Bike La città perduta di Monterano ed il basso viterbese.

Data: 27 Ottobre 2017
Regione e provincia: Lazio (Viterbo)
Località di partenza: Oriolo Romano (Viterbo)
Località di arrivo: Oriolo Romano (Viterbo)
Tempo di percorrenza: 5h45'36" + soste
Chilometri: 96
Grado di difficoltà: Impegnativo
Descrizione delle difficoltà: Lunghezza del percorso il dislivello e buone capacità di guida in MTB
Periodo consigliato: sempre tranne dopo periodi di pioggia abbondante
Segnaletica: No
Dislivello in salita: 1470 mt
Dislivello in discesa: 1420 mt.
Quota massima: 485 mt.
Accesso stradale: Via Braccianese Claudia (Sp493)
Traccia GPS:https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=20588529


Descrizione

Entusiasmante itinerario nelle colline del basso viterbese un cocktail di storia e natura. Il percorso parte dalla cittadina di Oriolo Romano situata a circa 400 m s.l.m., sui rilievi dei monti Sabatini. il territorio comunale di Oriolo si espande su una zona collinare ricca di boschi d'alto fusto, lungo la via Clodia, antica strada che congiungeva il nord dell'agro romano con la Tuscia, oggi in parte parallela alla via Braccianese e alla via Cassia.

Partiti da Oriolo ci si dirige alla stazione di Capranica per percorrere un tratto della ferrovia dismessa "Capranica - Civitavecchia" esattamente fino al ponte di ferro sul fiume Mignone. Lungo il tratto che percorreremo della ferrovia abbandonata si superano 4 gallerie ed è consigliabile avere al seguito una torcia per il loro superamento. Arrivati al ponte si consiglia di fare una sosta si lasciano momentaneamente le MTB per dirigersi a piedi sul sito archeologico di Luni sul Mignone che si trova alla sinistra orografica del ponte, un insediamento preistorico e tardo-etrusco, in cui si protrasse una attività di culto in epoca medievale, situato nel territorio comunale di Blera. Superato il ponte si lascia la ferrovia e si scende sulla sinistra per costeggiare in parte il fiume Mignone (un fiume del Lazio che nella suo corso centrale segna il confine fra la Provincia di Roma e quella di Viterbo). Si prosegue e si pedala in costa il Monte Piantangeli mt 511 qui si entra nell'area paesaggistica della Tolfa, e qui una bella pedalata sulla cresta del Monte Acetino mt 369 tra le Bufale al pascolo è davvero entusiasmante, bellissimi i vari scorci panoramici sulla Tolfa, proseguiamo per poi scendere nel fosso Magnaferro un incantevole area con dei bellissimi prati contornati da alberi ad alto fusto qui una meritata sosta. Si prosegue e si intercetta il sentiero della "Solfatara di Manziana - Santa Severa" si costeggia il perimetro del 1º Reggimento di sostegno Aves "Idra" ed entriamo nella Caldara di Manziana. La zona centrale della caldara è occupata da una palude nella quale l'acqua gorgoglia in varie polle a seguito di emissioni gassose di anidride solforosa, una visita alle polle in ebollizione è d'obbligo. Lasciata la caldara entriamo nella Macchia Grande il bosco di Manziana, lo attraversiamo percorrendo uno spettacolare viale sterrato con la presenza di vari fontanili, e ci portiamo sulla vera chicca del percorso la città perduta di Monterrano. la storia di Monterano è da ricercare nel periodo etrusco, anche se, allo stato attuale, di quella che fu la città etrusca, non ne rimane più traccia. Le uniche testimonianze di questa civiltà sono date dalla presenza di tombe disseminate lungo le propaggini della collina e da un solco artificiale scavato nel tufo, il Cavone, che permetteva una comoda discesa a valle. Come tutti i centri etruschi, a partire dal II secolo a.C. anche Monterano fu assoggettata ai romani che ne ampliarono la rete viaria e costruirono diverse opere tra cui l’acquedotto. Lasciato Monterano rientriamo per chiudere l'anello ad Oriolo.

Considerazioni: Percorso entusiasmante immerso nella natura e nella storia che consiglio a Biker allenati per la lunghezza ed il dislivello alcune salite sono dure e spezzagambe le difficoltà tecniche sono MC/BC alcuni tratti del percorso sono da evitare dopo abbondanti piogge, molti sono i cancelli da aprire e chiudere ma senza alcun problema. Buona pedalata.
 

