Morte assiderate le due alpiniste rimaste bloccate sul Monte Rosa

Ho sentito ieri sera al TG questa terribile notizia.

Chiedo agli esperti dell'alta montagna: com'è possibile? Quanto freddo può aver fatto mai a 4000 m di questa stagione?
Posso solo pensare che non avessero equipaggiamento adeguato perchè altrimenti dovrebbero morire di freddo tutti quelli che fanno i campi base a 5-6000 m prima di salire sull'Everest...
 
Non mi considero un esperto però quando succedono queste disgrazie spesso -se non sempre- i fattori determinanti sono la cattiva preparazione della salita e la cattiva preparazione di chi sale.

La salita è poco più che una camminata (35 gradi massimi, 750 metri di dislivello) ma se non guardi le previsioni del tempo e magari ci vai con i pantaloncini corti e una maglietta leggera....
Le previsioni del tempo davano brutto più o meno dappertutto.... e già questo poteva bastare a starsene a casa.
Se si decide di andare (più che legittimo) si deve essere mega attrezzati, oltre che avere un idea di cosa fare in caso il tempo cambi repentinamente cosa che in montagna è sempre possibile.

Per il freddo beh.... sicuramente il fattore vento incide molto tra temperatura misurata e percepita, ma penso che al giorno d'oggi se sei equipaggiato adeguatamente e non perdi la calma hai buone possibilità di uscire sa situazioni di questo genere (considerando naturalmente il luogo in cui si è verificata la disgrazia)
 
era qualche grado sotto lo zero, ma la bufera ha fatto crollare la temperatura percepita (windchill).
Tutto questo poteva essere tranquillamente evitato con l'uso di attrezzatura adatta e una pianificazione più accurata.
Le mie personalissime e opinabilissime considerazioni sono queste..
- Le previsioni la tempesta l'avevano sicuramente segnalata: potevano aver sbagliato orario e/o intensità, ma sicuramente non avevano indicato una finestra di bel tempo stabile. quindi comunque ci si equipaggia per il peggio
- Partendo la mattina da Gressoney sei vincolato agli orari della funivia e perdi le ore più fredde della mattina, in cui il ghiaccio è ottimo e il passo è spedito, quindi per l'itinerario va considerato un passo lento o comunque sotto la media. magari questo l'avevano anche considerato, ma per questi giri è buona norma organizzarsi per essere in rifugio già nel primo pomeriggio
- Non puoi, e ribadisco NON PUOI, avventurarti per un ghiacciaio senza un GPS. non tanto per la traccia (le crepacciate variano in continuazione), quanto per comunicare la tua posizione in caso di necessità, evitando che squadre di soccorso vaghino senza meta inutilmente, mettendo in pericolo la loro pelle e ritardando il soccorso a te che hai bisogno.

secondo me, questa tragedia è frutto di un paio di leggerezze che probabilmente hanno sempre fatto e nel 99% dei casi è andata bene. Questo però è l'1%.
La cosa che mi fa rabbia è che era assolutamente evitabile, che quando sono arrivati i soccorsi erano tutti e tre vivi, quindi è stato esclusivamente questione di tempo. forse un'ora in meno al freddo avrebbe salvato la vita a tutti e tre.
--- Aggiornamento ---

riporto un esempio per fortuna opposto.
il weekend che eravamo sul Rosa, al venerdì abbiamo fatto la cresta del soldato fino a Punta Giordani per poi scendere dal ghiacciaio. era in condizioni pietose, era molto caldo e pieno di crepacci.
La domenica mentre tornavamo a casa abbiamo letto la notizia di un azione del soccorso alpino che ha ripescato uno finito in uno di quei crepacci.

ora, fermo restando il jolly che si è giocato, andando in ghiacciaio da solo (pazzo), si è potuto salvare solo perchè è riuscito a comunicare la sua posizione tramite GPS. diversamente sarebbe stato estremamente difficile identificarlo anche dall'elicottero.
Basta veramente poco. e la mia vita vale più dei 250€ di un gps
 
Ultima modifica:
Come temevo, mi confermate siano state compiute delle leggerezze :(

Dai servizi del TG, le due ragazze venivano descritte come alpiniste esperte...
 
