico). Non ho mai fatto fiumi, perché in genere pagaio con 2 cagnoni, ed ho provato kayak rigidi solo un paio di volte. Penso quindi che ad esperienza non andiamo lontani.
A mio avviso il pathfinder va benone per divertirsi ed è piuttosto stabile: con i due cagnacci che si spostano e si muovono non mi è mai successo di scuffiare o trovarmi rovesciato in qualsiasi maniera. Tuttavia non mi metterei ad andare in mare se è diverso dallo stato "tavola piatta". Probabilmente il fatto di portare una persona che all'occorrenza non si muove e pagaia aiuta non poco, ma se devi arrangiarti da solo, con le onde e un minimo di corrente, fai tanta fatica a mantenere la rotta (e uso anche le due pinnette di deriva) e/o ad andare avanti, senza contare in caso di vento contrario.
Insomma, credo che tu debba decidere a cosa ti serva. Da ignorante, lo consiglierei per divertimento: ce n'e' tanto e abbondante, non occupa spazio (da sgonfio) e tutto sommato non è male come materiali di costruzione (la cosa peggiore riguardo a questo è la parte "sotto": non ci sono valvole serie come nei laterali, ma una tipo "materassino").
Ma se pensi di fare tutta una giornata fuori in mare a pagiare.... o trekking acquatici di piu' giorni... o discese di fiumi un filo mossi... mi sembra che non possa funzionare.
Il mio ragionamento, al momento dell'acquisto era vincolato da "non so se poi mi piace" e "non so se poi ho tempo".. quindi ho iniziato con un impegno modesto di risorse economiche. Due anni dopo continuo ad usarlo e a divertirmi, quindi adesso penso di aumentare il tiro.

PS. l'avvertimento di "stai molto sottocosta" mi sembra molto valido e da osservare in maniera ferrea. Per i sedili, si ci sono.. ma.. secondo me non sono il massimo. Praticamente sei basso, e questo crea un po' di fastidi in piu' a pagaiare. Ho letto di una persona che si era fatto dei "sedili" di polistirolo, alzando la seduta, e diceva che aveva migliorato di molto la situazione. Prima o poi, ci proverò anche io :D
 
#4
Ciao a entrambi e grazie per le vostre risposte

@alien62 : Quando dici molto sottocosta immagino qualcosa come 25/30m vero? L'idea è infatti quella di girare le calette vicine alla spiaggia dove di solito andiamo, senza troppe pretese (personalmente a me interessa pagaiare e mettere in moto le braccia :) ) . Per i giubbotti non ci avevo pensato, direi che è assolutamente da fare, anche mia moglie ha applaudito il tuo consiglio. Altri consigli utili?

@mrtarrant : Pensi male, nel senso che la mia esperienza è pari a zero ... vorrei appunto cominciare con laghi e mare "tavola piatta" (dove andiamo noi nel Cilento è pieno di golfi veramente tranquilli e ci sono un sacco di calette raggiungibili quasi esclusivamente via mare) . Penso che sto per fare un percorso simle al tuo, della serie, inizio low budget e vedo se mi piace.
Domanda per te: ho letto che alcuni hanno avuto problemi a metterlo alla giusta pressione, tu come ti regoli? Hai comprato un manometro?
 
#5
Avendo in pò di esperienza di kayak da mare e da lago volevo sapere se hai veramente problemi di rimessaggio e trasporto perciò pensi ad un gonfiabile.Ma se il problema rimessaggio è risolvibile opta decisamente per un kayak in vetroresina perchè non c'è confronto.Il gonfiabile è un mattone che va da tutte le parti si controlla male, si pagaia male ecc.E' usabile solo con il mare immobile con poca corrente poco vento di terra ecc.
 
