MAX di Riccardo Caregnato

Ciao a tutti.
Sono contento di poter presentare una piccola recensione dedicata a questo coltello artigianale, realizzato dall'amico Riccardo.
Da tempo avevo in mente l'idea di un piccolo tuttofare dalle forme semplici ma allo stesso tempo accattivanti; dopo qualche scambio di idee è nato il Max: il giusto mix fra design e funzionalità.
Non ho avuto molto tempo libero da dedicare a questa recensione, quindi troverete delle prove molto classiche. Spero di poter implementare il tutto nelle prossime uscite.

Nella prova di taglio ad impatto, ormai nota come chopping, il coltello si è dimostrato efficiente nonostante i limiti dovuti al peso e alle dimensioni. La lama è in grado di tagliare in pochi colpi anche rami grandi, ovviamente con un po' di fatica; sui piccoli è stato facile come farsi la barba.
Per completezza di informazione si trattava di legno di mandorlo stagionato, decisamente coriacea come essenza.
Un plauso al manico davvero ben realizzato e con la giusta curvatura, esso ha reso agevole il lavoro.

Nella prova di spacco ho usato dei pezzi di cedro del Libano stagionati da molto tempo. Ho picchiato come una furia utilizzando sia un martello in legno che uno in gomma dura, la lama fende perfettamente le fibre.
Certo ci si deve accontentare di pezzi di legno piccoli vista la lunghezza massima di 11 cm del tagliente.
La copertura nera in gun kote ha retto molto bene sia all'abrasione che ai colpi subiti.
Questa praticati non è la più adatta per coltelli piccoli ma in caso di evenienza, complice anche l'ottima ergonomia del manico, si possono ottenere risultati più che soddisfacenti.

Successivamente, dopo aver consumato un pochettino il filo, sono passato a quelle prove per le quali è stato creato... cioè i test di taglio.
Ho preso un tubo in gomma che faceva parte di un impianto di irrigazione dismesso, come vedrete dalle foto è stato tagliato in maniera netta e pulita.
Poi mi sono dilettato in tre o quattro Intagli su un ramo di mandorlo stagionato, legno duro che come immaginavo ha opposto la giusta resistenza. Ma anche in questo caso i risultati sono stati molto interessanti, seppur brutti esteticamente!

Le prove successive, non corredate da foto, hanno visto il taglio di diversi strati di cartone legati insieme, ma anche di carta, plastica e di tutto ciò che mi capitava sottomano.

In estrema sintesi, sono contento di come il progetto abbia centrato in pieno il mio scopo. Cioè quello di realizzare un attrezzo di media misura che sappia essere polivalente ed efficace, ma al tempo stesso bello e ben realizzato... perché come sappiamo, noi appassionati di coltelli scegliamo anche in base al gusto estetico.

La grande differenza tra un prodotto industriale e uno artigianale si vede proprio nell'efficienza di quest'ultimo.
Ognuno di noi infatti ha le sue abitudini, le sue preferenze e ovviamente la sua manualità.
Ecco che un coltello realizzato su misura riesci a dare sempre e comunque il massimo delle proprie possibilità.

I miei complimenti all'amico Riccardo che anche questa volta non si è smentito, realizzando con estrema cura ciò che ha uno sguardo poco attento può sembrare un coltello semplice.

Ho applicato qualche modifica al manico, grazie al consiglio di Riccardo... esso infatti aveva qualche spigolo di troppo che ho limato con carta vetro. Infine per dare più profondità al taglio ho reso più acuto l'angolo del tagliente, seppur di poco rispetto al progetto originale.

E ora le foto!

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