Recensione La scimmia nuda

La scimmia nuda
Studio zoologico sull'animale uomo

Il concetto è semplice, bracardiano direi: l’uomo è una bestia. E alla luce di questa evidenza, l’etologo britannico Desmond Morris analizza lucidamente il nostro comportamento nei suoi momenti fondamentali: sesso, allevamento della prole, alimentazione, lotta, esplorazione, … Un comportamento evolutosi – ma non troppo – dai nostri progenitori e ancora fratelli primati. Ne viene fuori un ritratto dove gli istinti predominano, anche se spesso molti non se ne accorgono e anzi lo negano decisamente, lasciando via libera a tutte le nevrosi moderne. Un libro divertente e politicamente scorretto che oggi nessuno avrebbe più il coraggio di scrivere.
Bracardi chiosava: e la donna è due volte bestia.

“Quando una moglie rompe un vaso gettandolo per terra, in realtà quella che giace al suolo in piccoli pezzi è la testa del marito”.
Desmond Morris, La scimmia nuda, Bompiani
https://www.montinvisibili.it/la-scimmia-nuda-morris
03 La scimmia nuda.jpg
 
Quando usci,mi pare attorno al 1967 suscitò una infinità di polemiche perchè appunto sosteneva che gli esseri umani non si discostano nel comportamento e alcune volte si direbbe dal pensiero di altri primati. Curioso il particolare che ha cominciato a scrivere i suoi libri dopo essersi licenziato dalla carica di curatore allo zoo di Londra. Certo da leggere ma tenendo presente "l'apostasia" che rappresentava per la religione ed il pensiero scientifico di quegli anni.
 
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Sono senz' altro d' accordo che lo studio del comportamento animale dà molte più informazioni sul comportamento umano che non migliaia di anni di speculazioni filosofico-religiose.

Purtroppo oltre ad un radicale cambiamento di punto di vista ed alla ammissione che, come tutti i primati, l' essere umano ha l'istinto a competere con i suoi simili per l' accoppiamento, il cibo e la gerarchia - concetto credo ormai ampiamente assimilato anche dagli psicologi - dall' etologia umana credo che non ci si cavi troppo di più.

La società umana è molto più complessa, se in una guerra di predazione - come nel medio evo - o nel fenomeno di riduzione in schiavitù possiamo vedere lo specchio di qualcosa che succede anche nel mondo animale, se pensiamo ai vertici della malvagità umana, come lo stupro di Nanchino o la Shoah o alle armi di sterminio di massa non troviamo niente di vagamente simile nei comportamenti animali, come pure azioni di "empatia estrema" (salvare qualcun altro a proprio danno) difficilmente si trovano nel mondo animale.
 
Sono senz' altro d' accordo che lo studio del comportamento animale dà molte più informazioni sul comportamento umano che non migliaia di anni di speculazioni filosofico-religiose.

Purtroppo oltre ad un radicale cambiamento di punto di vista ed alla ammissione che, come tutti i primati, l' essere umano ha l'istinto a competere con i suoi simili per l' accoppiamento, il cibo e la gerarchia - concetto credo ormai ampiamente assimilato anche dagli psicologi - dall' etologia umana credo che non ci si cavi troppo di più.

La società umana è molto più complessa, se in una guerra di predazione - come nel medio evo - o nel fenomeno di riduzione in schiavitù possiamo vedere lo specchio di qualcosa che succede anche nel mondo animale, se pensiamo ai vertici della malvagità umana, come lo stupro di Nanchino o la Shoah o alle armi di sterminio di massa non troviamo niente di vagamente simile nei comportamenti animali, come pure azioni di "empatia estrema" (salvare qualcun altro a proprio danno) difficilmente si trovano nel mondo animale.
Giusto. Infatti quello voleva essere uno studio provocatorio tipico delle molte provocazioni di quegli anni. La ferocia gratuita degli esseri umani non è paragonabile a quella del leone che uccide la povera gazzella. Come pure fortunatamente l'istinto al soccorso tra umani e non. Indubbiamente abbiamo una parte animale diciamo pure animalesca e un qualcosa in più che alcuni chiamano Grazia, ma io non so come dire.
 
La ferocia gratuita degli esseri umani non è paragonabile a quella del leone che uccide la povera gazzella.
Paragone non calzante... :)

A proposito di ferocia, sempre rimanendo tra i leoni, quando un nuovo forte giovane maschio sconfigge il vecchio proprietario di un harem di femmine e gli subentra, la prima cosa che fa è uccidere tutti i leoncini presenti nel branco in quanto portatori di un DNA non suo...

