L'importanza del gruppo

come detto in altri post, l'uomo è un "animale sociale", che difficilmente riesce a stare solo per lunghi periodi. Studi di psicologia e sociologia hanno determinato che la solitudine porta all'annullamento dell'io, mentre il contesto sociale permette di identificarsi.
Detto questo, ritengo che le uscite in gruppo siano molto più divertenti e pratiche, soprattutto in determinati casi.
Quando si è in gruppo ci si aiuta a vicenda e nessun'ostacolo risulta così insormontabile. La socializzazione davanti ad un bivacco, tra canti, storie, e barzellette, aiuta a rilassarsi, a divertirsi e a stare bene con se stessi, con gli altri e con la natura stessa.
In un accampamento, il gruppo può determinare dei ruoli, che non sempre si possono svolgere da soli. Ad esempio, una persona raccoglie legna, uno va a pesca/caccia, uno controlla il fuoco, uno esplora la zona, uno controlla il campo, ecc....
Naturalmente, tutte le attività (esplorazione, caccia, ecc...) è sempre meglio farle in 2 persone, così da prestare aiuto nel caso di "incidente".
La maggiore crescita e maturazione si ha quando si è in gruppo e ci si scambia consigli, ed è sempre bello ricevere una mano.
Naturalmente questa è una microsocietà, e come tale vive.

Aldilà del lato "scientifico-razionale", volete mettere le risate davanti ad un fuoco? Le caxxate fatte per ridere? Il poter dividere il cibo con gli amici?

Ho fatto diverse uscite da solo, ma i momenti più belli sono stati quando condividevo l'epserienza con gli amici.

Cosa ne pensate?
 
Direi che hai ragione: le uscite in compagnia sono le più divertenti e forse le più complete.

Tuttavia devo dire che spesso ho bisogno di lunghe cavalcate in solitaria, soprattutto quando sento la necessità di ricaricarmi e di stare un pò con me stesso; anche le uscite osservative per lo studio di animali preferisco farle in solitaria e ciò per diversi motivi che vanno dal potermi muovere ed agire con più liberta al fatto di sentire un contatto più intimo con la natura.
 
Penso che ognuno a i suoi tempi, a volte si può star bene da soli, ma se sei con la compagnia giusta, si sta sicuramente meglio!!

Escariot ha scritto:
La maggiore crescita e maturazione si ha quando si è in gruppo e ci si scambia consigli, ed è sempre bello ricevere una mano.
Naturalmente questa è una microsocietà, e come tale vive.

Le grandi famiglie di una volta vivevano cosi, forse è proprio quello che ora manca alla società attuale.
 
PERFETTAMENTE D'ACCORDO;
i ricordi positivi più vividi sono quelli di gruppo, una grossa risata al termine di qualcosa di veramente difficoltoso o qualcosa di molto pericoloso superato agevolmente solo per la forza del gruppo (nel mio caso sempre il gruppo è di 3 o 5 persone);
i racconti e i ricordi fatti a distanza di tempo e condivisi con gli altri partecipanti;
i particolari che riaffiorano anche a distanza di tempo e spesso differiscono, anche per il solito evento, perché vissuti da diversi punti di vista

dissento un po' della spiegazione scientifica, gli "INUIT" (eschimesi), i boscimani australiani e i pigmei (un tempo anche i nativi americani ed altri popoli) passano all'età adulta (in caso positivo vivi, altrimenti morti) rimanendo completamente isolati dal gruppo familiare (società) vivendo (o sopravvivendo) nei rispettivi "ambienti" generalmente ostili anche per diversi mesi

personalmente mi ritengo un "solitario" (da solitario ho avuto belle esperienze, ma anche brutte, mentre in gruppo posso dire di averne avute la stragrande maggioranza di belle o ottime), comunque accetto moolto volentieri la compagnia e la condivisione delle esperienze con altri, sono un ottimo ascoltatore e riesco a accettare e sfruttare positivamente i miei difetti e quelli delle altre persone oltre naturalmente alle doti positive
 
... ho parlato già molto, ovunque su Avventurosamente, della mia convinzione sul "Lavoro di Squadra"!

Da soli siamo niente, le nostre esperienze vanno condivise, le belle e le brutte.... tutto sarebbe inutile se fatto per noi stessi e basta!

A volte è necessario restare soli, lo si può fare isolandosi ed anche in compagnia... stando soli o abbracciando un Amico, condividendo la solitudine e la compagnia!
 
Manitu ha scritto:
... ho parlato già molto, ovunque su Avventurosamente, della mia convinzione sul "Lavoro di Squadra"!

Da soli siamo niente, le nostre esperienze vanno condivise, le belle e le brutte.... tutto sarebbe inutile se fatto per noi stessi e basta!

