Escursione La Valle Tribolata (PC, alta val Nure)

Dati

Data: 22 ottobre 2019
Regione e provincia: Emilia Romagna, Piacenza
Località di partenza: Passo Crociglia
Località di arrivo: Passo Crociglia
Tempo di percorrenza: 3 - 4 ore circa
Chilometri:8 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: una parte del sentiero corre su un crinale esposto, richiede passo sicuro. Meglio non portare bimbi.
Periodo consigliato: basta che non ci sia neve o ghiaccio.
Segnaletica: CAI, abbastanza buona
Dislivello in salita: boh.
Dislivello in discesa: boh!
Quota massima: Monte Roncalla 1685 mslm
Accesso stradale: strada di val Nure, dal casello A1 di Piacenza Sud direzione Bettola. Superata Bettola, seguire per Farini, Ferriere, Selva. Superata anche quest'ultima località, dopo 1-2 km a destra in direzione Torrio, Capanna GAEP "Stoto". Superata la capanna (rifugio montano), dopo meno di 1 km un tavolo da picnic sulla sinistra indica che siamo arrivati al passo Crociglia. Lasciamo l'auto nel piccolo piazzale vicino alla zona picnic.
Traccia GPS: no.

Qualche foto:

Descrizione

Oggi vi porto in un severo ambiente montano, nonostante la quota non arrivi mai a superare i 1700 m. La zona in questione infatti reca i segni delle glaciazioni, con numerosi circhi glaciali ancora facilmente visibili. Cioè, ghiacciai appenninici che hanno lasciato il classico scavo nella montagna, come se un gigantesco cucchiaio l'avesse scavata. Il tutto, riempito sul fondo da cuscini basaltici, deposti dalla morena del ghiacciaio. E pensare che relativamente poco lontano si trovano fossili di balene!
Per di più, il tragitto oggi ci offre il meglio dell'autunno: una tavolozza di colori che va dal verde cupo a quello più tenue, al giallo, arancione, rosso, viola... uno spettacolo. In più, siamo sbucati dalle nuvole pochi km prima dell'arrivo, quando ormai temevamo di rimanere nel grigio. Ed invece, una giornata limpida, con un cielo indaco ed una temperatura ideale per camminare, né calda né fredda. Ma partiamo, che ne dite?
50 metri prima dei tavoli da picnic, sempre a sinistra arrivando dalla capanna GAEP, c'è un chiaro cartello che indica il sentiero 001 (attenzione a non andare a destra sul 107). In quota più o meno costante, un po' per prati ed un po' nel bosco, in modo davvero piacevole il sentiero ci porta nel giro di 20 minuti circa al primo bivio, che si supera tenendo la sinistra: da destra arriveremo a fine giornata. Dopo pochissimi passi, ecco un altro bivio. Noi proseguiamo diritti (a destra) sul 197, verso la prima cima della giornata, la Ciapa Liscia. A sinistra si va verso la "Trovina", un anfratto sulle cui rocce si trovano tracce di sepolture, probabilmente risalenti al paleozoico. Ma noi proseguiamo verso la vetta, invece di aggirarla in basso. Qui la salita c'è e ci fa rallentare un po'. Però il percorso si snoda sul margine della valle Tribolata, in pratica alla nostra destra c'è un salto di alcune centinaia di metri. Occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi: qui un ruzzolone sarebbe fatale, in molti punti. Dopo un po' raggiungiamo la sommità della Ciapa Liscia e ci godiamo il panorama, quasi a 360°. Quasi, perché, per pochi metri di altitudine, non siamo nel punto più alto.
Poco male: dopo qualche foto, via, verso il monte Roncalla, che raggiungiamo abbastanza rapidamente. Qui la vista è davvero spettacolare. Si vede tutta la testa della val Nure (Bue, Maggiorasca, Ragola), ma anche in lontananza la val d'Aveto, la val Trebbia, persino il solito ed inconfondibile Lesima, con la sua "palla" radar. Dietro di noi, il passo Crociglia con l'omonimo monte e dietro di lui il Carevolo e persino l'Osero. Peccato soltanto che la foschia impedisca di vedere le Alpi e le Apuane.
Dopo aver rifiatato, si riparte, direzione Groppo Rosso. C'arriviamo abbastanza rapidamente, anche perché adesso si scende, Anche qui, foto di rito sulla parte più alta della val d'Aveto, con Santo Stefano ed i suoi impianti di risalita in bella evidenza. Ma si scende ancora, rituffandoci in un bosco molto bello, per un sentiero molto fangoso (il giorno prima ha piovuto tutto il giorno). In pratica, stiamo tornando indietro, facendo un anello in senso orario intorno alla valle Tribolata.
La valle Tribolata oggi offre il meglio di sé: cielo azzurro, grandi rocce rotolate a valle dalla mano di un invisibile gigante e noi formichine che passiamo attraverso questa "morena".
Dopo parecchio fango, qualche scivolone ed aver il sottoscritto messo un piede nell'acqua, sbuchiamo nel pianoro che c'è alla base delle 3 vette che abbiamo toccato nel corso del nostro cammino. Anche qui c'è un'area picnic, ma è in ombra e tavoli e panche sono ancora fradici. Optiamo quindi,per fermarci a mangiare, di sedere su qualche basalto sferoidale, che sono rocce che somigliano a grossi cuscini. Duri, ma tutto sommato un buon compromesso, dato che sono al sole.
Fatto il nostro frugale pasto (anche il cane del mio amico ci scrocca qualche fetta di salame piacentino… irresistibile!), ripartiamo. Dopo un tratto in piano, si ricomincia a salire nel bosco, pieno di funghi! Purtroppo, neanche uno mangereccio. Dopo una salita piuttosto continua ma non particolarmente impegnativa, arriviamo al bivio di cui ho parlato all'inizio. Da qui, in un quarto d'ora (adesso siamo in discesa...) girando a sinistra, torniamo alla macchina.
 