Come temevo, mi confermate siano state compiute delle leggerezze :(

Dai servizi del TG, le due ragazze venivano descritte come alpiniste esperte...
no no, non te lo sto confermando! sto solo supponendo, in base a quanto ho letto e sentito.
ma mi sembra una situazione facilmente risolvibile con il giusto equipaggiamento.

tutto ciò, fermo restando che non ero là, che molti aspetti potrebbero essere stati riportati male, e quindi con il doveroso beneficio del dubbio
 
no no, non te lo sto confermando! sto solo supponendo, in base a quanto ho letto e sentito.
ma mi sembra una situazione facilmente risolvibile con il giusto equipaggiamento.

tutto ciò, fermo restando che non ero là, che molti aspetti potrebbero essere stati riportati male, e quindi con il doveroso beneficio del dubbio
Be', però avete detto che a 4000 m con pochi gradi sottozero non si dovrebbe morire col giusto equipaggiamento, che il meteo sicuramente avrà previsto tempo brutto e: o non si è guardato il meteo o non se ne è tenuto conto.
 
Come temevo, mi confermate siano state compiute delle leggerezze :(

Dai servizi del TG, le due ragazze venivano descritte come alpiniste esperte...
Si è tutti alpinisti esperti fino a prova contraria.
Naturalmente non ho le prove in mano, ma mi piacerebbe prendere 50 alpinisti che partono per una salita qualsiasi sul Rosa e vedere quanti di questi sanno costruirsi un cordino da ghiaccio, per non parlare di quanti sanno a cosa serve e quindi utilizzarlo.
Se sanno con precisione che i nodi a palla non servono per giocarci a calcio e che non solo si deve procedere distanziati, ma pure a corda pressochè tesa.
O quanti sanno attrezzare un paranco per l'autosoccorso della cordata.
O hanno provato le manovre di autoarresto, oppure sono muniti di qualche vite da ghiaccio.
Dico questo in linea generale ovviamente, non parlo del caso specifico.
--- Aggiornamento ---

Be', però avete detto che a 4000 m con pochi gradi sottozero non si dovrebbe morire col giusto equipaggiamento, che il meteo sicuramente avrà previsto tempo brutto e: o non si è guardato il meteo o non se ne è tenuto conto.
Guarda che fai alla svelta a finire parecchio sotto zero se c'è vento.
Qualche mese fa sono salito sul Monte Ragola (Appennino Ligure, solo 1712 mt): cielo sereno, giornata di sole ma con forte vento, parecchia neve sul pendio.
Bene.... al sole ma riparato dal vento si crepava dal caldo.... potevo stare in maglietta; se salivi per il pendio esposto al vento (che era forte, ma di sicuro non era una bufera) ti si gelava pure il muco nel naso: giacca a vento, cuffia, guanti, occhiali, e ancora faceva freddo.
Secondo me è un attimo che siano arrivati a una ventina di gradi sotto zero.... ciononostante è ovvio che se sei equipaggiato la situazione è sotto controllo.
 
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Quella tragedia è, purtroppo, figlia di un grossolano errore delle ragazze.
Quoto @Munny su tutto.
Le previsioni avevano correttamente annunciato la perturbazione in arrivo, con precipitazioni ed abbassamento sensibile di temperatura. Il maltempo non era imprevisto, nè nel suo arrivo, nè nelle sue conseguenze.
In montagna tante volte si tenta la salita ugualmente, nella speranza di fare in tempo ugualmente, nella speranza che ci sia qualche ora di ritardo nelle previsioni, nella speranza che localmente per un pochino le condizioni non siano poi così brutte... L'abbiamo fatto tutti, solo che a quote elevate crescono anche i rischi.
Però in questi casi si va avanti se e solo se si è attrezzati adeguatamente (non solo di vestiario, ma anche di attrezzatura tecnica: bussola, cartina, GPS) e verificando costantemente di essere in grado di tornare indietro.
Le ragazze ahimè avevano solo abbigliamento estivo leggero e senza cambi; in più non hanno considerato correttamente le previsioni e le condizioni meteo ed hanno comunque valutato male i tempi e la situazione.
La stampa, come sempre, parla senza sapere di cosa sta parlando: il percorso non è una "scalata" e non presentava difficoltà tecniche alpinistiche, nel senso che, salvo la solita legatura per progressione in conserva, non serve l'utilizzo di viti da ghiaccio e relative assicurazioni. Ci sono solo dei pendii sui 30 gradi o poco più e dei crepacci.
Le ragazze probabilmente erano delle escursioniste molto attive, ma con poca esperienza alpinistica.
 
