Parchi della Basilicata
  1. Parco Nazionale del Pollino
Data: 8 dicembre 2025
Regione e provincia: Basilicata,Potenza
Località di partenza: Colle Impiso
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 6h 47min
Chilometri: 11.25
Grado di difficoltà: Per esperti
Descrizione delle difficoltà: Alle condizioni trovate da me direi D (difficile)
Periodo consigliato: inverno inizio stagione
Segnaletica: lungo i sentieri
Dislivello in salita: 841 m
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2248 m
Accesso stradale: A2 uscita Campotenese direzione Rotonda Viggianello.Alla Madonnina piegare a destra per 16 Km circa
Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-arr...monte-pollino-psicologica-free-solo-243238001

Descrizione

[01] Pollino Psicologica.jpg


Quest’anno inauguro ufficialmente la stagione invernale l’8 dicembre, proprio come ai vecchi tempi, quando il Pollino a quella data era già abbondantemente innevato. Questa volta, invece, la neve si trova solo alle quote più alte, ma in compenso sui versanti nord e nord-est è di ottima qualità, tanto da invogliarmi a tentare una via di ghiaccio misto; inoltre, gli avvicinamenti risultano rapidi e agevoli, rendendo l’uscita ancora più allettante.

L’unica nota dolente è che, pur trattandosi di un giorno festivo, non riesco a trovare alcun compagno e, di conseguenza, opto per un itinerario non particolarmente tecnico. Parto di buon’ora per raggiungere Colle Impiso in tempo utile per trovare parcheggio, trattandosi della località di partenza d’élite per le ascensioni ai duemila del Pollino. La giornata si rivela semplicemente perfetta, con cielo sereno per l’intera durata, temperature rigide e una ventilazione sostenuta da nord sulle vette, che sul “monte di Eolo”, come ho ribattezzato il Pollino, non è certo una novità né una rarità.

Nei pressi del Blokchaus, lungo la rotabile per Rotonda, tre caprioli guizzanti mi danno il benvenuto prima di scomparire rapidamente nel bosco. Raggiunto Piano Ruggio, colpisce la tristezza di un paesaggio completamente privo di neve, fatta eccezione, naturalmente per Serra del Prete imbiancata da quota 1800; ma si va avanti, anche perché almeno posso raggiungere con certezza Colle dell’Impiso in auto, operazione che risulta sempre problematica quando nevica, vista l’estrema riluttanza degli enti locali a spalare la neve lungo questa strada.

Al parcheggio mi sorprende trovare una sola auto considerando il giorno di festa; in ogni caso mi avvio con passo deciso e, giunto ai Piani di Vaquarro, mi appare davanti la maestosa piramide del Pollino, ampiamente innevata soprattutto sul versante nord, una visione che mi motiva ancora di più a proseguire. Noto inoltre che è stato realizzato un ponticello in legno per il guado del Frido, che in passato poteva risultare piuttosto fastidioso a causa del fango e della quantità d’acqua presente. Proseguendo, comincio a trovare neve intorno ai 1650 metri, già in buona parte ghiacciata.

Dopo un’ora e un quarto raggiungo l’ingresso dei Piani e, come sempre, l’impatto visivo è spaziale: vengo abbagliato da un panorama esplosivo e da una natura così emozionante da mettere i brividi. La sorpresa maggiore è constatare che praticamente tutte le vie del versante nord-est sono ben innevate e in condizione, a dispetto delle informazioni fuorvianti ricevute nei giorni precedenti. Dopo una breve pausa mi avvio lungo il pendio boscoso alla mia destra, in direzione della Grande Frana. La neve è ben trasformata e compatta, già da ramponi, ma per il momento, viste le pendenze ancora contenute, scelgo di non calzarli, anche se siamo al limite. L’itinerario scelto sarebbe il Costone Nord, percorso già risalito diverse volte e caratterizzato da difficoltà moderate, ideale da affrontare in solitaria.

Tuttavia, a un affaccio dal bosco, il mio sguardo cade su “Psicologica”, la bellissima e iconica via di misto aperta il 12 gennaio 2014 da Massimo G., mio primo compagno di avventure, e ripetuta da me e Pasquale B. nell’aprile 2015. Si tratta di una linea logica ed elegante che si insinua nella parete formata dall’avancorpo del costone destro della Grande Frana del Monte Pollino, osservando dai Piani di Pollino, sfruttandone una linea centrale che passa tra lisce placche inclinate per poi sbucare in cresta a circa 2100 metri di quota.

