Escursione Monte Amaro dal rifugio Pomilio

Parchi d'Abruzzo
  1. Parco Nazionale della Majella
Dati

Data: 30/09/2023
Regione e provincia: Abruzzo, Chieti
Località di partenza: Rifugio Pomilio
Località di arrivo: Rifugio Pomilio
Tempo di percorrenza: 12 h
Chilometri: 26,5
Grado di difficoltà: EE
Segnaletica: Sentiero P Parco Maiella segni biancorossi
Dislivello in salita: 1700
Dislivello in discesa: 1700
Quota massima: 2793
Accesso stradale: Rifugio Pomilio, Pretoro (CH)
Traccia GPS Rifugio Pomilio-Monte Amaro
https://www.decano.it/GITE/PASSEGGIATE_FATTE/MAIELLA/maiella_front.htm


Descrizione

Se c'è un'escursione per cui è valida in sommo grado l'affermazione che la meta di una passeggiata non è l'arrivo ma la strada stessa, è proprio questa che dal Rifugio Pomilio porta alla vetta del Monte Amaro, la cima più alta della Maiella. La Maiella che quando, da bambino, andavo a sciare con la famiglia a Campo di Giove, rappresentava una sorta di mondo superiore e misterioso, un regno affascinante al di là del Guado di Coccia e della Tavola Rotonda dove al massimo si spingevano gli impianti di risalita. E questo mondo superiore era sempre rimasto nei miei sogni di escursionista come meta da raggiungere ed esplorare, un giorno, nonostante la distanza da Roma e la lunghezza dei percorsi. Ma quel giorno è arrivato il 30 settembre 2023, con il fidato sodale Cesare, con cui abbiamo deciso di fare le cose per bene: l'itinerario scelto infatti, al di là dei timori indotti dalla lunghezza e dal nostro approssimativo stato di forma, ci avrebbe dato una visione abbastanza estesa del microcosmo Maiella, dai pendii verdeggianti, ai profondi valloni, alle memorie storiche, agli ambienti lunari degli altipiani sommitali fino alla vetta del Monte Amaro. Partendo la sera prima e pernottando nell'avito maniero di mio suocero a Raiano abbiamo evitato di partire da Roma alle tre per presentarci all'inizio del sentiero mentre il sole sorgeva dal mare Adriatico, nei pressi dell’ancora addormentato Rifugio Pomilio a 1980 metri di quota. Abbiamo quindi percorso il sentiero turistico Montanelli fino al Blockhaus, seguita la cresta passando per la Tavola dei Briganti e attaccato il fianco settentrionale del Monte Focalone passando per lo spettacolare anfiteatro delle Murelle. Dalla sommità del Focalone poi abbiamo affrontato i saliscendi dei Tre Portoni con sempre in vista la remota vetta del Monte Amaro con il bivacco Pelino in evidenza. Infine, la salita finale in cima dove, nonostante qualche persona di troppo (d’altra parte inevitabile in una giornata così spettacolare), ci siamo goduti il panorama e sorpresi per avercela fatta. La strada del ritorno, identica all’andata, ci ha ricondotto alla macchina giusto al tramonto e in tempo per la ricerca della meritata cena a base di funghi e arrosticini di fegato in una trattoria di Lettomanoppello.
 

Allegati

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A mio parere per paesaggi e impegno, l'escursione di maggior soddisfazione sull'Appennino.
Certo, sarebbe stato meglio metterci pure un visita "culturale" al Birrificio Maiella di Pretoro.
 
Dati

Data: 30/09/2023
Regione e provincia: Abruzzo, Chieti
Località di partenza: Rifugio Pomilio
Località di arrivo: Rifugio Pomilio
Tempo di percorrenza: 12 h
Chilometri: 26,5
Grado di difficoltà: EE
Segnaletica: Sentiero P Parco Maiella segni biancorossi
Dislivello in salita: 1700
Dislivello in discesa: 1700
Quota massima: 2793
Accesso stradale: Rifugio Pomilio, Pretoro (CH)
Traccia GPS Rifugio Pomilio-Monte Amaro
https://www.decano.it/GITE/PASSEGGIATE_FATTE/MAIELLA/maiella_front.htm


Descrizione

Se c'è un'escursione per cui è valida in sommo grado l'affermazione che la meta di una passeggiata non è l'arrivo ma la strada stessa, è proprio questa che dal Rifugio Pomilio porta alla vetta del Monte Amaro, la cima più alta della Maiella. La Maiella che quando, da bambino, andavo a sciare con la famiglia a Campo di Giove, rappresentava una sorta di mondo superiore e misterioso, un regno affascinante al di là del Guado di Coccia e della Tavola Rotonda dove al massimo si spingevano gli impianti di risalita. E questo mondo superiore era sempre rimasto nei miei sogni di escursionista come meta da raggiungere ed esplorare, un giorno, nonostante la distanza da Roma e la lunghezza dei percorsi. Ma quel giorno è arrivato il 30 settembre 2023, con il fidato sodale Cesare, con cui abbiamo deciso di fare le cose per bene: l'itinerario scelto infatti, al di là dei timori indotti dalla lunghezza e dal nostro approssimativo stato di forma, ci avrebbe dato una visione abbastanza estesa del microcosmo Maiella, dai pendii verdeggianti, ai profondi valloni, alle memorie storiche, agli ambienti lunari degli altipiani sommitali fino alla vetta del Monte Amaro. Partendo la sera prima e pernottando nell'avito maniero di mio suocero a Raiano abbiamo evitato di partire da Roma alle tre per presentarci all'inizio del sentiero mentre il sole sorgeva dal mare Adriatico, nei pressi dell’ancora addormentato Rifugio Pomilio a 1980 metri di quota. Abbiamo quindi percorso il sentiero turistico Montanelli fino al Blockhaus, seguita la cresta passando per la Tavola dei Briganti e attaccato il fianco settentrionale del Monte Focalone passando per lo spettacolare anfiteatro delle Murelle. Dalla sommità del Focalone poi abbiamo affrontato i saliscendi dei Tre Portoni con sempre in vista la remota vetta del Monte Amaro con il bivacco Pelino in evidenza. Infine, la salita finale in cima dove, nonostante qualche persona di troppo (d’altra parte inevitabile in una giornata così spettacolare), ci siamo goduti il panorama e sorpresi per avercela fatta. La strada del ritorno, identica all’andata, ci ha ricondotto alla macchina giusto al tramonto e in tempo per la ricerca della meritata cena a base di funghi e arrosticini di fegato in una trattoria di Lettomanoppello.
Splendido! E bel racconto fotografico.
 
Mi hai ricordato quanto mi sia mancato il mio Appennino in questo 2023 che ho dedicato di più ad altro. Vedere quei colori, il bianco desertico che contrasta con quel verde acceso così mediterraneo, quegli orizzonti e quelle forme plastiche mi ha emozionato e ricordato che è tempo di tornare a calcare quei sentieri.
 
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