Recensione Libro - Surviving - Istruzioni di Sopravvivenza Individuale e di Gruppo

#1
Voto: senza lodi e senza infamia

Recensione:
Titolo : Surviving - Istruzioni di Sopravvivenza Individuale e di Gruppo
Autore : Enzo Maulucci; Alberto Salza
Prezzo : da 15,92 a 19,90€ (dipende dove lo comprate. Alcune librerie applicano il 20% di sconto così come sul sito della Hoepli, altre lo vendono a prezzo pieno)
Info : 2010, 224 p., ill., brossura a filo refe
Editore: Hoepli

copertina.jpg

Acciderboli se ne è passato di tempo dall’ultimo libro che ho letto!
Ordunque, il libro che mi sono finito di leggere in questi giorni appartiene a quella vasta scelta di manuali che popolano l’immenso oceano del survival (anche se gli autori fanno un discreto pippone tra survival, surviving, approccio USA approccio loro ecc ecc)

Vediamo un attimino “il corpo” di questo libro. È il secondo (che io conosca) a potersi definire tascabile per le dimensioni. Il primo è il Wiseman, che più pocket di così non si può, poi viene questo con i suoi 17,5 x 12,6 x 1,7cm. Di più piccoli sinceramente non ne conosco.

Alla copertina (morbida) è incollato esternamente uno foglio in gomma che in teoria dovrebbe proteggerlo dagli agenti esterni (da qui si capisce che è un manuale combat da portarsi dietro)
Certo che per 19€ potevano pure fare un lavoro un po’ più certosino...

cybershot 003.jpg

La rilegatura è a filo refe (ovvero le pagine sono cucite tra loro) il che lo rende più resistente all’usura. Le pagine sono tipo plastificate (non conosco il termine corretto)

La cosa che mi ha fatto un po’ ridere è il riquadro sulla copertina in cui è riportato che il manuale è approvato dalla FISSS e considerando che Maolucci ne è il fondatore sarebbe stato il colmo se sto libro non lo fosse :rofl:
Apparte gli scherzi è anche approvato dalla International Survival Association! Si ma...anche la I.S.A. è stata fondata da Maulucci nell’84 :eek: è un po’ come dire che IO sono il ragazzo più simpatico del mio condominio. E chi lo dice? IO. Vabbè dai loro sono sicuramente persone serie, io un po’ meno, quindi credo ci si possa fidare. O forse no? Mistero.....)

Preso direttamente dal sito della Hoepli, vi riporto l’indice (anche se quello del libro è più dettagliato):

Parte Prima
Teoria e analisi:
Elementi chiave
La zona del disastro
Il survivalismo.

Parte Seconda
Il Manuale:
Attenzione!
Quel minimo necessario
Prima che succeda
Appena è successo
Orientarsi
Ripararsi
Del fuoco
Chiedere soccorso
Prima la sete
E poi la fame
Armarsi e difendersi
Curarsi e proteggersi
Ambienti pericolosi
Ambienti comuni e mortali
Animali pericolosi e persone aliene
I nodi della salvezza
Attraversamenti su corde
Catastrofi naturali, artificiali e sociali
Camminare e trasportare
Survival mentale
Survival sociale
Survival repose
Survival planning
Surviving militare
Survival legale
Survival sessuale
Survival domestico
Survival training.
Bibliografia ragionata.
Indice analitico.

Al contrario della maggior parte dei manuali di sopravvivenza, questo cura un po’ di più anche la parte psicologica oltre che tecnica.
Maolucci e Salza sono gli stessi autori che hanno pubblicato “Outdoor - Pensare, Agire, Sopravvivere” e chi di voi lo ha letto noterà che le informazioni sulla psicologia e alcuni test, come quello di Wolpe, le quattro categorie “economiche” di Carlo M. Cipolla, le fobie ecc, sono le stesse in entrambi i libri (un po’ una sorta di copia e incolla, cosa che rende molto felici chi li ha comprati tutte e due...:?)

Vi è un discreto uso di acronimi (che dovrebbero aiutare a ricordarsi la sequenza di processi mentali e delle fasi da adottare, a me fanno solo innervosire perché poi mi scordo una parola e vado in una sorta di loop mentale :wall: ma è un limite mio) Diciamo che per questo aspetto mi ricorda il libro di Savioli “Guida Per La Sopravvivenza”.

