Escursione Monte Velino, la traversata che diventa anello ma che è anche cuore...

Parchi d'Abruzzo
Parco Regionale Sirente-Velino
Data: 2 novembre 2017
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza: Massa D'Albe
Località di arrivo: Massa D'Albe
Tempo di percorrenza: ...
Chilometri: 16.5 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: dislivello ed alcuni tratti con passaggi su roccia (I grado)
Periodo consigliato:
Segnaletica: buona, bolli bianco rossi
Dislivello in salita: 1637m
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2487m, Monte Velino
Accesso stradale: Massa D'Albe


Descrizione

Con l'amico e socio cialtrone @Leo da solo , dopo l'escursione primaverile alla montagna dei Fiori, prima con il nostro mitico presidente @Montinvisibili , non vedevamo l'ora di replicare l'esperienza e si era deciso di optare per montagne note ai due cialtroni teramani. Il grande presidente allora, dopo non poche peripezie per far quadrare impegni, turni e congiunzioni astrali, propone una ascesa al bellissimo monte Velino in traversata da Massa D'Albe a Rosciolo potendo contare su due automezzi visto che il Presidente ci raggiunge dalla Capitale.
Noi non conosciamo nulla di quella montagna, ma soprattutto abbiamo piena fiducia in Marco che ci preannuncia un bel dislivello da affrontare, ma ambienti davvero incantevoli
Ed è così che di buon mattino ci ritroviamo nel parcheggio di un bar nei casello della A25 di Magliano dei Marsi, noi siamo sinceramente felici di rincontrare il nostro Presidente e lo stesso si può dire delle nostre quadrupedi Linda e Zoe, che sembrano pure aver capito che la giornata sarà speciale da quanto sono contente e saltellanti.
Colazione veloce ed andiamo a posizionare la prima auto a Rosciolo, poi ci fiondiamo a Massa D'Albe proprio all'inizio di una sterrata che punta lo splendido complesso di roccia formato da Velino e Cafornia nella medesima prospettiva che incanta quanti transitano dalla A25... confesso a Marco che sono passato un paio di volte su quell'autostrada ed ero rimasto ammaliato da questa montagna senza neanche saperne il nome, sapere che è il re di questo parco Regionale e di salirci oggi ha un sapore particolare: ma ora gambe in spalla, la strada è lunga ed il dislivello anche, si parte con una luce e dei colori autunnali davvero ammalianti.

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La sterrata termina quasi subito e la strada si fa sconnessa, non ci sono tracce, in realtà il sentiero prevederebbe un ampio giro verso destra ma noi tagliamo puntando il complesso roccioso "dritto per dritto", al primo pianoro meno dissestato rifiatiamo un attimo soprattutto per ammirare il panorama

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La strada è ancora lunga, dobbiamo arrivare proprio sotto i bastioni rocciosi che ci si parano di fronte quindi proseguiamo e giungiamo ad un bivio dove decidiamo di mangiare qualcosa anche perché tra salita e caldo abbiamo speso un po' di energie, ma soprattutto il posto scelto dal presidente per una breve sosta è fantastico

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Aggiriamo il muro di roccia che abbiamo di fronte da sinistra, poi iniziamo la salita, ora il panorama è cambiato e da qui si fa ancora più sul serio con le pendenze

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Procediamo per svolte e ci fermiamo a contemplare da dove siamo partiti ed il panorama che abbiamo guadagnato, una meraviglia la piana del Fucino da qui, Marco ci elenca con dovizia e perizia ogni angolo e punta di quello che osserviamo.

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Anche Linda e Zoe ascoltano...

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La salita non da tregua, per pura combinazione mi trovo davanti, mi fermo approfittando del panorama e dei miei amici nell'angolino giusto dell'inquadratura

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Arriviamo all'attacco del canalino che prevede di mettere le mani sulla roccia... divertente!

