Escursione Norba citta Romana

Regione e provincia: Lazio, Latina
Località di partenza: Norma
Località di arrivo: Norba
Tempo di percorrenza: dalle due alle 6 ore ( il tempo dipende dall'interesse e dal territorio da esplorare)
Chilometri: dai7,3 km agli 11 km
Grado di difficoltà: facile
Descrizione delle difficoltà: escursione storica con bassi dislivelli
Periodo consigliato: primavera, estate, autunno ( no giornate piovose)
Segnaletica: non necessaria
Dislivello in salita:
Dislivello in discesa:
Quota massima:quasi 500 mt
Accesso stradale: si, presente ampio parcheggio gratuito
Traccia GPS: allego traccia per l'esplorazione dei siti maggiori, al solo scopo esplicativo, il percorso puo essere variato, allungato o accorciato a piacimento DSCN0089.JPG

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Norba
Antica citta romanasui Monti Lepini, Norba rappresenta una rarità sia per la sua collocazione che per la sua storia, 44 ettari fortificati con mura ciclopiche ancora intatte per oltre la metà della loro estensione. Della città sono stati riportati alla luce due ettari, comprendenti domus, vie di comunicazione, pozzi, fognature, un'enorme cisterna l'impianto termale e le due acropoli ( la maggiore e la minore ). il Luogo è suggestivo sia perche sorge su un'altura difesa oltre che dalle imponenti mura anche dalle ripide pareti ove sorge. Il panorama spazia su tutto l'agro pontino sino al monte circeo, su genzano, campagne di Velletri e sul tracciato dell'Appia antica.
Il suo nome significa città forte, mentre l'appellativo latina la differenzia da Norba apula situata in Apulia.
Dionigi di Alicarnasso, nella storia di Roma arcaica, parla di Norba come città che prese parte nella laega latina intorno al 500 ac alla guerra contro Roma nella battaglia del Lago Regillo. Il conflitto fu una disfatta per la stessa Lega e Roma invio nuovi coloni annettenda questa citta la suo giovane impero. Divenne una roccaforte inespugnabile contro Privernati, Setini e Fondani. Nel corso della seconda guerra punica fu luogo di accoglienza di numerosi ostaggi cartaginesi.
Per la mancanza di vicini corsi d'acqua, Norba fece affidamento sulla raccolta e gestione delle acque pluvie, creando una fitta rete che incanalava dalle strade e dalla sua superficie le acque piovane all'interno di una grande cisterna, rete ancor visibile oggi per un buon tratto. La cisterna di contenimento ( che presenta ancora in parte il suo intonaco impermeabile di rivestimento) permetteva lo stoccaggio e il riutilizzo delle acque piovane per uso cittadino. Ogni domus, inoltre ,possedeva degli impluvi e sistemi privati per incanalare le acque piovane in cisterne al di sotto delle domus stesse.
Presenti un foro, due acropoli e numerose zone residenziali, oltre a un impianto termale, cinta muraria, e quattro porte ( signina, occidentale, ninfina, porta maggiore) di cui intatta solo quella maggiore, ingresso del sito archeologico.
Salta agli occhi l'imponente opera di terrazzamento in funzione di contenimento e livellamento della città. Presenti ancor oggi nella mura, una delle tante posterule, ossia piccole aperture da cui in caso di attacco si poteva uscire per chiedere aiuto o spedire un emissario, della larghezza poco piu di un uomo, facilmente difendibili. L'impianto viario è ottimamente conservato ed emana il suo fascino sia per la sua costruzione che per l'ottimo stato di conservazione.
La sua fine è datata intorno all'81 ac. Nella lotta fra MArio e Silla, la città si schierò a fianco di Mario. Alla vittoria di Silla, questi per punire e dar esempio invio un esercito a Norba. La città cadde per un tradimento ( le porte vennero aperte e i soldati entrarono ma.......Narra così la fine di Norba lo storico Appiano di Alessandria:
« Norba resistette ancora aspramente, finché penetrato in essa di notte per tradimento Emilio Lepido, degli abitanti inferociti per il tradimento, alcuni si suicidarono, altri si uccisero tra di loro, altri si impiccarono. Altri ancora, bloccate le porte delle case, vi appiccarono il fuoco…un vento sorto violentissimo a tal punto alimentò le fiamme, che nessun bottino si ricavò dalla città. Costoro morirono dunque così, da forti. »
(Appiano di Alessandria, 'Bell. Civil.' I, 94-95.). Dunque gli abitanti si uccisero e diedero fuoco alla città pur di non cadere schiavi nelle mani degli stessi romani, romani loro stessi. Ancor oggi si osservano frequenti i segni dell'incendio che la distrusse, numerosi i cocci e detriti presenti sul sito, a testimonianza della fine della citta che non fu mai più ricostruita.

Rimarrei qui a parlarvi per ore, spiegando le quattro domus maggiori, l'impianto termale e tante altre chicche che la città riserva, ma lascio alla curiosità di ognuno l'avventura di cercare informazioni e visitare la città che rappresenta una delle città piu' belle dell'epoca romana.

Facilmente raggiungibile, Norba è in provincia di Latina, al fianco di Norma. Arrivati a Norma seguire i cartelli, si arriva a un grande parcheggio gratuito da cui inizia il percorso. L'ingresso è libero e gratuito, senza limiti di orari.
E' la mia sesta volta in questa città, e ogni volta dall'alba al tramonto. E sempre scopro nuove e affascinanti sorprese.