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Le previsioni avevano correttamente annunciato la perturbazione in arrivo, con precipitazioni ed abbassamento sensibile di temperatura. Il maltempo non era imprevisto, nè nel suo arrivo, nè nelle sue conseguenze.
Purtroppo mi confermi uno dei miei dubbi, e avevo una flebile speranza che venisse smentito..

Naturalmente non ho le prove in mano, ma mi piacerebbe prendere 50 alpinisti che partono per una salita qualsiasi sul Rosa e vedere quanti di questi sanno costruirsi un cordino da ghiaccio, per non parlare di quanti sanno a cosa serve e quindi utilizzarlo.
Se sanno con precisione che i nodi a palla non servono per giocarci a calcio e che non solo si deve procedere distanziati, ma pure a corda pressochè tesa.
O quanti sanno attrezzare un paranco per l'autosoccorso della cordata.
O hanno provato le manovre di autoarresto, oppure sono muniti di qualche vite da ghiaccio.
Condivido al 100% ogni singola parola.

Due settimane fa beccammo una cordata da 3 con il capo cordata che aveva la corda legata al portamateriali dell'imbrago. al nostro appunto che i portamateriali sono testati per 15kg, lui ci rispose che ne aveva collegati due! ah scusa!
Va da sè che li abbiamo fatti legare correttamente. era comunque ovvio che non avessero idea di come funzioni l'allestimento e la processione della cordata, ma almeno erano legati.
 
Ho sentito ieri sera al TG questa terribile notizia.

Chiedo agli esperti dell'alta montagna: com'è possibile? Quanto freddo può aver fatto mai a 4000 m di questa stagione?
Posso solo pensare che non avessero equipaggiamento adeguato perchè altrimenti dovrebbero morire di freddo tutti quelli che fanno i campi base a 5-6000 m prima di salire sull'Everest...
C'erano venti molto forti, in quelle condizioni la temperatura percepita era sui -20 °C, e l'asportazione di calore, sempre a causa del forte vento è rapidissima, se non sei attrezzato correttamente (guscio, strati aggiuntivi, cappello, guanti, etc.) il rischio di morire assiderato nel giro di qualche ora è concreto.
Ad esempio se non hai la maschera da sci, muoversi in una bufera è proibitivo, perché la neve ti arriva sulla faccia con una violenza tale che non riesci a vedere dove vai.

A quelle altitudini con il maltempo non si scherza.
 
Non sono un alpinista, ma penso che se fossero stati esperti, non sarebbero partiti, o se sì, si sarebbero attrezzati per superare la tempesta. Questo fatto mi ricorda la tragica fine di quel trail in Cina, dove sono morte 14 persone per assideramento. Non capisco come si possa morire così con tutta la tecnologia ed informazione che c'è oggi. Boh!!
 
Aldilà di tutto c’è solo un fattore che credo sia quello fondamentale per confermare la superficialità con cui è stata pianificata la “gita” (anche se odio chiamarle così…):

1) Noi del CAI di Pordenone abbiamo cancellato la salita al Castore prevista appunto per sabato-domenica scorso, e già giovedì si era deciso così a seguito dei pessimi bollettini meteo. Pertanto era “telefonata” la doppia giornata di maltempo… quindi….. perché erano lì?!

2) In aggiunta, stando alle testimonianze del soccorso alpino, le due ragazze erano vestite “leggerine”, e infatti il ragazzo ha detto di aver prestato i guanti ad una delle due ragazze. E questo la dice già lunga, molto lunga per me!

Non dico che devi portarti una pala (con la quale però avrebbero potuto creare una sorta di truna) ma cosa costa tenere un telo termico da pochi grammi fisso in zaino (come altre dotazioni utili)???

Sia chiaro, lungi da me fare il professore ma dispiace vedere due giovani vite spezzate per colpa dell’imprudenza e dell’improvvisazione!!!!
 
