Escursione Monte Romano da Campo Soriano

Parchi del Lazio
  1. Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi
Dati

Data: 08/01/2022
Regione e provincia: Lazio, Latina
Località di partenza: Campo Soriano (Terracina)
Località di arrivo: Campo Soriano (Terracina)
Tempo di percorrenza: 3h 52 minuti soste comprese
Chilometri: 10
Grado di difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: Nessuna in particolare, prestare attenzione alla segnaletica sui pianori sassosi
dove è facile sbagliare

Periodo consigliato: Il top in inverno
Segnaletica: Buona
Dislivello in salita: 550
Dislivello in discesa: 550
Quota massima: 863 m s.l.m
Accesso stradale:
Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-esc...ausoni-monte-romano-da-campo-soriano-60330988


Descrizione

I monti Ausoni hanno un'anima del tutto peculiare che li distingue da qualsiasi altra altura nei dintorni; forse per il loro essere una propaggine che connette le valli fluviali dell'entroterra al mare oppure per la loro storia di linea di confine tra due Regni, sono destinati a restare montagne ignorate, libere da qualsiasi catalogazione e impossibili da piegare alle esigenze dell'escursionismo da cartolina. Qui si respira una certa brutalità latente che mette insieme le vicende del brigantaggio, quelle degli scontri tra eserciti, il bracconaggio, devastanti incendi e un rapporto uomo-natura tanto autentico quanto di conflitto.
Tra le pieghe di queste montagne non c'è la natura trionfante e pura dei dirimpettai Lepini, non ci sono gli scorci mozzafiato e "isolani" del famigerato Circeo, non c'è neppure la maestosità dei vicini Aurunci eppure si respira un'atmosfera particolare e sospesa nel tempo. Forse la stessa atmosfera che ha stregato il pittore Coleman o i numerosi pittori paesaggisti che hanno rappresentato, tra Ottocento e Novecento, la vita contadina di queste terre.

L'escursione, svolta in uno splendido pomeriggio invernale, parte dagli straordinari "hum" di Campo Soriano ovvero affioramenti geologici plasmati dall'erosione e dal carsismo che disegnano un paesaggio unico, simile ad alcuni esempi statunitensi, degno di un film fantasy. Questo fondovalle tappezzato di queste sculture naturali, che farebbero invidia a qualsiasi land artist, è surrealmente modellato da doline, inghiottitoi, affioramenti, coltivazioni in una complessità orografica inafferrabile.

Compiendo i primi passi a partire da "La Cattedrale", ovvero dall'hum più imponente, ci si immerge in questo dipinto surrealista tra rocce che sembrano poter prendere vita da un momento all'altro e incursioni di vegetazione fittissima fino a sbucare in terrazzi agricoli dominati dagli ulivi e dalla macchia mediterranea.
Una bella e impegnativa ascesa in lecceta e aree più aperte, probabilmente incendiate tempo fa, fa conquistare meravigliose vedute della Pianura Pontina e della linea di costa. Questo primo scollinamento è come un portale che conduce ad una nuova dimensione: una dantesca "selva oscura" tanto intricata e complessa quanto bellissima accompagna il viandante tra dolci rilievi che di rado si aprono in sassosi pianori carsici. E' un viaggiare sospesi nel tempo in un'atmosfera onirica dove ogni intricata composizione di rami e liane nasconde figure sinistre, dove ogni rumore rompe un silenzio assordante e misterioso: ora una cisterna custodita da massicci blocchi di pietra, ora un cippo rimasto in piedi a testimonianza di un tempo perduto, ora i residui di una macera fanno la loro comparsa a ricordare un antico rapporto tra uomo e natura. Accanto ad un cippo, il n.19, si apre d'improvviso una vista mozzafiato sul Lago di Fondi e la costa che, in questa atmosfera pomeridiana dalle ombre lunghissime, appaiono quasi sfocati all'orizzonte come in un quadro romanticista. Il Monte Romano adesso è un dente aguzzo ricoperto di boschi che si erge davanti al visitatore come un muro da scalare: passi pendenti e resi freddi da qualche nuvola di disturbo fanno da preludio alla conquista di una vista ancora più privilegiata ovvero quella di cui si gode dalla vetta che con "soli" 860 metri di elevazione risulta incredibilmente aerea e permette di ammirare un 360 gradi di quelli che fanno girare la testa.
Le ombre lunghe ricordano che è tempo di rientrare ripercorrendo a ritroso i propri passi.
Si giunge a Campo Soriano quando il sole è totalmente calato dietro i rilievi che custodiscono la valle: ecco che i grandi massi calcarei sono diventati imponenti sagome in ombra che sembrano provenire da una fantomatica Terra di Mezzo come, del resto, lo sono queste antiche montagne di confine.
 

