Escursione Marguareis (2651) per il vallone del lupo

Parchi del Piemonte
Parco Alta Valle Pesio e Tanaro
Dati
Data: Gennaio 2016
Regione e provincia: Piemonte - Cuneo
Località di partenza: Carnino Superiore
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 9h compreso soste
Chilometri: 17
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: fuori sentiero
Periodo consigliato: da giugno a ottobre
Segnaletica: buona sulla via normale
Dislivello in salita: 1300
Dislivello in discesa:
Quota massima: 2651
Accesso stradale: ss28 del Colle di Nava, Viozene, Carnino
Traccia GPS disponibile

Descrizione:
Grande gita sulla cima regina delle Alpi Liguri, salita innumerevoli volte ma mai in invernale.
La parola "invernale" mi fa un pochino sorridere perchè anche se il calendario dice questo, (tra l'altro erano proprio i giorni della merla) Sia il clima che il terreno assomigliava molto più ad un autunno mite.

Per dare comunque un tocco di avventuroso ad una gita che posso tranquillamente compiere ad occhi chiusi, ho deciso di scendere, dopo aver vinto le resistenze del mio socio (poche per la verità :) ) per un vallone per me vergine e privo di sentiero, che essendo appunto solitario e in questa stagione ancora di più, covavo la segreta speranza di riuscire finalmente a fotografare il lupo, avvistato da me almeno due volte nei pressi.
Questo vallone, cercando sulle carte, non ha nome (sicuramente l'avrà, ma io non l'ho trovato) e per questo motivo l' ho battezzato "del lupo".
I numerosi e tranquilli branchi di camosci nella loro bellissima, folta e scura livrea invernale, (contati un centinaio) mi hanno fatto capire da subito che il lupo, difficilmente, non sarebbe stato li a cacciare.

L'inizio della camminata si trova a Carnino (alta valle Tanaro) a poco più di un' ora di macchina da casa mia.
Alle 8,20 eravamo già coi scarponi ai piedi a salire sulla via normale verso Pian Ciucchea, e dopo aver superato il bivio per il passo delle Mastrelle, ci dirigiamo con calma verso la Gola della Chiusetta e poi nel bellissimo pianoro al fondo del quale, sulla destra, si può scrutare il vallone della discesa riuscendo a capire che passaggi ostici veramente non c'e ne sono.
Saliamo dolcemente verso i pascoli di S. Erim e e in 2 ore e mezza siamo al rifugio Don Barbera vicino alla Colla dei Signori. Il bel sole tiepido ci invita ad una bella pausa, dopo la quale ci inerpichiamo verso il passo della Gàina e qui abbandoniamo la via normale per salire in cresta (via diretta - EE) qualche passaggino lievemente esposto dove occorre posare le mani per progredire fino all'anticima e alla vetta in 4 ore e mezza.
La bella giornata ci invita a restare in vetta per circa un'ora e mezza a goderci i maestosi panorami.
Inizia la discesa sulla via normale fino quasi al passo della Gaina dove imbocchiamo il vallone e guardando attentamente si notano segni sbiaditi, qualche ometto e rade tracce. Il traguardo che ci poniamo è una evidente rocca verticale che si vede giù in basso dove si incrocia il sentiero segnato che dall' alpe di San Domenico porta in Piaggiabella.
Si continua in discesa tenendo prevalentemente il lato destro del vallone dove radi ometti (qualcuno aggiunto da noi nei posti strategici) ci indicano la direzione verso il pianoro che si vede giù in basso.
Poi, per la via normale si oltrepassa la gola della Chiusetta, Pian Ciucchea fino a giungere in 3 ore e all'imbrunire dall' auto felici e contenti.
Ed ecco alcune foto:
punto di partenza a Carnino Superiore
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Salendo verso Pian Ciucchea, il dirimpettaio Ferà
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La bellissima Gola della Chiusetta.
Ora è un posto tristissimo.
Quasi nello stesso punto in cui morirono in una bufera alcuni partigiani durante la Resistenza, il 9 dicembre del 1990, travolti da una valanga, nove speleologi sono stati sepolti sotto tre metri di neve. Sergio Acquarone, Aldo Avanzini, Roberto Guiffrey, Marino Mercati, Luigi Ramella, Mauro Scagliarini, Stefano Sconfienza, Flavio Tesi, Paolo Valle.
Quella tragedia annientò il bellissimo gruppo di Imperia.
In seguito vi perse la vita anche un collega olivicoltore-alpinisa. Un ricordo.
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si nota, sia dal basso che dall'alto la roccia verticale che si traguarda per scendere dal vallone fuori sentiero
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Dopo la Gola della Chiusetta, bellissime rocce carsiche intagliate dall'acqua
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Ed eccoci al Rifugio Don Barbra presso la Colla dei Signori
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Dalla Colla dei Signori verso il passo della Gaina e lanticima del Marguareis
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Panorama verso le Marittime. Abisso, Frisson, Gelas, Argentera
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Colla di Signori in basso e monte Pertegà di rimpetto
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Le Carsene, Testa Ciaudon, Punta S. Salvatore, Cima della Fascia
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Vista sud. Sotto il mare di nuvole, il mare
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Anticima dal Passo della Gàina
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Un pezzetto ostico sulla diretta in cresta
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Valle Roia
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Finalmente la croce
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Alpi Cozie con il Re Monviso nella nebbia
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Dolci soddisfazioni ... frigo naturale
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Dolci soddisfazioni ... 2
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Un saluto agli amici!!
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Ed ha subito morte violenta
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Punta Bozano, passo delle Capre e Pian Ballaur
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Il vallone di discesa
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Tantissimi camosci incontrati in quest'ultimo tratto
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Tramonto su cima Saline
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Prosit!!
 
