L'arte di camminare

L’arte di camminare
Chi segue le mie avventure peripatetiche avrà notato che mi piace associare il cammino alla riflessione personale. Non è cosa nuova, infatti, che tale semplice e continua occupazione sia in grado di stimolare il pensiero e di aiutare a risolvere i problemi.
E cammina cammina – visto che poi mi diletto e dare forma scritta a tanto strologare – mi sono ritrovato su carta con oltre 40 anni di riflessioni proprio sull’attività di camminare.
Perdonerete quindi questa mia nuova intrusione nel mondo dei libri con L’arte di camminare. Riflessioni – suddivise per argomenti e arricchite di citazioni a tema – sul camminare per valli, vette e sentieri e sui riflessi di tale semplice e antica attività sulla propria vita quotidiana.
Il libro è in vendita su Amazon e forse qualcuno (che ringrazio in anticipo) vorrà aggiungerlo alla sua biblioteca. E magari anche aggiungere poi qui ulteriori pensieri o critiche, sempre ben accette quando costruttive.

https://www.amazon.it/dp/B0G6DBY1XV?ref_=pe_93986420_774957520

Qui vi propongo la copertina e la prefazione
Cover Book_Marco Sances_esecutivo stampa-new.jpg


A parole, e nelle speranze, siamo tutti olistici; in pratica siamo immersi quotidianamente in un irrimediabile riduzionismo. Un riduzionismo di pigrizia che ci porta a separare, spezzettare, frantumare il mondo in piccole parti, nel tentativo, comunque infruttuoso, di comprenderlo e di dominarlo.
E così perdiamo qualcosa, perdiamo la visione d’insieme che sola ci permetterebbe di penetrare l’essenza delle cose e, soprattutto, di fondere noi stessi nel disegno comune, di trovare delle risposte e di sentirci finalmente sereni.
Ma forse non è esatto; un rimedio c’è: il cammino. Perché camminare non è solo l’attività fisica del porre un piede davanti all’altro: camminare è un’arte neuronale che mette il nostro limitato ammasso cellulare in simbiosi con l’universo.
L’atto stesso del cammino, il ritmico salire e scendere delle gambe è una sutura fra noi e il mondo che ricuce quel divario che da Adamo ed Eva in poi si è andato aprendo con il creato.
E allora io cammino, ovunque se ne presenti l’occasione, in campagna e in città, per colli e per monti, con la mente aperta e l’occhio vigile per cogliere quello che il mondo può farmi conoscere.
Perché camminare è un atto olistico.

Ecco a voi una serie di riflessioni, nate proprio nel corso di qualche decennio di cammino e che cercano di cogliere i molteplici aspetti di questa semplice e al tempo stesso complessa arte.
Arte, appunto, e non scienza, perché se come la seconda il camminare si configura come un metodo d’indagine sulla natura del mondo basato sull’osservazione, della prima possiede però tutto il bagaglio emozionale, sensoriale e anche ampiamente soggettivo.
Tant’è che con queste brevi considerazioni – a prima vista separate le una dalle altre – sono il primo a peccare di riduzionismo, a fornire quadri separati di una realtà univoca; che alla fine però, come in un mosaico, confido siano in grado di offrire una visione d’insieme del camminare.
Spunti per ulteriori riflessioni, inviti a mettersi in cammino, capaci forse di realizzare un libro da infilare nello zaino, quello che il filosofo britannico Aldous Huxley avrebbe potuto definire un buon libro da viaggio.
 

Avventurosamente guadagna dagli acquisti idonei dei prodotti linkati.

Grande! La tua sensibilità nel descrivere le emozioni oltre che i territori meritava un libro. E mi hai dato anche uno "spunto" per un regalo di Natale per gli amici camminatori.
 
