Mi hanno letto nel pensiero...

Grazie Marci per la conferma, io sono poco tecnico su queste questioni e ho preferito chiedere conferma a te che lo fai
Figurati :)
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Grazie Marci per la conferma, io sono poco tecnico su queste questioni e ho preferito chiedere conferma a te che lo fai
Si d'accordo ma nel bivacco é diverso, stai tranquillo, al coperto ... Se sei fuori e devi dormire fuori le energie sono preziose. É svantaggioso batonare... Spaccare legna col coltello nel rifugio per la stufa é come provare il coltello in garage, é pure divertente e si andrebbe avanti per un bel po... Peró quando le forze scarseggiano avere l'accetta fa la differenza...

comunque il mio intervento era per dirti che, forse sarò uno dei pochi, ma io di batoning ne faccio parecchio quando esco, per varie necessità o anche solo PERCHE SI :D e quindi è doveroso avere un coltello che permetta di farlo... fino a un anno fa lo facevo col mora compaion per dirti come ero messo... ora col lars falt sono a un livello superiore e mi permetto di farlo ancora di più, però effettivamente mi vado a cercare situazioni in cui è necessario e di portarmi dietro un accetta (che comunque non ho) non so, sarebbe peso eccessivo in più visto che probabilmente per arrivare dove voglio dormire mi son fatto dei chilometri e parecchio dislivello
 
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Si capisco diciamo che é una buona soluzione per risparmiare peso, ma da quello che capisco tu sei fuori dal contesto bushcraft, appunto sei un trekker, e devi risparmiare peso per raggiungere un posto prestabilito. E fai bene, ma per questo ho fatto distinzione tra campeggiatore, Bushcrafter, survivalist, trekker e hiker. Qui si parlava di coltello per bushcraft e va bene fino a un certo punto, e puoi risparmiare l'accetta. Perché se dovessi mettere in ordine di difficoltà le attività menzionate, andando dalla piú facile alla piú difficile, metterei
1 campeggio
2 hiking
3 trekking
4 bushcraft
5 sopravvivenza

E proprio per la sua natura solo nel bushcraft non rinuncerei all'accetta. Cosa che farebbe comodo anche in sopravvivenza, ma si sa quando capita la disavventura già assai se hai un edc in tasca e magari un bic se fumi!!
 
E proprio per la sua natura solo nel bushcraft non rinuncerei all'accetta. Cosa che farebbe comodo anche in sopravvivenza, ma si sa quando capita la disavventura già assai se hai un edc in tasca e magari un bic se fumi!!
si assolutamente vero, e sottolineo come hai detto sopra, i veri casi di bushcraft e sopravvivenza qui da noi sono più che altro teorici, poco realistici o comunque molto rari... oppure fatti apposta a fine sportivo, che comunque ci sta eh :)
 
Nei miei diversi anni di attività ho fatto diversi bivacchi all’addiaccio, molti dei quali non programmati.
In quelli che si potrebbero definire “di emergenza”, ci sono arrivato talmente sfatto che l’ultima cosa che mi sarei messo a fare sarebbe stato pestare il legno, se avessi avuto un coltello e se avessi avuto il legno. Ti butti giù, dormi qualche ora sopportando fame e sete e freddo e poi riparti.
Solo in un caso ho avuto paura che se mi fossi addormentato mi sarei “risvegliato morto” perché era veramente freddo e avevo la febbre e la notte non passava mai. Vista la quota e l’ambiente non avrei potuto fare nulla neanche con una segheria a disposizione (un approfondimento in: “Il vuoto tra gli atomi” di Silvia Petroni, capitolo “Notte nel cielo”).
Boh, per la mia formazione, dalle nostre parti, quando sei nel bosco sei “salvo”, se non ci sono feriti, tranne in condizioni estreme invernali, ma anche lì vedo difficile accendere un fuoco con coltello e acciarino. Per me, queste pratiche sono più affini ad attività programmate, sia di Bushcraft che di sopravvivenza magari anche estreme ma comunque non in condizioni di emergenza. Poi chissà, la mia esperienza non fa certo statistica e probabilmente sbaglio.
 
Vediamo se in futuro riesco a sfilargli le mutande!!!!!
Le vuoi con la dedica?
ma io di batoning ne faccio parecchio quando esco, per varie necessità o anche solo PERCHE SI :D e quindi è doveroso avere un coltello che permetta di farlo
La pratica del batoning, in un coltello da Bushcraft(/sopravvivenza), rientra a pieni titoli nei compiti abituali e fra le sue mansioni.
Anzi è una caratteristica ben precisa che va a sommarsi con la capacità di taglio di fibre naturali, cibo, vegetali, ecc., per determinarne la sua bontà e versatilità.
Come ho scritto in precedenza, contrariamente dal chopping, il batoning praticato sia per splittare(es. se vuoi farti un cucchiaio) che per dividere rami(es. farsi un treppiede), non altera in modo significativo il bordo del coltello e se fatto con del "criterio" (attenti alle dimensioni, tipo di essenza, tipo di stagionatura, presenza di nodi, ecc.) non preclude nessuna rottura.
Personalme con i miei "Woodsman hidden tang" ci splitto legni tranquillamente senza paura di romperli, perché di base è la sua geometria (importantissima anche nel batonig ) che ne determina la sua efficienza.
So che se ho un "Woodlore" , rispetto un "macellaro" la forza e le ripetute necessarie per dividere un tronchetto saranno molto minori.

