Recensione Indian Creek di Pete Fromm

#1
Vi presento oggi questo libro che ho finito di leggere qualche mese fa e mi rendo conto soltanto ora non sia mai stato proposto su questo forum.
Si tratta di uno stupendo racconto autobiofrafico dell'autore, studente di biologia della fauna ed entusiasta lettore delle imprese di famosi avventurieri ed esploratori. L'opportunità per vivere il suo sogno si presenta tramite una proposta dell'idaho fishing game:badare un vivaio di uova di salmone per un intero inverno,da solo,a ore di cammino dalla più vicina cittadina, in una tenda con temperature che spesso arrivano a -40. Il protagonista accetta e noi lo accompagneremo in questa avventura che tanto ci accomuna a lui:sognatori con pochissima esperienza sbalzati all'improvviso nella natura selvaggia.
A mio parere un libro stu pen do!
 

#3
Il libro è ambientato negli anni 60/70 quindi é abbastanza attuale! Colpisce molto l'approccio molo terra a terra del protagonista a un'avventura di tale portata: sono abituato a libri sul genere ma in cui il protagonista è un ray maers indistruttibile senza paura e dubbi pronto ad affrontare la natura selvaggia. Pete nel libro è invece uno studentelllo che in vita sua ha fatto qualche trakking e si ritrova catapultato nel selvaggio nord, solo e impaurito...ci si immedesima veramente un sacco!

In ogni ccaso visto che ad abilità a recensire sono messo malino vi allego la scheda libro con un pochino di trama. http://www.kellereditore.it/libri/romanzi-racconti-e-reportage/223-indian-creek-pete-fromm.html

Buona lettura!!!
 
#5
Anch'io lo sto leggendo (sono a 3/4) ed è uno dei pochissimi libri di cui non ho saltato nemmeno 1 riga.
Io li prendo in biblioteca quindi se mi annoiano...non mi viene per niente da forzarmi di leggere... e spesso non li finisco nemmeno.
Questo invece è una goduria.
 
#6
Bella storia, grazie.

Una nota di cronaca, forse non entusiasmante come l'avventura stessa, ma credo sia un background interessante: Questi lavori esistono ancora.
Il budget dell" Idaho fish and game department come di quasi tutte queste agenzie e' finanziato interamente dalla vendita di licenze di caccia e pesca e matching grants privati e nazionali, non viene usato neanche un $ di tasse. Piu' specificatamente, sul bilancio dell' ente c'e' una linea diretta che si puo' seguire dagli introiti dovuti alle vendite di licenze di pesca fino alle spese per mantenere i vivai ed altre operazioni ittiche.

Ecco le posizioni aperte per quest' inverno. Good luck! :)
http://fishandgame.idaho.gov/public/about/employment/
 
#8
Bella storia, grazie.

Una nota di cronaca, forse non entusiasmante come l'avventura stessa, ma credo sia un background interessante: Questi lavori esistono ancora.
Il budget dell" Idaho fish and game department come di quasi tutte queste agenzie e' finanziato interamente dalla vendita di licenze di caccia e pesca e matching grants privati e nazionali, non viene usato neanche un $ di tasse. Piu' specificatamente, sul bilancio dell' ente c'e' una linea diretta che si puo' seguire dagli introiti dovuti alle vendite di licenze di pesca fino alle spese per mantenere i vivai ed altre operazioni ittiche.

Ecco le posizioni aperte per quest' inverno. Good luck! :)
http://fishandgame.idaho.gov/public/about/employment/
se hanno qualcosa di simile in un posto caldo sarebbe molto interessante tra qualche anno :) (lo so, sono freddolosissimo :( )
 
#13
Io sto leggendo un libro che qualcuno ha suggerito in questo forum: "una passeggiata nei boschi".
C'è da pisciarsi addosso dalle risate. Sembra come...la realtà raccontata però da un comico.
Però la trovo un po' assurda. L'autore vuole farci credere che sia una sua esperienza realmente vissuta in quelle modalità, ma secondo me ha scritto un sacco di balle. E' assurda.
 
#15
Sì, tutto sommato, direi di sì (ps: sono ancora all'inizio). Se non altro per fare 2 risate. Ma guarda che ti pisci addosso! :D

Poi mi da anche degli spunti di riflessione: per esempio è andato avanti un intero capitolo , forse 2 , a parlare dei possibili pericoli (orsi, lupi, serpenti...) e delle statistiche che mostrano una frequenza di attacchi in realtà molto bassa... anche se lui insiste nel dire che "basta 1 volta sola".
La cosa mette un po' di ansia anche nel lettore, poi ho chiuso il libro e....sono andato in moto.
Voglio dire: tante volte ci si caga addosso al pensiero di orsi e cinghiali quando statisticamente si ha più possibilità di riuscire a vincere al superenalotto, mentre i decessi per incidenti stradali sono centinaia di migliaia all'anno.

Doc
 
#16
La penso allo stesso modo, Doc. Giusto un anno fa ero in giro per i boschi dietro casa mia e a un certo punto mi sono trovata nel mezzo di una caccia abusiva al cinghiale, con tanto di spari. E' vero che basta una volta sola, ma a volte le strade di città sono luoghi molto più inospitali e pericolosi della natura selvaggia; magari la mia è solo fortuna, ma tutti gli animali selvatici che ho incontrato sono sempre stati molto cortesi...
 
#18
Qui da me (al confine tra Roma e Viterbo) si va di cinghiali, ma alla grande! Serpenti... beh, i nostri serpentoni italiani che a parte un paio di specie non destano grandi preoccupazioni. Durante una delle ultime passeggiate ho visto un bel saettone tutto preso a farsi gli affari propri :) cose così...
 
#19
["una passeggiata nei boschi"] E' una lettura che consigli?
Con molta lentezza sto proseguendo (sono a 2/3) e devo dire che non è più così divertente come all'inizio, anzi l'autore si perde in varie spiegazioni storiche e botaniche che possono essere interessanti ma non c'entrano col succo del libro.
Giudizio ancora ,tutto sommato, positivo.
 

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