A questo punto scatta in me qualcosa di indefinibile che mi cattura, un richiamo sottile, forse quel pizzico di orgoglio o quella parte più profonda e inquieta dell’istinto da alpinista che spinge a misurarti con ciò che ti mette davvero alla prova. Da lontano la linea sembra concedersi, quasi invitante, ma una volta dentro l’illusione si dissolve: quelli che apparivano come canali ben definiti si rivelano invece una successione di blocchi e placche lisce, ricoperte da uno strato di neve non portante che non consente una presa sicura a piccozze e ramponi.

Parto con decisione superando il primo muretto a 70°, particolarmente ostico. Dopo una ventina di metri mi rendo conto che affrontare oggi questa via in solitaria rappresenta un azzardo notevole, a causa delle pessime condizioni della neve, della morfologia del terreno e della forte esposizione. In alcuni passaggi i ramponi sfregano sulle placche lisce sotto uno strato di neve non portante, mentre le picche devono cercare appigli minimi in piccole fessure. Tornare indietro ormai non è più possibile, così senza lasciarmi scoraggiare mi concentro nel trovare zone di accumulo dove poter contare su appoggi più affidabili, sia per i ramponi sia per le piccozze.

Per guadagnare terreni migliori provo a spostarmi verso destra effettuando un delicato traverso, muovendomi con estrema cautela per alcuni metri su pendii inclinati attorno ai 55°.Ma dopo una valutazione, mi rendo conto che la soluzione migliore è comunque proseguire direttamente verso l’alto seguendo la linea originale della via che porta al pino loricato sospeso in alto sopra di me, anche se questo comporta affrontare pendenze continue più sostenute, tra i 60° e i 65°.

Prima di raggiungere il loricato che significa guadagnare la crestina nevosa finale, decisamente più tranquilla, rimane soltanto un ultimo muretto di misto di 6–7 metri a 65°, con un breve salto conclusivo a 70° subito dopo. Mi fermo un istante per riprendere fiato, individuo con attenzione i migliori appigli per picche e ramponi, quindi lo aggredisco e, con un passo atletico deciso, lo supero. La concentrazione adesso non deve calare, perché restano da affrontare gli ultimi metri con pendenza attorno ai 50°. Solo dopo aver lasciato alle spalle il pino, a una trentina di metri, posso finalmente considerarmi fuori dalle difficoltà. Con l’adrenalina a mille, che mi ha prosciugato le energie, profondo un ultimo sforzo percorrendo i cento metri conclusivi di cresta facile che mi conducono direttamente in vetta.

Immerso nell’atmosfera sospesa e quasi irreale di un Pollino oggi completamente deserto, tocco ancora una volta il pilastrino di vetta con la consapevolezza, mista a un pizzico di follia, di aver portato a termine una prova intensa e profondamente appagante. Dalla cima, sferzata da un vento freddo settentrionale che mi schiaffeggia il volto, la discesa prima nella conca del “Nevaio” e poi lungo il più rilassante “Canale Nascosto”, ricolmo di neve e incastonato in un magnifico giardino di vetusti pini loricati, si trasforma in un momento di pura contemplazione, un ritorno alla calma e alla pace dei sensi.

Salita dedicata all’apritore e mio primo grande compagno di avventure, Massimo.

Pollino da Piano Vaquarro
[02] pollino.JPG


Zoomata sui guardiani della parete Nord
[03] loricati pollino.JPG


Nuovo ponticello sul Frido
[04] frido.jpg


[05] rummo.jpg


Piano Toscano
[06] piani pollino.jpg


Pollino versante nord est
[07] pollino.JPG


Serra delle Ciavole
[08] serra ciavole.JPG


Dolcedorme versante Nord
[09] dolcedorme.JPG


[10] pollino.JPG


[11] dolcedorme.JPG


[12] pollino nord.jpg


Verso l'attacco alla via
[13] pollino psicologica.JPG


[14] pollino.JPG


[15] pollino psicologica.JPG


[16] pollino psicologica.JPG


[17] pollino psicologica.JPG


Fuori dalle difficoltà
[18] pollino psicologica.jpg


La Grande Frana
[19] pollino grande frana.jpg


In vetta
[20] pollino.jpg


[21] pollino.JPG


Dolcedorme sferzato dal vento
[22] pollino.JPG


Nevaio di vetta
[23] pollino nevaio.jpg


Canale Nascosto
[25]  pollino canale nascosto.JPG


Serra del Prete
[26] serra del prete.jpg


Il Valangone del Pollino
[27] pollino valangone.JPG


Pino "Canguro"
[28] pino canguro.JPG


"Godzilla"
[29] pino godzilla.JPG


Pollino da Piano Gaudolino
[30] pollino.jpg


Sorgente "Spezzavummola"
[31] spezzavummola.JPG
 
Alto Basso