Recensione Naufragio sul Monte Bianco

Vi recensisco il terzo dei quattro libri che mi sono letto durante questa quarantena, si tratta della commovente storia dei giovani Henry e Vincendon presi in trappola da una tempesta a più di 4000 metri, mentre si apprestano all’ascensione invernale dello Sperone della Brenva sul Monte Bianco. Dall'incontro con Bonatti e Gheser lungo la via, ai molteplici e drammatici salvataggi via terra e con elicotteri. Il libro scorre liscio ed in maniera dettagliata, e mette in evidenza una evitabile serie di decisioni errate, che renderà tragica questa vicenda alpinistica che ha coinvolto i due giovani scalatori, lasciando alla fine un nodo in gola al lettore. Appassionante.

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Complimenti bel volume, io ho appena letto il racconto di quella salita narrato però da Bonatti.
Tu lo hai acquistato ultimamente o era un libro che avevi da tempo in casa? Perché mi piacerebbe leggerlo.
 
Molto interessante, ho parecchi volumi de "I licheni", tutti dello stesso genere e sono gli unici che riesco a leggere, di tanto in tanto. Non sono un gran lettore ;)

Ma interessanti, mi piace come collana ;)
 
Complimenti bel volume, io ho appena letto il racconto di quella salita narrato però da Bonatti.
Tu lo hai acquistato ultimamente o era un libro che avevi da tempo in casa? Perché mi piacerebbe leggerlo.
Grazie, lo hai letto sul libro di Roberto Serafin?? Il libro lo ho da 3 anni credo, preso con altri libri con la collana del Cai/Gazzetta dello sport, "montagna leggendaria". Leggilo, te lo consiglio vivamente!!! :si:
 
No no l'ho letto nel libro "Montagne di una vita" in cui c'è proprio uno dei capitoli dedicato a questa scalata, e tragedia che poi ne è venuta fuori.
Dove la storia dei francesi viene raccontata fino alla cima del Monte Bianco dove avviene la separazione definitiva tra le due cordate, e poi l'autore apprenderà della tragedia dai giornali a valle, nei quali sarà anche criticato

Domani cercherò e mi informerò su dove posso trovare questo libro, se riuscirò a reperirlo lo leggerò sicuramente con "piacere".
 
Ricordo molto bene la vicenda, anche perchè da buon ufficiale alpino, quando si ricordavano certe imprese storiche, spesso si parlava ad Aosta di Gheser, capitano appunto del Corpo, che era con Bonatti. Ne parlai anche con Bonatti stesso, l'ho conosciuto nell'ambito di Avventure nel Mondo, dove con l'amico Gianpietro Scherini (compagno di cordata di Bonatti negli ultimissimi anni) sono coordinatore. Bonatti ricordava con amarezza la vicenda, soprattutto perchè anche il quell'occasione, come già successe al K2, i francesi non persero l'occasione (scusate la ripetizione) di accusare l'alpinista italiano di alcuni loro errori. Tra l'altro pochi sanno che Bonatti diede loro una piccozza, continuando la propria salita senza e mettendo a repentaglio quindi anche la sicurezza della propria cordata.
 
Purtroppo da quanto letto e sentito in giro, non fu solo la stampa e il mondo alpinistico francese ad accusare Bonatti, ma anche dal "versante" italiano molto spesso fu aspramente criticato e calunniato. Basta pensare alla vicenda de K2 e non solo.
 
Se non ricordo male fu accusato anche dopo l'ascesa del pilone del Freney, invece se non fosse stato per lui avremmo avuto più di quattro morti. Walter era un personaggio ingombrante, come Messner, normale che venga messo in discussione da chi è meno...
 

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