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Da qui poi gli scenari cambiano, la quota aumenta ed il paesaggio si adegua, la roccia inizia a farla da padrona incontrastata

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Con forme inusuali ed ipnotiche... talmente ipnotiche che cado in una specie di trance che mi fa rivedere un gesto per me inusuale: riporre le chiavi della macchina non nello zaino ma nella macchina di Marco... o porca paletta, come la facciamo la traversata??? Tra la voglia di urlare parolacce (inibita dalla sacralità del luogo), di evaporare sul posto per la vergogna, inizio a ravanare nello zaino avendo la conferma della fesseria fatta: non ho con me le chiavi della macchina, la traversata è impossibile! Lo comunico ai miei amici mentre vorrei sprofondare in una falda acquifera che mi porti a valle, Leo sorride e Marco mi dice che si può fare tanto altro, non sarà un problema. C'è un bell'anello che ci può portare a toccare posti che non avremmo visto, di egual fascino e addirittura medesima percorrenza in km... io mi fido, gli credo, ma mi vergogno comunque della mia dimenticanza.

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Poi uno stormo di almeno una decina di splendidi grifoni si interessa a noi, volteggiano e sono maestosi, ma ad un certo punto abbiamo il sospetto che siano un po' troppo interessati alla mia Zoe che con i suoi soli 10kg potrebbe anche essere un bel bocconcino... sappiamo che i grifoni sono saprofagi, ma meglio non rischiare e teniamo bene d'occhio la mia puzzola mentre questi splendidi rapaci passano intorno a noi anche a pochi metri dal suolo

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Il cielo si è velato, ma si palesa la croce di vetta, sento tutta la fatica della salita mentre i miei compagni hanno gambe più reattive. Mi aspettano, io procedo col mio passo da bradipo e lo so... li esorto quindi ad andare avanti, non tarderò ad arrivare, devo solo fare la mia andatura, non sono convintissimi ma mi anticipano sulle rocce che ci separano dalla sommità.

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Le foto di rito, il meritato panino, il Velino ha una vetta coerente alla sua essenza: accogliente ma non troppo, c'è posto ma non da starci comodi... del resto qui è lui il re. Comunque scendiamo dalla vetta nella direzione opposta alla salita, Marco ci preannuncia una discesa brecciosa soprattutto nel primo tratto, ma noi siamo contenti perché si son svelati nuovi e splendidi panorami.

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Zoe si volta e mi guarda... e si, puzzola, quello è sua maestà il Gran Sasso la montagna di "casa"

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Al bivio che doveva portarci verso la capanna di Sevice prendiamo la direzione opposta verso un bel cucuzzolo che Marco ci spiega essere il Cafornia. Sarà anche un giro di ripiego dovuto alla mia dimenticanza, ma ci piace davvero tanto.

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Il Velino dalla parte opposta, nonostante il paesaggio brullo e lunare, che bello questo anfiteatro naturale

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Per non parlare della traccia che porta al Cafornia, pare disegnata per fare le foto

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Sotto la vetta del Cafornia c'è un bivio che ci porterà verso i prati del medesimo cucuzzolo, la sortita alla vetta da qui è un attimo, Leo galoppa verso la croce, io e Marco restiamo ad ammirare il panorama ed a chiacchierare di montagna e di vita

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Il sentiero per i prati del Cafornia prosegue per un bel pezzo su una splendida cresta

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Che ci offre affacci splendidi in ogni direzione

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E siamo quasi al bivio che inizia la discesa a valle, Zoe mi osserva come a chiedere conferma della direzione da seguire

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Scendiamo per i dolci prati incendiati dall'autunno e dal sole che inizia a calare

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Poi i prati si interrompono per lasciare spazio ad una zona rocciosa ricca di rifugi e grotte, qui prepareremo un bel te in un antico riparo (Grotta dei Pastori)

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Superato il bivio che riporterebbe sul Cafornia per altro sentiero, continuiamo la discesa verso la chiusura dell'anello, il sole sta calando e tutto sembra più dolce

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Dopo una breve sosta a Fonte Canale per assaggiare un po' d'acqua fresca, ripartiamo per Massa D'Albe con la luna che fa capolino per illuminare i nostri passi

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Il tramonto accende in una vampa finale i panorami di questa giornata, le luci delle città iniziano ad accendersi, Massa D'Albe è poco sotto di noi quando siamo su una chiara brecciata che ci condurrà sino alla macchina. E' stata una giornata lunga, ricca di vita e di montagna, di fatica e di dimenticanza, di amicizia e di rispetto, una giornata schietta e sincera come queste bellissime montagne che sicuramente rivedranno i nostri scarponi.