Grande! La tua sensibilità nel descrivere le emozioni oltre che i territori meritava un libro. E mi hai dato anche uno "spunto" per un regalo di Natale per gli amici camminatori.
Grazie, spero che i tuoi amici non me ne vogliano.
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IL regalo. Per me e per tanti amici! Grazie Marco!
Mi farai sapere che me pensi.
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Bellissimo: "Un libro scritto con i piedi..." :rofl:
M'è venuto spontaneo
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Classe '66. Siamo coetanei. :)
Si va per i 60 :eek:
 
L’arte di camminare
Chi segue le mie avventure peripatetiche avrà notato che mi piace associare il cammino alla riflessione personale. Non è cosa nuova, infatti, che tale semplice e continua occupazione sia in grado di stimolare il pensiero e di aiutare a risolvere i problemi.
E cammina cammina – visto che poi mi diletto e dare forma scritta a tanto strologare – mi sono ritrovato su carta con oltre 40 anni di riflessioni proprio sull’attività di camminare.
Perdonerete quindi questa mia nuova intrusione nel mondo dei libri con L’arte di camminare. Riflessioni – suddivise per argomenti e arricchite di citazioni a tema – sul camminare per valli, vette e sentieri e sui riflessi di tale semplice e antica attività sulla propria vita quotidiana.
Il libro è in vendita su Amazon e forse qualcuno (che ringrazio in anticipo) vorrà aggiungerlo alla sua biblioteca. E magari anche aggiungere poi qui ulteriori pensieri o critiche, sempre ben accette quando costruttive.

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Qui vi propongo la copertina e la prefazione
Vedi l'allegato 274235

A parole, e nelle speranze, siamo tutti olistici; in pratica siamo immersi quotidianamente in un irrimediabile riduzionismo. Un riduzionismo di pigrizia che ci porta a separare, spezzettare, frantumare il mondo in piccole parti, nel tentativo, comunque infruttuoso, di comprenderlo e di dominarlo.
E così perdiamo qualcosa, perdiamo la visione d’insieme che sola ci permetterebbe di penetrare l’essenza delle cose e, soprattutto, di fondere noi stessi nel disegno comune, di trovare delle risposte e di sentirci finalmente sereni.
Ma forse non è esatto; un rimedio c’è: il cammino. Perché camminare non è solo l’attività fisica del porre un piede davanti all’altro: camminare è un’arte neuronale che mette il nostro limitato ammasso cellulare in simbiosi con l’universo.
L’atto stesso del cammino, il ritmico salire e scendere delle gambe è una sutura fra noi e il mondo che ricuce quel divario che da Adamo ed Eva in poi si è andato aprendo con il creato.
E allora io cammino, ovunque se ne presenti l’occasione, in campagna e in città, per colli e per monti, con la mente aperta e l’occhio vigile per cogliere quello che il mondo può farmi conoscere.
Perché camminare è un atto olistico.

Ecco a voi una serie di riflessioni, nate proprio nel corso di qualche decennio di cammino e che cercano di cogliere i molteplici aspetti di questa semplice e al tempo stesso complessa arte.
Arte, appunto, e non scienza, perché se come la seconda il camminare si configura come un metodo d’indagine sulla natura del mondo basato sull’osservazione, della prima possiede però tutto il bagaglio emozionale, sensoriale e anche ampiamente soggettivo.
Tant’è che con queste brevi considerazioni – a prima vista separate le una dalle altre – sono il primo a peccare di riduzionismo, a fornire quadri separati di una realtà univoca; che alla fine però, come in un mosaico, confido siano in grado di offrire una visione d’insieme del camminare.
Spunti per ulteriori riflessioni, inviti a mettersi in cammino, capaci forse di realizzare un libro da infilare nello zaino, quello che il filosofo britannico Aldous Huxley avrebbe potuto definire un buon libro da viaggio.
Mio!!
 

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Spero di non deludere un altro appassionato camminatore. Fammi sapere.
Ma figurati assolutamente!!
È già arrivato ma se non ti dispiace finisco un attimo la saga che sto rileggendo e poi mi butto dentro!!
La saga è quella di coleen mcculloug "i signori di Roma" che tra l'altro mi sento di stra consigliare!! Sono 7 volumetti da circa 800 pagine l'uno e si parte dall'ascesa di Caio Mario (110 a.c circa) fino al passaggio definitivo verso l'impero voluto da Ottaviano augusto (5 d.c. circa)
 
Ma figurati assolutamente!!
È già arrivato ma se non ti dispiace finisco un attimo la saga che sto rileggendo e poi mi butto dentro!!
La saga è quella di coleen mcculloug "i signori di Roma" che tra l'altro mi sento di stra consigliare!! Sono 7 volumetti da circa 800 pagine l'uno e si parte dall'ascesa di Caio Mario (110 a.c circa) fino al passaggio definitivo verso l'impero voluto da Ottaviano augusto (5 d.c. circa)
E meno male che sono volumetti!:rofl::lol:
 
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