La montagna e la solitudine del tramonto.

Sera a tutti, oggi ho un pensiero un po' malinconico, che vorrei dividere con voi, e sapere il vostro punto di vista.

Mi è capitato di fare un discreto numero di uscite che comprendevano il pernotto fra i monti.
Come tutti sappiamo queste uscite prevedono un grande tempo morto, quando la sera arriva, fra il momento in cui si smette di camminare a quando ci si accampa e si arriva a dormire, che può durare anche diverse ore.
Ebbene, a parte in un paio di casi in cui mi è capitato, magari per la sosta eccessivamente lunga, di annoiarmi, quel momento serale l'ho sempre vissuto con bellissime sensazioni di ricarica, di trovarmi al posto giusto, di contatto con la natura....

però...

però stavo già bene di mio.
Invece questa settimana mi è capitata una cosa strana, avrei voluto fare un pernotto facile qui sulle prealpi, ma ho rinunciato perché, avendo molti pensiero negativi per la testa, avevo paura di farmi 4-5 ore in mezzo al nulla.
Paura proprio, che quei pensieri crescessero nella solitudine e mi portassero a una brutta esperienza e alla tristezza.
alla fine non sono andato.

Dove voglio arrivare?
Mi interrogavo sul fatto che la montagna funga come una sorta di "amplificatore".
Andiamo su carichi, che stiamo bene? Staremo benissimo.
Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa? Dove ci sono molte più distrazioni, volendo?
Che ne pensate?


PS:
Prima che qualcuno si pensi di consigliarmi qualche terapia a base di prozac, vorrei rassicurare tutti sul fatto che è stata solo una giornata no, nel complesso sto alla grande :biggrin:
 
Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa?
Che ne pensate?

Penso proprio di no!!

Ti dico la mia, ho la mia amica pelosa, che vedi qui in foto, che è sempre venuta con me in montagna, esperienze fantastiche con lei al mio fianco, ora sono mesi che sta male, forse non si riprenderà mai abbastanza per seguirmi di nuovo, da quando si è ammalata non sono più uscito nemmeno io, perché avevo paura di come avrei vissuto la cosa, sabato scorso invece l'ho fatto, sono salito sul Monte Autore qui nei Simbruini, dove spesso siamo stati insieme quando avevamo bisogno di una bella sgambata vista la vicinanza a Roma dove vivo, non nego qualche lacrima su alla croce, ma alla fine sono stato felicissimo di averlo fatto, mi ha ricaricato di tutto lo stress accumulato in questo periodo, e spero con tutto il cuore che un poco farà bene anche a lei, spero di averle trasmesso un poco di energia positiva di quella che ho riportato indietro, penso di si, perché quando sono rientrato in casa mi ha annusato e festeggiato in maniera particolare, come se avesse capito che l'ho fatto anche per lei...ma sono sicuro che lo ha capito...
 
...
Dove voglio arrivare?
Mi interrogavo sul fatto che la montagna funga come una sorta di "amplificatore".
Andiamo su carichi, che stiamo bene? Staremo benissimo.
Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa? Dove ci sono molte più distrazioni, volendo?
Che ne pensate?
...
Troppo soggettivo per trarre una conclusione che non sia personale.

Io tendo a non aprirmi molto per cui anche i momenti di difficoltà, ahimè, li affronto spesso da solo. Con quest'ottica, le uscite in montagna mi permettono di trovare una situazione in cui posso dedicare tutta la mia attenzione a me stesso.

I gesti semplici, misurare il passo e il fiato, calcolare le distanze e i tempi, mi portano a eliminare tutte quelle sovrastrutture che appesantirebbero il pensiero.
Generalmente quello che vedo attorno è semplice e bello, e ciò aiuta a considerare il lato positivo delle cose.

Quando arrivo nel luogo in cui montare la tenda sono spesso stanchissimo ma soddisfatto. Alcune volte mi sono portato un libro ma non ho mai letto nulla.
 
A volte non vado su'per piu' di un giorno
non perche' la montagna mi amplifichi la negatività
che in questo periodo comunque abbonda.In quel momento del giorno,dopo l'imbrunire,provo noia.Il buio ed il silenzio una volta mi affascinavano,ora proprio non sopporto piu' ,l'immobilita' dell'aria e di ciò che ho intorno.Questo in solitaria....
 