A volte è necessario restare soli, lo si può fare isolandosi ed anche in compagnia... stando soli o abbracciando un Amico, condividendo la solitudine e la compagnia!

quoto, PAROLE SANTE !! da ottimo ascoltatore, quando me ne viene data l'occasione, divento anche un dispensatore di esperienze personali
sto riflettendo: sono un "solitario" perché non ho un AMICO o ho un gruppo di conoscenti e non ho un AMICO perché sono un "solitario"
 
... avendoti conosciuto personalmente, posso dirti che non sei un solitario... sicuramente non lo sei più da quando ti sei aggregato a noi Avventirosi!
Le Amicizie che sono nate e cresciute fra gli Avventurosi, sono l'esempio lampante di cosa possa essere di aggregante l'amore per la natura!
Adesso ci sarà il raduno... nuove esperienze comuni, sia operative che goliardiche... soprattutto goliardiche! ;)
 
quasi sicuramente sarò in prima fila, per incontrare vecchi Amici e conoscerne di nuovi

... ammazza quanto mi hai fatto bello in foto :lol:
 
Anche a me piace stare in compagnia, naturalmente. Ma credo che sia molto difficile trovare gruppi in cui riesci ad essere veramente in sintonia con tutti. E più persone ci sono, più aumentano le possibilità di contrasti.

Ma anche starsene da soli, per me, è importante e bellissimo. Si apprezza di più l'ambiente, c'è più tempo per pensare e riflettere, e per ascoltarsi.

Diciamo una volta da solo e una in gruppo (piccolo e selezionato).
 
preferisco muovermi in gruppo.
non numeroso, 3 o 4 ma in gruppo.

mi diverto di più ed ho meno limitazioni.
quando sono solo tendo a girare in posti conosciuti e con difficoltà tecniche pari a zero.
quando si è con altri, qualcosa in più lo si può provare


a, proposito, il numero minimo per fare delle esplorazioni è tre.
in caso di incidente, uno va a cercare i soccorsi, l'altro assiste il ferito.

saluti
 
Preferisco la solitudine, o meglio la compagnia di persone altamente "selezionate", tanto per intenderci: mio padre quando ancora era in vita, mia moglie...avessi un fratello probabilmente andrebbe bene anche lui....
La compagnia và bene al bar, và bene sul posto di lavoro, và bene per le grigliate estive o le passeggiate a funghi....ma in situazioni stressanti dove il feeling è importante quanto la preparazione tecnica e fisica il rischio di litigare e di rovinarsi il giro è troppo alto.
Condivido quindi quanto scritto da Stefanobi.
 
Ciao a tutti, scusate se mi permetto di intervenire a bomba, ma vorrei portare il focus sul fatto che in condizioni critiche il gruppo troppo spesso si trasforma da risorsa a problema da gestire.
Questo capita quando il gruppo non è formato da singoli autosufficienti e singolarmente preparati ad affrontare emergenze o situazioni di disagio.

Traggo questo spunto dall'ambiente alpinistico dove troppo spesso le singole persone fanno gruppo per trovare "riparo" mentre invece talvolta la sopravvivenza stessa del gruppo richiede un impegno coordinato e determinato di ciascun membro.

Approfitto per ringraziare tutti voi per tutta la conoscenza che rendete disponibile ogni giorno.
Buona giornata.
Renato
 
Come nella vita.
Se non ti scegli le persone che ti stanno accanto ti può capitare di tutto.
Per cui va bene per una cena se esci con amici di amici.
Ma per le vacanze prima devono passare il mio vaglio e poi si organizza insieme.
Sai le volte che ti devi fermare perchè "lui" o"lei" sono abituati a mangiare a mezzogiono e mezzo e se ritardano diventano delle lagne per il resto del tragitto...
Oppure quelli che dormono solo se hanno il numero di materassi della prindipessa sul pisello... (erano una ventina?)
Altri che se non si lavano le mani impazziscono e ti impartiscono una lezione di igiene seduta stante...
Questo non vuol dire che non mangio, dormo sui sassi e sono un "diversamente lavato" (non zozzone che non è politicamente corretto), ma per tutto c'è una misura e delle tolleranze.
Io ti tollero tu mi tolleri e ci divertiamo insieme.
Scusate lo sfogo, ma dopo varie esperienze al liceo ho troncato diverse "conoscenze" (non erano amicizie); solo adesso sto cercando di riavvicinarmi al gruppo e quel gruppo sono gli amici di Avventurosamente.
 
underfax ha scritto:
Ciao a tutti, scusate se mi permetto di intervenire a bomba, ma vorrei portare il focus sul fatto che in condizioni critiche il gruppo troppo spesso si trasforma da risorsa a problema da gestire.

Quoto. In un gruppo, ci si deve sempre adattare al più debole, e questo può creare grossi problemi, nel caso in cui ci sia bisogno di reazioni forti.

Allora che si fa: ci si adatta comunque, anche a rischio di mettere tutti nei guai, o si abbandonano i deboli e si pensa alla maggioranza ? Bella domanda. Meglio non doversi mai trovare in una situazione simile.
 
Stefanobi ha scritto:
Allora che si fa: ci si adatta comunque, anche a rischio di mettere tutti nei guai, o si abbandonano i deboli e si pensa alla maggioranza ? Bella domanda. Meglio non doversi mai trovare in una situazione simile.

Per ovviare farei una selezione preventiva su chi portare e chi no (in base all'obbiettivo che mi sono posto - in pizzeria sarei di manica più larga che in un trekking sul ghiaccio).
Certo se ti ci trovi in mezzo... (più che ad un coetaneo debole penso sempre ai bimbi - sarà perchè ne ho un paio) anch'io sarei molto indeciso....
Hai ragione "Meglio non doversi mai trovare in una situazione simile"
 
Qualche tempo fa Manitu propose un bel post nel quale si affrontava un argomento analogo.

Sarebbe bello riesumarlo (il post... non Manitu... :lol: )!
 
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