Escursione Monte Amaro da Majelletta

Parchi d'Abruzzo
  1. Parco Nazionale della Majella
Dati

Data: 1 agosto 2014
Regione e provincia: Provincia di Chieti
Località di partenza: Majelletta (Rifugio Pomilio)
Località di arrivo: Monte Amaro (e ritorno)
Tempo di percorrenza: 4h50' andata + 4h30' ritorno
Chilometri: 13+13
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: lunghezza; un piccolo tratto vicino Monte Tre Portoni, da passare o su cengia o su piccolo camino (usare le mani)
Periodo consigliato: estate, ma occhio al meteo
Segnaletica: paline pessime (di metallo, arrugginite, scolorite e piegate). Bollatura su pietre buona.
Dislivello in salita: cumulativo 1600 m
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2793 m (monte Amaro)
Accesso stradale: parcheggio alle antenne presso il Rifugio Pomilio (i 2 km per il Blockhaus sono chiusi al traffico da qualche anno).
Traccia GPS: http://www.avventurosamente.it/xf/pagine/mappa/?do=loadmarker&id=7008

Descrizione

Superclassica per il monte Amaro. Ero indeciso se partire da Macchia di Secina (ma non ero al corrente delle condizioni della strada sterrata) o da Majelletta. Alla fine, ho fatto due conti di dislivello puro (1400 m contro 900m) e ho quindi optato per quest'ultima. Boy, was I wrong.

La prima parte del percorso la conoscevo, in quanto due anni fa con la mia morosa eravamo arrivati al Focalone, già di per sé un'escursione interessante e non banale. Partenza alle 6 del mattino da Scerni (CH) per essere alle 7.30 alla Majelletta, dove la nebbia fitta non lascia presagire nulla di buono.
Com'è come non è mi metto in marcia di buon passo, tanto fotografare sarebbe inutile. Lungo la strada faccio anche una piccola deviazione per salire in cima a Monte Cavallo, cima piuttosto insignificante se vista dal Blockhaus ma interessante vista dall'altro lato:
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In cima solo un ometto di sassi e tanti pini mughi.
Scendendo dalla cima e riprendendo il sentiero P incontro un escursionista di Martinsicuro che apparentemente non trovava la via per l'Amaro. Dal momento che quella era anche la mia meta, decidiamo di continuare assieme.

Arrivati al Focalone la nebbia si dirada:
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e avvistiamo anche un piccolo branco di camosci, piuttosto vicini:
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continuiamo per la nostra strada, al Primo Portone torna la nebbia che continuerà questo giochino di arrivare e andare via per tutta la durata dell'escursione. Finalmente si avvista l'Amaro:
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ce n'è ancora di strada da fare.
Arrivati al terzo portone il sentiero si fa un po' confuso. Alcuni bolli consigliano di proseguire sulla stretta cengia a est di cima Tre Portoni, altri di risalire un largo caminetto e scavallare dall'altra parte. All'andata decidiamo di proseguire lungo la cengia, al ritorno faremo il camino in discesa. Ogni tanto ci voltiamo indietro; ecco Focalone e Acquaviva:
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Finché dopo l'ultimo, interminabile strappo, siamo in vetta!
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Pausa pranzo di una mezz'oretta, a goderci la meravigliosa solitudine, e poi... e poi c'è ancora tutto il ritorno da fare!!! AAAArgHHH!

Il tempo è sempre quello, bello e brutto in alternanza. Altri camosci vicino a noi:
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e bellissimi panorami. Come l'Amaro e il Tre Portoni:
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le belle formazioni rocciose di Cima Pomilio:
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le profonde e suggestive vallate:
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dopodiché, di nuovo in mezzo alla nebbia del Blockhaus e della Majelletta.

Finalmente il conto aperto con la Majella è chiuso! Anche se con ben 1600 metri di dislivello cumulativi nelle gambe, che a fine giornata (e il giorno dopo, e il giorno dopo ancora) si fanno sentire...
 

Allegati

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Ultima modifica di un moderatore:
Belle foto!! di un fascino "desolante". La prima foto del M. Amaro sembra il cratere di un vulcano con tanto di sbuffi di fumo. Davvero interessante anche quel versante del M. Cavallo. Complimenti!
 
A

Andreatv

Guest
Bello! Che vasti questi posti. Ma quello è un bivacco? E' la prima volta che ne vedo uno così!!

:)
 
Belle foto e stupenda escursione ,uno dei posti più solitari e isolati dell'appennino , vedo con piacere che almeno la porta del bivacco pelino è stata rimessa in sesto e funzionante ,anni fà era completamente stata scardinata e divelta dai vandali , e in caso di emergenza invernale il bivacco era quasi inutilizzabile
 
se è stata risistemata e risaldata due volte in 4 anni, vuol dire che quasi nessuno chiude il robusto catenaccio o qualcuno o più di una persona si diverte a aggrapparsi sulla porta che logicamente si rompe .
 
Secondo me il motivo per cui si scardina è il ghiaccio/neve che si deposita davanti alla porta. Per aprire il rifugio le persone la forzano più del dovuto, senza liberare lo spazio antistante ed ecco che si scardina.... purtroppo l'ho visto fare in un altro rifugio invernale.
 
Foto bellissime!!!:biggrin: purtroppo è un periodaccio per i rifugi ne vedo molti in stato pessimo tipo lo Zilioli sui Sibillini , anche se sta diventando ormai una consuetudine sob :no:
 
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