Ultima modifica:
bel giro complimenti.
Per arrivare alla Ciapa Liscia avete fatto il sentiero attrezzato Ferrari?
No. Quello sale dal punto più basso della valle Tribolata, quasi in ortogonale, fino alla sella fra il Roncalla e la Ciapa Liscia. Credo che l'abbia tracciato mio cognato...:)
Io sono un tipo tranquillo. Ricordo Adolfo Ferrari, l'escursionista a cui è dedicato il sentiero attrezzato: abbiamo fatto una Marcialonga molti anni fa
Molti!!!
 
Dati

Data: 22 ottobre 2019
Regione e provincia: Emilia Romagna, Piacenza
Località di partenza: Passo Crociglia
Località di arrivo: Passo Crociglia
Tempo di percorrenza: 3 - 4 ore circa
Chilometri:8 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: una parte del sentiero corre su un crinale esposto, richiede passo sicuro. Meglio non portare bimbi.
Periodo consigliato: basta che non ci sia neve o ghiaccio.
Segnaletica: CAI, abbastanza buona
Dislivello in salita: boh.
Dislivello in discesa: boh!
Quota massima: Monte Roncalla 1685 mslm
Accesso stradale: strada di val Nure, dal casello A1 di Piacenza Sud direzione Bettola. Superata Bettola, seguire per Farini, Ferriere, Selva. Superata anche quest'ultima località, dopo 1-2 km a destra in direzione Torrio, Capanna GAEP "Stoto". Superata la capanna (rifugio montano), dopo meno di 1 km un tavolo da picnic sulla sinistra indica che siamo arrivati al passo Crociglia. Lasciamo l'auto nel piccolo piazzale vicino alla zona picnic.
Traccia GPS: no.

