Escursione Monte Prena

Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Monte Prena
Quota
2.561 m
Data 25 agosto 2017
Sentiero segnato
Dislivello 1.950 m
Distanza 21,07 km
Tempo totale 13:15 h
Tempo di marcia 12:35 h
Cartografia Il Lupo Gran Sasso d’Italia
Descrizione Dal Lago di Pagliara (852 m) per il Bosco di Pagliare, la Fonte del Peschio (1.378 m, +1,35 h), il Colle di Malanotte (1.415 m, +27 min.), il Vallone di Fossaceca, il Piano d’Abruna (2.350 m), Monte Prena (2.561 m, +3,51 h), il Vado di Ferruccio (2.245 m, +1,36 h), il canalino attrezzato con catena (2.163 m, +10 min.), lo Stazzo di Ferruccio (1.910 m, +2 h), la Radura del Quadrato (1.550 m, +1 h) , il Bosco di Cava Grande e la macchina (+1,56 h). Anello lungo, faticoso, arduo, periglioso e spettacolare in ambiente obliquo, verticale e severo; ben segnato, ma con alcuni passaggi esposti soprattutto nella discesa; canalino di salita al Prena pesantemente eroso e instabile. Da effettuare a fine estate o inizio autunno e comunque con ambiente asciutto; in inverno ambiente ampiamente valanghivo. Itinerario di discesa sicuramente più agevole in salita. Rinvenuta una punta di lancia a quota 2.140. Avvistati camosci, falchi, una volpe e soprattutto nella notte un branco di lupi a quota 900 sulla via del ritorno.
https://www.montinvisibili.it/#!/Monte-Prena
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Mentre mi destreggio con l’ultima difficoltà, mi accorgo di due strani lumini nel bosco, una ventina di metri più in alto. Ci deve essere altra gente: strano! Fischietto un motivetto per farmi scorgere. Ma i lumini aumentano: cinque, otto, dieci, dodici… Sono occhi, fosforescenti nel buio della notte.
Mi si gela il sangue nelle vene: è un branco di lupi. Inforco la torcia e mi scapicollo fra i rovi, incurante dei graffi e anche di una poderosa tibiata su un tronco. È vero che i lupi non attaccato l’uomo, ma da solo di notte nel bosco, nel loro territorio… non voglio fermami a chiederglielo. Il gps cerca di guidarmi sulla giusta rotta, ma la macchia è fitta e incappo più volte in intrichi di rami e di spini. Gli occhi restano fermi, due paia me li trovo più vicini, per buona misura ringhio e ruggisco (cosa che già mi ha salvato in altre occasioni). Un quarto d’ora e sono di nuovo sul sentiero che percorro di volata in un buio compatto.
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Allegati

Bellissima e poderosa escursione nel territorio del parco che io ricordi più selvaggio,più ostico e più verticale. Ricordo anche io prati obliqui,per usare un eufemismo, dopo la fonte del peschio e mi mette di buon umore sapere che finalmente Troverò dei segni quando ci tornerò di nuovo.Stanno veramente risegnalando e sistemando tutti i sentieri,addirittura sulla laga.
 
Bellissima e poderosa escursione nel territorio del parco che io ricordi più selvaggio,più ostico e più verticale. Ricordo anche io prati obliqui,per usare un eufemismo, dopo la fonte del peschio e mi mette di buon umore sapere che finalmente Troverò dei segni quando ci tornerò di nuovo.Stanno veramente risegnalando e sistemando tutti i sentieri,addirittura sulla laga.
Tanti segni, pure troppi. A tratti sembra che qualcuno ci abbia corso su con un secchio di vernice aperto in mano.
 
Che ambiente selvaggio...davvero impressionante! Bellissime foto, tra l'altro.
Sul branco di lupi, non oso nemmeno immaginarmelo....al tuo posto penso avrei avuto un infarto. :help: :help:
 
Non ho ancora letto nulla, a parte la premessa, ma già con questa ti dirò che se fosse capitato a me, credo che avrei perso quei pochi capelli che attualmente custodisco gelosamente sulla mia testa.
 
