Escursione Monte Tarino

Parchi del Lazio
  1. Parco Regionale dei Monti Simbruini
Monte Tarino
Quota
1.961 m
Data 19 luglio 2025
Sentiero segnato
Dislivello 1.393 m
Distanza 27,50 km
Tempo totale 10:52 h
Tempo di marcia 9:02 h
Cartografia Il Lupo Simbruini
Descrizione Da quota 1.668 della strada di Campo dell’Osso per Le Vedute (1.751 m, +26 min.), Monte Autore (1.855 m, +17 min.), la Fonte della Fossagliola (1.687 m, +20 min.), il Passo del Procoio (1.589 m, +10 min.), il Santuario della S.S. Trinità (1.340 mt, +45 min.), il parcheggio del Santuario (1.440 m, +18 min.), Morra Costantino, Monte Tarinello (1.844 m, +1,42 h) e Monte Tarino (1.961 m, +40 min.). Ritorno per il Fontanile Campitelle (1.340 m, +1,36 h), il parcheggio del Santuario (+41 min.), il Colle della Tagliata (1.662 m, +33 min.), il Passo del Procoio (+30 min.), la Fonte della Fossagliola (+15 min.), Le Vedute (+26 min.) e la macchina (+23 min.). Impegnativa, faticosa e appagante escursione fra boschi estesi, radure assolate e creste ariose.
https://www.montinvisibili.it/monte-tarino-ovest

Monte Tarino, 19 luglio 2025. Distanze più che dislivelli, solitudine più che affollamento, creste ventose più che boschi ombrosi. Il tutto, possibilmente, con poche ore di guida. E invece ne è venuta fuori un’appagante – e defatigante – doppia traversata, con distanze e dislivelli, solitudine e affollamento, creste ventose e boschi ombrosi… però con poco sforzo al volante.
Tutto questo sui fantastici Monti Simbruini, i sub imbribus (sotto le piogge) dei Romani, fresca genesi del Fiume Aniene e – con l’Acquedotto dell’Acqua Marcia, la più buona di Roma – di buona parte delle fonti che dissetano la Capitale. È che, a motivo di tale umida ricchezza sorgiva, sono ammantati da un’estensione forestale che a mio parere non ha eguali sull’Appennino. Puoi camminare per ore nelle ombre di selve sconfinate, senza mai vedere la luce del sole.
Da queste lussureggianti faggete emergono arrotondate creste panoramiche, solcate di rare me impressive pareti rocciose. Ma a ben vedere, a differenza di altri gruppi appenninici, non è la pietra che qui domina, ma una terra scura e grassa che rende i sentieri per lo più politi e scorrevoli, senza quella profusione di sassi che caratterizza quelli appenninici: un piacere per la gamba, soprattutto sulle più lunghe distanze.
Come quelle che abbiamo tracciato oggi, in uno schiacciato anello – una doppia traversata, appunto – che dalle radure di Campo dell’Osso ci ha condotto alle rocciose elevazioni del Monte Tarino.

 

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Trovo interessante l' idea di unire due percorsi sicuramente più battuti singolarmente, anche se, nello specifico, l' impegno complessivo risultante è al di sopra dei miei standard. Delle vie che portano al Tarino, oltre al classico anello dalle fonti dell' Aniene, mi affascina quella che sale da Filettino paese (credo meno battuta, almeno dai romani) e quella che scende per il Vallone Ciociaro, un bosco abbastanza fitto alle pendici nord est del Tarino stesso.
 
Sì e si potrebbe anche pensare di risalire a Campo dell'Osso per il Simbrivio magari passando per la cascata delle Monache chiaramente aggiungendo un bel po' di dislivello in su e in giù.
Dal Simbrivio sono salito tanti anni fa venendo da Subiaco, ma la cascata delle Monache non l'ho vista (anche perché era quasi notte). Il problema è arrivare a Vallepietra con i mezzi pubblici in giornata, a meno di farlo in macchina e fare un anello impegnativo.
 
Dal Simbrivio sono salito tanti anni fa venendo da Subiaco, ma la cascata delle Monache non l'ho vista (anche perché era quasi notte). Il problema è arrivare a Vallepietra con i mezzi pubblici in giornata, a meno di farlo in macchina e fare un anello impegnativo.

Si riesce a fare anche da Campo dell'Osso ma ovviamente il dislivello aumenta sensibilmente e credo anche il chilometraggio. Sono circa 33 km con 2000 di salita.
 
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