In pratica con un Lars Falt, come con un F1 o similari, riesci a coprire la maggior parte delle cose necessarie per "brushchettare" in natura.
Occhio a non bruciare il pane però... :biggrin:
 
Nei miei diversi anni di attività ho fatto diversi bivacchi all’addiaccio, molti dei quali non programmati.
In quelli che si potrebbero definire “di emergenza”, ci sono arrivato talmente sfatto che l’ultima cosa che mi sarei messo a fare sarebbe stato pestare il legno, se avessi avuto un coltello e se avessi avuto il legno. Ti butti giù, dormi qualche ora sopportando fame e sete e freddo e poi riparti.
Solo in un caso ho avuto paura che se mi fossi addormentato mi sarei “risvegliato morto” perché era veramente freddo e avevo la febbre e la notte non passava mai. Vista la quota e l’ambiente non avrei potuto fare nulla neanche con una segheria a disposizione (un approfondimento in: “Il vuoto tra gli atomi” di Silvia Petroni, capitolo “Notte nel cielo”).
ma per curiosità, come ci sei arrivato a una situazione di questo tipo che ti costringe a bivacchi non programmati? imprevisti o cosa? non mi è mai capitato e fatico a immaginarmelo...
solo una volta un evento simile, ma molto meno estremo

ps: molto interessante il libro che hai citato, me lo sono andato a cercare
 
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Nei miei diversi anni di attività ho fatto diversi bivacchi all’addiaccio, molti dei quali non programmati.
In quelli che si potrebbero definire “di emergenza”, ci sono arrivato talmente sfatto che l’ultima cosa che mi sarei messo a fare sarebbe stato pestare il legno, se avessi avuto un coltello e se avessi avuto il legno. Ti butti giù, dormi qualche ora sopportando fame e sete e freddo e poi riparti.
Solo in un caso ho avuto paura che se mi fossi addormentato mi sarei “risvegliato morto” perché era veramente freddo e avevo la febbre e la notte non passava mai. Vista la quota e l’ambiente non avrei potuto fare nulla neanche con una segheria a disposizione (un approfondimento in: “Il vuoto tra gli atomi” di Silvia Petroni, capitolo “Notte nel cielo”).
Boh, per la mia formazione, dalle nostre parti, quando sei nel bosco sei “salvo”, se non ci sono feriti, tranne in condizioni estreme invernali, ma anche lì vedo difficile accendere un fuoco con coltello e acciarino. Per me, queste pratiche sono più affini ad attività programmate, sia di Bushcraft che di sopravvivenza magari anche estreme ma comunque non in condizioni di emergenza. Poi chissà, la mia esperienza non fa certo statistica e probabilmente sbaglio.
Il freddo è il maggior pericolo che puoi trovare e non sarebbe il primo che ci rimane secco.
Ora, con un 4 pollici, 2 esche e un fornelletto a legna puoi provare a resistere la notte con un po' più di tepore e luce rispetto a non avere niente.
Poi magari non sarà stato sufficiente ma almeno ci hai provato.
Un kit "survivol" a cintura sarebbe una precauzione da considerare quando fai queste avventure....
 
Sul "batoning col cervello" vorrei segnalarvi che io ho spesso splittato usando il folder che ho in tasca al momento...
Spyderco Endura vg-10 scandi (con microbevel)
Fox FX-302 Anso (full flat)
consider-it-done-alright.gif
 
Sul "batoning col cervello" vorrei segnalarvi che io ho spesso splittato usando il folder che ho in tasca al momento...
Spyderco Endura vg-10 scandi (con microbevel)
Fox FX-302 Anso (full flat)
consider-it-done-alright.gif
Si si infatti, tutto sta a cosa vuoi splittare.

L'Endura scandi meriterebbe un ritocchino al bordo per renderlo devastante....per fine ottobre dovrei essere pronto con il banco nuovo... :lol::rofl::biggrin:
 
Si si infatti, tutto sta a cosa vuoi splittare.