#6
Avendo in pò di esperienza di kayak da mare e da lago volevo sapere se hai veramente problemi di rimessaggio e trasporto perciò pensi ad un gonfiabile.Ma se il problema rimessaggio è risolvibile opta decisamente per un kayak in vetroresina perchè non c'è confronto.Il gonfiabile è un mattone che va da tutte le parti si controlla male, si pagaia male ecc.E' usabile solo con il mare immobile con poca corrente poco vento di terra ecc.
Ciao Lanfranco, dunque il trasporto credo sia risolvibile, nel senso che montando un portapacchi, avendo una ford fiesta, probabilmente ce la potrei anche fare.
Il discorso rimessaggio purtroppo è un po' più concreto, nel senso che non posseggo una cantina e ho un solo balcone molto piccolo, diciamo che non me la sento di pagare un rimessaggio per qualcosa che ancora non so se mi acchiappa e che se tutto va bene riuscirei a fare con molta discontinuità :( (a meno di non usarlo sostanzialmente all'idroscalo)
 
#7
Praticamente sei basso, e questo crea un po' di fastidi in piu' a pagaiare. Ho letto di una persona che si era fatto dei "sedili" di polistirolo, alzando la seduta, e diceva che aveva migliorato di molto la situazione. Prima o poi, ci proverò anche io
bisogna rimanere bassi ,perchè se alzi il barricentro aumenti il rischio di scuffiamento(ribaltamento)
uando dici molto sottocosta immagino qualcosa come 25/30m vero? L'idea è infatti quella di girare le calette vicine alla spiaggia dove di solito andiamo, senza troppe pretese
si ma anche 50 o 100 metri te li puoi permettere,dipende anche dalla costa e dal mare ,la risacca disturba più delle scie delle barche ,anche queste da non sottovalutare
legatevi la pagaia con un cordino elastico perchè rimanere senza propulsore è un attimo ,e non è che scendi a riprenderla...senza contare che rimani lì come un naufrago:roll:
Hai comprato un manometro?
andate a tasto ,un pò come per le biciclette ,secondo me l'uso di uno strumento porta a perdere pressione.si sente quando è duro anche sedendoci sopra non deve cedere troppo
a meno di non usarlo sostanzialmente all'idroscalo)
ci sono associazioni di canottaggio o semplici appassionati che hanno degli stalli ,potete aprofittare pagando una modica cifra
 
#8
Ecco hai detto bene! Il gonfiabile è adatto solo all'idroscalo. Siccome ci sono passato e ho percorso tutte le fasi vorrei risparmiarle agli altri. Non si tratta di avere velleità nautiche ma all'inizio tutti abbiamo fatto lo stesso ragionamento anche con natanti motorizzati:" Voglio una cosa semplice basta che non debba remare" Il mio primo gommone era un Poseidon di 3.80 che poteva pure andare bene, solo che l'avevo dotato di un 4 cv solo per non remare.Poi quando si è in mare:"arriviamo a quella caletta,giriamo quella punta ecc.Al mattino in genere andava tutto bene poi quando si alzava il vento o il mare al ritorno il 4 cv faceva tre metri avanti e due indietro e a volte nemmeno quelle.Ci vuole almeno e dico almeno un 6 cv. Lo stesso può accadere con il gonfiabile anche nei modelli costosissimi.Con un modello in vetroresina pontato e con il paraspruzzi puoi fare tutto. Secondo me un gonfiabile anche se si naviga sottocosta ma si trova mare formato o vento contrario è pericoloso.Non mi pare il caso di raggiungere una delle molte calette del tuo meraviglioso mare perchè improvvisi mutamenti del mare possono pregiudicare il ritorno.Vedi se dalle tue parti ,splendide,c'è qualche rimessaggio che affitta kajak seri con un pò di deriva così puoi vedere le differenze,dico seri e non quelle "ciavatte" che sono una specie di tavole da surf.Ciao:si:
 