Leggendo i giornali si fa fatica a farsi un'idea completa e corretta.
Si legge una dichiarazione del ragazzo che dice di avere ad un certo punto dato i suoi guanti ad una delle ragazze. Lei non li aveva? Li aveva perduti?

Comunque resta il fatto che morire assiderati in poche ore con una temperatura percepita di circa -17 (si legge nelle news -4 e vento a 80 km/h) probabilmente è dovuto a un abbigliamento che garantiva un isolamento insufficiente.
Probabilmente…. Ma non lo sappiamo.
 
Aldilà di tutto c’è solo un fattore che credo sia quello fondamentale per confermare la superficialità con cui è stata pianificata la “gita” (anche se odio chiamarle così…):

1) Noi del CAI di Pordenone abbiamo cancellato la salita al Castore prevista appunto per sabato-domenica scorso, e già giovedì si era deciso così a seguito dei pessimi bollettini meteo. Pertanto era “telefonata” la doppia giornata di maltempo… quindi….. perché erano lì?!

2) In aggiunta, stando alle testimonianze del soccorso alpino, le due ragazze erano vestite “leggerine”, e infatti il ragazzo ha detto di aver prestato i guanti ad una delle due ragazze. E questo la dice già lunga, molto lunga per me!

Non dico che devi portarti una pala (con la quale però avrebbero potuto creare una sorta di truna) ma cosa costa tenere un telo termico da pochi grammi fisso in zaino (come altre dotazioni utili)???

Sia chiaro, lungi da me fare il professore ma dispiace vedere due giovani vite spezzate per colpa dell’imprudenza e dell’improvvisazione!!!!
Purtroppo ho l'impressione che quando si affrontano certi tipi di salite si voglia stare un po' troppo "comodi".
Portare attrezzatura pesa.... viaggiare con zaini pesanti, oltre a rallentare rende tutto meno piacevole.... eppure avere non solo l'indispensabile ma anche qualcosa di superlfuo (io ripeto.... non sono certo un alpinista, ma se faccio un uscita su neve o ghiaccio ho sempre calze, guanti e cuffia di scorta.... spesso ho con me una corda anche se viaggio da solo, anche se non ho l'imbrago) in certi casi ti fa la differenza tra portare a casa la pelle oppure no.
 
Sia chiaro, lungi da me fare il professore ma dispiace vedere due giovani vite spezzate per colpa dell’imprudenza e dell’improvvisazione!!!!
a me fa proprio incazzare. perchè tutto questo era assolutamente evitabile, con POCHISSIME accortezze.
Passi la scellerata idea di fare la salita lo stesso nonostante il meteo, non esiste giustificazione al mondo per farla senza attrezzatura idonea
 
Mi è capitato di finire in una bufera di neve a 4.000 metri, non era previsto il maltempo, eravamo in discesa dalla Capanna Margherita, fu un temporale improvviso.
La situazione è tutt'altro che piacevole, si fa molta, ma molta fatica a muoversi (causa vento e neve), il freddo è pungentissimo e non si vede praticamente nulla, con la neve ghiacciata che ti arriva in faccia con molta violenza.
Se sei attrezzato: sufficiente numero di strati termici, guscio per proteggersi dal vento, berretto, guanti (non guantini), maschera da sci (gli occhiali non proteggono abbastanza), gps (in quelle condizioni la visibilità è nulla e l'orientamento è molto problematico), ti trovi in grosse difficoltà, ma riesci a cavartela, nel senso che riesci in qualche modo a sopportare il freddo e sei in grado di muoverti anche se molto lentamente, noi eravamo riusciti a seguire la traccia di discesa e ad arrivare al rifugio.
Meglio non finirci in mezzo, non è una passeggiata di salute.
 
Tutte osservazioni corrette, soprattutto sul fatto che i giornali non sanno di cosa parlano quando dicono "esperti", fors'anche per non offendere a posteriori la memoria delle defunte.
A memoria mia (e nella mia lunga esistenza ho fatto anche ai tempi dell'università il giornalista pubblicista per la Gazzetta di Reggio) non ho mai letto "alpinisti improvvisati o inesperti", giuro..
Anche noi della nostra Scuola venerdì abbiamo cancellato la salita prevista dal corso ghiaccio sul Bianco, ed eravamo già in preallerta dal giovedì..
 

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