Caro Andrea, sei già consapevole di un certo meccanismo mentale che ci spinge a rimpinzarci di distrazioni per non ascoltare proprio ciò che turba il nostro cuore.
In questo momento sono appena tornato dalla montagna.
Oggi mentre camminavo tutto solo ho percepito un grande silenzio attorno a me e in quello spazio una grande rabbia e' emersa dalla mia pancia.
Così forte da farmi piangere.....
Stare nella solitudine , nella quiete, nello spazio aperto, mi ha sempre permesso di incontrare delle emozioni che is rimestavano nel profondo del mio cuore.
Molte volte Ho delle resistenze ma quando sono in montagna solo mi ci devo scontrare col mio disagio e questo mi rimette "in linea".

Se mi permetti l' unica cosa che mi sento di consigliarti e' di continuare ad ascoltarti e di concedere sempre a te stesso un momento di "verità".

Ma sempre con un atteggiamento gentile. Stare da soli e' un privilegio e non una forzatura.
Inoltre tieni presente che i fenomeni presenti nel nostro cuore mutano come le nuvole sulle cime delle montagne.
Osserva da te e presto mi saprai dire....
In bocca al lupo!
 
D

Derrick

Guest
La mia esperienza è diversa.
Ho vissuto momento di fortissimo stress in questi ultimi anni.
A volte mi sono portato in montagna queste situazioni di stress.

Ebbene, l'escursione ha sempre avuto un effetto molto positivo su di me. E' come un olio che fa sì che delle tessere di mosaico nella mia testa scivolino al loro posto. Il quadro può rimanere meno che idealmente chiaro, ma è comunque meno confuso, e le incazzature e le ansie si stemperano in una sorta di saggezza superiore.

Potrei fare un po' di retorica sulla natura che ci avvicina alle verità della vita e ci fa vedere i problemi di ogni giorno in una prospettiva che li fa apparire nella loro "piccolezza" anche se lì per lì sembrano più grandi di quello che sono, ma non lo faccio.

Penso infatti che più che alla montagna l'effetto positivo sia attribuibile allo sport in sé, alla sudata. Sarà meno poetico ma secondo me è più vero.
Accumuliamo tensioni che poi, stando sempre su una sedia, non "scarichiamo" e certe difficoltà della vita ci sembrano peggiori di quello che sono.

Fare sport - qualsiasi sport, ma all'aria aperta meglio - "scarica" le tensioni mentali, la mente si pulisce, si purifica, si affina e comincia a ragionare in modo diverso, meno emotivo, più distaccato, più "filosofico".

I "pensieri" accumulano "tensioni mentali" e queste vanno scaricate a terra con tante belle sudate, e dopo la sudata, oltre a dormire meglio - cosa importantissima - si ragiona meglio.

Per me ora lo "scaricare" è la montagna, in altre stagioni della mia vita è stato il podismo, o la bicicletta, ma questo ho sempre notato, che lo sport dirada la nebbia dello stress e fa vedere i problemi sotto una luce più nitida e meno drammatica.
 
Piccolo o.t.

Spero che il tuo cane si riprenda e che possiate ancora camminare insieme....


Nel mio caso la montagna mi fa benissimo quando sono stressato. Naturalmente "montagna" intesa come escursione senza tabelle di marcia, mete da raggiungere ad ogni costo ecc ecc...


Fare le cose senza dare troppo peso al tempo, è magnifico. Purtroppo nella vita odierna contano anche i secondi, andare in montagna da molta tranquillità.
 
Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa? Dove ci sono molte più distrazioni, volendo?
Io da una parte mi faccio ispirare dal "richiamo della foresta", sento il bisogno di andare e parto senza tanti progetti.

Ma ammetto che certe volte sacrifico un pò di tempo libero che potrei dedicare alla Natura perchè ho l'impressione che non riuscirei a goderne fino in fondo (di solito è dovuto al fatto che avendo i tempi stretti, rovinerei tutto stando sempre attaccato all'orologio come se stessi lavorando).

Altre volte, però, è capitato che mi facessi vincere dai problemi di tutti i giorni, dalla stanchezza e, perchè no, dalla pigrizia. Poi però mi sono reso conto che magari partivo un pò svogliato e, passo dopo passo, mi "slegavo" e non avevo più voglia di tornare indietro.

