Dati
Data: Dal 7 al 17 agosto 2026
Regione e provincia: Parchi nazionali del Durmitor, di Biogradska, di Prokletije e zona costiera nei dintorni di Cattàro e Petrovazzo.
Descrizione
Erano diversi anni che volevo mettere piede nei Balcani e finalmente ci sono riuscito visitando un paese che avevo puntato da almeno 7-8 anni ma che, per varie ragioni, non ero mai riuscito a visitare. Attirato principalmente dai suoi maestosi canyon e dalle selvagge catene montuose ho scoperto un luogo in costante oscillazione tra autenticità e trasformazione capitalista, tra occidentalizzazione e enclaves multietnici dove coesistono burqua e costume da bagno.
Da montagne maestose e selvagge si passa a coste splendide ma che stanno subendo una speculazione violenta da parte dei capitali cinesi e americani e dove territori di pastorizia coesistono con aree ad altissima pressione turistica.
La zona del Durmitor ricorda molto il nostro Gran Sasso con enormi bastioni calcarei che si staccano da enormi pianori erbosi, il tutto sovrasta il canyon più profondo d'Europa, quello del fiume Tara, che ho avuto modo di esplorare con 35 km di rafting. Differentemente dalle nostre zone qui crescono abbondanti foreste di conifere e ci sono diversi laghi glaciali. Mi sono tolto la soddisfazione di scalare il Prutas e il Bobotov Kuk, vette intorno ai 2500 metri, e di visitare lo Skrko Jezero che credo occupi una delle conche glaciali più belle che io abbia mai visto.
Nel tragitto verso il confine albanese ci siamo fermati a visitare la foresta di Biograska, territorio di faggete vetuste ed alte vette erbose, per un breve anello nella foresta intorno ad un lago. Territorio complesso e da esplorare per bene prossimamente, terra di orsi, lupi e linci.
Il Prokletije, che sta per "montagne maledette", è la porta sulla catena delle Alpi Dinariche al confine con l'Albania. La città di Plav ha forte influenza musulmana e qui si respira un Montenegro totalmente diverso dal turistico Durmitor. Valli selvagge, ricoperte di faggete e protette da enormi e aguzzi pilastri rocciosi si attraversano con timore reverenziale. L'anello delle tre vette permette di avere una vista privilegiata sulle montagne maledette con scenari severi, direi quasi gotici. Anche questa è terra di orsi ma la loro presenza qui è effimera: ci sono ma non si vedono e non si sentono, come confermato da diverse persone del luogo. Il rifugista con cui ho parlato mi ha mostrato un video dell'orso bruno in una radura sopra il rifugio, una delle pochissime occasioni in cui ne ha avvistato uno.
Gli ultimi giorni sono dedicati all'acqua: il lago di Scutari, posto incredibile che mostra come sono i bacini lacustri allo stato naturale con ampie aree paludose piene di piante acquatiche e scenari da Delta del Danubio e la costa adriatica. La cultura lacustre è ancora intatta con pesca professionale dedicata a piatti tipici a base di carpa, trota e anguilla e borghetti che vivono letteralmente attorno al lago (con la pesca, certo, ma anche con i tour turistici ovviamente).
ll mare offre fiordi e spiagge di ciottoli con acqua splendida, certo, ma anche enorme pressione turistica ed ediliza con ambizioni da Costa Azzurra.
Alla seconda uscita la mia macchina fotografica è andata in tilt quindi, ahimé, ho dovuto fotografare con il telefono.
Data: Dal 7 al 17 agosto 2026
Regione e provincia: Parchi nazionali del Durmitor, di Biogradska, di Prokletije e zona costiera nei dintorni di Cattàro e Petrovazzo.
Descrizione
Erano diversi anni che volevo mettere piede nei Balcani e finalmente ci sono riuscito visitando un paese che avevo puntato da almeno 7-8 anni ma che, per varie ragioni, non ero mai riuscito a visitare. Attirato principalmente dai suoi maestosi canyon e dalle selvagge catene montuose ho scoperto un luogo in costante oscillazione tra autenticità e trasformazione capitalista, tra occidentalizzazione e enclaves multietnici dove coesistono burqua e costume da bagno.
Da montagne maestose e selvagge si passa a coste splendide ma che stanno subendo una speculazione violenta da parte dei capitali cinesi e americani e dove territori di pastorizia coesistono con aree ad altissima pressione turistica.
La zona del Durmitor ricorda molto il nostro Gran Sasso con enormi bastioni calcarei che si staccano da enormi pianori erbosi, il tutto sovrasta il canyon più profondo d'Europa, quello del fiume Tara, che ho avuto modo di esplorare con 35 km di rafting. Differentemente dalle nostre zone qui crescono abbondanti foreste di conifere e ci sono diversi laghi glaciali. Mi sono tolto la soddisfazione di scalare il Prutas e il Bobotov Kuk, vette intorno ai 2500 metri, e di visitare lo Skrko Jezero che credo occupi una delle conche glaciali più belle che io abbia mai visto.
Nel tragitto verso il confine albanese ci siamo fermati a visitare la foresta di Biograska, territorio di faggete vetuste ed alte vette erbose, per un breve anello nella foresta intorno ad un lago. Territorio complesso e da esplorare per bene prossimamente, terra di orsi, lupi e linci.
Il Prokletije, che sta per "montagne maledette", è la porta sulla catena delle Alpi Dinariche al confine con l'Albania. La città di Plav ha forte influenza musulmana e qui si respira un Montenegro totalmente diverso dal turistico Durmitor. Valli selvagge, ricoperte di faggete e protette da enormi e aguzzi pilastri rocciosi si attraversano con timore reverenziale. L'anello delle tre vette permette di avere una vista privilegiata sulle montagne maledette con scenari severi, direi quasi gotici. Anche questa è terra di orsi ma la loro presenza qui è effimera: ci sono ma non si vedono e non si sentono, come confermato da diverse persone del luogo. Il rifugista con cui ho parlato mi ha mostrato un video dell'orso bruno in una radura sopra il rifugio, una delle pochissime occasioni in cui ne ha avvistato uno.
Gli ultimi giorni sono dedicati all'acqua: il lago di Scutari, posto incredibile che mostra come sono i bacini lacustri allo stato naturale con ampie aree paludose piene di piante acquatiche e scenari da Delta del Danubio e la costa adriatica. La cultura lacustre è ancora intatta con pesca professionale dedicata a piatti tipici a base di carpa, trota e anguilla e borghetti che vivono letteralmente attorno al lago (con la pesca, certo, ma anche con i tour turistici ovviamente).
ll mare offre fiordi e spiagge di ciottoli con acqua splendida, certo, ma anche enorme pressione turistica ed ediliza con ambizioni da Costa Azzurra.
Alla seconda uscita la mia macchina fotografica è andata in tilt quindi, ahimé, ho dovuto fotografare con il telefono.
Allegati
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