Allegati

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Fin dalla prima volta che ho visitato questo luogo magico e surreale ho desiderato integrarlo in una camminata di più ampio respiro. Purtroppo la natura isolata del gruppo è l'estesa antropizzazione delle terre basse rende difficile trovare un itinerario soddisfacente, se non, come hai fatto tu, ricalcando i propri passi.
 
Bello bello!
Anche le montagne 'piccole' danno grandi emozioni!
Decisamente, la quota non è mai stata importante per me.
Descrizione coinvolgente
Ti ringrazio!
Fin dalla prima volta che ho visitato questo luogo magico e surreale ho desiderato integrarlo in una camminata di più ampio respiro. Purtroppo la natura isolata del gruppo è l'estesa antropizzazione delle terre basse rende difficile trovare un itinerario soddisfacente, se non, come hai fatto tu, ricalcando i propri passi.
Girovagando su Wikiloc c'è qualche anello intorno ai 20km che arriva a Sonnino e torna indietro su tracce differenti (https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/sonnino-campo-soriano-via-monte-romano-33183373

https://it.wikiloc.com/percorsi-esc...-romano-sonnino-campo-soriano-anello-25925794).

Comunque di recente tutta la zona di Terracina è stata segnata da CAI e alcune associazioni ma credo principalmente dalle parti di Monte Leano. Inoltre è nato un cammino, chiamato "della Regina Cammilla", che connette diversi borghi intorno alla Valle dell'Amaseno.
 
Ultima modifica:
Bella escursione e coinvolgente descrizione di questa parte di territorio poco conosciuta ai camminatori laziali.
Gli Ausoni sono molto particolari, come il parco che si estende a macchia leopardo.
Campo Soriano lo avevo visitato poco meno di un anno fa, facendo un tour in bici che comprendeva la salita al Circeo e sono rimasto affascinato da queste strane forme.
Chissà se si riesce a fare una traversata a piedi con l'utilizzo dei mezzi pubblici, che comprenda sia il monte che il campo Soriano.
Grazie per la condivisione
 
Bella escursione e coinvolgente descrizione di questa parte di territorio poco conosciuta ai camminatori laziali.
Gli Ausoni sono molto particolari, come il parco che si estende a macchia leopardo.
Campo Soriano lo avevo visitato poco meno di un anno fa, facendo un tour in bici che comprendeva la salita al Circeo e sono rimasto affascinato da queste strane forme.
Chissà se si riesce a fare una traversata a piedi con l'utilizzo dei mezzi pubblici, che comprenda sia il monte che il campo Soriano.
Grazie per la condivisione

Condividere è sempre un piacere.
Vero, sono davvero un mondo a parte e molto solitari. Il Parco a macchia di leopardo è un'assurdità e comporta diverso degrado nel territorio con bossoli ovunque e il concreto rischio di dover annullare le escursioni pianificate, a me è capitato anni fa durante un tentativo su Monte delle Fate partendo da Vetica.
Purtroppo non hanno ripristinato il treno Roma Termini - Terracina e bisogna arrivare a Priverno Fossanova e prendere un autobus per giungere alla Terracina FS. Da lì guardando al volo su internet si può prendere un autobus che arriva a Campo Soriano.
Quindi si potrebbe fare una traversata Campo Soriano - Priverno Fossanova passando per Monte Romano e Sonnino ma comporterebbe non poco sbattimento con i vari cambi di mezzi.
 
Luoghi affascinanti, particolari anche se pensiamo ai vicini monti Lepini, e stranamente poco frequentati dagli escursionisti.

Grazie per la condivisione!
Verissimo. Rispetto a molti altri massicci circostanti, tipo Lepini o Aurunci, si vivono ancora sensazioni molto anni '80 :biggrin:: segnature discontinue, pochi escursionisti e tanti cacciatori.
 
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