Escursione Monte Greco

Monte Greco
Quota
2.285 m
Data 20 settembre 2025
Sentiero parzialmente segnato
Dislivello 1.139 m
Distanza 22,36 km
Tempo totale 8:47 h
Tempo di marcia 7:37 h
Cartografia Il Lupo Parco Nazionale d’Abruzzo
Descrizione Da Passo Godi (1.547 m) per il Valico dello Scalone (1.926 m, +51 min.), la fonte di quota 1.804 (+19 min.), lo Stazzo Pantaniello (1.815 m, +1,19 h), il Lago Pantaniello (1.818 m, +4 min.) e la Sorgente Pantaniello (1.819 m, +6 min.), lo Stazzo Ospedeuco (1.996 m, +50 min.), Monte Greco (2.285 m, +40 min.), la Valle Pistacchio (1.980 m, +44 min.) la Sella di Rocca Chiarano (2.114 m, +22 min.), lo Stazzo Affogata, (1.869 m, +40 min.), la Selva Bella e Passo Godi (+1,42 h). Piacevole escursione in ambiente ancora ampiamente estivo. Avvistati una volpe, alcuni grifoni e centinai di cervi, isolati e in branchi.
https://www.montinvisibili.it/monte-greco-nordovest

Monte Greco, 20 settembre 2025. Se il Monte Greco fosse nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con i suoi 2.285 metri sarebbe la vetta più elevata dell’area protetta. Invece è solo nella sua zona di tutela esterna e questa palma va ai 2.249 metri del vietato Monte Petroso.
Nonostante ciò è una montagna perfettamente calata nelle atmosfere del Parco e con una ricchezza faunistica e di vedute che forse sono anche superiori. A questo si aggiunge la solitudine degli itinerari, che attraversano ampie e deserte praterie di quota che fanno pensare di essere in cammino verso una vetta estremamente remota.
Per giungere invece in cima e scoprire chiari e prossimi segni di antropizzazione. I tristi sbancamenti degli impianti sciistici di Roccaraso (che fortunatamente appena trafilano dalle Toppe del Tesoro), gli abitati di Barrea e di Castel di Sangro; ma anche tante vette del Parco, che da qui hanno un inusuale aspetto arduo e minaccioso, una Majella che incombe vicina e che si stenta a riconoscere, e anche il nastro turchese del Mare Adriatico.
Sì, perché comunque questa è una vetta orientata verso la costa e verso il meridione, verso quell’Ellade che potrebbe essere proprio l’origine del toponimo, considerando anche che qui vicino transitava il Regio Tratturo Celano - Foggia.
E questo a dispetto del fatto che invece i nomi dei venti derivano dalle antiche denominazioni che consideravano il Mar Jonio come centro del Mediterraneo. Le indicazioni di provenienza sono quindi relative a tale antica collocazione e possono apparire incongrue in altre zone: ad esempio il vento da Nord-Est (un vento che spira a raffiche, è freddo e porta tempo asciutto) è chiamato comunque Grecale, anche se la Grecia non si trova a Nord-Est dell’Italia.

 

Allegati

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Sbaglio o la possibilità di avvistare fauna nell' ultimo decennio è aumentata? Dei cervi nel Pnalm mi son dovuto accontentare (non quest' anno) di ascoltare il bramito , cosa tutt' altro che rara perché si sente a parecchia distanza.

luoghi desolati!
La stagione non aiuta, sicuramente nella verde primavera o nel bianco (si spera) inverno l'impressione è diversa. Credo che la mancanza di alberi sia in parte naturale (il limite della faggeta è sui 2.000) in parte dovuta a disboscamento per creare pascoli avvenuto chissà quando.

La parte panoramica verso il cuore del PNALM è la cresta opposta al monte Greco (a sud ovest: Cima Scalone, Serra Rocca Chiarano, Rocca Chiarano; se non erro l' anello qui descritto ci gira intorno.
 
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Mamma mia che luoghi desolati!

Si devono provare strane sensazioni mentre ci si trova lì...
Come scrive @appenninocentrale sono gli ambienti tipici delle altre quote in questa stagione. Mentre ci cammini non avverti desolazione ma il fascino di ambienti semplici e primordiali.
Se vuoi vedere veramente la desolazione dovresti solcare l'altopiano della Majella o meglio ancora scendere sul fondo si alcune delle sue valli di quote più elevate.
035 Piano Amaro.JPG
033 Verso Monte Amaro.JPG
019 Verso Grotta Canosa.JPG

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Sbaglio o la possibilità di avvistare fauna nell' ultimo decennio è aumentata? Dei cervi nel Pnalm mi son dovuto accontentare (non quest' anno) di ascoltare il bramito , cosa tutt' altro che rara perché si sente a parecchia distanza.


La stagione non aiuta, sicuramente nella verde primavera o nel bianco (si spera) inverno l'impressione è diversa. Credo che la mancanza di alberi sia in parte naturale (il limite della faggeta è sui 2.000) in parte dovuta a disboscamento per creare pascoli avvenuto chissà quando.

La parte panoramica verso il cuore del PNALM è la cresta opposta al monte Greco (a sud ovest: Cima Scalone, Serra Rocca Chiarano, Rocca Chiarano; se non erro l' anello qui descritto ci gira intorno.
Sì, e di molto. Fino a 10 anni fa era raro durante le uscite vedere animali. Ci ho messo 20 anni di sentieri per vedere il primo lupo, poi mi è capitato quattro volte, anche in branchi (l'ultima a dicembre sul Viglio). Camosci e cervi sono ora numerosi in ogni area protetta. Lo scorso anno un tasso a due metri. Cinghiali anche qui a Roma sotto casa (insieme a istrici e volpi). Per tacer di aquile, grifoni, altri rapaci e aironi. Ieri sui Lucretili un bellissimo scoiattolo nero (se non mi sono sbagliato, perché dovrebbe vivere solo in Calabria e Basilicata; ma era vicinissimo).
Saranno gli effetti della maggior tutela, ma anche di una progressiva diminuzione dei cacciatori. Alla fin fine quelli che incontro sui sentieri sono sempre più anziani e il ricambio con i giovani è molto limitato.
 
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