L'Endura scandi meriterebbe un ritocchino al bordo per renderlo devastante....per fine ottobre dovrei essere pronto con il banco nuovo... :lol::rofl::biggrin:
ecco, bravo, sii pronto ch evengo a vedere e sistemare!
Che poi per quella data dovrei poterti aggiornare sugli scarponi Dallapè che ho cambiato, ma passiamo oltre ne parleremo nell'appposito thread
 
Nei miei diversi anni di attività ho fatto diversi bivacchi all’addiaccio, molti dei quali non programmati.
In quelli che si potrebbero definire “di emergenza”, ci sono arrivato talmente sfatto che l’ultima cosa che mi sarei messo a fare sarebbe stato pestare il legno, se avessi avuto un coltello e se avessi avuto il legno. Ti butti giù, dormi qualche ora sopportando fame e sete e freddo e poi riparti.
Solo in un caso ho avuto paura che se mi fossi addormentato mi sarei “risvegliato morto” perché era veramente freddo e avevo la febbre e la notte non passava mai. Vista la quota e l’ambiente non avrei potuto fare nulla neanche con una segheria a disposizione (un approfondimento in: “Il vuoto tra gli atomi” di Silvia Petroni, capitolo “Notte nel cielo”).
Boh, per la mia formazione, dalle nostre parti, quando sei nel bosco sei “salvo”, se non ci sono feriti, tranne in condizioni estreme invernali, ma anche lì vedo difficile accendere un fuoco con coltello e acciarino. Per me, queste pratiche sono più affini ad attività programmate, sia di Bushcraft che di sopravvivenza magari anche estreme ma comunque non in condizioni di emergenza. Poi chissà, la mia esperienza non fa certo statistica e probabilmente sbaglio.
Io sono daccordo con te e predico (per esperienza) questq cosa da molto. I forum erano migliori quando non c'era youtube. Ora sono come "infettati"

Per marci: sapevo che mi avresti capito! Perché i trekking te li fai, penso che davvero in quel contesto sia utile un full tang! Per questo quando ne abbiamo parlato ti dicevo Lars Falt!!!!
 
Nei miei diversi anni di attività ho fatto diversi bivacchi all’addiaccio, molti dei quali non programmati.
In quelli che si potrebbero definire “di emergenza”, ci sono arrivato talmente sfatto che l’ultima cosa che mi sarei messo a fare sarebbe stato pestare il legno, se avessi avuto un coltello e se avessi avuto il legno. Ti butti giù, dormi qualche ora sopportando fame e sete e freddo e poi riparti.
Solo in un caso ho avuto paura che se mi fossi addormentato mi sarei “risvegliato morto” perché era veramente freddo e avevo la febbre e la notte non passava mai. Vista la quota e l’ambiente non avrei potuto fare nulla neanche con una segheria a disposizione (un approfondimento in: “Il vuoto tra gli atomi” di Silvia Petroni, capitolo “Notte nel cielo”).
Boh, per la mia formazione, dalle nostre parti, quando sei nel bosco sei “salvo”, se non ci sono feriti, tranne in condizioni estreme invernali, ma anche lì vedo difficile accendere un fuoco con coltello e acciarino. Per me, queste pratiche sono più affini ad attività programmate, sia di Bushcraft che di sopravvivenza magari anche estreme ma comunque non in condizioni di emergenza. Poi chissà, la mia esperienza non fa certo statistica e probabilmente sbaglio.
Ciao, non ho capito perché dici che trovi difficile accendere un fuoco con coltello e acciarino. A meno che non abbia piovuto, se hai coltello e acciarino/accendino/fiammiferi la notte la passi.
Per esperienza mia, la parte più importante dell'equipaggiamento è proprio l'accendino o qualsiasi cosa per fare il fuoco, dico l'accendino e non il resto perché puoi averlo sempre in tasca, anche nelle occasioni più comuni, a differenza del coltello. La legna la raccogli con le mani, la spezzi in vari modi, anche se non hai un coltello un fuoco lo fai.
Avevo passato una notte senza attrezzatura, solo un giubbotto, e aveva nevicato sui boschi del primiero a fine novembre, frugandomi in tasca trovai un accendino banalissimo che non doveva neanche essere lì, beh fece la differenza, riuscii anche a dormire e tutto sommato la notte fu piacevole.
Da quella volta ho sempre un accendino in ogni zaino, marsupio, macchina etc.
 
Da quella volta ho sempre un accendino in ogni zaino, marsupio, macchina etc.
Bravo, e meglio 2 ;)

A proposito, una volta mi è capitato di dover/voler accendere un fuoco in un bivacco (attività che non era prevista) e non avevo l'accendino.
Sul camino del bivacco però ce n'erano due! :D

MA uno faceva la scintilla ma era vuoto, nell'altro c'era il lquido ma non faceva la scintilla però il gas si sentiva che usciva.

Quindi con la scintilla di quello vuoto ho acceso il gas dell'altro accendino ;)
 
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Bravo, e meglio 2 ;)

A proposito, una volta mi è capitato di dover/voler accendere un fuoco in un bivacco (attività che non era prevista) e non avevo l'accendino.
Sul camino del bivacco però ce n'erano due! :D

MA uno faceva la scintilla ma era vuoto, nell'altro c'era il lquido ma non faceva la scintilla però il gas si sentiva che usciva.

Quindi con la scintilla di quello vuoto ho acceso il gas dell'altro accendino ;)
Quando c'è da fare una cosa va bene pure pa spazzatura, come in questo caso l'ingegno ha fatto il resto !
 
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