Machete Camillus

Cerco di comprendere meglio questa lama:


CM19236n.jpg


Qualcuno lo conosce, l'ha provato.

Secondo me, con tutti i limiti del mio punto di vista, il disegno sarebbe interessante: impugnatura su cui sembra difficile scivolare, una sega abbastanza razionale, un gancio che già che c'è magari ci fai qualcosa e la punta a scalpello pure mi ispira...

Se l'esecuzione del progetto fosse onesta per materiali e lavorazioni lo sceglierei sicuramente.

Poi, naturalmente, dovrei capire che farci, comunque il pezzo godrebbe di una sua "intelligenza" a mio avviso.

Ma, non so nulla della linea "titanium" della Camillus, e ho trovato giudizi pessimi sulla versione di machete precedente e, contemporaneamente, buoni su quest'ultima.

Qualcuno ha qualche lama "titanium" di cui riferire? Resistenza, imprecazioni per affilarla... storie di vita vissuta insomma.
La Camillus (che io conosco dai tempi in cui era fornitore militare, ma ho perso di vista da un po') di che fama gode oggi?

Grazie per tutti i contributi che arriveranno!
 
io quella roba non la chiamerei neanche Machete,
mi sembra un coltello da cucina per tagliare il pane e/o i surgelati,
secondo me è una cinesata marchiata post.

Si, è vero, chiedevi cose più specifiche, però ammetterai che il disegno post-moderno-cucina-ikea attira troppo le critiche :)
 
Fai conto che io lo trovavo razionale...

:cry:

No, sul serio, ma mica per polemica... per sconforto, spiegami cosa non ti piace.

Mica scrivevo se non volevo sentire altri pareri,

sfogati dai;)
 
questo Camillus è un insieme di elementi senza ordine di logica:

la punta tanto, addirittura affilata, che ricorda le katane.
la seghettature dorsale che ricorda i coltelli survival anni 90
il bisello scandi o sabre dalla foto non capisco.
il manico da chopper.
il taglia cinture di sicurezza vicino alla punta:biggrin:

ma lo chiamano Machete.
hanno il dono della sintesi alla camillus.
 
Cerco di comprendere meglio questa lama:


Vedi l'allegato 194651

Qualcuno lo conosce, l'ha provato.

Secondo me, con tutti i limiti del mio punto di vista, il disegno sarebbe interessante: impugnatura su cui sembra difficile scivolare, una sega abbastanza razionale, un gancio che già che c'è magari ci fai qualcosa e la punta a scalpello pure mi ispira...

Se l'esecuzione del progetto fosse onesta per materiali e lavorazioni lo sceglierei sicuramente.

Poi, naturalmente, dovrei capire che farci, comunque il pezzo godrebbe di una sua "intelligenza" a mio avviso.

Ma, non so nulla della linea "titanium" della Camillus, e ho trovato giudizi pessimi sulla versione di machete precedente e, contemporaneamente, buoni su quest'ultima.

Qualcuno ha qualche lama "titanium" di cui riferire? Resistenza, imprecazioni per affilarla... storie di vita vissuta insomma.
La Camillus (che io conosco dai tempi in cui era fornitore militare, ma ho perso di vista da un po') di che fama gode oggi?

Grazie per tutti i contributi che arriveranno!
Che strano effetto la punta,sembra un disegno di Escher!
 
Brutto è brutto, sembra un coltello da pane dopo aver assunto il siero della Umbrella Corporation... Avrà anche delle positività ma non credo che lo prenderei mai in considerazione.
 
a me pare tanto un tuttofare per lavorazione di carne sul campo (segare ossa e tendini, ecc). qualche cacciatore che possa dire la sua?
Esatto, è qui che volevo arrivare!
Credo che, a volte, certi oggetti abbiano uno storia alle spalle che non vogliono facilmente raccontare, ma bisogna scoprire.

Walterfishing, mi pare che ne mastichi di biologia, comunque hai presente quel precetto per cui "la funzione giustifica la forma".

Ecco appunto.

Questo coltellaccio, mi sembra studiato con un tentativo (che poi è da vedere quanto riuscito) di funzionalità. Non penso che nessuno oggi, nell'ambiente della coltelleria da un bel po', si inventerebbe una sega del genere per il legno e nemmeno di mettere un gancio per tagliare le cinture di sicurezza in punta ad un machete. Ma solo se non partiamo dal presupposto di essere noi gli unici furbi e tutti gli altri improvvisati allora possiamo provare a capire quale ragionamento ha portato a certe scelte.

