Libro migliore di sopravvivenza

Come si fa a dire che non è importante sapere cosa si può fare con la corteccia del baobab girando sulle alpi ?..... non capisco :)

Ciao :si:, Gianluca

PS.: .... il problema d'imparare dal nonno (avendo ancora la fortuna di averlo in vita, io non sono così fortunato) è che il nonno non ha nelle sue ambizioni costruire una villa con piscina ed idromassaggio con il solo coltello ;) ..... potrebbe insegnarmi a fare un orto ma usando pala e zappa e non con il solo coltello ;) ..... potrebbe insegnarmi a pulire un coniglio ma poi lui lo metterebbe nel frigo ;)

In altre parole il nonno è fondamentale ma poi ti serve quel qualcosa in più che il nonno non ti può insegnare perché non è così scemo da giocare al sopravvissuto.
 
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Come si fa a dire che non è importante sapere cosa si può fare con la corteccia del baobab girando sulle alpi ?..... non capisco :)

Beh guarda, con il clima che cambia intanto si potrebbe imparare a usare gli alberi tropicali, quest'anno ha fatto caldissimo anche qui dove sono io a 1000 mt, in tre anni 32 gradi non li avevo ancora assaggiati :)

PS.: .... il problema d'imparare dal nonno (avendo ancora la fortuna di averlo in vita, io non sono così fortunato) è che il nonno non ha nelle sue ambizioni costruire una villa con piscina ed idromassaggio con il solo coltello ;) ..... potrebbe insegnarmi a fare un orto ma usando pala e zappa e non con il solo coltello ;) ..... potrebbe insegnarmi a pulire un coniglio ma poi lui lo metterebbe nel frigo ;)

Concordo, ne parlavamo in un altra discussione dove qualcuno voleva per forza trovare un coltellone che supplisse ad altri mille attrezzi che in realtà sono fondamentali se si vuol vivere la montagna e non giocare all'orso grills de noaltri. Questo però non vuol dire che non si possano imparare a costruire ripari o imparare tecniche varie, solo andrebbero trattati come strumenti di vita in montagna e non come armi per sfidare la natura. ma questi sono distinguo che potranno risultare chiari solo a chi per volontà o necessità vive la montagna ed il bosco quotidianamente o quasi e non in maniera sportiva. Ad esempio se so che starò fuori tot in zone impervie e che dovrò fare legna mi porterò qualche etto in più infilando l'ascia nello zaino, che mi permetterà di processare la legna in maniera più efficace e di risparmiare anche energie. In una di queste situazioni mi è capitato di dimenticare l'attrezzo, mi sono arrangiato con il coltello ma che fatica! A fare un lavoro di 10 min ci ho messo almeno mezz'ora.

la metto pratica: e un libro che insegni a fare un bel po' di cose, ma non di sopravvivenza?

Guarda, sul manuale del trapper trovi un sacco di cose interessanti, utili e meno utili, ma trattate bene e senza l'enfasi della sfida epica
 
l' autore consiglia come più adatto alla sopravvivenza un coltello a manico cavo quando i coltelli a manico cavo sono da evitare assolutamente perché hanno il codolo molto corto e per questo sono molto più fragili a grandi sollecitazioni

certamente sono d'accordo anch'io su questo punto, ma non facciamo di tutti, un erba,un fascio! se prendiamo i coltelli di rambo (1 e 2) certo che sono relativamente fragili, e dico relativamente !dipende sempre che c si fa! alcuni modelli forse i tarocchi hanno una piccolissima vitina a brugola laterale che preme e sottolineo preme sul codolo corto ! assssssolutamente scandaloso ! , altri copie hanno un piccolo dado da 10 che serrano il codolo, non solo corto, ma ristretto con un semplice segmento filettato M6 tipo questo qui sotto in figura|! ci credo che sono ciofeche , ma non tutti! alcuni sono davvero robusti ! non generalizziamo !
 

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Beh come per ogni cosa le eccezioni esistono ma sono eccezioni. lo dimostra il fatto che ai tempi di quando uscì Rambo 9 coltelli su 10 fra quelli in commercio erano coltelli con il manico cavo ed adesso sono quasi completamente spariti.
 
io adoro le eccezzioni! e a volte me ne forgio alcuni ! ma con codolo veramente robusto ! se visiti mio canale youtube ne puoi carpire qualche tecnica !
 
il miglior manuale IN ASSOLUTO è la rete!
ogni volta che ne ho comprato uno, iniziando a leggerlo non ho mai trovato scritto nulla di nuovo che non avessi letto/appreso prima su internet. quindi in pratica il libro diventa un compendio possibilmente da portarsi dietro (volendo). per questo ho comprato una chiavetta USB rugged nella quale caricare tutta la mia documentazione survivalist in formato pdf già precaricata sul tablet 7'' ma che in caso di catastrofe (e qui si aprono le 1000 discussioni) è sempre con me pronta per essere caricata su un qualsiasi supporto recettivo.
un buon manuale è il manuale di sopravvivenza dei Marines tradotto da Sophos in italiano che puoi trovare QUI.
Sono solo 482 pagine che stampate in formato 1/4 di A4 fanno 121 fogli un bel pò di toner e tanto ma tanto tempo ed altrettanta pazienza...
 
