Escursione Monti San Rocco, Cava e Rotondo dal valico di San Rocco

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Regionale Sirente-Velino
Dati

Data: 29 Dicembre 2018
Regione e provincia: L'Aquila
Località di partenza: Valico di San Rocco, Tornimparte
Località di arrivo: Idem
Tempo di percorrenza: 5h 12'
Chilometri: 16
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: Itinerario che non prevede particolari difficoltà tecniche; tuttavia le condizioni di innevamento al momento dell'escursione hanno reso problematica la progressione sia in salita che in discesa sul versante Nord. Presenti insidiose lastre di vetrato che richiedevano l'uso dei ramponi anche alle basse quote.
Periodo consigliato: Sempre
Segnaletica: Buona
Dislivello in salita: 1025 m
Quota massima: Monte Cava (2000 m)
Altre quote: M. San Rocco (1888 m), M. Rotondo (1993 m)
Accesso stradale: Dall'uscita autostradale Tornimparte - Campo Felice, si prende in direzione di Tornimparte e, dopo due tornanti, si parcheggia in una piazzola da cui parte la carrarreccia che costituisce il sentiero 1E.
Traccia GPS:
https://www.wikiloc.com/hiking-trai...-e-m-rotondo-dal-valico-di-san-rocco-31723966

Descrizione
Interessante anello esplorativo ai margini del gruppo del Velino, dove gli alpeggi e le alte quote resistono agli attacchi dell'antropizzazione. La carrareccia costeggia un tratto dell'A24 e risale il crinale proprio in corrispondenza del tunnel di San Rocco:
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La carrabile, compiendo varie svolte, sale decisamente il versante Nord della montagna: ben presto fa la sua comparsa il ghiaccio che renderà molto difficile il cammino:
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Mentre i rumori dell'autostrada si attutiscono sempre più fino a scomparire, si attraversano ambienti ameni e incontaminati che stanno per essere baciati dal primo sole mattutino che finora è rimasto coperto dal costone sommitale:
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Mantenendo sempre cauto il passo per evitare pericolosi scivoloni sulle lastre di vetrato, dopo aver superato il rifugio Cerasolo e l'omonimo laghetto ghiacciato, si prosegue ad intuito abbandonando la carrareccia e salendo a sensazione:
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Si giunge così ai Prati del Cerasolo (1500 m), pianoro che separa il versante Nord dalla valle dell'Asino; qui si apprezza l'affaccio su M. Ginepro e il gruppo del Morrone:
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Dal pianoro si individua la linea dell'ampia dorsale che occorre risalire in direzione ovest; è evidente che nelle parti esposte a Sud la neve è del tutto assente:
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Ora si respira aria di alta montagna, inizia la lunga dorsale che offre spettacolari aperture sulle varie cime innevate del centro Italia;
Il gruppo del Velino:
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Gran Sasso:
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Sibillini:
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Percorrere questa cresta è davvero divertente:
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Si noti la differenza tra i due versanti, spazzato e spoglio quello a Sud, ghiacciato quello a Nord.

In breve si raggiunge la sommità del Monte San Rocco:
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e si prosegue per l'invitante cresta in direzione del Monte Cava:
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Qui la cresta si restringe, rendendo quanto mai intrigante e stimolante la progressione, mentre un gruppo di austeri rapaci aleggia sopra di me:
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Si giunge così al M. Cava, punto più alto di questa lunga dorsale del gruppo del Velino, secondaria ma indubbiamente spettacolare:
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Il Monte Cava, nonostante non sia un gigante, rappresenta un formidabile balcone per ammirare panorami a lungo raggio, essendo isolato e distante da altre elevazioni:
Il Velino:
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Il Gran Sasso:
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I Reatini, i Sibillini e la Laga, con in primo piano il pianoro che rappresenterà la via di discesa:
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Si prosegue ancora per l'intrigante cresta:
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e dopo aver oltrepassato l'elevazione del M. Rotondo (1993 m):
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si individua sul ghiacciato versante Nord una linea di facile discesa per perdere quota:
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Ovviamente in questo pendio ghiacciato i ramponi sono necessari!
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Si scende rapidamente prendendo come riferimento un rudere che su IGM è indicato ''Pozzo Scoperto":
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e poi, ad intuito, si scende ulteriormente fino ad entrare nella faggeta dove si intercetta il sentiero 1G:
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Il sentiero scende gradualmente, attraversando la radura chiamata Faggio Martino da cui si scorge una porzione della dorsale appena percorsa:
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Durante la discesa, la neve da crostosa è divenuta ben presto ghiacciata, e dopo un paio di scivoloni mi sono convinto ad indossare nuovamente i ramponi che ho tenuto fino ai 1200 m:
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Il sentiero intercetta la sterrata iniziale quando mancano solamente pochi tornanti per raggiungere la base di partenza.

