Escursione Monte Semprevisa da Pian della Faggeta, variante Croce di Capreo

D

Derrick

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#1
Parchi del Lazio
Monti Lepini
Dati

Data: 17/07/2013;
Regione e Provincia: Lazio, Roma;
Località di partenza: Pian della Faggeta, Carpineto Romano (RM) 865 mslm;
Località di Arrivo: Monte Semprevisa (1.536 mslm);
Tempo di percorrenza: 3h10' sola andata mio tempo, con pausa spuntino, uno allenato la fa in 2 ore immagino;
Chilometri: 5,30 sola andata*;
Grado di difficoltà: E;
Descrizione delle difficoltà: Segnatura recente ma troppo rada, percorso abbastanza logico in ogni caso. Tratti sassosi. Non vi sono tratti esposti;
Periodo consigliato: Fattibile anche in piena estate per la presenza di ampi tratti in ombra;
Segnaletica: Buona per essere i Monti Lepini, a tratti è facile perdere i segni ma si procede bene di bussola o di logica, molte tracce alternative affiancano il sentiero principale (anche a causa della segnatura molto carente);
Dislivello in salita: 701m sola andata*;
Dislivello in discesa: 36m sola andata*;
Dislivello complessivo andata e ritorno: 737m;
Quota massima: Monte Semprevisa, 1536 mslm;
Accesso stradale: strada asfaltata fino al parcheggio.
* Dati ricavati da QLandkarteGT sulla traccia GPS allegata


Descrizione

Si tratta del sentiero classico per la salita al Semprevisa. Il tratto iniziale scoperto dura poco, segue un tratto in faggeta con salita piuttosto comoda, fino alla sella con panchine che costituisce lo "snodo viario" dei sentieri della zona. Da lì breve tratto in ombra fino alla sella nota come Schiazza di Paolone, dove arriva il sentiero che sale da Bassiano. L'ultimo tratto non mostra particolari difficoltà, a parte i segni troppo radi, le conseguenti molte tracce alternative (tutte valide, si può scegliere bosco ombroso o cresta assolata e panoramica in certi tratti) e certi tratti molto sassosi e dunque da percorrere con più calma e attenzione.

Istruzioni per arrivare all'attacco del sentiero venendo da Roma.
Si prende l'autostrada per Napoli, si esce al casello Anagni - Fiuggi.
Dopo avere versato il cospicuo obolo al primo bivio si svolta a sinistra. Si arriva molto presto ad una rotatoria. Si prende la seconda uscita della rotatoria (la prima è segnata come "strada vicinale", senza indicazioni particolari, la successiva è quella giusta).
Si prosegue per la strada fino ad un bivio indicato Anagni a sinistra, Gorga a destra. Si prende a dx per Gorga. Da questo momento basta seguire le indicazioni per Carpineto Romano, che sono sempre presenti.
Si attraversa prima l'abitato di Montelanico per arrivare poi a Carpineto Romano.
Si incontra una prima chiesa sul lato destro della strada, e poco dopo una seconda chiesa, immediatamente dopo la quale, sempre sul lato destro, una svolta "a gomito" indica, tra le molte altre cose, "Pian della Faggeta". Da questo momento si segue la strada (via Rerum Novarum) fino ad arrivare a Pian della Faggeta, che si trova dove finisce l'asfalto.
Si entra nello spiazzo sterrato e si parcheggia, immediatamente sulla destra, nell'area predisposta.

Si rimette l'altimetro, Pian della Faggeta è a 865 mslm, e si comincia l'escursione.

Si osserva il Monte Semprevisa, a Est, e il Monte Capreo a Nord Est. Fra i due monti c'è una evidente insenatura che è quella che verrà sfruttata per salire fino alla sella con panchine.
Proprio dove l'asfalto finisce, e dunque immediatamente prima del parcheggio, sulla destra per chi sale, si stacca una strada sterrata in salita. La si percorre, nel primo tratto di rettilineo si incontra un primo ponticello (segnalato da malconce spallette), poi si trova un po' di fondo in cemento che diventa subito asfalto assai malconcio, e la strada fa una curva secca a sinistra. Poco dopo si incontra un secondo ponticello (spalletta di sinistra quasi interamente demolita dal tempo) e circa 30 passi dopo il ponticello, sulla destra, si trova il segno dell'attacco del sentiero ["Bivio" nel tracciato GPS]. La strada carrozzabile proseguendo arriva in pochi metri ad una casa di legno su basamento di pietra, in stile Alta Italia, che dall'alto fornisce un punto di riferimento.

