Escursione La Montagna dei Fiori ed i "quattro+tre dell'ave Maria"

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Data: 24 maggio 2017
Regione e provincia: Abruzzo, Teramo
Località di partenza: Macchia da Sole (frazione di Valle Castellana)
Località di arrivo: Macchia da Sole (frazione di Valle Castellana)
Tempo di percorrenza: circa 10 ore
Chilometri: quasi 19
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: al di là del dislivello e della lunghezza, la vera difficoltà è l'assenza di segnaletica e spesso anche di traccia decifrabile.
Periodo consigliato: senza neve per la zona delle Porchie, tutto l'anno la vetta dove ha sede anche una stazione sciistica
Segnaletica: scarsa tendente all'inesistente
Dislivello in salita: 1048
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 1814m Monte Girella
Accesso stradale:


Descrizione

Svincolato dal compito del racconto tecnico/descrittivo visto l'imperdonabile ritardo rispetto allo splendido racconto di Marco @Montinvisibili provo a raccontare più soggettivamente quella che è stata per me una splendida giornata di montagna, ma soprattutto una splendida giornata sotto il profilo umano grazie all'incontro ed alla condivisione del cammino - su una montagna defilata dalle grandi rotte come poche altre lo sono in zona - con persone speciali... passo quindi alle foto, corredate dalle mie impressioni, che sono state tante ed anche non tutte facili visto che ho quasi preso un colpo di sole a causa della crapa pelata non coperta a dovere, probabilmente a causa dell'emozione dell'incontro e dalla foga delle chiacchiere.

Ma basta parlare, partiamo...

Ci incontriamo a Macchia da Sole, un borgo che si avvicinava all'oblio già prima del terremoto ma ora sembra davvero condannato (però voglio essere ottimista, ci spero) dopo le presentazioni umane e canine con me, Leonardo, Zoe, Alfredo, Marco ed il simpaticissimo quadrupede "Soldatino" il sole ci accoglie già caldo sulla brecciata che ci porterà alla prima tappa, i ruderi di castel Manfrino... Mi sono sentito subito a mio agio con Marco e Alfredo, così come Zoe con loro e Soldatino, pure Linda e Leo, c'è una bella atmosfera di gioia e desiderio di scoprire, la luce sembra assecondare questa immagine mentale fuori dal tempo


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Giungiamo ai ruderi con passo allegro e chiacchierando di mille argomenti, con piacere noto che i lavori di consolidamento ed allestimento delle passerelle sono andati avanti... questo luogo merita, spero piaccia anche ai nuovi amici ed ho la netta impressione che sia così


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Da qui si parte per la prima cialtronata della giornata, siamo o non siamo il club dei cialtroni della montagna? Quindi su un sentiero che dice di esserci ma spesso si nasconde, puntiamo il borgo abbandonato di Canavine mentre le Porchie, bastioni rocciosi del monte Girella e nostra destinazione intermedia, ci osservano severi.


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Canavine è anche l'ultimo ed unico punto d'acqua per gli umani (c'è una fotana in paese, nei pressi della chiesa), il fontanile è sempre una visione mistica in montagna, oggi con questo caldo forse lo è di più...

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Qui c'è uno dei pochi segnali, un timido segnavia alle spalle del fontanile, noi dobbiamo puntare le Porchie. C'è qualche ometto di pietra, ma sapere la direzione da prendere e dove svoltare aiuta perchè non vi sono segni o tracce.
O meglio ci sono tracce ma non sono quelle che ci interessano, portano altrove o da nessuna parte... comunque la salita qui si fa più intensa, il caldo si fa sentire anche perchè la quota altimetrica è modesta (il paesaggio e la compagnia decisamente no) si procede con qualche sosta appena un po' di ombra si fa invitante

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Lo strappo finale nel bosco mi toglie il fiato, non ho coperto il capo sino a questo punto e ora pago dazio... faccio fatica, più di quanto la mia cialtroneria me ne faccia fare di solito, ma i miei compagni sono pazienti e mitigano il loro passo brioso... un'ultima sosta all'ombra e poi attacchiamo le Porchie, sempre con una pendenza che si fa rispettare.