Tanti segni, pure troppi. A tratti sembra che qualcuno ci abbia corso su con un secchio di vernice aperto in mano.
Ah ma quindi non fatti bene dal parco(bandierine) .Dalla fonte prendendo a sinstra, dove diceva una pietra scritta Prena, si incrociava più in alto un sentiero fatto di "dossi" o "collinette" che ricordo con segni pieni di sbavature in effetti:in quel tratto fino a sotto la cimetta erano un po' esagerati forse è sicuramente maldestri.Ma ne feci solo questo tratto perche dopo la fonte non ne vedevo e tagliai su dritto fino a incrociare quel sentiero.Tra l'altro ricordo forti crampi e non riuscire a trovare un posto dove ripianava un pochino per stirare il femorale:il posto più comodo dove ripiegare,fu l'unico pezzo di sfasciumi che incontrai salendo.Ma il giro fatto a ritorno era anche segnato?Mi sembra cmq che sia un sentiero solo da bipedi? (Canalini-corde...)
 
Non ho ancora letto nulla, a parte la premessa, ma già con questa ti dirò che se fosse capitato a me, credo che avrei perso quei pochi capelli che attualmente custodisco gelosamente sulla mia testa.
Non ho ancora letto nulla, a parte la premessa, ma già con questa ti dirò che se fosse capitato a me, credo che avrei perso quei pochi capelli che attualmente custodisco gelosamente sulla mia testa.
Guarda, ho fatto una tale ciaciara nel bosco che secondo me i lupi si stanno ancora chiedendo che razza di animale fossi.
 
Ah ma quindi non fatti bene dal parco(bandierine) .Dalla fonte prendendo a sinstra, dove diceva una pietra scritta Prena, si incrociava più in alto un sentiero fatto di "dossi" o "collinette" che ricordo con segni pieni di sbavature in effetti:in quel tratto fino a sotto la cimetta erano un po' esagerati forse è sicuramente maldestri.Ma ne feci solo questo tratto perche dopo la fonte non ne vedevo e tagliai su dritto fino a incrociare quel sentiero.Tra l'altro ricordo forti crampi e non riuscire a trovare un posto dove ripianava un pochino per stirare il femorale:il posto più comodo dove ripiegare,fu l'unico pezzo di sfasciumi che incontrai salendo.Ma il giro fatto a ritorno era anche segnato?Mi sembra cmq che sia un sentiero solo da bipedi? (Canalini-corde...)
Sì, è tutto segnato, anche il ritorno, anche se ancora più maldestramente e a volte si perde. L'andata per il Fossaceca non presenta problemi per la lupa. Il ritorno con il canalino incatenato è sicuramente infattibile. Per scendere ci sarebbe anche la ripida cresta della Cimetta: ne ho letto ma non l'ho mai (ancora) fatta.
 
Sì, è tutto segnato, anche il ritorno, anche se ancora più maldestramente e a volte si perde. L'andata per il Fossaceca non presenta problemi per la lupa. Il ritorno con il canalino incatenato è sicuramente infattibile. Per scendere ci sarebbe anche la ripida cresta della Cimetta: ne ho letto ma non l'ho mai (ancora) fatta.
La discesa ripida della cimetta sta a sx del sentiero di fossa ceca?Gurdando la vetta. Se cosi fosse,credo di aver fatto quella in salita fin quasi la cimetta,e potrei quindi riscendere dal Fossaceca. Dico così perché alla fnote c'era un sentiero che continuava piegando a destra verso il fosso passando per qualche drappello di faggi dove ho fatto legna ma non ho proseguito.Poi,sempre al Fontanini c'era una traccia con una pietra con scritto Prena appena sopra la fontana a sx. Se sono collegati in cima senza canalini sarebbe un bellanello da tentare. Di certo è un escursione molto impegnativa fisicamente e in luoghi davvero solitari e pochissimo frequentati.....di quelle che alla fine danno grande soddisfazione certamente.
 
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