Escursione Macera della Morte per la valle sconosciuta

Parchi delle Marche
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Dati

Data: 22/02/2020
Regione e provincia: Marche (AP)
Località di partenza: Colle di Arquata del Tronto
Località di arrivo: Colle di Arquata del Tronto
Tempo di percorrenza: 8 ore
Chilometri:
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: orientamento, il sentiero non è mai segnalato
Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno, in inverno nessun pericolo oggettivo ma con neve abbondante il bosco può essere estremamente faticoso
Segnaletica: assente
Dislivello in salita: 1130 m
Dislivello in discesa: 1130 m
Quota massima: 2013 m
Accesso stradale:
Traccia GPS:


Descrizione

Oggi voglio descrivere l'escursione fatta in uno dei tanti angoli "nascosti" della Laga, la risalita della valle del Chiarino fino alla Macera della Morte partendo da Colle. Nonostante questa pubblicazione sono sicuro che l'itinerario qui descritto non sarà mai affollato di gente, vuoi per la sua lunghezza e per il dislivello e soprattutto per l'assenza quasi completa di segnaletica.

Questo itinerario mi ha rapito e affascinato fin dalla prima volta che ho preso in mano la guida dei monti della Laga edizione SER ( Alessi, Calibani, Palermi), la ricerca del sentiero, la scoperta dell'intera valle e tutto quel bosco mi avevano già portato a tentare l'escursione una volta con esito sfortunato, avevo perso la traccia nel bosco e ero stato costretto a risalire il torrente fino ad intercettare le prese sul Chiarino per tornare a Colle prima di notte seguendo la pista di servizio dell'Enel, sabato decido di ritentare sapendo di poter contare sul sottobosco pulito vista la stagione, e lo scarso innevamento di quest'anno.

Alle 9:00 parcheggiamo nei pressi della prima casa del paese, e nel silenzio siamo accolti dalla vista del piccolo paese, costruito sul fianco della montagna, con il fumo che sale lento dai comignoli di alcune case. Cosa che già mi riempie il cuore vista ormai l'abitudine, dopo il sisma, a passare per paesi fantasma che quasi mettono soggezione. Prendiamo la strada bianca che sale a sinistra prima del paese e che monotona ci fa risalire il fianco del M. Comunitore, dopo circa 45 min attraversiamo il fosso Vargo e continuiamo lungo la pista ora nel fitto del bosco di castagni e faggi, questa termina presso l'opera di presa sul Chiarino a quota 1352 m. interrotta da una colossale frana che si aggira verso il basso per un sentiero evidente una volta imboccato.
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Arrivati allo slargo dove la pista finisce si continua per il sentiero evidente che prosegue dritto ( andando a destra si arriva al cancello che impedisce l'accesso all'opera di presa) e lo si segue attraversando la faggeta tenendo sempre il fiume sul nostro lato destro, si attraversa agevolmente un primo fosso (fosso dell'Inferno) e poi continuando alcuni minuti si supera il Chiarino dove si vede il sentiero risalire con numerose svolte il dosso dall'altro lato del fiume.
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Si risale quindi il dosso seguendo il sentiero inciso, quando la pendenza diminuisce, prima o appena arrivati in una radura ci si tiene a destra intercettando una pista, ora evidente e larga, che salendo lentamente porta al dosso che divide la valle del Chiarino da quella dove si trovano numerosi laghetti e sorgenti naturali, posto magnifico da visitare in primavera.
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Si continua per il largo crestone finché non si intercetta la pista che sale da Illica, presenti anche dei cartelli del parco, per continuare la nostra escursione bisogna seguirla verso sinistra, ma una breve deviazione ( andando a destra) permette di visitare almeno il primo laghetto, Lago Secco 1548 m.
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Prendendo a sinistra, la pista inizia a scendere rientrando nel bosco e tornando nella valle, questa supera diversi fossi diventando sempre più stretta, fino a trasformarsi definitivamente in sentiero poco prima di superare l'ennesimo guado ( appena sotto dove 3/4 fossi si incontrano) si piega a sinistra si supera il dosso e poi di nuovo a destra arrivando ad un altro piccolo fosso. Lo abbiamo superato e dopo una decina di metri, prendendo a destra, abbiamo cominciato a risalire il bosco, per un sentiero poco evidente, quasi invisibile con la neve, che si tiene sempre vicino al fosso appena superato ma senza mai oltrepassarlo. Fortunatamente la neve era compatta e non si sprofondava altrimenti la salita già lunga e faticosa di suo sarebbe diventata infernale. Questo tratto di sentiero che ormai si sta chiudendo univa le piazzole dei carbonai, pratica che ancora si può vedere nel bosco vicino a Colle ed è evidenziata da colonne di fumo che si alzano da in mezzo la faggeta.
Usciti dal bosco il sentiero termina e si prosegue liberamente nel magnifico anfiteatro naturale che caratterizza l'alta valle del Chiarino, puntando verso la vetta ora visibile, intorno alla quota 1900 m si interseca il sentiero italia che con delle svolte supera il salto finale e conduce al Termine quota 2022 m.
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Qui l'unica delusione della giornata non troviamo il cippo confinario che è sparito, qualcuno di voi sa che fine ha fatto?
Dalla sella lo sguardo si apre su tutto il gruppo e risalendo lungo il pendio erboso in 5 minuti si raggiunge la vetta della Macera della Morte 2073 m, da cui grazie anche alla giornata magnifica lo sguardo si apre su tutto il gruppo della Laga, sulle colline del piceno fino al mare e a nord sul Vettore, presenza costante lungo tutta l'escursione.

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Dopo una breve pausa si comincia la discesa lungo la cresta e prima che questa venga coperta dal bosco si devia a sinistra passando vicino al Rifugio della Pedata (1800m) ora si scende lungo il pendio erboso, si supera una staccionata e poi tendosi sempre verso sinistra si intercetta una pista all'inizio sono solo segni delle ruote sull'erba ma che poi diventa netta e scendendo nel bosco e si rincontra con quella fatta in salita, che si segue in discesa fino a ritornare a Colle.

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Passeggiata stupenda che presenta le classiche difficoltà di orientamento del gruppo, sentieri non segnati e che tendono a chiudersi, ma stupenda nei paesaggi e "selvaggia" non abbiamo visto nessun orma di scarpa, solo animali, soprattutto di una volpe che ci hanno accompagnato praticamente per tutta la salita.
Non ho la traccia GPS perché non lo utilizzo, ma con la cartina (Monti della Laga SER) e la descrizione del libro citato sopra si gode a pieno dell'uscita ricevendone anche una soddisfazione dal punto di vista dell'orientamento.
 

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