Il sentiero sale su terreno roccioso, spostandosi un po' verso Nord e dirigendosi nel vallone di cui si è fatto cenno, senza ombra fino all'inizio della faggeta, la linea degli alberi inizia circa a quota 1000m [GPS: FaggetaValle]. Da questo momento il sentiero sale abbastanza comodamente, in ombra e su sentiero poco sassoso. Si raggiunge l'Acqua di Mezzavalle (1220 m) dopo la quale il sentiero continua un po' a mezzacosta dal lato del Monte Capreo, si giunge infine ad un tratto di alberi radi e immediatamente dopo [GPS: FaggetaMonte] al limite superiore della faggeta che mostra un pendio erboso.

A vista, poche centinaia di metri davanti, c'è la sella. La si può raggiungere a vista (con azimut 290° circa) oppure seguendo il sentiero segnato (poco e male) che si stacca a destra in alto dell'ultimo albero segnato e compie un percorso, per arrivare alla sella, che in pratica fa una sorta di mezzaluna con gobba a destra per aggirare in modo efficiente dei corrugamenti del pendio erboso.
Attenzione agli inghiottitoi nel caso in cui invece si decida di proseguire scendendo nel vallone a sinistra e risalendolo fino alla sella.

Si giunge alla sella con le 4 panchine, ormai in condizioni decrepite. Siamo a quota 1.320 m. Se ci si ferma a fare uno spuntino sulle panchine, battere con un bastone la base, di pietre cementate ma senza ormai più molto cemento a colmare gli interstizi, interstizi e pietre che potrebbero fornire riparo a vipere.
La sella costituisce il crocevia tra il sentiero che scende dal Monte Ardicara, quello che sale dalla Sorgente del Rapiglio, quello che scende dalla Croce di Capreo, quello che scende dal Monte Semprevisa e quello che sale dal Pian della Faggeta, appena percorso. Si ha a Nord il lungo fianco del monte Capreo, a Sud Est il Monte Semprevisa di cui non si vede la cima, a Ovest il Monte Ardicara.
Stando alle panchine per proseguire per il Semprevisa si potrebbero notare dei segni rossi su delle piccole pietre del pendio erboso, ma non sono facili da vedere. Per trovare il sentiero facilmente si osserva a Sud-Sud-Ovest un masso bianco squadrato al limite della faggeta e alla sua sinistra, più giù nel pendio, un albero "avanzato" rispetto alla linea del bosco. Ci si incammina verso l'albero avanzato, puntando al suo fianco destro cioè dal lato del masso, e giunti in prossimità dell'albero si vede chiaramente la traccia del sentiero per il Semprevisa e il punto in cui questa si inserisce nel bosco.
Si segue il sentiero che arriva ad una sella panoramica, con una pietra detta "Schiazza di Paolone", che su IGM è indicata semplicemente come "Sella". Dall'altro lato della sella degli ampi pianori erbosi ospitano il sentiero che sale da Bassiano.
In questo punto si fa bene mente locale per il ritorno. Il sentiero giunge alla sella in corrispondenza di due alberi spezzati molto vicini. Si nota bene dove si è passati per riprendere il sentiero con sicurezza al ritorno.
Per raggiungere la vetta del Semprevisa il sentiero prosegue costeggiando la cresta dal lato Sud-Ovest, cioè dal lato senza alberi. Una volta trovati i segni, si segue il sentiero che, a causa anche della segnatura troppo rada, si ramifica in varie tracce che si intersecano, alcune delle quali si portano sulla cresta panoramica vera e propria, mentre altre rimangono a mezza costa in faggeta. La distanza fra le tracce e il sentiero non supera mai i 15 o 20 metri e si può proseguire in direzione Sud-Est ritrovandosi comunque, di tanto in tanto, sul sentiero segnato.
All'avvicinarsi della cima il sentiero si porta decisamente sulla cresta sassosa, e seguendone il profilo che descrive un arco (cambiando orientamento da Sud-Est prima a Est per poi piegare a Nord-Est) passando per due anticime con leggero saliscendi porta infine in vetta al Semprevisa, che si raggiunge liberamente dalla base avendo la croce metallica sempre in vista.
Il Semprevisa è la cima maggiore dei Lepini, 1.536 m, e le guide decantano che, in condizioni ideali di visibilità, sia possibile vedere financo il Vesuvio. L'ideale essendo come noto difficile da raggiungere, il più delle volte l'escursionista si accontenterà di orientarsi riconoscendo le principali vette attorno a lui, pratica importante anche per la sicura marcia con carta e bussola.
A Nord-Ovest si noteranno le due vette gemelle dell'Ardicara e del Capreo. Queste due montagne presentano in realtà entrambe un profilo molto allungato e si fronteggiano l'un l'altra, come fossero due grandi navi ormeggiate affiancate, ma dal monte Semprevisa si vedono solo di profilo, come fossero osservate da prua (o da poppa). Quella "di sinistra", cioè più a Ovest, è l'Ardicara (1.441 m) quella più a "destra", cioè più a Nord, è il Capreo (1.471, terza vetta dei Monti Lepini). Questa montagna è indicata come "Caprea" su IGM, tra l'altro la scritta è posta in corrispondenza di una cima minore.
A Nord-Est invece la prima da sinistra delle grandi montagne è il Malaina (1.480m, seconda cima dei Lepini), seguita da altre montagne di poco minori e infine, alla loro destra, si noterà l'inconfondibile sagoma del Monte Caccume.