#9
devo quotare @lanfranco51 il disagio del trasporto ,che non è poco,e ampiamente ripagato su tutti i fronti,non c'è neanche il paragone ,Io avevo un polietilene con pozzetto ma essendo un pò piazzato entravo a fatica e non potevo muovere le gambe di 1 cm con conseguenti crampi,da che ho preso un sit on top (siedi sopra) sono rinato .Il natante è inaffondabile in quanto autosvuotante e si può azzardare la risalita,che se uno non è più che pratico è quasi impossibile...fra una settimana andrò in sardegna e non vi è posto più bello per andare con il kayak ,ma per semplificarmi la vita ne noleggerò uno in loco se il mare lo consente
 
#10
@alien62 Giusto! Infatti questa è un altra specifica da fare: polietilen o vetroresina? Il polietilene è più pesante e deformabile ma adattissimo alle discese in torrente o comunque quando c'è la possibilità di urti in quanto è molto robusto, ma sapevo che non era riparabile.La vetroresina ha delle line d'acqua e una leggerezza incomparabile, si graffia e al limite si spacca ma è facilmente riparabile anche da soli. Comunque anche sul kajak chiuso si può risalire,usando un paddle float con la pagaia,oppure più artigianalmente portandosi dietro un rullo d'alaggio sgonfio.Poi alla bisogna lo si gonfia a bocca,operazione facile perchè non sono molto grandi e non richiedono pressione,lo si lega di lato e il nostro kajak diventa una specie di canoa polinesiana con il bilanciere dal quale si può scendere e risalire! Mai privarsi di un bel tuffo anche in mare aperto! Mannaggia!! Mi state facendo venire una voglia!!:biggrin:
 
#11
si ripara anche il polietilene con saldatore a stagno(fonde bene ) e il materiale si può ottenere da molti altri oggetti esempio i tappi delle bottiglie di plastica sono di plt , ma ti posso garantire che per sfondare ce ne vuole io pratico gli scogli e al più ho solo dei righi,.La pesantezza serve a dare stabilità e inerzia, se troppo leggero prende anche il vento.I VTR sono molto costosi e performanti ,in vista di gare ecc. Io prima o poi ne farò uno in composito smontabile in tre pezzi cosi riunisco i vantaggi di tutti i tipi.Nei chiusi sono indispensabili le sacche di riempimento proprio per evitare che in caso di rovesciamento affondi o rimanga pieno d'acqua ....altro attrezzo utilissimo ...la sassola (paletta per svuotamento) o una bella spugna

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Ultima modifica:
#13
per quanto riguarda i "sedili alti", concordo e mi sembra abbastanza palese. Purtroppo però quelli del pathfinder secondo me sono proprio molto bassi, tanto che si è venuta a formare una specie di "strisciata" dove struscio con la pagaia.
Magari sarà perché non lo gonfio bene, ma dubito. E al riguardo, non uso manometro, pompo con un gonfiatore (o in caso con la pompetta in dotazione) e ad occhio.. Come è stato detto, lo si sente se è a posto, non serve una laurea.
Per il resto, confermo, nella mia zero-esperienza, più o meno quello che ti hanno detto: mare piatto e niente vento. Devo dire che vado piu' in laghi di montagna che in mare, in escursioni da mezza giornata circa ed anche li, il vento contrario, lo senti. Però a me (e ripeto: zero-esperienza) non mi sembra ingovernabile, con le pinne di deriva. Senza, rischi di girare a 360gradi invece di andare avanti :)

Mi permetto solo una nota riguardo al "crescere"... Penso che uno prima debba imparare a camminare prima di correre e che questo purtroppo (o per fortuna) si paghi. Se ti prendi una ferrari come prima macchina, credo che sia piuttosto probabile che ti schianti. Vero anche che se prendi una vespa per andare fino in india.. beh, qualcuno l'ha fatto, ma in linea di principio non è neanche questa un buona idea. Prenditi una vespa e fai solo il giro della città o neanche. Prendi mano, vedi se ti piace, e poi prendi una moto un po' piu' grande e cresci.
La sfiga è che si paga con i soldi e con il tempo.
Personalmente, prima di andare in mare, cerco di capire qualcosa degli orari di alta e bassa marea, del vento che può tirare etc.. Senza capirne nulla e senza andare più in la dei 30 metri che ti hanno giustamente consigliato. Probabilmente sono troppo esagerato ma per ora ho sempre portato a casa la pellaccia e non ho mai chiesto aiuto a nessuno :)