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Grazie di cuore per tutto Presidente, grazie Leo, le saltellanti Linda e Zoe, grazie a questa montagna che ci ha concesso di visitarla, alla prossima!
 
Veramente una gran bella giornata piena.
Un Cicerone d'eccezione, da grande Appenninista quale è Marco Sances, ci ha condotti leggeri a guardare negli occhi i grifoni, quasi a sfidarli come Harry Potter; sensazione fortissima quella di osteggiarli roteando i bastoni con la puzzola tra le gambe, che in quel momento ha capito veramente di essere oggetto di attenzioni. Poi la nostra sapiente guida ci ha condotto con gli occhi su tutte le cime e valli visibili e con le gambe sul re roccioso di queste parti. Stupenda la cresta che porta al Cafornia :eterea dai panorami rilassanti. Ed infine magnifico il the bollente con le luci del giorno che cominciavano a salutarci per finire in un rossissimo Tramonto scortato dalla luna piena nascente:un vero cammino sul cuore di tre amanti della montagna. Grazie compagni di avventura per questa giornata piena di Montagna, di Vita.
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Allegati

Ultima modifica:
Che dire ragazzi? Mi avete fatto tornare sulla montagna che amo, quella dove mi sento a casa ma che mi astenevo a salire per la ventisettesima volta. Condurci due amici (per tacer dei cani), fargli conoscere le rocce, le vedute, gli anfratti tante volte percorsi, l'ha fatta vedere anche a me con occhi diversi. Ora, allora, pubblico anche la mia versione dei fatti... alle chiavi neanche ci pensavo più.
 
Complimenti,bellissimo tutto.Il Velino ha un'attrazione magnetica anche perchè quando transiti per l'autostrada è li imponente che ti chiama.Chissà prima o poi ci salirò.Dispiace per l'inconveniente chiavi dell'auto dimenticate e purtroppo è successo anche a me,solo che trovandoci in forra per ritornare indietro è stata una mezza odissea...Cose che capitano:wall:
 
Data: 2 novembre 2017
Regione e provincia: Abruzzo, L'Aquila
Località di partenza: Massa D'Albe
Località di arrivo: Massa D'Albe
Tempo di percorrenza: ...
Chilometri: 16.5 circa
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà: dislivello ed alcuni tratti con passaggi su roccia (I grado)
Periodo consigliato:
Segnaletica: buona, bolli bianco rossi
Dislivello in salita: 1637m
Dislivello in discesa: idem
Quota massima: 2487m, Monte Velino
Accesso stradale: Massa D'Albe


Descrizione

Con l'amico e socio cialtrone @Leo da solo , dopo l'escursione primaverile alla montagna dei Fiori, prima con il nostro mitico presidente @Montinvisibili , non vedevamo l'ora di replicare l'esperienza e si era deciso di optare per montagne note ai due cialtroni teramani. Il grande presidente allora, dopo non poche peripezie per far quadrare impegni, turni e congiunzioni astrali, propone una ascesa al bellissimo monte Velino in traversata da Massa D'Albe a Rosciolo potendo contare su due automezzi visto che il Presidente ci raggiunge dalla Capitale.
Noi non conosciamo nulla di quella montagna, ma soprattutto abbiamo piena fiducia in Marco che ci preannuncia un bel dislivello da affrontare, ma ambienti davvero incantevoli
Ed è così che di buon mattino ci ritroviamo nel parcheggio di un bar nei casello della A25 di Magliano dei Marsi, noi siamo sinceramente felici di rincontrare il nostro Presidente e lo stesso si può dire delle nostre quadrupedi Linda e Zoe, che sembrano pure aver capito che la giornata sarà speciale da quanto sono contente e saltellanti.
Colazione veloce ed andiamo a posizionare la prima auto a Rosciolo, poi ci fiondiamo a Massa D'Albe proprio all'inizio di una sterrata che punta lo splendido complesso di roccia formato da Velino e Cafornia nella medesima prospettiva che incanta quanti transitano dalla A25... confesso a Marco che sono passato un paio di volte su quell'autostrada ed ero rimasto ammaliato da questa montagna senza neanche saperne il nome, sapere che è il re di questo parco Regionale e di salirci oggi ha un sapore particolare: ma ora gambe in spalla, la strada è lunga ed il dislivello anche, si parte con una luce e dei colori autunnali davvero ammalianti.

