Natura Manifesto woodvivor

Grazie, mi fa piacere che qualcuno condivida il mio modo di vivere la natura!! Le quotature che ho ricevuto mi hanno fatto molto bene!!
 
Condivido anch'io quello che hai detto; sono quelle situazioni in cui si realizza l'equazione: piccolissimo + grandissimo = UOMO
 
Grazie per avere condiviso queste riflessioni con noi
Personalmente mi ci ritrovo molto, soprattutto con la necessità di passare qualche momento in solitudine, pur rimanendo consapevoli e grati dell'affetto delle persone che ci sono accanto
 
anch'io sono d'accordo con il tuo modo di pensare non guardare un bosco ma viverlo , essere un tuttuno con la natura.
 
Io sono un chiacchierone e la compagnia mi piace molto ma amo anche tanto quei pochi momenti che mi concedo in solitudine. Il periodo dei funghi per esempio, o quello degli asparagi ma anche semplici passeggiate. In entrambi i casi comunque, stare immerso nella natura, mi dona una serenità che difficilmente provo altre volte. Condivido appieno quello che pensi.... anche se, per ora, non vedo facilmente la possibilità di costruirsi un riparo come è per te, ma forse non è una mia immediata priorità.
 
anche se, per ora, non vedo facilmente la possibilità di costruirsi un riparo come è per te, ma forse non è una mia immediata priorità.
Costruirsi un riparo? Non c'è bisogno di costruirselo!!!

Basta un'amaca con un telo, o una piccola tendina ultraleggera economica, o un sacco da bivacco, abbinati a un sacco a pelo adeguato e un materassino!!! Se acquisti con intelligenza te la puoi cavare con 70 euro in tutto, per ambienti non eccessiavmente freddi!!! Neanch'io me li costruisco i ripari, l'ho fatto solo per provare, per curiosità e diletto, per noia, per verificare alcune tecniche lette sui manuali, per fare qualcosa di nuovo e diverso, per sperimentare soluzioni alternative, forse anche un po' per esibizionismo e per dimostrarmi qualcosa che poi alla fine ho capito che non dovevo assolutamente dimostrare, nè a mè nè ad altri, ma poi basta. Dormire in ripari di fortuna richiede un sacco di lavoro e di tempo, fatica, e sono scomodi e stretti, pieni di insetti e di sporco, c'è sempre un bastone che ti buca la schiena, rovinano giacca e pantaloni con la resina e i rametti appuntiti, non ne vale assolutamente la pena, anzi, lo trovo stupido!!! Inoltre fanno notevoli danni, pensa solo alla quantità di rami di pino che servono per fare un materasso spesso 60 cm!!!

E' lo stesso discorso di tutto il resto: perchè fare il fuoco con un bastone e un archetto? Mi porto via un paio di accendini, mai dovuto usare un archetto o un firesteel. E perchè mettersi a fare trappole? Ho sempre un bell'assortimento di pasti disidratati, dalla colazione con uova strapazzate succo e caffè alla cena completa di dessert. E filtrare l'acqua con la sabbia? Naaah, assurdo, se so che l'acqua è sospetta ho un filtro ceramico da 3 micron, l'acqua esce limpida in un attimo. E porto il fornello a gas, le pentole, anche la radiolina e un buon libro di fantascienza!!!

Quelle tecniche, quei materiali di cui si parla qui, e di cui anch'io parlo e che a volte insegno, anche con i video o con il mio sito nelle sezioni dedicate alla sopravvivenza, sono sicuramente utili (anche se tralasciano la parte psicologica che è estremamente importante, spesso invalidante e necessariamente non insegnabile in teoria, e vanno comunque provate in modo da diventare automatiche, e non solo lette). Ma mi sembra che stiano diventando troppo intese come "l'escursionismo", che siano la sostanza della nostra vita all'aria aperta. Invece devono restare solamente una cosa marginale, un piccolo bagaglio di conoscenze (che devono essere però il più possibile pratiche, non teoriche, altrimenti poi nel bisogno non servono a niente). Sono come l'airbag nella macchina. La macchina non è l'airbag, questo è solo un ausilio alla sicurezza che c'è ma che è meglio non dover mai usare, non dobbiamo comperarci la macchina, usarla, godercela, in base al numero e alla quantità di airbag!!!!