D'altronde.. se hai puntato ad un pathfinder, probabilmente non ti senti ancora un lupo di mare, ma piu' un gitante che si vuole divertire (senza offesa per nessuno).
 
#14
PS. sia chiaro che ho girato solo quel minimo di esperienza e considerazioni che ho fatto avendo provato il modello... Tutto quanto ti hanno detto, mi torna, hanno ragione e soprattutto non sto facendo il tifo per cosa tu debba comperarti: dico solo che un kayak da mare serio ed un gonfiabile non sono sullo stesso livello e servono (probabilmente) a scopi diversi.
 
#15
con le pinne di deriva. Senza, rischi di girare a 360gradi invece di andare avanti
questo dipende dal fatto che usate puntare i piedi,indispensabile tecnica
che si è venuta a formare una specie di "strisciata" dove struscio con la pagaia
la pagaia deve lavorare rasente i bordi,ma la gonfiabile ha i bordi di 15/18 cm(non sò )che ti costringono alla pagaiata larga che tecnicamente serve a girare
Probabilmente sono troppo esagerato ma per ora ho sempre portato a casa la pellaccia e non ho mai chiesto aiuto a nessuno :)
fai strabene ! mai sottovalutare l'acqua,mare o lago che siano hanno tutti le loro insidie ...non si è mai troppo prudenti
Penso che uno prima debba imparare a camminare prima di correre
vero anche che si impara prima con le scarpe buone ,se non sono di misura o fanno male sarai distratto e non presterai attenzione a dove migliorare... il kayak ha una tecnica precisa e non si impara sui gonfiabili ...come non impari ad andare in moto guidando la bicicletta ;)
 
#16
Ma volendone acquistare uno serio, quindi polietilene o vetroresina, un rimessaggio quanto può venire? Spannometricamente anche
seguendo la filosofia del prova prima ,siccome costano parecchio,io cercherei un usato magari fra quelli che già li adoperano sui posti a te vicini e così entri nel giro e vedi dove li tengono loro...non c'è una regola ai costi da noi li tenevano accatastati sulla spiaggia,così senza custodia,o legati da catena e lucchetto,certo non dev'essere un modello da 1000 euroni..ahhh evitare i senza chiglia sono pessimi in tutte le situazioni
 
#17
@mrtarrant : ma non ti fare alcun tipo di problema (e non sei risultato minimamente offensivo) :).

Io vi ringrazio tutti, di sicuro sto avendo modo di farmi un'idea complessiva.
Altra domanda, al di là di un'inevitabile corso o simili, avete qualche riferimento per un po' di teoria non solo sul kayak ma proprio sulla navigazione in generale (sottocosta/"sottolago")?
Anche solo per iniziare a parlare una lingua comune
 