Per tornare all'auto si può:

1) Percorrere la via d'andata;

2) Scendere con sentiero molto diretto e ripido direttamente all'Acqua di Mezzavalle a Nord-Ovest, e da lì ripercorrere il sentiero d'andata fino a Pian della Faggeta.

3) Completare il grande anello attorno a Pian della Faggeta, passando per il Monte la Croce il Monte Erdigheta, seguendo questo sentiero (lungo):
http://www.avventurosamente.it/vb/1...e-monte-semprevisa-da-pian-della-faggeta.html

Se si sceglie l'opzione 1) cioè si ripercorre la via d'andata, giunti alla sella con panchine si può fare la variante alla Croce di Capreo e ritorno alla sella con panchine, e di qui di nuovo a Pian della Faggeta attraverso il percorso già noto.


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VARIANTE PER LA CROCE DI CAPREO DALLA SELLA CON PANCHINE
Località di partenza: Sella con panchine, 1.320 mslm;
Località di Arrivo: Croce di Capreo (1421 mslm);
Tempo di percorrenza: 50 minuti a farla piano;
Chilometri: 1,5 sola andata*;
Grado di difficoltà: T;
Descrizione delle difficoltà: Segnatura recente ma troppo rada, percorso abbastanza logico in ogni caso. Non vi sono tratti esposti.;
Periodo consigliato: Fattibile anche in piena estate per lo scarso dislivello da superare;
Segnaletica: Presente ma di scarsa qualità;
Dislivello in salita: 149m sola andata*;
Dislivello in discesa: 49m sola andata*;
Dislivello complessivo andata e ritorno: 198m*;
Quota massima: Croce di Capreo, 1.421 mslm, o qualche metro di più durante il percorso di avvicinamento;
* Dati ricavati da QLandkarteGT sulla traccia GPS allegata