Leggendo questo forum, a volte mi sembra che invece vivere la natura voglia dire essere e fare i Rambo o i Robinson Crusoe, quelli che escono in mimetica comprese le mutande, con solo un coltello rigorosamente da 40 cm e rigorosamente con la lama seghettata, mangiando larve crude e bacche... Nooooo!!! Vivere la natura non vuol dire tutto questo!!! Anzi, tutto questo è proprio l'opposto di vivere la natura!!!! E' una pagliacciata, è una montatura, una mistificazione!!! Certi atteggiamenti, certi personaggi mitologici mi fanno semplicemente tanta pena, oltre che ridere, perchè non hanno capito quanto bella e quanto amica sia la natura!!! La natura si vive con serenità, comfort, sicurezza, amore, tranquillità, rispetto. Solo così possiamo veramente apprezzarla, viverla fino in fondo, godercela, e ricavarne quel nutrimento spirituale, fisico e psicologico che dovremmo cercare di portarci a casa finita l'escursione!!! La natura è una grande amica, che se trattata con amore e attenzione ci può dare moltissimo!!!

Sapete qual'è secondo me la migliore tecnica di sopravvivenza? La regola fondamentale e più importante? Quella che dice "Non cacciarti mai nei guai"!!!!! Vuol dire: usa un equipaggiamento adeguato, non fare il passo più lungo della gamba, stai attento a tutto quello che fai, non pretendere da te stesso più di quello che puoi dare, ascolta sempre il meteo, non inoltrarti in zone non tracciate, rispetta la natura, segui le elementari norme di sicurezza... Chi ha bisogno di sopravvivere veramente in genere non è altro che un pirla, perchè si è messo nei guai tanto da veder messa in pericolo la sua sopravvivenza!!! Il "figo" non è chi esce da situazioni di pericolo senza una goccia di sudore. Il vero figo è chi in situazioni di pericolo non ci si mette mai. E se proprio dovesse succedere, perchè slogarsi una caviglia può succedere a tutti purtroppo, il vero figo sa soprattutto mantenere la tranquillità, e organizzarsi a passare le successive 12 ore in attesa dei soccorsi. Tutto qui, questo è survival.

Ecco, essere un woodvivor vuol dire questo: vuol dire vedere la natura non come un ambiente ostile e pericoloso da "sopravivere", ma come un ambiente familiare, comodo, caldo e avvolgente, da vivere profondamente, in simbiosi. La sopravvivenza va bene come conoscenza di base, nel caso ci dovesse servire, ma rimane li da una parte. Tanto per dirti tutto: 20 anni fa mi sono preso anche una piccola televisioncina portatile a cristalli liquidi, da 3 pollici, e a volte me a porto via :p :- P

Ecco cosa mi piacerebbe leggere di più qui: normali discorsi sull'escursionismo, sulla montagna, su tende, sacchi a pelo, fornelli, alimenti, insomma sulla normalità. Meno teorie o tecniche spesso strampalate su caccia di emergenza, su attrezzi che definire bizzarri è poco, su coltelli che neanche John Rambo si sognerebbe di portarsi dietro... La sopravvivenza è fatta di poche regole semplici, di pooche tecniche base, nient'altro. Ma dovrebbe essere sempre considerata come una cosa improbabile, marginale, non come la regola!!!

EDIT: non è un appunto a Daniele, naturalmente, anzi condivido appieno quello che ha scritto, anche sul chiacchierone (penso che si veda e capisca anche dalla lunghezza di alcuni miei post :p, a volte più che chiacchierone sono logorroico :p ) e su funghi ed asparagi (da noi c'è anche una festa dell'asparago selvatico di bosco!!!), ho solo preso il LA dal suo post per cercare di "demistificare" tutto questo orgasmo survival :p :p, per cercare di spostare l'attenzione più sulle cose belle che su quelle brutte (perchè trovarsi in una situazione di sopravvivenza tutto è tranne che bello!!!).
 
Ultima modifica:
E' proprio quello che penso io!!! In quelle due righe scritte ieri notte con "non è una mia immediata priorità" indendevo dire proprio quello che hai detto tu Stefano. In tenda nei boschi, in montagna ci vado e ci vado proprio perchè mi piace stare in contatto con la natura. Esperimenti di survivor non ne ho mai fatti ma sarei curioso di imparare qualcosa che mi potrebbe essere utile solo che quelle poche volte che riesco ad andare, solo o con amici, di solito mi godo i luoghi e la compagnia perchè io vado in escursione per quello! Proprio come dici tu.