In questo modo le femmine, non avendo più cuccioli da accudire, tornano in calore e si accoppiano con il nuovo maschio.
La Natura, a guardare bene, ci mostra atteggiamenti molto molto feroci...
 
Paragone non calzante... :)

A proposito di ferocia, sempre rimanendo tra i leoni, quando un nuovo forte giovane maschio sconfigge il vecchio proprietario di un harem di femmine e gli subentra, la prima cosa che fa è uccidere tutti i cuccioli di leone presenti nel branco in quanto portatori di un DNA non suo...

In questo modo le femmine, non avendo più piccoli da accudire, tornano in calore e si accoppiano con il nuovo maschio.
La Natura, a guardare bene, ci mostra atteggiamenti molto molto feroci...
Calzante,perchè non c'è mai il piacere della ferocia o il piacere di infliggere dolore come a volte tra umani. Gli animali pur per vari motivi uccidono e basta.
 
Bellissimo, pietra miliare dell'etologia umana.

Ha forgiato il mio pensiero.
L'ho riletto dopo trent'anni con lo stesso piacere.
Avrai letto allora anche dello stesso autore Il comportamento intimo?!
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Vabbè tanto per ridere, "Il più grande uomo scimmia del pleistocene", da leggere imho
Zio Vania è uno dei migliori personaggi della letteratura del '900.
A tal proposito, a scuola stanno uccidendo la voglia di leggere di mia figlia con Le mie prigioni, Ivanhoe, Benito Cereno e L'Amico ritrovato, quando potrebbero ogni tanto intercalarli con testi piacevoli e profondi come questo o tanti degli scritti di Calvino.
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molto interessante, molto poco noto.
Più che altro è molto vecchio: 1967. Comunque vende ancora bene e ne è uscita nel 2017 una nuova edizione con una prefazione aggiornata dell'autore.
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Quando usci,mi pare attorno al 1967 suscitò una infinità di polemiche perchè appunto sosteneva che gli esseri umani non si discostano nel comportamento e alcune volte si direbbe dal pensiero di altri primati. Curioso il particolare che ha cominciato a scrivere i suoi libri dopo essersi licenziato dalla carica di curatore allo zoo di Londra. Certo da leggere ma tenendo presente "l'apostasia" che rappresentava per la religione ed il pensiero scientifico di quagli anni.
Bisogna leggerlo tenendo presente che è un testo di 50 anni or sono, che la ricerca sul comportamento è andata avanti e anche che il nostro comportamento ha subito deviazioni e accelerazioni impensabili ai tempi. Anche i dati statistici che propone sono enormemente datati. Uno per tutti quello sull'infedeltà coniugale e la solidità del matrimonio che propone un 85% di matrimoni solidi.
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Per chi fosse interessato al comportamento dell'uomo partendo da basi di etologia, il testo migliore che esisita, a mio modesto avviso, è questo;

Grazie per la segnalazione. Di questo autore ho letto Amore e odio che mi è piaciuto moltissimo.
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Grazie per la segnalazione.
Grazie @OrsoGrigio66
Sono senz' altro d' accordo che lo studio del comportamento animale dà molte più informazioni sul comportamento umano che non migliaia di anni di speculazioni filosofico-religiose.

Purtroppo oltre ad un radicale cambiamento di punto di vista ed alla ammissione che, come tutti i primati, l' essere umano ha l'istinto a competere con i suoi simili per l' accoppiamento, il cibo e la gerarchia - concetto credo ormai ampiamente assimilato anche dagli psicologi - dall' etologia umana credo che non ci si cavi troppo di più.

La società umana è molto più complessa, se in una guerra di predazione - come nel medio evo - o nel fenomeno di riduzione in schiavitù possiamo vedere lo specchio di qualcosa che succede anche nel mondo animale, se pensiamo ai vertici della malvagità umana, come lo stupro di Nanchino o la Shoah o alle armi di sterminio di massa non troviamo niente di vagamente simile nei comportamenti animali, come pure azioni di "empatia estrema" (salvare qualcun altro a proprio danno) difficilmente si trovano nel mondo animale.
Eppure il nostro comportamento presenta anomalie nel bene (poco) e nel male (tanto) che possono essere studiate come aberrazioni di moduli istintivi, sui quali crea ancora più confusione l'azione di una mente senziente.
 
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