il miglior manuale IN ASSOLUTO è la rete!
vero, ma IMHO fino a un certo punto.
Primo punto. Ho letto le migliori nozioni sulla rete e contemporaneamente le peggiori. E, finchè non le sperimenti di persona, sono indistinguibili. In più, leggendo moltissimi blog e forum sull'argomento, ho notato una tempesta di aria fritta e strafritta. Morale: mi sono arreso a scrivere per me argomenti che sviluppo di persona, partendo magari da spunti letti su libri o su internet.
Es: il distillatore a pozzo (o condensatore a fosso o evaporatore con telo e buco che a dir si voglia) viene venduto e rivenduto in mille varianti e miliardi di risultati differenti. Avendolo provato di persona in molte versioni so chi inventa, chi riporta roba letta su altri blog e chi lo ha provato (sulla rete una ristrettissima minoranza). Eclatante un vecchio blog che sto ricercando senza successo in cui un ragazzo ha postato foto del distillatore, fatto in un campeggio con degli amici, raccogliendo più di un litro di acqua. Dopo alcuni mesi un suo amico commenta "Dude I'm sorry, we peed in that container. Epic prank. LOL"
Bravo chi si fida. Almeno chi scrive i libri dovrebbe e ripeto dovrebbe darti la garanzia di essere un esperto in materia.
Secondo punto. Mai succedesse un cataclisma, il cartaceo ti da supporto a lungo termine. Se non hai energia, si rompe o si guasta il lettore, si corrompe il file... resti senza la minima nozione. Se impari, trascrivi, impermeabilizzi e porti con te un piccolo quadernetto hai più possibilità di avere a disposizione info utili e/o necessarie. Poi tutti i gusti sono validi
 
il cartaceo ti da supporto a lungo termine
la mia libreria pdf è di circa 1,3G tra testi (circa 83) in italiano (pochi) ed inglese (la maggior parte).
ci vorrebbe una bella stampante, una pila di toner una offerta di toner chessò da lidl e tanto ma tanto tempo per stampare tutto anche in formato libro (4 pagine in un foglio A4 fronte retro) e conservare tutto...
ma sai che lavoraccio però... preferisco confidare nell'affidabilità di un e-book reader e ficcarci tutto dentro :)
se poi voglio farla più completa posso avvolgerlo (l'e-book o affini) in un foglio di mylar e tenerlo/i dentro il microonde. più di così...
 
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Oppure potresti studiare una custodia per e-reader in kevlar con strato antiurto circondata da una sottile gabbia di faraday. Sono d'accordo con te che le informazioni che vorrei avere sempre a portata di mano per ogni evenienza sono abbastanza da stare in una piccola biblioteca. Molto più pratico tenerle in un supporto digitale. Francamente io ho fatto così per diverso tempo, possiedo uno smartphone fatto a posta per l'outdoor, resistente, antiurto e impermeabile. E ho un giga scarso di dati tra bushcraft, botanica, pronto soccorso e tecniche di sopravvivenza. In un contesto da "bivacco hardcore" posso contare sulla sua capiente batterie, raziono l'uso dell'apparecchio per farla durare di più e, nei casi più estremi, mi porto una batteria esterna o un pannellino fotovoltaico tascabile. Per ora è andata bene. Francamente non ho UN manuale ma ho ricercato ampiamente sul web a casa (dove vado io il telefono non prende, figuriamoci internet) ho messo le pagine o gli estratti che mi interessavano in pdf e ho diviso tutto in cartelle e sottocartelle.
Funziona. Però ho molte, moltissime info che userò una volta nella vita (forse) e quelle più consultate e utili le potrei tranquillamente racchiudere in un solo libro, neppure così grande.
Il fatto di scrivere un tuo libro ti obbliga a sapere, ricordare, applicare, valutare e rivedere ogni singolo elemento.
E' il libro migliore perchè è necessariamente pieno di info utili, praticabili e testate. Inoltre le ricordi molto meglio e sono forgiate su di te e il tuo ambiente.

Per fare un esempio molto figurato che spero tutti capiate è come il manuale di pozioni del Principe Mezzosangue nella saga di harry potter: vecchio, strausato, obsoleto ma con tutta l'esperienza e le note personali che concedevano a chi lo consultava tutta una serie di conoscenza in più.
 
Avventurieri... sono alla ricerca di un libro che racconti in prima persona l'esperienza di vivere in un paese abbandonato in alta montagna per tutto l'anno.

Sapreste suggerirmi dei titoli?
 
E' difficile dire quale libro sia migliore rispetto ad un altro, ma, personalmente, se dovessi sceglierne uno (anche per la quantità di immagini) sceglierei l' "AFR 64-4":

libro USAF.jpg


Diciamo che è un'alternativa al più conosciuto "FM 21-76".

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Poi vabbè, tanta gente ritiene che la "Bibbia" dei libri che trattano survival, sia il "SAS Survival Guide":

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Di libri ce ne sono tanti e penso che non si arriverà mai ad affermare, con ASSOLUTA certezza, quale sia il MIGLIORE... (imho)...
 
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