Qualche foto:

Descrizione

Oggi vi porto in un severo ambiente montano, nonostante la quota non arrivi mai a superare i 1700 m. La zona in questione infatti reca i segni delle glaciazioni, con numerosi circhi glaciali ancora facilmente visibili. Cioè, ghiacciai appenninici che hanno lasciato il classico scavo nella montagna, come se un gigantesco cucchiaio l'avesse scavata. Il tutto, riempito sul fondo da cuscini basaltici, deposti dalla morena del ghiacciaio. E pensare che relativamente poco lontano si trovano fossili di balene!
Per di più, il tragitto oggi ci offre il meglio dell'autunno: una tavolozza di colori che va dal verde cupo a quello più tenue, al giallo, arancione, rosso, viola... uno spettacolo. In più, siamo sbucati dalle nuvole pochi km prima dell'arrivo, quando ormai temevamo di rimanere nel grigio. Ed invece, una giornata limpida, con un cielo indaco ed una temperatura ideale per camminare, né calda né fredda. Ma partiamo, che ne dite?
50 metri prima dei tavoli da picnic, sempre a sinistra arrivando dalla capanna GAEP, c'è un chiaro cartello che indica il sentiero 001 (attenzione a non andare a destra sul 107). In quota più o meno costante, un po' per prati ed un po' nel bosco, in modo davvero piacevole il sentiero ci porta nel giro di 20 minuti circa al primo bivio, che si supera tenendo la sinistra: da destra arriveremo a fine giornata. Dopo pochissimi passi, ecco un altro bivio. Noi proseguiamo diritti (a destra) sul 197, verso la prima cima della giornata, la Ciapa Liscia. A sinistra si va verso la "Trovina", un anfratto sulle cui rocce si trovano tracce di sepolture, probabilmente risalenti al paleozoico. Ma noi proseguiamo verso la vetta, invece di aggirarla in basso. Qui la salita c'è e ci fa rallentare un po'. Però il percorso si snoda sul margine della valle Tribolata, in pratica alla nostra destra c'è un salto di alcune centinaia di metri. Occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi: qui un ruzzolone sarebbe fatale, in molti punti. Dopo un po' raggiungiamo la sommità della Ciapa Liscia e ci godiamo il panorama, quasi a 360°. Quasi, perché, per pochi metri di altitudine, non siamo nel punto più alto.
Poco male: dopo qualche foto, via, verso il monte Roncalla, che raggiungiamo abbastanza rapidamente. Qui la vista è davvero spettacolare. Si vede tutta la testa della val Nure (Bue, Maggiorasca, Ragola), ma anche in lontananza la val d'Aveto, la val Trebbia, persino il solito ed inconfondibile Lesima, con la sua "palla" radar. Dietro di noi, il passo Crociglia con l'omonimo monte e dietro di lui il Carevolo e persino l'Osero. Peccato soltanto che la foschia impedisca di vedere le Alpi e le Apuane.
Dopo aver rifiatato, si riparte, direzione Groppo Rosso. C'arriviamo abbastanza rapidamente, anche perché adesso si scende, Anche qui, foto di rito sulla parte più alta della val d'Aveto, con Santo Stefano ed i suoi impianti di risalita in bella evidenza. Ma si scende ancora, rituffandoci in un bosco molto bello, per un sentiero molto fangoso (il giorno prima ha piovuto tutto il giorno). In pratica, stiamo tornando indietro, facendo un anello in senso orario intorno alla valle Tribolata.
La valle Tribolata oggi offre il meglio di sé: cielo azzurro, grandi rocce rotolate a valle dalla mano di un invisibile gigante e noi formichine che passiamo attraverso questa "morena".
Dopo parecchio fango, qualche scivolone ed aver il sottoscritto messo un piede nell'acqua, sbuchiamo nel pianoro che c'è alla base delle 3 vette che abbiamo toccato nel corso del nostro cammino. Anche qui c'è un'area picnic, ma è in ombra e tavoli e panche sono ancora fradici. Optiamo quindi,per fermarci a mangiare, di sedere su qualche basalto sferoidale, che sono rocce che somigliano a grossi cuscini. Duri, ma tutto sommato un buon compromesso, dato che sono al sole.
Fatto il nostro frugale pasto (anche il cane del mio amico ci scrocca qualche fetta di salame piacentino… irresistibile!), ripartiamo. Dopo un tratto in piano, si ricomincia a salire nel bosco, pieno di funghi! Purtroppo, neanche uno mangereccio. Dopo una salita piuttosto continua ma non particolarmente impegnativa, arriviamo al bivio di cui ho parlato all'inizio. Da qui, in un quarto d'ora (adesso siamo in discesa...) girando a sinistra, torniamo alla macchina.
Gran bel giro, complimenti!
 
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