N.b) per i bambini e i trekkers piu golosi è presente a Norma una fabbrica di cioccolato con museo sul cioccolato, ove effettuare assaggi gratuiti e acquistare cioccolata artigianale
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Allegati

veramente interessante...l'Italia poggia su un immensa distesa di petrolio che non è in grado di sfruttare o quando tenta di farlo i soldi vengono dirottati nelle tasche dei soliti noti.
Se all'estero avessero solo un ventesimo di quello che è ospitato nel nostro territorio o nei musei...penso solo che per farmi vedere 4 rovine poco significative in Inghilterra riescono a farmi spendere tot euri...
 
vero tommaso 82, il nostro paese è stato culla di una dell più famose e potenti civiltà al mondo, possediamo monumenti e una storia di cui essere orgogliosi e fieri. Purtroppo non siamo in grado, o non vogliamo essere in grado di sfruttarla per la conoscenza e il sano turismo culturale. Interessi, contrasti, menefreghismo,speculazioni spesso ci nascondono ciò che abbiamo di cosi bello e ineguagliabile
 
Negli States (e Crafter potrebbe confermare ;)) le indicazioni per raggiungere le rovine di certi villaggi dei Nativi vengono poste a centinaglia di miglia di distanza, non si può sbagliare, ci si casca letteralmente dentro. Poi arrivi lí e trovi quattro pali sbruciacchiati messi in croce e lo shop dei souvenirs sempre aperto. In Italia potremmo tutti e ripeto tutti vivere di turismo se solo sapessimo e volessimo valorizzare le nostre risorse architettoniche, naturali, storiche ed artistiche .
 
veramente interessante...l'Italia poggia su un immensa distesa di petrolio che non è in grado di sfruttare o quando tenta di farlo i soldi vengono dirottati nelle tasche dei soliti noti.
Se all'estero avessero solo un ventesimo di quello che è ospitato nel nostro territorio o nei musei...penso solo che per farmi vedere 4 rovine poco significative in Inghilterra riescono a farmi spendere tot euri...
non solo i soldi. spariscono spesso anche i reperti e finiscono a casa di qualcuno.

confermo il fatto che all'estero valorizzano moltissimo quel che hanno. in austria non sono riuscito ad andare al museo di villach per motivi di tempo, ma penso che sia pubblicizzato benissimo. qua abbiamo il museo di este (per anni, grazie alla vicinanza ad abano terme, al terzo posto delle comitive tedesche dopo musei vaticani e galleria degli uffizi di firenze) che e' un po' pubblicizzato, ma nulla di che.

aggiungo anche che molti popoli italiani non hanno molto un senso della loro cultura storica. in questo sardi e siciliani sono forse quelli messi meglio.

vero tommaso 82, il nostro paese è stato culla di una dell più famose e potenti civiltà al mondo, possediamo monumenti e una storia di cui essere orgogliosi e fieri. Purtroppo non siamo in grado, o non vogliamo essere in grado di sfruttarla per la conoscenza e il sano turismo culturale. Interessi, contrasti, menefreghismo,speculazioni spesso ci nascondono ciò che abbiamo di cosi bello e ineguagliabile
una sola? da veneto della bassa, ti posso dire che gli antenati degli euganei hanno realizzato alcuni degli insediamenti piu' antichi al mondo, quasi ai tempi di gerico. i paleoveneti agli inizi erano una potenza (con commerci estesi nel centro ed est europa). la serenissima aveva fondachi dall'islanda all'asia centrale. ok, vado oltre il confine del mio paesello e salto qua e la a livello spaziale e temporale :p e penso agli etruschi, agli enotri, ai volsci, alla civilta' nuragica e a quella villanoviana. penso ai longobardi, ai camuni, agli arabi e normanni in sicilia, ai sanniti e a molti altri popoli di cui, nel bene o nel male, portiamo l'eredita' e di cui avremmo moltissimo da esibire e raccontare.

Negli States (e Crafter potrebbe confermare ;)) le indicazioni per raggiungere le rovine di certi villaggi dei Nativi vengono poste a centinaglia di miglia di distanza, non si può sbagliare, ci si casca letteralmente dentro. Poi arrivi lí e trovi quattro pali sbruciacchiati messi in croce e lo shop dei souvenirs sempre aperto. In Italia potremmo tutti e ripeto tutti vivere di turismo se solo sapessimo e volessimo valorizzare le nostre risorse architettoniche, naturali, storiche ed artistiche .
amen.

un archeologo usa trova una punta di freccia, fa una relazione da 100 pagine spesso ipotizzando tutto l'ipotizzabile (basandosi sui pochi dati frammentari che ha), riceve finanziamenti enormi e il posto viene dichiarato monumento nazionale.

un archeologo italiano cammina in mezzo ad un patrimonio inestimabile, potrebbe fare di tutto e con dati e prove certe, invece e' costretto a lavorare in modi infami, gli lasciano dire due righe e poi gli tappano la bocca e portano via o smantellano/distruggono tutto.
 
concordo in pieno walterfishing.
Perdonami, poiche mi son espresso male. Nel dire una delle piu potenti civiltà nel mondo sottointendevo una fra le tante più grandi del nostro paese :)
ho capito cosa intendevi :) e sia chiaro, non hai sbagliato, e' ovvio che la civilta' romana sia stata la piu' nota e potente.

volevo solo far notare come, oltre ai romani, ci sarebbe tantissimo da far fruttare.
 

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