COCNLUSIONI
Pensavo fosse un giro più semplice, invece le particolari condizioni meteo hanno aggiunto qualche difficoltà aggiuntiva (ben gradita) all'escursione.
Infatti le forti escursioni termiche di questi tempi (temperature miti di giorno e glaciali di notte), hanno provocato la formazione di strati di vetrato sul versante nord di questa montagna, rendendo problematica la progressione nelle quote più basse. La discesa dalla cresta invece, con ghiaccio compatto e assestato, è stata veramente divertente, come percorrere la lunga dorsale che, senza offrire una forte e faticosa pendenza, consentiva di ammirare panorami eccezionali.
E' stata quindi un'esplorazione divertente e varia, che mi ha consentito di calcare sentieri poco conosciuti in un angolo del Velino non troppo frequentato.
Insomma, ho aggiunto un altro tassello alla mia conoscenza di questo gruppo che, mi rendo conto, ha ancora molte cose da offrirmi.
 

Ultima modifica:
#3
Complimenti, già senza neve è una bella scarpinata, figuriamoci col ghiaccio!
L'itinerario merita di essere valorizzato, la presenza dell' autostrada ed il facile accesso al S. Rocco dal valico della Chiesola portano a sottovalutare un luogo che invece può dare belle soddisfazioni!
 
#5
Anche in questo caso si rivela corretta la mia ipotesi che i settori marginali dei gruppi montuosi siano quelli più affascinanti e solitari. Il Cava - con i suoi striminziti 2000 metri secchi - è probabilmente assurto a nuova gloria solo con l'inserimento nell'elenco del Club2000m, eppure sa regalare sensazioni di splendido isolamento e vedute d'eccezione.
Mi permetto, Dal Vettore al Camicia ...
006 Panorama Gran Sasso dalla cresta.JPG
 
#7
Complimenti, già senza neve è una bella scarpinata, figuriamoci col ghiaccio!
L'itinerario merita di essere valorizzato, la presenza dell' autostrada ed il facile accesso al S. Rocco dal valico della Chiesola portano a sottovalutare un luogo che invece può dare belle soddisfazioni!
Grazie!
Si, il versante Nord del gruppo San Rocco - Cava è un luogo molto interessante, tutto da scoprire.
Un altro mio vecchio progetto (da fare con 2 macchine) era la traversata integrale dal Valico della Chiesola fino a Castiglione, in modo da godersi ogni cm di quella lunga dorsale.
 
#8
Anche in questo caso si rivela corretta la mia ipotesi che i settori marginali dei gruppi montuosi siano quelli più affascinanti e solitari. Il Cava - con i suoi striminziti 2000 metri secchi - è probabilmente assurto a nuova gloria solo con l'inserimento nell'elenco del Club2000m, eppure sa regalare sensazioni di splendido isolamento e vedute d'eccezione.
Mi permetto, Dal Vettore al Camicia ...
Vedi l'allegato 182458
Condivido le tue stesse considerazioni sui monti marginali; aggiungo che certe sensazioni le ho provate sul San Franco, sul Morrone e sul Cambio.
Che panoramica strepitosa!
 
#9
Grazie per il report.
Le tue proposte sono sempre molto interessanti.... ti sto seguendo anche su Wikiloc.
@Montinvisibili questa panoramica è strepitosa!
Ti ringrazio!
Cerco sempre di organizzare uscite che escono un pò fuori dagli schemi classici, per esplorare quanto più a fondo il territorio. Non sempre ci riesco ma sarei felice di essere fonte di ispirazione per escursionisti dal palato fine come Te (ho sbirciato anch'io il tuo profilo wikiloc ;)).
 

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