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Il sentiero a mezzacosta è aereo, il panorama di qui splendido ma il cielo si è fatto bianchiccio quando arriviamo al valico che ci introduce al vallone del Vescovo... il presidente osserva un paesaggio che io so essere mutato rispetto a quello brullo visto sino ad ora, Soldatino mi precede con le sue zampette vispe

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Da qui è anche possibile godere il primo affaccio sulle Porchie e sul paesaggio sottostante, da qui si ha maggiore contezza della salita fatta fino a questo momento


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E poi c'è la prima caciara della giornata, capanne in pietra utilizzate dai pastori, che è anche la prima occasione di saggiare l'aspetto culinario della giornata, un bel panino con la salsiccia "spalmabile" che si usa da queste parti corrobora il corpo ed anche lo spirito. Desinare insieme è un altro modo di cementare rapporti, peccato solo che il grigio si sta facendo più incombente.

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Nuovamente con un bel taglio a mezzacosta del vallone, raggiungiamo la stazione sciistica di questa piccola montagna (loc. San Giacomo) ed anche la prima vetta, il monte Piselli che richiede una cinquantina di metri di sforzo rispetto al pianoro che ci ha accolti, ma io passo la mano. Le vette non mi hanno mai ammaliato troppo e poi come dicevo le energie latitano, meglio rifiatare, aspetto la compagnia alla base della montagnetta e quando tornano ci prendiamo un altro po' di tempo per chiacchierare... una volta tanto, devo dire, la fotografia mostra l'atmosfera che si respira nel gruppo... in pratica ride anche Linda

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Seguiamo una piccola valle per raggiungere un'altra caciara, dopo le foto di rito ce la lasciamo alle spalle, stranamente sono riuscito ad anticipare il gruppo, ma l'ho fatto anche perchè so che c'è l'ultimo strappo prima del largo pianoro che ci porterà alla vetta del monte Girella, mi volto e scatto la fotografia di questa cresta pietrosa che continua ad affascinarmi ogni volta che la percorro


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Attingo come posso alle mie energie colpite duramente dal sole per l'ultima salita della giornata, i miei compagni mi attendono, rallentano, il gruppo comunque procede a fisarmonica e questo mi piace a prescindere dalle mie gambe lente (che comunque mi fan sentire in colpa) perchè da l'idea di un insieme dinamico, che reagisce plasticamente al sentiero ed ai discorsi, la voglia di stare insieme, ma senza ansie. Senza forzare, ognuno coi propri pensieri, ma comunque insieme. La croce di vetta è avvolta da nuvole basse, camminiamo un po' attorno per intuire i panorami, da qui si vedrebbe benissimo il vicino mare Adriatico, poi accade che finalmente qualcosa si muove e le nubi si diradano

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La nuova condizione meteo sembra un invito a scendere per l'altra tappa della giornata, il "lago" (è proprio il toponimo del posto, lago appunto) ubicato sopra le Porchie che è anche il posto prescelto per il pranzo... la fame inizia a mordere, per fortuna che l'avevamo messo in discesa nel programma di viaggio! E mentre le nubi sulla Laga ci raccontano di pioggia, da noi appare un timido celeste nel cielo

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Il lago è sempre uno spettacolo, forse per la sua posizione e collocazione che non ti aspetti, oggi anche perchè abbiamo il piacere di farlo ammirare ad amici venuti qui appositamente dopo un viaggio di diverse ore. Il sole pare tributare questo evento regalandoci qualche raggio che accende i colori mentre i nostri amici a quattro zampe si fiondano a rinfrescarsi e bere.


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Parte una timida lotteria sulla scelta del posto dove mangiare, io sarei da lago o da Caciara che è poco più avanti (si vede in alto destra nella foto precedente) ma @Leo da solo non vuole sentire ragioni: lo strapiombo delle Porchie offre una vista che non può essere lasciata lì ed ha ragione...
Con una affaccio meraviglioso ci sediamo a gustare il timballo alla teramana che ha preparato con perizia ed impegno, la caffettiera è già sul fornello, un po' di pecorino tagliato grossolanamente accompagna il succulento timballo ed anche il bicchiere di rosso montepulciano d'abruzzo che non poteva mancare per brindare a questa giornata


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Sono cotto, ma felice. Il sole mi ha proprio schiaffegiato, ma il piacere della montagna e della condivisione è talmente forte che respinge qualsiasi malessere, e poi sta uscendo il sole e sono davvero contento che i nostri amici potranno ammirare queste bellezze con la giusta luce...