Allegati

@OrsoGrigio66: Grazie!
@Nico80: Grazie!
@Montinvisibili: Escursione tanto impegnativa quanto bella....Marco! non ero mai stato a Monterano ed alla Caldara di Manziana....a volte si percorrono tanti Km e non conosci bene la tua regione....
Me ne sono accorto leggendo il tuo racconto che non c'eri mai stato. Pensa che io ci sono cresciuto da quelle parti, che mio padre lavorava a Vigna di Valle.
 
Molto bello complimenti.
Ho fatto anch'io più o meno questo itinerario in MTB intrecciando vari percorsi che ho sviluppato nella zona, che offre tanto sia all'escursionista che al ciclista.
 
@Montinvisibili: Lo so Marco che sei cresciuto in quelle zone...davvero belle...spesso visito il tuo blog ed ho visto alcuni itinerari in zona.....mi ero spesso ripromesso di visitare la Caldara di Manziana la Macchia Grande e Canale Monterano .....poi nelle mie escursioni montane ho conosciuto un biker della zona e mi ha fatto conoscere e ne ho approfittato.....
@mezcal: Grazie Sandro! Si ho letto una tua recensione.....sono zone che meritano......
 
G

Grado

Guest
Bellissimi paesaggi.. un pò mi dispiace per l'abbandono della vecchia ferrovia Orte-Civitavecchia, se un giorno dovessero riattivarla sarebbe molto comodo usufruire anche del treno.
 
Ogni tanto ci riprovano al ripristino con grande dispendio e spreco di danaro pubblico per poi abbandonare i lavori.Sarebbe tanto semplice e remunerativo trasformarla in percorso cicloturistico ed escursionistico tipo i trail americani. Le stazioni diventerebbero ostelli,persone che fanno le guide ecc.C'è sempre la scusa della "messa in sicurezza" frase quanto mai abusata. Ma sull'Appalachian trail americano pieno di orsi e dalle condizioni climatiche proibitive si fanno questi problemi? Se ci vai è a tuo rischio e pericolo,poi se hai bisogno di aiuto ed è possibile prestartelo bene, altrimenti pazienza! Qui si sa solo proibire,come il ponticello della ciclabile Ponte Milvio Labaro. Mi lasciano sempre interdetto quei cartelli tipo :" attenzione buche" oppure "caduta massi" invece di mettere il cartello attura le buche !! Piccolo OT: ieri in uno dei tanti ponteggi che decorano le strade ho visto un cartello in lamiera e stampato, quindi niente di artigianale, che diceva:"Attenzione caduta pesi dall'alto"...Avete mai visto dei pesi che cadono dal basso!:rofl:
 
...vecchia ferrovia Orte-Civitavecchia, se un giorno dovessero riattivarla sarebbe molto comodo usufruire anche del treno.
Se la vediamo nei termini "tanto qualcuno pagherà e quello non sarò io", chi non sarebbe d'accordo a riaprirla domani?
Se la vediamo come cittadini della regione Lazio finire a gravare nelle voci di spesa del trasporto locale, chi non direbbe che è una sciocchezza?

La storia della mancata riapertura (220miliardi di lire spesi e 123 stanziati) è su wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Civitavecchia-Orte#Elettrificazioni_sperimentali
 
Bisognerebbe fare una proiezione seria sulla effettiva frequentazione della tratta Certo se c'è una effettiva utenza che per lavoro si sposta dalla tratta Viterbo Civitavecchia va bene, se però sono solo una cinquantina di persone.. E' anche vero però che se si vuole ridurre lo spostamento su gomma bisogna darne la possibilità, il problema è che non si vuole..Parlando della regione Lazio non si pensa di dotare Rieti di una ferrovia che la colleghi con Roma e quotidianamente sono moltissime le persone che si recano al lavoro nella capitale,molte tratte frequentatissime dai lavoratori hanno l'assurdità del binario unico che fa perdere ai pendolari ore di vita.Però si pensa alla alta velocità su tratte fuori dalla esigenza comune.Non è che uno tutti i giorni fa avanti e indietro con Milano,piuttosto con Roma Viterbo Rieti Latina ecc.Non facciamo ridere i polli!! Il fatto oramai conclamato è che è tutta una speculazione il cui ultimissimo pensiero è il bene comune.
 
Ultima modifica:
Sono anni che si parla di questo tratto che mai ha decollato come trasporto di persone in quanto nasceva per volere del Duce per portare l'acciaio dui Terni a Civitavecchia la linea ha un nuomero notevole di ponti ormai non in buone condizioni in quanto taglando il terriotorio in maniera trasversale era inevitabile forse una riapertura limitata dipo da capranica ad orte a scopo turistico con una piccola locomotiva storica a vapore avrebbe senso !
 

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