Mi sono messo a ridacchiare quando nel capitolo del kit di sopravvivenza, dice di portarsi dietro un manuale di sopravvivenza le cui pagine bianche o che non interessano possono essere usate per accendere un fuoco o lasciare messaggi.

MA TU SI PAZZ!!! 19€ DI LIBRO E POI LO STRAPPO??? PREFERISCO SCHIATTA’! E PORTATI NU POCO DI FUGLIETT E CART MARONNA MIA!!! (così se sopravvivi, quando torni nel mondo civile ti ricompri il libro...mica scemo sto Maolucci eh! ;) ) Scherzi a parte, dei foglietti lo dice dopo ma come materiale opzionale.

E’ un manuale per il survival di breve durata, quei 3-7 giorni che servono perché i soccorritori vi raggiungano e vi portino in salvo. Questo lo si deduce sia perché chiaramente detto dagli autori, e sia leggendolo. Capitoli come quello dei rifugi ad esempio è molto base, scordatevi disegni di costruzioni lignee a due piani, palafitte, capanne e simili. Anche ciò che è inerente al cibo è ridotto all’osso, alcuni libri sono dei manuali di bracconaggio mentre su questo sono veramente appena accennati. Per restare in tema, quando accenna alle trappole suggerisce per camuffare l’odore umano di strofinarsi con pelli o ghiandole di animali...personalmente preferisco la cenere, è più neutro come odore e poi l’altro metodo implica che io debba già avere catturato o trovato un animale.

Per quanto riguarda il cibo, al contrario di altri manuali che ho letto, la risorsa cadaveri (di persone) è ampiamente sfruttata. Li usa sia per procurarsi vestiti e oggetti (tanto a loro non servono più) ma anche come fonte di cibo.
Ho alcune domande da porvi dato che non sono riuscito a trovare risposte esaurienti su internet:
1 - quando parla di conservazione dei cibi, parla ovviamente del metodo dell’essicazione, dicendo che il modo migliore è quello di far seccare la carne al sole. Quando parla di far seccare una bella fettina di cu#o di Homo Sapiens dice di non metterla al sole ma di farla seccare in un posto ombreggiato e ventilato. Perché?
2 - Dice di evitare, se possibile, di toccare la carne dei conigli a mani nude per il rischio di contrarre febbri. Qualcuno mi spiega meglio sta cosa? È solo la carne di coniglio che ha questa particolarità o anche altri animali?

3 - Come altra fonte di cibo menziona il sangue degli animali. Del sangue delle tartarughe di mare lo sapevo, non sapevo del sangue in generale. Ho cercato un pochino in giro e ho trovato che ad esempio i Maasai sono soliti bere il sangue del bestiame. Purtroppo non ho trovato moltissime informazioni al riguardo (escluso usi e costumi passati e moderni, riti religiosi, gastronomia ecc) ad esempio, superati tabù culturali, senso di disgusto ecc ecc, è consigliato il consumo di sangue esclusivamente degli erbivori? Ci sono malattie che possono essere trasmesse? Vi sono processi per rendere più sicuro il suo utilizzo conservandone però le sue caratteristiche positive?

Il capitolo sul trovare e purificare l’acqua invece è più dettagliato, ma si sa che questo elemento è più essenziale, anche nell’indice questo argomento viene prima del cibo.

Onde evitare di scrivere pagine e pagine, diciamo subito che ci sono delle cose che mi son piaciute poco, ad esempio quando illustra il codice Morse, come in tutti i libri vi sono sempre un elenco di parole già “convertite”. Non capisco per quale motivo mettere la parola AIUTO tradotta in morse che a sua volta ritradotto in lettere fa comparire HELP. Ok che l’inglese è la lingua internazionale ma allora mettilo tra parentesi, uno che magari non ha molta dimestichezza dell’argomento potrebbe un attimino confondersi.