#18
@Varro Diciamo subito che la navigazione con il kajak anche a breve raggio è una cosa stupenda! Comunque ottima l'idea di affittare un kajak, però cura di fartene dare uno abbastanza lungo, sui quattro metri e che abbia una chiglia pronunciata oppure meglio una deriva in coda. Questo lo rende un pò meno manovrabile,ma solo un pò, però aiuta a mantenere la direzione che specialmente all'inizio è la cosa più fastidiosa.Queste cose sono da tenere presente anche per l'acquisto di un usato. Evitare assolutamente le canoe da polo o kajak corti e senza chiglia. Per quanto riguarda la navigazione sottocosta bisogna fare attenzione a come arrivano le onde,specie quelle sollevate dai traghetti o dai grossi yacth. Regola aurea è quella di non farsi mai trovare intraversati rispetto all'onda,cioè non prendere di fianco le ondate. Per le onde dei traghetti bisogna sempre fare attenzione a non farsi sorprendere perchè possono essere anche alte e forti. Quindi allontanarsi dalla scogliera e puntare dritti contro di esse. Si farà un salto e si imbarcherà un pò d'acqua ma niente di che.Per la navigazione normale con il mare contro e un pò formato, più o meno la stessa cosa senza però andare contro proprio di prua,ma tenere l'onda al mascone cioè un pò a destra o a sinistra della prua.Si avrà così una navigazione a saliscendi e divertente che comporterà un pò di bordeggio per affrontare le onde correttamente. Le onde di poppa di solito aiutano ad andare specie se si riesce a sincronizzarsi con esse ma questa è esperienza che si acquisisce andando.Fare attenzione specie quando si prede terra ai frangenti di poppa che fanno intraversare e quindi rovesciare. Ininfluente l'alta o bassa marea. Ho fatto troppo il saputello? Ditelo se no non smetto più.Ciao a tutti.:sorry:
 
Ultima modifica:
#20
ciao @Varro , sono passato dalla tua confusione circa 10 mesi fa quando ho acquistato il mio kayak (ho guardato i sit-on-top, i singoli, i doppi, i kayak aperti da turismo).
Se non si ha esperienze è normale farsi stordire dalle mille idee diverse...io ci passavo le notti tra i cataloghi.
Alla fine ho acquistato un Prijon in polietilene da 4,7m perchè ritengo possa essere un buon acquisto per imparare e che mi permetta anche di fare qualcosa in più del giretto con sempre in vista la spiaggia di partenza (ormai le mie gite si sono assestate su percorrenze di circa 25 km ed ho già provato a caricarci tenda e viveri per stare in giro un weekend).

Anche io opterei senz'altro per un rigido. Con un gonfiabile ci fai poco...specie se cominci a parlare di mare.
Per quanto riguarda dimensioni e materiali anche li è un'eterna lotta.
Spesso rimpiango di non aver preso un kayak più lungo ed in composito...ma poi quando ti ritrovi tra gli scogli a giocare con le onde sono ben felice della scelta dato che non avendo ancora l'occhio sul calcolo dei tempi sono più le volte che finisco con lo spanciare sui sassi. Anche con gli sbarchi il polietilene perdona errori ed atterraggi "duri".

Per quanto riguarda i costi è un bell'investimento... ma fai conto che se io adesso vorrei rivendere il mio Prijon lo potrei fare con facilità più o meno smenandoci il valore del pathfinder...comunque, sempre in polietilene, puoi optare per qualcosa di più economico (i Prijon sono un pò le Ferrari dei kayak in polietilene) tipo Raimbow Oasis o Exo...che sul lago devono andare un gran bene (in mare magari un pò meno)
...ma sei di Bari o abiti al nord? perchè se sei di Bari prendi senza dubbio qualcosa che sia sui 5m (Laser, XM515, Seayak,...).

Se vuoi cominciare subito col composito si apre un mondo.

Il rimessaggio dalle mie parti lo fanno in pochi e tendenzialmente costicchia non poco (praticamente coi soldi di 3 anni di rimessaggio ci compri un' Oasis)...per cui tanto vale che al posto di acquistare alla cieca ti iscrivi al club ed al posto che pagare la quota rimessaggio paghi la quota per l'utilizzo delle attrezzature sociali. Così provi un pò di barche diverse (sit on top, sit-in, canadesi,...) e poi puoi fare un'acquisto mirato... e magari già che ci sei ti iscrivi ad un corso. Affrontare il mare allontanandosi dalle spiagge per esplorare posti lontani dalle spiagge affollate in cui non è possibile lo sbarco (che sono quelli per cui val la pena la fatica del kayak) non è cosa da prendere sottogamba.
 

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