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Si scopre il Gran Sasso all'orizzonte, da un balcone inedito, non si può fare a meno di fotografarlo anche se siamo in partenza per il rientro

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Ed il sole diventa sempre meno timido, il vallone del Vescovo quasi non sembra quello dell'andata, sono sempre più felice dei colori che so rimarranno impressi sulle foto e nei ricordi di Marco e Alfredo

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Sento di nuovo un certo vigore, sarà forse il sole? No, decisamente è la discesa, comunque mi ritrovo ad anticipare il gruppo ed è bello vederli immersi in questi luoghi illuminati da nuova ed ammaliante luce


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Non è mio costume fotograficamente parlando, ma la giornata è speciale e scatta quindi la foto ricordo al valico delle Porchie

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Quasi come a sentire l'esperienza che si avvia alla fine, sebbene manchi ancora un po', mi soffermo a pensare sulla presenza su questi affacci di Marco

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e di Alfredo: che penseranno di questa montagna dei Fiori? Questa montagnetta che ha stregato me ed il socio Leo? Lo penso senza ansie, solo con l'auspicio che si siano sentiti anche loro in un posto speciale


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La discesa è ripida, quasi stupisce pensare che all'andata siamo passati da qui ed anche se il sole cala, perdiamo quota ed il caldo ricomincia a farsi sentire, l'ingresso nel bosco è una buona occasione per bere e far bere i nostri amici a quattro zampe


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Fuori dal bosco mi ritrovo di nuovo ad anticipare il gruppo, in discesa sono un mito... mi volto a guardare i miei compagni e mi ritrovo a pensare che potremmo sembrare un po' qualcosa tipo "i quattro+tre dell'ave Maria" in questo paesaggio dimenticato dagli uomini...

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E poi mi soffermo sul nostro "presidente onorario" del club dei Cialtroni, su Marco, che è stato il fulcro che ha catalizzato questo incontro... sono davvero felice di averlo conosciuto, ancor di più di aver camminato con lui (anche con Alfredo, un grande!).

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Difficile trovare una foto conclusiva per una giornata così densa. Al ritorno io e Leo avevamo cercato di pianificare un modo per evitare la mezz'oretta di strada bianca sino al paese, ma poi ci eravamo detti che poteva essere un modo per defaticarci da sentieri decisamente impervi, nonché un'ottima occasione per concludere le nostre chiacchierate continuando a camminare ma con piede più sereno.
E così è stato, prendiamo la sterrata che ci riporterà alle macchine e contemplo davanti a me i nostri tre amici pelosi che ci hanno accompagnato con simpatia, affetto e grande spirito: questa brigata cialtrona è davvero uno spasso, spero si riunisca nuovamente su altre montagne, in ogni caso è una giornata che mi porterò per sempre nel cuore.


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Alla prossima!
 

Ultima modifica:
#2
Gran bella giornata quella! Non c'è che dire!Foto e racconto sempre da leggere tutti d'un fiato. Sulla questione salita c'è da dire che da cannavine in poi il percorso scomodo (per di più mezzo pulito dai Mazzmarill del posto :rofl:)-divinità antiche,stile gnomi,e dispettoso della tradizione popolare Abbruzzese/Teramana -, e il dislivello concentrato , non sono affatto banali, con quell'afa poi.... io non avuto la sensazione che ci frenassi o di aspettare. A dirla tutta ho capito che eri in riserva solo quando hai passato sull'affaccio del terrazzone del Piselli, per risparmiare energie.
Per Marco è stata una sensazione strana perché stavo,e sto ancora, leggendo il suo Libro saltare lo steccato, per cui vedere tre personaggi (Marco,Alfredo,e Soldatino) di un libro dal vivo ha reso, la prima parte sopratutto,la camminata un tantino surreale che non guasta mai.Atmosfera piavevole e serena, da sembrare impossibile con una così numerosa armata di cialtroni guidata dal grande condottiero Cinciskan :biggrin:.
La penultima foto è stata una sorpresa quel giorno!Vedere quei bastioni così verdi! L'i avevo sempre visti con colori più dorati stile western oppure bianchi di neve. La primavera in quei pratoni rende giusto nome alla montagna dei fiori. Si spera in un bel bis ,o magari istituire un "giorno" all'anno per un tributo a qualche montagna,anche,forse meglio, defilata come questa "montagnetta". Bravi i cani a portarci a spasso tutto il giorno:p
 