È pur vero che per ridurre lo spazio bisogna per forza ridurre anche il numero di parole (a meno che non si scriva piccolissimissimo) ma quando parla dell’acqua degli iceberg (si ok il 90% della popolazione mondiale non ne vedrà mai uno dal vivo) e dice che bisogna usare il ghiaccio vecchio, non credo che dire che il ghiaccio vecchio è quello blu comporti un aumento eccessivo dello spazio da utilizzare. :oops:

Di regola non leggo mai (al massimo lo sfoglio) o quasi mai il capitolo inerente al primo soccorso, dando per scontato che le nozioni in mio possesso siano più complete ed aggiornate (e se così non fosse sarebbe grave) ma questa volta l’ho letto, anche perché è stato redatto con la collaborazione del Dott. Roberto Balagna (primario di anestesia e rianimazione, istruttore elisoccorso 118 piemonte) e la cosa che più mi è piaciuta è che dice che siamo responsabili delle nostre azioni, quindi se vogliamo intervenire ricordiamo che dal momento che posiamo una mano sul tizio offeso scatta tutta una serie di responsabilità. Se non ce la sentiamo è molto meglio per tutti e due che non si faccia assolutamente nulla tranne chiamare i soccorsi.
Per quanto riguarda le informazioni sono praticamente sempre le stesse, tranne per la tracheotomia e per il parto che non mi pare di averle mai lette prima. :rofl:

Un rimedio che effettivamente non sapevo (sto saltando un pochino da un capitolo all’altro) contro le punture di insetti è l’uso del tabacco inumidito da usare tipo impacco (peccato che non fumo)

C’è un'altra cosa che mi perplime (vocabolo bellissimo ma che racchiude un oscuro segreto). Onestamente l’unica volta che ho provato ad accendere un fuoco con il metodo dell’archetto è stato diversi mesi fa, a casa, usando come archetto una gruccia per abiti e come piolo e tavoletta due legni di non so quale essenza. Il risultato è che dopo due ore e mezza, con un braccio praticamente demolito ho rinunciato dato che al massimo ottenevo un filino di fumo e pochissima polvere scura. Questo per dire che è una tecnica che non mastico e quindi i più esperti mi potranno aiutare.
Nel libro riporta che il piolo deve essere fatto di legno duro e la tavoletta di legno morbido. Queste stesse informazioni le ho trovate sia sul wiseman che sul manuale dell’esercito USA (FM 21-3) mentre invece sul libro di Ray Mears dice che devono essere dello stesso tipo e in “The Survival Handbook” (libro tra l’altro bellissimo) riporta che sarebbe meglio se fossero dello stesso tipo.
Siccome credo di aver scoperto che vicino casa mia è pieno di alberi di Betulla (gruccione mi sa che ti chiederò una consulenza, ne sono sicuro al 90% ma vorrei arrivare al 100%) e siccome questo tipo di albero è indicato per la costruzione dell’ “acciarino” primitivo, di test probabilmente ne farò diversi, ma volevo cmq un chiarimento da chi magari è già esperto con questa metodologia di accensione.
Da quel che ho dedotto è che se si ha la possibilità di usare dei legni indicati per questo metodo, è meglio usare la stessa essenza per entrambi. Se non si ha la possibilità di trovare uno di questi alberi allora l’accoppiata è piolo duro base morbido.

Come sempre ci sono le situazioni un po’ “estreme” tipo terremoti, uragani, attacchi nucleari, pericoli batteriologici ecc... mah, mi lasciano sempre un po’ perplesso queste cose. Tra l’altro inerente ai terremoti dice che possono essere in qualche modo previsti...si ok, come dice lui se uno sa che la zona è sismica, ovviamente un terremoto prima o poi te lo aspetti, ma dice anche di rimanere sintonizzati su una stazione radio se questa fornisce informazioni al riguardo o comunque di seguire i media che avvertono del rischio di terremoto.... o_O non sono molto esperto in materia ma io sapevo che i terremoti non sono prevedibili (tanto da lanciare un allarme) a meno che gli autori non abbiano già sposato gli studi di Giuliani (magari li hanno pure ufficializzati non lo so).

L’altra cosa che mi ha fatto sorridere (vabè io sono un pochino cinico e freddino quindi ho un senso dell’umorismo a volte un po’ particolare) ma quando parla dei cadaveri, dice di annotare, se possibile, le generalità della persona alla quale stiamo per prendere i vestiti od altro, in modo da poterli poi riconsegnare alla famiglia (sempre se sopravviviamo)
Da un punto di vista etico lo trovo splendido come gesto, ma ho provato ad immaginarmi la scena:
Din Dlon
Buongiorno :) desidera?
IO: Salve Signora, mi chiamo Luca, sono colui che ha depredato e mangiato il cadavere di suo figlio. Le ho riportato i vestiti.