Vedi l'allegato 164393

La sterrata termina quasi subito e la strada si fa sconnessa, non ci sono tracce, in realtà il sentiero prevederebbe un ampio giro verso destra ma noi tagliamo puntando il complesso roccioso "dritto per dritto", al primo pianoro meno dissestato rifiatiamo un attimo soprattutto per ammirare il panorama

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La strada è ancora lunga, dobbiamo arrivare proprio sotto i bastioni rocciosi che ci si parano di fronte quindi proseguiamo e giungiamo ad un bivio dove decidiamo di mangiare qualcosa anche perché tra salita e caldo abbiamo speso un po' di energie, ma soprattutto il posto scelto dal presidente per una breve sosta è fantastico

Vedi l'allegato 164395

Aggiriamo il muro di roccia che abbiamo di fronte da sinistra, poi iniziamo la salita, ora il panorama è cambiato e da qui si fa ancora più sul serio con le pendenze

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Procediamo per svolte e ci fermiamo a contemplare da dove siamo partiti ed il panorama che abbiamo guadagnato, una meraviglia la piana del Fucino da qui, Marco ci elenca con dovizia e perizia ogni angolo e punta di quello che osserviamo.

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Anche Linda e Zoe ascoltano...

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La salita non da tregua, per pura combinazione mi trovo davanti, mi fermo approfittando del panorama e dei miei amici nell'angolino giusto dell'inquadratura

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Arriviamo all'attacco del canalino che prevede di mettere le mani sulla roccia... divertente!

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Da qui poi gli scenari cambiano, la quota aumenta ed il paesaggio si adegua, la roccia inizia a farla da padrona incontrastata

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Con forme inusuali ed ipnotiche... talmente ipnotiche che cado in una specie di trance che mi fa rivedere un gesto per me inusuale: riporre le chiavi della macchina non nello zaino ma nella macchina di Marco... o porca paletta, come la facciamo la traversata??? Tra la voglia di urlare parolacce (inibita dalla sacralità del luogo), di evaporare sul posto per la vergogna, inizio a ravanare nello zaino avendo la conferma della fesseria fatta: non ho con me le chiavi della macchina, la traversata è impossibile! Lo comunico ai miei amici mentre vorrei sprofondare in una falda acquifera che mi porti a valle, Leo sorride e Marco mi dice che si può fare tanto altro, non sarà un problema. C'è un bell'anello che ci può portare a toccare posti che non avremmo visto, di egual fascino e addirittura medesima percorrenza in km... io mi fido, gli credo, ma mi vergogno comunque della mia dimenticanza.

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Poi uno stormo di almeno una decina di splendidi grifoni si interessa a noi, volteggiano e sono maestosi, ma ad un certo punto abbiamo il sospetto che siano un po' troppo interessati alla mia Zoe che con i suoi soli 10kg potrebbe anche essere un bel bocconcino... sappiamo che i grifoni sono saprofagi, ma meglio non rischiare e teniamo bene d'occhio la mia puzzola mentre questi splendidi rapaci passano intorno a noi anche a pochi metri dal suolo

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Il cielo si è velato, ma si palesa la croce di vetta, sento tutta la fatica della salita mentre i miei compagni hanno gambe più reattive. Mi aspettano, io procedo col mio passo da bradipo e lo so... li esorto quindi ad andare avanti, non tarderò ad arrivare, devo solo fare la mia andatura, non sono convintissimi ma mi anticipano sulle rocce che ci separano dalla sommità.

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Le foto di rito, il meritato panino, il Velino ha una vetta coerente alla sua essenza: accogliente ma non troppo, c'è posto ma non da starci comodi... del resto qui è lui il re. Comunque scendiamo dalla vetta nella direzione opposta alla salita, Marco ci preannuncia una discesa brecciosa soprattutto nel primo tratto, ma noi siamo contenti perché si son svelati nuovi e splendidi panorami.