#3
Aspettavo con trepidazione questo tuo racconto e l'attesa non ha deluso le aspettative: ho rivissuto quei momenti di risate, gioia e condivisione con persone (per tacer dei cani) sconosciute che mi è sembrato di conoscere da sempre. E probabilmente questa è un'altra cosa di cui dobbiamo essere grati ad @AndreaDB.
Senza trascurare lo scenario, una montagna - ma direi un piccolo mondo - che per vedute e ambienti vale tutte le tre ore di viaggio da Roma.
In effetti se non ce lo dicevi tu neanche io mi ero accorto della tua temporanea difficoltà. Penso che ci fai più energici di quanto realmente siamo. E poi quel giorno l'afa durante la salita picchiava duro.
Che dire altro... ce ne saranno altre, certo, perché siamo montanari rudi, ma in quella foto ridanciana, con Linda in mezzo a noi... stavamo ammirando un fiore.
Grazie ancora per l'opportunità a te e a @Leo da solo.
P.S. Ora giro il tutto a Alfredo Cinciskan, che se ne sta spaparanzato sulle spiagge calabre con Soldatino e famiglia.
 
#4
Complimenti, ragazzi.
Questo è il miglior esempio che io conosca sull'utilità di un forum.
Non vorrei apparire troppo scontato e tradizionalista, ma in questi tempi in cui si vive di eccessi virtuali e le distanze fisiche tra le persone sembrano essere diventate incolmabili, ecco che i membri di un social smettono di essere nicknames e si ritrovano su un sentiero a condividere emozioni, storie, racconti, risate e cibarie, trascorrendo insieme una giornata da ricordare, forse una delle tante passate in montagna ma sicuramente diversa dalle altre.
Questo è un fatto e gli riconosco un elevato valore umano e intellettuale.
Applausi!
 
#5
Gran bella giornata quella! Non c'è che dire!Foto e racconto sempre da leggere tutti d'un fiato. Sulla questione salita c'è da dire che da cannavine in poi il percorso scomodo (per di più mezzo pulito dai Mazzmarill del posto :rofl:)-divinità antiche,stile gnomi,e dispettoso della tradizione popolare Abbruzzese/Teramana -, e il dislivello concentrato , non sono affatto banali, con quell'afa poi.... io non avuto la sensazione che ci frenassi o di aspettare. A dirla tutta ho capito che eri in riserva solo quando hai passato sull'affaccio del terrazzone del Piselli, per risparmiare energie.
Per Marco è stata una sensazione strana perché stavo,e sto ancora, leggendo il suo Libro saltare lo steccato, per cui vedere tre personaggi (Marco,Alfredo,e Soldatino) di un libro dal vivo ha reso, la prima parte sopratutto,la camminata un tantino surreale che non guasta mai.Atmosfera piavevole e serena, da sembrare impossibile con una così numerosa armata di cialtroni guidata dal grande condottiero Cinciskan :biggrin:.
La penultima foto è stata una sorpresa quel giorno!Vedere quei bastioni così verdi! L'i avevo sempre visti con colori più dorati stile western oppure bianchi di neve. La primavera in quei pratoni rende giusto nome alla montagna dei fiori. Si spera in un bel bis ,o magari istituire un "giorno" all'anno per un tributo a qualche montagna,anche,forse meglio, defilata come questa "montagnetta". Bravi i cani a portarci a spasso tutto il giorno:p
Ahaha non avevo mai pensato di essere un "mazzmarill" :biggrin:

Si, ero proprio cotto ad un certo punto ed è stato formativo perché ho dovuto attingere energie in posti che non conoscevo della mia testa... però ho potuto farlo solo perché la compagnia mi ha aiutato ;)
 