Trovare l'attacco del sentiero non è facile perché dalla sella con panchine il sentiero non è visibile.
Dalla sella con panchine osservare il Monte Capreo in direzione Nord. Da sinistra il bosco ha un limite chiaramente delineato. Proprio sopra alle panchine, a Nord, osservare l'albero più a destra lungo il pendio. Si tratta in realtà di un gruppo di alberi con il tronco molto vicino. A sinistra di questo "albero" c'è un masso. Uno degli alberi è crollato, da destra verso sinistra, sopra il masso. Incamminarsi lungo il pendio in direzione Nord fino all'albero caduto e al masso, scavalcarlo. A questo punto volgere lo sguardo a 45° a sinistra (a Ovest). C'è a breve distanza un albero che è chiaramente l'albero più vicino al punto in cui siete. Raggiungete questo albero. Il sentiero passa dietro questo albero e da quel punto in poi la traccia è chiaramente visibile.
Il sentiero sale zigzagando fino a giungere ad una sorta di piccola cresta non alberata con formazioni rocciose che hanno l'aria di tante piccole torri affiancate. A quel punto il sentiero vira un po' più a sinistra, scavalca un albero caduto, e si mette con lieve pendenza a mezza costa lungo il fianco meridionale del monte Capreo, con direzione Nord-Ovest. Si prosegue senza difficoltà finché il sentiero trova, alla propria destra, una dolina con alcuni alberi caduti in fondo e un altro grosso albero caduto dall'altro lato. Vi sono due tracce, una entra in discesa nella dolina, l'altra prosegue lungo la cresta in direzione Nord-Ovest, non vi sono segni bianco-rossi visibili (GPS: Bivio_Dolina_per_Croce).
Bisogna entrare nella dolina in discesa (attenzione a un piccolo "ouso" a destra dopo pochi metri) e percorrerla tutta (ora si vedono dei segni sul fianco degli alberi, invisibili dal bivio), dall'altro lato la si risale evitando agevolmente il grosso tronco che sembra sbarrare il passo, e si emerge di nuovo sulla cresta ma questa volta sul versante Nord del Monte Capreo. Si guarda per bene il nuovo bivio tra dolina e lato Nord della cresta per non mancarlo al ritorno (si tende spesso a proseguire in cresta).
Si prosegue dunque lungo la cresta in direzione Nord-Ovest, proseguendo idealmente il cammino che si teneva prima della dolina ma trovandosi stavolta dall'altro lato della cresta.
Il sentiero dopo un po' prende a scendere e alla fine della discesa lambisce un inghiottitoio recintato, che si trova sul margine destro del sentiero (GPS: OusoRecintato). Il sentiero prosegue da quel punto in salita e in brevissimo tempo raggiunge la grande Croce di Capreo (1.421 m). Il grande basamento in muratura contiene una stanza affrescata (che ritrae papa Leone XII, carpinetano, primo grande "istigatore" di costruttori di croci in montagna, la Croce di Capreo essendo la capostipite di tutte le altre), chiusa da un cancello che generalmente è aperto, e che potrebbe forse funzionare da valido riparo in caso di difficoltà, non so però quanto l'enorme croce soprastante possa funzionare come "parafulmine" e che sensazioni provi chi vi sta sotto quando cade un fulmine (forse non piacevolissime).
Il panorama che si gode dalla Croce è assai piacevole. Ai propri piedi, a Nord-Nord-Est, l'abitato di Carpineto Romano con gli edifici chiaramente riconoscibili. Proprio sulla stessa direttrice, dietro Carpineto ma arrampicato sui propri monti, il piccolo abitato di Gorga.
Seguendo da Carpineto a sinistra la valle del Rio lo sguardo giunge a Montelanico.
Nella stessa direzione, arrampicata sulle montagne alle spalle di Montelanico, si vede chiaramente Segni.
A destra di Segni si nota infine l'inconfondibile profilo di Gavignano, che sembra coprire interamente la piccola collina conica con le proprie case.
Il grande monte che chiude la vista a Nord-Ovest è il Monte Lupone, 1.378 m, impercettibilmente più basso della Croce.
Alle spalle della Croce - cioè dall'altro lato rispetto a Carpineto - si vede il profilo allungato del fianco dell'Ardicara, il monte "gemello" del Capreo.

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Tornati alla sella con panchine si prosegue la discesa per l'acqua di Mezzavalle. Mi è già capitato un paio di volte di perdermi il sentiero in discesa, o meglio di perdermi le segnature nonostante un'accurata ricerca delle stesse. Nel caso si prosegue comunque tranquillamente sul fianco del Capreo, tenendo sempre d'occhio alla propria destra l'avvallamento tra il fianco del Capreo e il fianco del Semprevisa dall'altro lato. Finché la traccia è comoda si prosegue senza timore di sbagliare strada, quando la traccia diventa scomoda si scente verso il "vallone" finché si ritrova il sentiero segnato. Normalmente nel procedere su queste tracce parallele a mezza costa si scavalca completamente durante la discesa l'Acqua di Mezzavalle senza neanche vederla nascosta com'è dalla vegetazione. Sarebbe buona regola stare sempre sul sentiero segnato, per svariate buone ragioni, ma questo presuppone che il sentiero sia segnato in modo efficace, il che spesso su questi monti non è.

Al ritorno ho ancora una volta mangiato alla pizzeria Taccone di Montelanico. Menu quasi identico: supplì (piccolino), pizza napoletana (buona, il forno comunque non è a legna, strano in un posto così), birra alla spina media, caffè, grappa (stavolta "barricata") €17,00 compreso 1,5 Euro di servizio già conteggiato.

ALLEGATI:
File .gpx con traccia del percorso e punti notevoli.
File .gpx con la variante per la Croce di Capreo.

LIBERATORIA: Tutte le informazioni fornite sono da intendersi come un aiuto di favore all'escursionista mio prossimo. Non mi assumo alcuna responsabilità per imprecisioni o errori di queste note e del tracciato GPS. La fruizione delle informazioni fornite è a rischio e pericolo del fruitore.
Testo di Fabrizio Ruggeri, 2013. Salva la pubblicazione sul sito Avventurosamente.it, tutti i diritti sono riservati.
 

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