Mi vengono in mente i "martelli" nelle piccozze, i famigerati sgusci "per far colare il sangue"... cose così...

Poi, magari, dopo averlo capito, cotanto ragionamento, non lo condividiamo o scopriamo con delusione che è una pensata soltanto dettata da una certa estetica commerciale, ma la fase uno, per me, è sempre sforzarsi di capire...
 
Per "processare" la carne si possono usare tante tipologie di coltelli ma "questo" non mi sembra idoneo né per geometrie né per spessori ma neanche per massa.

La lama sul dorso è molto probabilmente legata allo scuoio anche se, generalmente, ha una forma leggermente diversa, non credo proprio per "tagliare le cinture" :) che ha una forma più "lunga" e stretta oltre che essere poco sensata in un coltello così lungo.

La sega può anche servire per tagliare le ossa ma una lama più pesante atta a "tranciare", più che segare, sarebbe più funzionale.

La punta non riesco a giustificarla sempre in un ottica di processo della carne, non ci vedo nessun utilizzo "particolare", almeno io.

Una lama così lunga la potrei inquadrare per la sfilettatura ma non con quel spessore.

In sintesi....... boh ?

Ciao :si:, Gianluca
 
Esatto, è qui che volevo arrivare!
Credo che, a volte, certi oggetti abbiano uno storia alle spalle che non vogliono facilmente raccontare, ma bisogna scoprire.

Walterfishing, mi pare che ne mastichi di biologia, comunque hai presente quel precetto per cui "la funzione giustifica la forma".

Ecco appunto.

Questo coltellaccio, mi sembra studiato con un tentativo (che poi è da vedere quanto riuscito) di funzionalità. Non penso che nessuno oggi, nell'ambiente della coltelleria da un bel po', si inventerebbe una sega del genere per il legno e nemmeno di mettere un gancio per tagliare le cinture di sicurezza in punta ad un machete. Ma solo se non partiamo dal presupposto di essere noi gli unici furbi e tutti gli altri improvvisati allora possiamo provare a capire quale ragionamento ha portato a certe scelte.

Mi vengono in mente i "martelli" nelle piccozze, i famigerati sgusci "per far colare il sangue"... cose così...

Poi, magari, dopo averlo capito, cotanto ragionamento, non lo condividiamo o scopriamo con delusione che è una pensata soltanto dettata da una certa estetica commerciale, ma la fase uno, per me, è sempre sforzarsi di capire...
Si certo per carità, sono d'accordo sul ragionare e cercare di capire, ma qua mi sembra tutto abbastanza chiaro. La Camillus era una buona azienda, una volta, ora anche solo i materiali non sono all'altezza. La produzione di bassa qualità già è un fattore estremamente preoccupante con tutte le seghe tacche varie, con tutti gli stress riser che ci sono. Serve un acciaio di qualità e un trattamento termico di qualità se metti in una lama così tanti fattori che potrebbero causarne la rottura.

Manici troppo spigolosi, con vari finger groove e guancette non a filo con il manico in generale non sono comodi, soprattutto se parliamo di coltelli da lavoro e da chopping. Hanno senso solo in campo militare. Le seghe al dorso che ho provato e visto tendenzialmente non vanno granché bene,ci sono eccezioni certo, ma si contano su una mano, tipo gli aitor. Il gancio, a livello della punta non ha molto senso perché non è facilmente controllabile con quella leva. Tutti i taglia asole o i coltelli da caccia che c'è l'hanno tendenzialmente sono corti per massimizzare il controllo e la comodità. Allo stesso tempo mettere l'asola in punta costringe ad avere una punta tozza o mozza... Qua arriva la punta finto tanto giapponese, che non ha nessun senso, perché primo è fatta male come angoli, secondo non ha neanche affinità storica. Ha solo funzione estetica e recupera lo spazio che prende quel gancio al dorso.

Gli attrezzi 20 in uno di solito non sono né efficaci, né comodi, né robusti come gli originali

Per finire visto che l'hai citata mi permetto di scrivere la frase originale di lamarck: la funzione crea l'organo. Teoria evoluzionistica subito fatta a pezzi dai suoi colleghi, ritenuta ad oggi falsa (scientificamente provato che è falsa) e superata da Darwin stesso ai suoi tempi. Anche se rimane interessante da un punto di vista filosofico.
 

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