Questo per dire che certe volte è il primo passo ad essere il più difficile (ma non dico niente di nuovo).

Personalmente, la Natura mi dà sensazioni che vanno dalla serenità alla malinconia ma comunque sempre emozioni positive.
 
Personalmente posso dire che, da quando vado in montagna, ossia piu' o meno dall'eta' di 10 anni, non provo mai solitudine o angoscia durante le mie escursioni. Anzi, a maggior ragione quando le cose nella mia vita vanno male, in montagna trovo quella pace cosi' difficile da trovare e cosi' fugace..quando sono di cattivo umore, quando sono triste o quando mi rode, in montagna dimentico tutto e mi sento parte del mondo a cui so di appartenere..salgo sempre carico e pieno di entusiasmo (magari lo facessi anche nella vita privata e nel lavoro!)
Peccato solo di non poter sempre condividere questi momenti, comunque ripeto, la solitudine in montagna non mi pesa assolutamente.
Morale della favola: indipendentemente dal mio umore e dal periodo che sto vivendo, in montagna sto sempre bene :)
 
Ultima modifica:
Ho sicuramente meno della meta' della vostra esperienza e in Sardegna non mi e' ancora capitato di pernottare in montagna...mi piace pero' "far tardi" e amo sempre di piu' (sara' l'eta???) starmene a zonzo tra i boschi....e' chiaro che quando sento qualche rumore un po' di paura c'e',ma non tanto per il fugace incontro con un probabile animale...ma per il possibile incontro con qualche bracconiere (dalle mie parti e' sempre peggio):no::no:
Dipendente regionale a caccia di cervi nell’oasi Wwf, arrestato - Cronaca - La Nuova Sardegna
 

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Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa? Dove ci sono molte più distrazioni, volendo?
Che ne pensate?
..... che è impossibile dire a priori cosa uno deve o non deve fare poichè è estremamente soggettivo.

Ci sono delle volte che la solitudine, l'introspezione, aiuta a superare certe situazioni, ci sono delle volte che solo la "cagnara" aiuta a superare altre situazioni.

Ci sono stati momenti della mia vita che solo andando in giro senza meta mi aiutava e farlo in un ambiente a me caro (le montagne vicino a Cuorgnè) mi ha permesso di affrontarle, ci sono stati altri momenti che la solitudine, l'assenza di rumori, mi ha fatto solo aumentare la voglia magari di mandare a quel paese tutto e tutti ma in modo definitivo (e non è il massimo ;)) .... non c'è una formula magica universale per tutti .... se no come farebbero a vendere il prozac ?

Ciao :), Gianluca
 
serio:
Ho riletto il primo post e direi che per trovare una soluzione a quanto raccontato da Andrea,la cosa migliore da fare sarebbe andare in compagnia. (soluzione non sempre attuabile)

scherzoso:
Oppure (questa e' una mia personale soluzione da non praticare sopratutto se si e' da soli) in compagnia di una mezza bottiglia di buona grappa.. ma anche il limoncello o il nocino fatto in casa dovrebbero andar bene. Se fa' molto freddo copritevi perche' l'acool fa' brutti scherzi, lo sapete no....
 
Ohhhh ragazzi, ma da alcune delle vostre esternazioni sembra di leggere
le poesie di Giacomo Leopardi o equivalenti "poeti tristi" dell'ottocento !!! :)

Sarebbe bello capire un po' il dislivello e l'impegno di certe salite,
magari è il caso di metterci un po' di impegno fisico in più,
poi vedete che gira tutto molto meglio !

g
 
sono quasi emozionato e stavolta non intervengo per dare alcun consiglio.. dico solo che mi rispecchio in molti di voi che avete scritto e che mi capita di vivere sensazioni simili.. sarà questa magnifica natura che ha questo effetto su noi uomini..
volevo solo fare i complimenti a ognuno di voi per quello che avete scritto, sono proprio belle parole e uscite dal cuore.. mi limito a questo, bravi e un complimento a questo splendido forum :si:
 