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Zoe si volta e mi guarda... e si, puzzola, quello è sua maestà il Gran Sasso la montagna di "casa"

Vedi l'allegato 164406

Al bivio che doveva portarci verso la capanna di Sevice prendiamo la direzione opposta verso un bel cucuzzolo che Marco ci spiega essere il Cafornia. Sarà anche un giro di ripiego dovuto alla mia dimenticanza, ma ci piace davvero tanto.

Vedi l'allegato 164407


Il Velino dalla parte opposta, nonostante il paesaggio brullo e lunare, che bello questo anfiteatro naturale

Vedi l'allegato 164408

Per non parlare della traccia che porta al Cafornia, pare disegnata per fare le foto

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Sotto la vetta del Cafornia c'è un bivio che ci porterà verso i prati del medesimo cucuzzolo, la sortita alla vetta da qui è un attimo, Leo galoppa verso la croce, io e Marco restiamo ad ammirare il panorama ed a chiacchierare di montagna e di vita

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Il sentiero per i prati del Cafornia prosegue per un bel pezzo su una splendida cresta

Vedi l'allegato 164411

Che ci offre affacci splendidi in ogni direzione

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E siamo quasi al bivio che inizia la discesa a valle, Zoe mi osserva come a chiedere conferma della direzione da seguire

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Scendiamo per i dolci prati incendiati dall'autunno e dal sole che inizia a calare

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Poi i prati si interrompono per lasciare spazio ad una zona rocciosa ricca di rifugi e grotte, qui prepareremo un bel te in un antico riparo (Grotta dei Pastori)

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Superato il bivio che riporterebbe sul Cafornia per altro sentiero, continuiamo la discesa verso la chiusura dell'anello, il sole sta calando e tutto sembra più dolce

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Dopo una breve sosta a Fonte Canale per assaggiare un po' d'acqua fresca, ripartiamo per Massa D'Albe con la luna che fa capolino per illuminare i nostri passi

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Il tramonto accende in una vampa finale i panorami di questa giornata, le luci delle città iniziano ad accendersi, Massa D'Albe è poco sotto di noi quando siamo su una chiara brecciata che ci condurrà sino alla macchina. E' stata una giornata lunga, ricca di vita e di montagna, di fatica e di dimenticanza, di amicizia e di rispetto, una giornata schietta e sincera come queste bellissime montagne che sicuramente rivedranno i nostri scarponi.

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Grazie di cuore per tutto Presidente, grazie Leo, le saltellanti Linda e Zoe, grazie a questa montagna che ci ha concesso di visitarla, alla prossima!
Complimenti per il bel cammino ma anche e sopratutto per il racconto, che dà possibilità, a chi sa coglierle, di sentire le vibrazioni del vostro animo quando si avvicina alla montagna e di riconoscerle simili alle proprie. Credo che un racconto possa essere completo solo così, perché le parole da sole non sono sufficienti a comunicare quelle sensazioni.
Bello
 
Cavolo, quasi mi dimenticavo di venire a leggere il racconto della vostra uscita!
Non avevo dubbi che la zona del Velino e del Cafornia fosse di vostro gradimento, avendo la presunzione di aver capito ciò che vi piace in montagna (che poi è anche ciò che piace a me...;)).
La parte "dietro" rispetto a dove siete saliti voi è ancora più affascinante: penso soprattutto alla valle dei Briganti, alla valle di Neve, al Malopasso che conduce alla Duchessa, al sentiero che porta al Sebastiani...zone che ho avuto la possibilità di visitare in beata solitudine nelle ultime estati e che spero di condividere con voi anche nella prossima.
Certo che con la luce ed i colori autunnali è tutto ancora più affascinante ed ammaliante.
Bellissimo racconto e foto stupende come sempre Francesco. :si:
 
Come per le forme delle nuvole, nel tracciato ci vedo più la forma di una manta ma ciò non toglie nulla al piacere che ne deriva della tua (vostra) condivisione.

Grazie

Ciao :si:, Gianluca
Grazie a te! Togliendo la sterrata sino alla macchina dalla traccia si toglie la codina della manta :biggrin: ma il senso è quello che dici, viva la fantasia!