#6
Aspettavo con trepidazione questo tuo racconto e l'attesa non ha deluso le aspettative: ho rivissuto quei momenti di risate, gioia e condivisione con persone (per tacer dei cani) sconosciute che mi è sembrato di conoscere da sempre. E probabilmente questa è un'altra cosa di cui dobbiamo essere grati ad @AndreaDB.
Senza trascurare lo scenario, una montagna - ma direi un piccolo mondo - che per vedute e ambienti vale tutte le tre ore di viaggio da Roma.
In effetti se non ce lo dicevi tu neanche io mi ero accorto della tua temporanea difficoltà. Penso che ci fai più energici di quanto realmente siamo. E poi quel giorno l'afa durante la salita picchiava duro.
Che dire altro... ce ne saranno altre, certo, perché siamo montanari rudi, ma in quella foto ridanciana, con Linda in mezzo a noi... stavamo ammirando un fiore.
Grazie ancora per l'opportunità a te e a @Leo da solo.
P.S. Ora giro il tutto a Alfredo Cinciskan, che se ne sta spaparanzato sulle spiagge calabre con Soldatino e famiglia.
Carissimo Marco, sei troppo gentile... c'erano un po' di refusi perché ieri a mezzanotte ho caricato il topic ma si è bloccato ed ho perso tutto, ho appena potuto rimetterci mano sperando di non aver tralasciato nulla.
Ma al di là dei refusi, dicevo, sei troppo gentile perché il mio ritardo è imperdonabile ed il mio racconto direi nulla di che rispetto alla sostanza... anzi, una giornata così bella ho avuto spesso il timore di sminuirla con parole non appropriate.
Come dicevo a Leo io lo sentivo che qualcosa non andava ad un certo punto ed il nostro autoscatto con timballo è palese perché sono paonazzo ed ho le occhiaie alla Bud Spencer per restare in tema. La cosa fortunatamente non ha rovinato la giornata, ma sono stato incauto e non deve accadere più, un altro splendido insegnamento di questa esperienza insieme. Comunque si, l'afa picchiava duro!
Ti ringrazio davvero di cuore per l'apprezzamento, salutami tanto Alfredo e se ti capita fai una carezza a Soldatino, spero davvero di rifare qualche pezzetto di strada e di vita insieme un'altra volta.
 
#7
Complimenti, ragazzi.
Questo è il miglior esempio che io conosca sull'utilità di un forum.
Non vorrei apparire troppo scontato e tradizionalista, ma in questi tempi in cui si vive di eccessi virtuali e le distanze fisiche tra le persone sembrano essere diventate incolmabili, ecco che i membri di un social smettono di essere nicknames e si ritrovano su un sentiero a condividere emozioni, storie, racconti, risate e cibarie, trascorrendo insieme una giornata da ricordare, forse una delle tante passate in montagna ma sicuramente diversa dalle altre.
Questo è un fatto e gli riconosco un elevato valore umano e intellettuale.
Applausi!
Non ti trovo affatto scontato, carissimo Stefano, anzi... quello che scrivi mi riempie personalmente di gioia perché significa che sono riuscito a trasmettere la positività dell'incontro e della giornata (e ci aggiungo anche il "campo da gioco").
Grazie di cuore!
 
#10
Complimenti, ragazzi.
Questo è il miglior esempio che io conosca sull'utilità di un forum.
Non vorrei apparire troppo scontato e tradizionalista, ma in questi tempi in cui si vive di eccessi virtuali e le distanze fisiche tra le persone sembrano essere diventate incolmabili, ecco che i membri di un social smettono di essere nicknames e si ritrovano su un sentiero a condividere emozioni, storie, racconti, risate e cibarie, trascorrendo insieme una giornata da ricordare, forse una delle tante passate in montagna ma sicuramente diversa dalle altre.
Questo è un fatto e gli riconosco un elevato valore umano e intellettuale.
Applausi!
Cercare un elevato valore umano è il fine ultimo di un club di cialtroni della montagna:lol:: dove la Metà in realtà è solo la scusa per percorrere il Sentiero,è solo un punto morto,un'altra scusa per ricominciare a mettere i piedi in un nuovo spazio/tempo,in un nuovo o cambiato sentiero.In realtà (sono tutte opinioni personali poi) la bellezza sta propio nel "durante":quando si tirano fuori le nostre migliori capacità per il raggiungimento di quel punto quasi inutile che è la meta di un obbiettivo.Dico così perché si prova piacere anche a camminare e basta,o comunque spostarsi, e quindi cambiare geograficamente la visuale del globo.
Montanari,vagabondi,girovaghi e in qualche modo sotto l'influenza di Saturno(per dare un valore intellettuale :biggrin::biggrin:), si attirano come pezzi di ferro sotto la grande calamita del forum-si!gran bel sito Avventurosamente!
Gli applausi sono per tutti coloro che si adoperano,noi inclusi ovviamente,per far si che tutte queste parole,foto e meningi del contenitore diventino realtà condivisa non virtuale ma "camminata",per chi può o ha un occasione per farlo,e diventi anche motivo di crescita umana/intellettuale. :si:
 

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