Gran bel giro, Piervi, complimenti! Bellissima punta Bozano, la foto dopo i camosci è lei dall'altra parte???

Certo che gennaio così dalle vostre parti... se penso che oggi ho cercato di salire una zona peculiare di una montagna (San Franco) e mi sono arreso anche perché inzuppato... A 1800m pioveva... :eek:

Comunque ancora complimenti e, prosit!
 
Prosit !
Bellissima escursione Piervi, certo che incontrare e fotografare il lupo sarebbe stato un bel sogno che si realizzava...toglimi una curiosità, c'è un branco stanziale in zona oppure sono avvistamenti sporadici di passaggio ?

Grazie per aver condiviso :)
 
Bellissima punta Bozano, la foto dopo i camosci è lei dall'altra parte???
No. Punta Bozano (2538) fa parte della cresta principale che va dal Pizzo di Ormea per Bric Conoia, Mongioie, Saline, Pian Ballaur fino al Marguareis (tutte montagne sopra i 2500)
Quella roccia è molto più in basso, nel vallone di discesa e l'ho messsa perchè è caratteristica e si vede sia dall'imbocco alto che dal basso e serve da traguardare perchè ci si deve andare a passare sotto.
 
"...sempre caro mi fu quell'ermo...monte..." :).

Tutta la zona del Marguareis mi ha sempre trasmesso un ché di esotico, forse per i toponimi: Marguareis, Palù, Col del Pas, pian Ballaùr ... Mi è sempre sembrato un luogo magico (non so chi mi ha detto che il Ballaùr si chiama così per via delle streghe che ci ballavano in non so quale occasione) e la presenza del lupo lo rende ancora più affascinante.

Penso di aver fatto il tuo stesso itinerario in gioventù (senza però la bella variante di cresta). Solo che il "vallone del lupo" nel mio caso si sarebbe dovuto chiamare "della marmotta" perché scendendo ad un certo punto mi misi a correre distanziando mio fratello ed un mio amico che mi accompagnavano. Quando mi fermai e venni raggiunto mi chiesero:"ma speravi di prenderla??" E io:"cosa??" E loro:"Come cosa? La marmotta" ... "Quale marmotta??" ... "Quella che stavi inseguendo." ... "Io non inseguivo nessuna marmotta" ... "Ma come hai fatto a non vederla?? Correva pochi metri avanti a te, si è nascosta poco prima che ti fermassi.".

Non ho mai capito se fossero seri o mi prendessero in giro ma l'hanno tirata per un bel po ... Morale: se non riesco a vedere una marmotta a pochi metri, figurarsi un lupo :).

Purtroppo quella zona porta anche il triste ricordo della tragedia che ha riportato. Un pensiero da un ex speleologo :(.
 
Pizzo di Ormea per Bric Conoia, Mongioie, Saline, Pian Ballaur fino al Marguareis (tutte montagne sopra i 2500)
Qui ti devo correggere Piervi!!! (non mi sembra vero:D). Il Pizzo d'Ormea è "solo" 2476 (me lo ricordo perché è la stessa altezza del Vettore ... pensa te!! :)).

Direi che è una puntualizzazione fondamentale :D
 
Grazie, Matteo, per il tuo bel ricordo!
Purtroppo quella zona porta anche il triste ricordo della tragedia che ha riportato. Un pensiero da un ex speleologo
Tristissima la storia della strage.
Salirono per un'esplorazione di 2 gg, durante i quali scese moltissima neve.
I nove vennero ritrovati a centinaia di metri l'uno dall'altro. Si dice che le valanghe fossero diverse partite contemporaneamente.
Gli speleologi erano di tre gruppi; Torino, Toscana e Imperia.
Erano espertissimi di quelle grotte in quei luoghi ed erano i migliori del gruppo di Imperia.
In tre si salvarono riguadagnando l'ingresso della grotta da dove erano usciti. I soccorsi giunsero il giorno dopo.
 
complimenti Piervi, per la tua prima salita in invernale sulla cima principale delle Alpi Liguri. Certo, magari non sara' un invernale di quelle vere e proprie, ma chi frequenta come te la montagna 365 giorni l'anno sa che anche con poca neve certe salite possono essere rognose, in quanto quella poca neve e' ghiacciata e comunque a scatenarsi l'inferno ci mette poco. Bellissime foto!
 
Bravissimi, che bella esplorazione e che belle foto! @Piervi i tuoi tracciati son sempre interessantissimi.
Vorrei salire a Punta Marguareis prima della fine del 2016, è troppo tempo che rimando. Ma è distante da casa... :cry:
 

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