)

scherzoso:
Oppure (questa e' una mia personale soluzione da non praticare sopratutto se si e' da soli) in compagnia di una mezza bottiglia di buona grappa.. ma anche il limoncello o il nocino fatto in casa dovrebbero andar bene. Se fa' molto freddo copritevi perche' l'acool fa' brutti scherzi, lo sapete no....
....ed accendete il fuoco lontano dalla tenda!! :biggrin::biggrin:
A me personalmente non è capitato di pernottare ancora fra i monti, xchè mi sono appassionato da poco al trekking e, andando in montagna con mia moglie, abbiamo sempre preferito soggiornare in una baita e fare escursioni giornaliere (anche se siamo già dotati di tenda Bertoni Nordkapp2 che spero di utilizzare presto, bimbo permettendo!), quindi non posso esprimermi sui momenti che precedono la notte, ma mi è capitata qualche escursione in solitaria con alzata di sabato alle 5 del mattino per raggiungere il punto di partenza in cui forse erano più le domande sul cosa stavo facendo e perchè, piuttosto che la reale voglia di vivere la natura, però devo ammettere che la montagna mi ha sempre ripagato, risollevandomi l umore e regalandomi istanti unici, che se vissuti in solitaria, hanno qcosa di speciale......:)
 
però stavo già bene di mio. Invece questa settimana mi è capitata una cosa strana, avrei voluto fare un pernotto facile qui sulle prealpi, ma ho rinunciato perché, avendo molti pensiero negativi per la testa, avevo paura di farmi 4-5 ore in mezzo al nulla. Paura proprio, che quei pensieri crescessero nella solitudine e mi portassero a una brutta esperienza e alla tristezza. alla fine non sono andato. Dove voglio arrivare? Mi interrogavo sul fatto che la montagna funga come una sorta di "amplificatore". Andiamo su carichi, che stiamo bene? Staremo benissimo. Ma se la giornata è storta... forse è meglio starsene a casa? Dove ci sono molte più distrazioni, volendo? Che ne pensate?
Mi aspettavo altri interventi ed il racconto pertinente di episodi particolari del tipo di quelli vissuti da Mystic qualche anno fa' e pieni di riflessioni e spunti per i momenti vissuti dentro una tenda alla fioca luce di una lampada frontale in alta montagna per intenderci, ma niente di niente....strano che con tutta sta' legna,il fuoco non accenda.....
 
Personalmente vivo l'esperienza contraria; quando ho qualche problema sento la necessità fisica di astrarmi da tutto in mezzo alla natura, ovviamente da solo. Il ritmo della camminata, ascoltarsi respirare, la fatica e la gioia di essere nell'ambiente che amo di più mi aiutano a tranquillizzarmi. Fissare il fuoco prima di andare a dormire...ipnotico...qualche settimana fa, avendo bisogno di "staccare" sono uscito per i boschi dietro casa (abito a Cels, in Val Susa) e mi sono portato nello zaino il flauto traverso...mi perdoneranno gli animali che ho disturbato ma suonare nel bosco, ascoltare l'eco della valle...è stato catartico.
 
secondo me la montagna semplicemente amplifica la solitudine, nel bene e nel male.
Spesso ci illudiamo di essere da soli ma non lo siamo veramente: uno è convinto di essere da solo quando non ha intorno nessuno, ma comunque normalmente abbiamo cose da fare, dal fare la spesa alla lavatrice, al portare l'auto dal meccanico e così via, tutte cose che seppur anche compiuti "da soli" ci distraggono dall'essere soli.
La solitudine della montagna invece è quella che non ti permette di evadere da te stesso: sei troppo lontano da casa per pensare di andartene, c'è troppo buio per poterti distrarre con altro che non siano le stelle e a quel punto l'unico posto dove lo sguardo e i pensieri si possono posare sono sul tuo animo. nel bene e nel male.
 
Ti sei già risposto da solo, ma l'amplificatore delle sensazioni non è la montagna bensì la SOLITUDINE.
E' risaputo: se stai bene, in solitudine starai benissimo; se stai male, in solitudine starai malissimo.

Che affetto possa avere il fattore montagna non so di preciso (non ho avuto esperienze di tristezze in ambiente montanaro), ma penso che sia meglio stare male in montagna che stare male nel proprio appartamentino di città.
La natura mi aiuta a ricordare che in fondo non siamo altro che animali e ,come tutti, destinati alla morte.
La città invece ci travolge nel suo vortice di.... illusioni di bisogni materiali e illusione di vivere in eterno.

Forse ,quando si sta male, la migliore cosa è andare in montagna in compagnìa. E magari ANCHE con (non "solo con") una boccia di vino.
 

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