Secondo me, è un ottimo modo per vanificare ciò che si è fatto per sopravvivere, perché appena ti volti come minimo ti pianta un’accetta nella schiena. :-x
Umorismo macabro a parte (di questo umorismo oscuro, ne parla anche i libro e pare faccia bene in determinate situazioni) in effetti un caso simile è quello dell’incidente aereo sulle Ande, chissà come hanno reagito i familiari delle vittime. Penso che abbia fornito parecchi spunti per studi sociologici e psicologici.

Nell’introduzione gli autori dicono che nel nostra paese il survival si è sviluppato in maniera diversa da quello americano, troppo paramilitare, e poi alla fine del libro ci sparano un bel capitoletto sul survival militare?! o_Otecniche di evasione, mimetizzazione, se catturati :-xvaaaaabè!

Molto bella la bibliografia. Utile per cercare nuovi testi.



Ok basta così, oggi sono troppo prolisso.

Come sempre se avete domande chiedete pure. Ciao ciao :)
 

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#3
Questi due??? Il primo non me lo spiego, a meno che non si parli di rapporti uomo-animale o uomo-ambiente. Il secondo, potrebbe essere collegato al primo, del tipo: sopravvivi a 30 anni di matrimonio con una assatanata XD
muahahahah sto morendo dal ridere muahahahah :rofl:
Nel capitolo survival sessuale parla dello stupro, come evitare di trovarsi in situazioni critiche, cosa fare dopo lo stupro (tipo non lavarsi per non cancellare possibili tracce dell'aggressore) Un argomento molto delicato che forse spiegato in 4 pagine lo sminuisce anche un pò.

Mentre il survival domestico è inerente agli incidenti che possono avvenire a casa, tipo rimanere chiusi nell'ascensore, non fumare sul letto, cose fare se si deve fuggire all'improvviso da casa, cose del genere.

Ho letto un manuale su questi argomenti "Manuale di Sopravvivenza Urbana" di Palkiewicz. Anche Wiseman ne ha scritto uno ma ho sentito dire che è una porcheria.

Onestamente anche il primo che ho citato non è un granchè, forse perchè troppo vecchio, è tipo degli anni '80 o qualcosa del genere.
 
#4
2 - Dice di evitare, se possibile, di toccare la carne dei conigli a mani nude per il rischio di contrarre febbri. Qualcuno mi spiega meglio sta cosa? È solo la carne di coniglio che ha questa particolarità o anche altri animali?

3 - Come altra fonte di cibo menziona il sangue degli animali. Del sangue delle tartarughe di mare lo sapevo, non sapevo del sangue in generale. Ho cercato un pochino in giro e ho trovato che ad esempio i Maasai sono soliti bere il sangue del bestiame. Purtroppo non ho trovato moltissime informazioni al riguardo (escluso usi e costumi passati e moderni, riti religiosi, gastronomia ecc) ad esempio, superati tabù culturali, senso di disgusto ecc ecc, è consigliato il consumo di sangue esclusivamente degli erbivori? Ci sono malattie che possono essere trasmesse? Vi sono processi per rendere più sicuro il suo utilizzo conservandone però le sue caratteristiche positive?
:)
Riguardo alla carne di coniglio l'autore si riferisce sicuramente alla Tularemia, Francisella,Francisella tularensis, lepre, lagomorfi, roditori, bioterrorismo, zoonosi grave
malattia diffusa nei Lagomorfi (lepri & conigli) americani molto meno che in quelli europei tanto da vietare in Europa l'importazione del coniglio silvestre americano.
I Masai bevono il sangue crudo ma io non lo farei. Lo farei coagulare e gli darei una bella ripassata in padella (o chi per lei) come si fa con quello di maiale. Ammazza quant'è bbono mi sta venendo l'acquolina!:p:p:p
 
#5
grazie mille per la recensione..veramente molto interessante! posso approfittare per chiederti un consiglio? vorrei prendermi un manuale...dato che sono anni che non leggo un libro per intero e l'argomento mi piace. Avrei però dei punti base, ma non sò se esite un manuale che racchiuda tutto senza risultare un mattone indigesto e che non sia troppo antiquato..(CHIARAMENTE IN ITALIANO.. :) )
gli argomenti che mi interebbe affrontasse il libro/manuale sono:
sopravvivenza in ambienti naturali da come accendere un fuoco con la forza della mente, trovarsi un riparo, cibo,acqua..
mi interesserebbe che trattasse anche di catastrofi naturali e come sopravvivere..o almeno provarci..
inoltre se tutto ciò ci fosse con qualche illustrazione degna..
mi consigli questo o c'è ne sono di migliori? grazie mille!
 
