Escursione Monte Sibilla per la cresta di Vallelunga

#1
Parchi delle Marche
Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Dati

Data: 17 luglio 2016
Regione e provincia: Marche
Località di partenza: Parcheggio ristorante "La Baita" di monte Prata
Località di arrivo: monte Sibilla
Tempo di percorrenza: 8 ore
Chilometri: 20
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: nessuna difficoltà tecnica a parte la lunghezza del percorso
Periodo consigliato: sempre
Segnaletica: presenti i segni bianco/rossi
Dislivello in salita: 757
Dislivello in discesa: circa 200
Quota massima: 2233 del monte Porche
Accesso stradale: provenendo da Roma si percorre la via Salaria fino ad Arquata del Tronto (AP) per poi salire al valico di Forca di Presta. Scendere a Castelluccio di Norcia, attraversare il paese e risalire verso il vicino valico del Gualdo, da qui si seguono le indicazioni per il ristorante "La Baita" e gli impianti di monte Prata-



Descrizione

Nel corso dei secoli l'uomo ha sviluppato molte tecniche per imitare il volo degli uccelli ma anche la natura gli ha fornito la possibilità di vivere quasi le stesse emozioni che può provare un'aquila in volo e magari con un po' di immaginazione tutto ciò si può perfezionare.
Parlo delle creste di montagna e come in questa occasione, la cresta del Vallelunga che avevo già avuto modo di percorrere parzialmente nell'autunno di tre anni fa ma le poche ore di luce non ci hanno permesso di completare il percorso.
Questa volta non ci siamo limitati a coprire l'intero percorso di cresta ma abbiamo approfittato per risalire sulle due vicinissime vette del Sasso di Palazzo Borghese e Palazzo Borghese che con la cresta non hanno nulla a che vedere ma comunque stanno lì a portata di... gambe.

Dal parcheggio di monte Prata, 1675 m. fino alla fonte della Jumenta, 1800 m. (2 km.)
Dalla fonte in ripida salita verso la sella di monte Porche a 2090 metri (2 km.)
Salita sul monte Porche, 2233 metri, cima di Vallelunga, 2221 metri e il monte Sibilla, 2173 metri. La cresta si percorre in poco più di un'ora e mezza. Ritorno per la stessa via, ritoccando le due cime di Vallelunga e monte Porche.
Scesi al valico di monte Porche si segue brevemente il sentiero che porta in una selletta erbosa ricca di doline carsiche e si risalgono in 10 minuti le rocce del Sasso Borghese, 2119 metri. Si scende per la stessa via d'accesso e si risale lungo l'erboso fianco sinistro di Palazzo Borghese senza sentiero e in meno di 15 minuti si guadagna la cima, 2145 metri.

Per chi volesse leggere la relazione completa e vedere altre immagini, vi riporto sul mio sito ringraziando tutti per la visita. https://fabri64.wordpress.com/2016/07/27/monte-sibilla/

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#6
Grazie a tutti!!

Splendida passeggiata, racconto e fotografie, @fabri64 :si:

Questa me la segno subito perché i Sibillini non sono lontanissimi e soprattutto mi sembra davvero una gran bella escursione ;)
Si @Ciccio74 devi assolutamente andarci, è una bellissima escursione che regala grandi emozioni e soddisfazioni. Poi sarò curioso di sapere che cosa ne pensi!! I miei compagni d'avventura ne sono rimasti entusiasti.
 
#7
Complimenti!
Sono particolarmente legato a questo itinerario. Fu una delle mie prime solitarie, una cavalcata di cresta di cui mantengo vivo un bellissimo ricordo.
Stupende le vedute anche su vallelunga e valle Orteccia.
Ma è ben noto che i Sibillini non deludono mai!
 
#8
Complimenti!
Sono particolarmente legato a questo itinerario. Fu una delle mie prime solitarie, una cavalcata di cresta di cui mantengo vivo un bellissimo ricordo.
Stupende le vedute anche su vallelunga e valle Orteccia.
Ma è ben noto che i Sibillini non deludono mai!
Lo dici ad uno che ha fatto la sua prima escursione in assoluto sul monte Vettore circa 25 anni fa... quando ero ancora un ragazzino. Ecco perchè considero i Sibillini le mie montagne del cuore e ancora ho molto da scoprire.
Si, le vedute sulla selvaggia Vallelunga sono bellissime, l'ho evidenziato nella descrizione più lunga nel sito, ma la cosa più entusiasmante è ascoltare lo scroscio delle cascate e dell'acqua nelle gole dell'Infernaccio quando ci si trova a risalire gli ultimi metri verso la vetta della Sibilla. E' qui che la natura si mostra con la sua massima espressione facendo ascoltare una delle sue tante voci, quella dell'acqua. Bellissimo! E' un punto dove è necessario fermarsi in contemplazione, senza guardare l'orologio e correre.
Grazie Stefano.
 