Molto bella. Complimenti.
Grazie Nico :si:
 
Bellissima uscita Poi vi ha fatto da guida un grande 'Velinista', che anche io ho conosciuto per caso proprio in vetta al Velino.
Si esistono i 'Velinisti', quelli fissati per questa montagna. Nelle mie uscite solitarie ho incontrato varie volte la coppia Enza e Gerardo che sono saliti sul Velino 1000 volte in 5 anni.
Nonostante l'imprevisto delle chiavi avete fatto un giro stupendo e anche classico.
Anch'io ho fatto un' escursione molto simile alla vostra e nello stesso periodo autunnale, con arrivo e partenza da Massa d'Albe passando per Velino e Cafornia, ma non mi è uscito un cuore perfetto come il vostro nella traccia. Inizialmente non capivo dove stava la differenza. Poi mi son ricordato che ci sono due sentieri di salita diversi da quel versante e io presi all'epoca quello più diretto che passava per uno stretto canalino. E qui mi sono risposto anche al secondo dubbio che avevo: ma come avranno fatto i cani a passare questo stretto e ripido punto?
Complimenti a tutti voi!
 
Che dire ragazzi? Mi avete fatto tornare sulla montagna che amo, quella dove mi sento a casa ma che mi astenevo a salire per la ventisettesima volta. Condurci due amici (per tacer dei cani), fargli conoscere le rocce, le vedute, gli anfratti tante volte percorsi, l'ha fatta vedere anche a me con occhi diversi. Ora, allora, pubblico anche la mia versione dei fatti... alle chiavi neanche ci pensavo più.
Io spero ti abbia fatto anche solo la metà del piacere che ha fatto a me perché sono stato davvero benissimo nonostante il dislivello per me inedito (e faticoso) e la fantozziana dimenticanza delle chiavi.
La prima volta fu una piacevole scoperta passeggiare insieme con te e il socio, questa mi ha dato il sapore di una conferma, di consolidato e soprattutto lo spazio lasciato alle meditazioni e contemplazioni solitarie di tutti e tre sembra una cosa quasi orchestrata da quanto appare naturale.
Che dire, per me una giornata davvero meravigliosa.


Giornata di chiavi Cmq.... abbiamo anche trovato quelle di una Ford che qualcuno ha perso. A noi è andata molto meglio del padrone della Ford
Mitico socio :si:
 
E sempre invidia invidia invidia:p Complimenti;):si:
Grande Gianni :si:

Complimenti,bellissimo tutto.Il Velino ha un'attrazione magnetica anche perchè quando transiti per l'autostrada è li imponente che ti chiama.Chissà prima o poi ci salirò.Dispiace per l'inconveniente chiavi dell'auto dimenticate e purtroppo è successo anche a me,solo che trovandoci in forra per ritornare indietro è stata una mezza odissea...Cose che capitano:wall:
Grazie! Ma sai che stavo parlando di questo inconveniente non ricordo con chi qualche giorno prima che mi capitasse??? È stata una serie di circostanze ma soprattutto l'aver cambiato zaino che mi ha tolto un po' di "automatismi" che di solito facciamo tutti come rituali pre-escursione per evitare di seminare cose... Comunque è andata benissimo ugualmente, grazie ancora!
 
Complimenti per il bel cammino ma anche e sopratutto per il racconto, che dà possibilità, a chi sa coglierle, di sentire le vibrazioni del vostro animo quando si avvicina alla montagna e di riconoscerle simili alle proprie. Credo che un racconto possa essere completo solo così, perché le parole da sole non sono sufficienti a comunicare quelle sensazioni.
Bello
Grazie Luca... a me piace scrivere, di più fotografare e se posso evito di corredare le mie fotografie di troppe parole perché preferisco che siano indipendenti. Ma questo vale per un certo tipo di immagini nelle quali cerco qualcosa di diverso, al contrario amo molto l'idea di una specie di diario illustrato e cerco di farlo meglio che posso... Ma il presidente anche in questo è una spanna sopra, del resto è il presidente mica per caso :lol:

Cavolo, quasi mi dimenticavo di venire a leggere il racconto della vostra uscita!
Non avevo dubbi che la zona del Velino e del Cafornia fosse di vostro gradimento, avendo la presunzione di aver capito ciò che vi piace in montagna (che poi è anche ciò che piace a me...;)).
La parte "dietro" rispetto a dove siete saliti voi è ancora più affascinante: penso soprattutto alla valle dei Briganti, alla valle di Neve, al Malopasso che conduce alla Duchessa, al sentiero che porta al Sebastiani...zone che ho avuto la possibilità di visitare in beata solitudine nelle ultime estati e che spero di condividere con voi anche nella prossima.
Certo che con la luce ed i colori autunnali è tutto ancora più affascinante ed ammaliante.
Bellissimo racconto e foto stupende come sempre Francesco. :si:
Grazie Marco... si, il presidente ci ha parlato (ed anche mostrato) alcuni dei valloni incantevoli di questa montagna... Che dire, noi siamo pronti, l'appetito vien mangiando ma tu da buon cialtrone d'importazione lo sai :p
 
Bellissima uscita Poi vi ha fatto da guida un grande 'Velinista', che anche io ho conosciuto per caso proprio in vetta al Velino.
Si esistono i 'Velinisti', quelli fissati per questa montagna. Nelle mie uscite solitarie ho incontrato varie volte la coppia Enza e Gerardo che sono saliti sul Velino 1000 volte in 5 anni.
Nonostante l'imprevisto delle chiavi avete fatto un giro stupendo e anche classico.
Anch'io ho fatto un' escursione molto simile alla vostra e nello stesso periodo autunnale, con arrivo e partenza da Massa d'Albe passando per Velino e Cafornia, ma non mi è uscito un cuore perfetto come il vostro nella traccia. Inizialmente non capivo dove stava la differenza. Poi mi son ricordato che ci sono due sentieri di salita diversi da quel versante e io presi all'epoca quello più diretto che passava per uno stretto canalino. E qui mi sono risposto anche al secondo dubbio che avevo: ma come avranno fatto i cani a passare questo stretto e ripido punto?
Complimenti a tutti voi!
Grazie Sandro! Si, il presidente ci ha rammentato l'incontro con te su questa splendida montagna... E mi ha parlato anche della coppia che ci è salita 1000 volte! Sulla traccia (è farina del sacco di Marco anche l'idea di "cuore") devo dirti che noi comunque un paio di canalini ce li siamo fatti... Troverai una foto sul report del presidente, comunque te la linko qui

https://www.avventurosamente.it/xf/attachments/011-verso-monte-velino-jpg.164449/

Da quanto mi pare di capire tu hai invece fatto la direttissima... Comunque i quadrupedi puoi vederli nella foto linkata, Zoe è leggera da sollevare ed anche molto agile, Linda è più pesante ma non è la prima volta ed ha esperienza anche se in un tratto ha provato a far da sola e ci ha fatto un po' spaventare, ma tutto bene.
 
Bellissima uscita Poi vi ha fatto da guida un grande 'Velinista', che anche io ho conosciuto per caso proprio in vetta al Velino.
Si esistono i 'Velinisti', quelli fissati per questa montagna. Nelle mie uscite solitarie ho incontrato varie volte la coppia Enza e Gerardo che sono saliti sul Velino 1000 volte in 5 anni.
Nonostante l'imprevisto delle chiavi avete fatto un giro stupendo e anche classico.
Anch'io ho fatto un' escursione molto simile alla vostra e nello stesso periodo autunnale, con arrivo e partenza da Massa d'Albe passando per Velino e Cafornia, ma non mi è uscito un cuore perfetto come il vostro nella traccia. Inizialmente non capivo dove stava la differenza. Poi mi son ricordato che ci sono due sentieri di salita diversi da quel versante e io presi all'epoca quello più diretto che passava per uno stretto canalino. E qui mi sono risposto anche al secondo dubbio che avevo: ma come avranno fatto i cani a passare questo stretto e ripido punto?
Complimenti a tutti voi!
Eh sì, tu hai fatto la Direttissima che impone un passaggino in arrampicata. Volendo poi, scendendo dal Cafornia, si potrebbe seguire il sentiero sulla rocciosa cresta est (7A) e il cuore diventa una pera.
 

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