E sinceramente ti dico una cosa. Trovo molto interessanti i vari kit, sopravvivenza, primo soccorso ed altri e me li sono anche assemblati ma alla fine, a parte qualche cerotto e benda, non li ho mai portati. Quando vado a passeggiare in montagnia ci voglio andare con meno ingombro possibile perchè deve essere un piacere non un supplizio.

Naturalmente questo non vuol dire che non bisogna conoscere modi e tecniche survivor, intendiamoci. Come si dice, impara l'arte e mettila da parte.

Riguardo i funghi e gli asparagi, quelli non sono mai gli obiettivi ma più che altro scusanti per farmi delle belle camminate.... poi se si trovano..... Meglio!!! :)
 
Grazie Stefano! In sostanza hai spiegato egregiamente la Mission di Avventurosamente e in particolare questa frase:
[...] Allora le escursioni, i trekking, non sono più una competizione per superare noi stessi o addirittura una sfida con la montagna, ma diventano dei momenti in cui godiamo la bellezza della natura e ci ricordiamo di essere parte di essa.
Estremizzare le tecniche vuol dire perdere di vista l'obiettivo: la Natura
 
Tra le tante cose che ho scritto:

"Io voglio entrare in un bosco
amalgamandomi con esso
al punto di diventarne parte integrante,
al pari di tutte le piante e gl'animali
che in esso vivono!
Cosicché quando ne uscirò
non rimanga traccia alcuna
del mio passaggio!

Max Pax


Ciao.
 
bel video, complimenti veramente. Hai trattato un argomento profondo con semplicità ma in modo realistico. Alla prima occasione adatta (disponibilità di tempo e meteo permettendo) faccio un giretto in solitaria tra i boschi.

PS:ma dove è che fanno la festa dell'asparago selvatico di bosco e quando?
 
Quoto Stefano al 1000 per 1000. Per me vivere la natura è ritornare tra le braccia di una mamma (madre natura) o amante (preferisco!) meravigliosa accogliente ed appagante al massimo anche se avere un "bagagliuccio" di conoscenze survival non fa di certo male!
 
bene a sapersi Stefano, quando è ora ci farò un pensierino... mi porto via tenda e sacco a pelo così dietro la prima curva mi riposo, non voglio mettermi alla guida stanco con digestione "pesante" in corso. Penso che sia giustificato il bivacco in questo caso :D.
 
Grazie per aver condiviso questo pensiero...
Mi sono avvicinato da poco al mondo dell'escursionismo e effettivamente c'è modo e modo di vivere la natura.
Si può percorrere lo stesso sentiero con la bramosia di arrivare in cima, o magari fermarsi spesso ad osservare, sentire e provare a capire quello che ci circonda.

Grazie Stefano soprattutto per avermi avvicinato a questo forum grazie al tuo video della realizzazione di un fornello ad alcool.Realizzato e usati con molto successo.

Ciao
 
mi unisco al coro dei complimenti a stefano, le sue sono parole sante, dopo aver visto il suo video ieri ho portato a fare una passeggiata nelle campagne vicino casa un mio caso amico che al momento a problemi di depressione, al posto del solito caffè o aperitivo al bar l'ho forzato a mezz'ora di camminata e un tè preparato col fornelletto ad alcool in mezzo a un bosco di querce

tornati a casa mi ha ringraziato e ha cominciato a progettare l'acquisto di un po di attrezzatura per l'outdoor (è la prima cosa "propositiva" che gli sento dire da un anno a questa parte, stava veramente meglio), rigiro il suo grazie a Stefano che col suo video mi ha dato l'idea ;)
 
Mi associo al vostro pensiero perché, i momenti della mia vita nei quali trovo serenità e appagamento, sono quelli passati immerso nella natura in ogni sua forma, sia essa un bosco, una montagna o un deserto. Però trovo la mia naturale collocazione nel mare e, quando faccio le mie immersioni, spesso in solitaria (da bravo cinghiale), osservo la grandiosità delle opere della natura e mi rendo conto della sua perfezione.

Ciao
 

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