#9
Sono d'accordo con Ciccio74 , escursione interessante e fattibile, data la distanza con la macchina ,che comunque ,per me ,rimane sempre troppo:biggrin: , odio profondamente guidare e anche andare in macchina in generale. Poi la sibilla ha una grande storia dietro ,che si intreccia con riti, credenze e leggende. Davvero un bel posto, molto particolare.Foto magnifiche. Complimenti
 
#10
Se vogliamo parlare di distanze di guida, per noi romani quelle dei Sibillini rimangono abissali, seconde solo a quelle della Majella, credo, per la zona che hai battuto tu. Ripagate però ampiamente dalla bellezza degli scenari, se si becca la giornata giusta come quella evidenziata dai tuoi magnifici scatti. Doppiati anche questa volta da tuo sentito resoconto che mi sono gustato dalla prima all'ultima riga: sono alcuni anni che manco da quelle giogaie. Il mio nutrito libro dei desideri si sfascia sempre contro le esigenze familiari, il meteo e il poco tempo libero.
 
#11
Sono d'accordo con Ciccio74 , escursione interessante e fattibile, data la distanza con la macchina ,che comunque ,per me ,rimane sempre troppo:biggrin: , odio profondamente guidare e anche andare in macchina in generale. Poi la sibilla ha una grande storia dietro ,che si intreccia con riti, credenze e leggende. Davvero un bel posto, molto particolare.Foto magnifiche. Complimenti
Si, in genere tutto il gruppo dei Sibillini è carico di leggende, ad esempio anche il celebre lago Pilato ne ha diverse.
Un'escursione sui Sibillini come pure sulla Majella sono da farsi almeno una volta l'anno per l'enorme distanza ma bisogna aspettare il momento giusto, con tanta pazienza monitorando bene le condizioni meteo che devono essere perfette e in estate ce ne sono tante. Per fortuna poi, a me piace molto guidare, tranne che in autostrada perchè la considero alienante, mentre sulle statali, provinciali, ecc. entri nella dimensione di paesi e varie località che si attraversano e ti gusti alcune realtà che al di là della montagna, sono ugualmente affascinanti.
Almeno per me è così. Spesso infatti, durante i miei viaggi mi fermo a scattare qualche foto anche senza scendere ma direttamente dal finestrino.
 
#12
Se vogliamo parlare di distanze di guida, per noi romani quelle dei Sibillini rimangono abissali, seconde solo a quelle della Majella, credo, per la zona che hai battuto tu. Ripagate però ampiamente dalla bellezza degli scenari, se si becca la giornata giusta come quella evidenziata dai tuoi magnifici scatti. Doppiati anche questa volta da tuo sentito resoconto che mi sono gustato dalla prima all'ultima riga: sono alcuni anni che manco da quelle giogaie. Il mio nutrito libro dei desideri si sfascia sempre contro le esigenze familiari, il meteo e il poco tempo libero.
Per quanto riguarda le distanze stradali, vale la risposta che ho dato a @Leo da solo.
Poi volevo ringraziarti per aver speso un po' del tuo tempo a leggere il mio articolo. Per noi che curiamo un sito, al di là del piacere personale per aver creato qualcosa di nostro che cresce ogni giorno, c'è dietro anche un certo lavoro impegnativo per curare i particolari, scremare le immagini e organizzare un testo di facile comprensione dai contenuti sempre incalzanti da incuriosire il lettore invogliandolo ad andare avanti senza abbandonare la lettura. Insomma, è anche un lavoro di "tattica" se così si può dire!
Grazie! ;)
 
#13
Per quanto riguarda le distanze stradali, vale la risposta che ho dato a @Leo da solo.
Poi volevo ringraziarti per aver speso un po' del tuo tempo a leggere il mio articolo. Per noi che curiamo un sito, al di là del piacere personale per aver creato qualcosa di nostro che cresce ogni giorno, c'è dietro anche un certo lavoro impegnativo per curare i particolari, scremare le immagini e organizzare un testo di facile comprensione dai contenuti sempre incalzanti da incuriosire il lettore invogliandolo ad andare avanti senza abbandonare la lettura. Insomma, è anche un lavoro di "tattica" se così si può dire!
Grazie! ;)
Hai ragione, una buona metà delle nostre uscite si gioca dopo.
 

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