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#7
grazie mille per la recenzione..veramente molto interessante! posso approfittare per chiederti un consiglio? vorrei prendermi un manuale...dato che sono anni che non leggo un libro per intero e l'argomento mi piace. Avrei però dei punti base, ma non sò se esite un manuale che racchiuda tutto senza risultare un mattone indigesto e che non sia troppo antiquato..(CHIARAMENTE IN ITALIANO.. :) )
gli argomenti che mi interebbe affrontasse il libro/manuale sono:
sopravvivenza in ambienti naturali da come accendere un fuoco con la forza della mente, trovarsi un riparo, cibo,acqua..
mi interesserebbe che trattasse anche di catastrofi naturali e come sopravvivere..o almeno provarci..
inoltre se tutto ciò ci fosse con qualche illustrazione degna..
mi consigli questo o c'è ne sono di migliori? grazie mille!
Un ottimo testo a parer mio è Guida completa alla sopravvivenza in viaggio di Doug Lansky, Vallardi editore. 14,50 euro ben spesi.
 
#9
Riguardo alla carne di coniglio l'autore si riferisce sicuramente alla Tularemia, Francisella,Francisella tularensis, lepre, lagomorfi, roditori, bioterrorismo, zoonosi grave malattia diffusa nei Lagomorfi (lepri & conigli) americani molto meno che in quelli europei tanto da vietare in Europa l'importazione del coniglio silvestre americano. I Masai bevono il sangue crudo ma io non lo farei. Lo farei coagulare e gli darei una bella ripassata in padella (o chi per lei) come si fa con quello di maiale. Ammazza quant'è bbono mi sta venendo l'acquolina!
grazie grucciò! :eek: (sinceramente non riesco nemmeno a mangiare il biroldo e non ho idea di quale effetto possa provocarmi una frittella di sangue :rofl:)

Questo libro dovrebbe essere la ristampa "ad uso civile" del manuale Dati per vivi, testo ufficiale della Fiss
si esatto. O almeno è quel che mi è sembrato di capire da una frase nelle prime pagine del libro.

Un ottimo testo a parer mio è Guida completa alla sopravvivenza in viaggio di Doug Lansky, Vallardi editore. 14,50 euro ben spesi.
non lo conoscevo! buono a sapersi, intanto lo aggiungo al carrello.

mi consigli questo o c'è ne sono di migliori? grazie mille!
il problema dei manuali è che all'80% dicono tutti le stesse cose, poi se la giocano su quel 20%
tra quelli che ho letto, in italiano, mi sono piaciuti molto quello di Savioli "Guida per la sopravvivenza" e "Manuale di sopravivenza" di Wiseman. Ma entrambi son ben lontani da definirsi manuali "perfetti" e probabilmente sarà sempre così. (anche perchè quello che può risultare perfetto per me potrebbe non essserlo per te o viceversa)
Oltretutto per quanto riguarda i disastri naturali, si ne parlano, ma la mole di informazione non è paragonabile a quella di altri argomenti.

Certo che anche quello consigliato da ziotebo sembra molto interessante.

Questo della recensione rispetto a quello che vorresti tu è un pò troppo risicato, probabilmente ti aumenterebbe la sete di sapere ma ti costringerebbe a cercare altre informazioni o su altri libri o in giro per la rete.
Un altro libro (un pò un'americanata) in cui parla praticamente di tutto è "Sopravvivere" di Greenbank Anthony, ma è un libro da comprare solo se lo trovi con sconti del 50% o più. E' molto "simpatico" da leggere ma definirlo un manuale di sopravvivenza è un tantino un azzardo.

Mi spiace non poterti esserti di molto aiuto. :(
 
#11
I manuali sono molto interessanti e quello di Lofty Wiseman secondo me è il migliore.

Penso però che si apprenda di più e più rapidamente guardando i documentari dei vari Ray Mears & C., quando si vedono le cose fatte dal vivo cambia tutto.

Ed un bel corso FISSS è ancora meglio dei video ;)
 

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