Opinioni su qualità nuove tende Ferrino

Ciao a tutti,

Riporto qui un post che ho scritto su Facebook perchè vorrei anche la vostra opinione, in merito alla mia esperienza con tende Ferrino.

Per oltre vent'anni ho utilizzato una Svalbard acquistata intorno al 1998, tutte le estati, al mare, per circa 15-20 giorni all'anno.
Non ho mai avuto problemi di alcun genere, salvo il fatto che, ovviamente, dopo vent'anni la stoffa si è consumata e quindi quando pioveva entrava un po' d'acqua.

Ho quindi comprato, nel 2020, una Skyline 3 ALU (pali in alluminio). Purtroppo ho notato che la qualità non è neanche lontanamente paragonabile alla tenda precedente.
A partire dal secondo anno almeno una volta a stagione (2 volte lo scorso anno) si sono rotti degli elementi della paleria, anche in assenza di vento o altro: una volta è successo di notte e ho potuto constatare che era tutto tranquillo. Ciò ha ovviamente provocato dei danni nella tela.
Questo è successo sia con i pali della struttura principale, sia nella "verandina".
Inolte, già dopo 3-4 anni i tiranti in cordino risultavano inutilizzabili: si sbriciolavano in mano e si strappavano tirando anche pianissimo.
Anche la tela, già dopo 3-4 anni, risultava consumata.

Sicuramente qui c'è qualche campeggiatore di lungo corso che sa dirmi se ha notato lo stesso abbassamento nella qualità o se sono stato semplicemente sfortunato.

Ho sempre sentito dire che Ferrino è il top per le tende, ma dovendo adesso cambiare la mia perchè si è bucata in più punti a causa dei pali rotti, mi chiedo se questo sia ancora vero o se non convenga cambiare marca.

Grazie!
 
Qualche anno fa comprai una Ferrino Kahalari 3 per brevi campeggi o per passare una notte vicino all'auto: ho già sostituito due segmenti della paleria, nonostante un utilizzo davvero tranquillo. Poi è capitato anche che durante un festival ha retto benissimo a 2 giorni di pioggia a differenza di tante Quechua 2 seconds, ma in generale la qualità non mi sembra eccelsa.

Dispiace perché quando posso cerco sempre di orientarmi su prodotti italiani, ma in certi casi diventa difficile. E' pur vero che in questo caso parliamo di una tenda di fascia bassa...
 
Che Ferrino non sia più esattamente il brand di vent’anni fa è abbastanza evidente a molti di noi.
Storicamente il marchio era molto focalizzato su tende e attrezzatura tecnica per la montagna; negli ultimi 15–20 anni ha spinto su internazionalizzazione e ampliamento di gamma per diventare un riferimento outdoor più a 360°, dall’escursionismo soft alle spedizioni. Il reparto di progettazione e test rimane in Italia, ma come tanti marchi dell’outdoor ha probabilmente aumentato il ricorso a produzione estera.
Entrando anche in fasce di prezzo più basse e inseguendo la leggerezza, è abbastanza plausibile che su alcune linee siano stati fatti compromessi su materiali e durabilità. A questo si aggiunge il fatto che altri brand, anche nati più di recente, sono stati forse più rapidi nel proporre prodotti davvero leggeri e tecnici, con scelte molto aggressive su pesi e finiture. Alla fine, ogni azienda fa le proprie valutazioni: dal punto di vista del business, Ferrino sembra aver cercato un equilibrio tra volume, fatturato e posizionamento più “generalista”, mentre altri marchi si sono concentrati su nicchie ultralight o super‑tecniche.
Per come la vedo io, il punto non è dire che “Ferrino fa schifo”, ma che oggi sotto lo stesso marchio convivono prodotti ancora molto validi (anche di fascia alta, performanti e costosi) e prodotti entry‑level più economici, leggeri e, di conseguenza, spesso meno longevi. Non possedendo attualmente prodotti Ferrino, la mia è solo un’analisi da osservatore esterno che guarda sia alle scelte economico‑aziendali sia ai feedback della comunità: secondo me ha senso valutare modello per modello e linea per linea, più che fermarsi al logo o al ricordo del Ferrino di una volta.
 
Condivido quanto scritto da @ZenPlot ed aggiungo anche un'altra questione: rispetto a 20-30 anni fa, oggi i vari materiali seguono processi di produzione che hanno puntato a ridurre l'inquinamento, talvolta anche a costo di una durata inferiore del materiale e questo vale sia per l'alluminio (l'anodizzazione è fatta diversamente rispetto al passato) sia per le fibre sintetiche dei tessuti e le spalmature.
Poi c'è la questione della leggerezza: più assottigli i teli per ridurre il peso, più necessariamente perdono robustezza e durabilità, perchè una fibra a sezione sottile si deteriora prima.
La fissa della leggerezza chiede di accettarne anche il conto.
 
Che Ferrino non sia più esattamente il brand di vent’anni fa è abbastanza evidente a molti di noi.
Storicamente il marchio era molto focalizzato su tende e attrezzatura tecnica per la montagna; negli ultimi 15–20 anni ha spinto su internazionalizzazione e ampliamento di gamma per diventare un riferimento outdoor più a 360°, dall’escursionismo soft alle spedizioni. Il reparto di progettazione e test rimane in Italia, ma come tanti marchi dell’outdoor ha probabilmente aumentato il ricorso a produzione estera.
Entrando anche in fasce di prezzo più basse e inseguendo la leggerezza, è abbastanza plausibile che su alcune linee siano stati fatti compromessi su materiali e durabilità. A questo si aggiunge il fatto che altri brand, anche nati più di recente, sono stati forse più rapidi nel proporre prodotti davvero leggeri e tecnici, con scelte molto aggressive su pesi e finiture. Alla fine, ogni azienda fa le proprie valutazioni: dal punto di vista del business, Ferrino sembra aver cercato un equilibrio tra volume, fatturato e posizionamento più “generalista”, mentre altri marchi si sono concentrati su nicchie ultralight o super‑tecniche.
Per come la vedo io, il punto non è dire che “Ferrino fa schifo”, ma che oggi sotto lo stesso marchio convivono prodotti ancora molto validi (anche di fascia alta, performanti e costosi) e prodotti entry‑level più economici, leggeri e, di conseguenza, spesso meno longevi. Non possedendo attualmente prodotti Ferrino, la mia è solo un’analisi da osservatore esterno che guarda sia alle scelte economico‑aziendali sia ai feedback della comunità: secondo me ha senso valutare modello per modello e linea per linea, più che fermarsi al logo o al ricordo del Ferrino di una volta.
Grazie,

comprendo quanto scrivi. Il fatto di avere una più ampia gamma di prodotti, in diverse fasce di prezzo, dovrebbe essere un vantaggio.
Se non che la tenda di cui ti parlo (Skyline 3 ALU) è una 3 posti che oggi viene proposta, di listino, a 349 euro (si trova a 290): non esattamente un primo prezzo! Da Decathlon ho visto tende 3 posti dai 50 ai 150 euro: da qui il mio dubbio su quanto sia effettivamente buono il rapporto qualità prezzo di Ferrino.
Io ho sempre avuto la tendenza, entro certi limiti, a non tirare sul prezzo ma a preferire la qualità. Mia moglie mi fa notare che con questa tenda abbiamo speso molto per avere poco, e prima di spendere di nuovo molto mi chiedo se ne valga davvero la pena.
 
Grazie,

comprendo quanto scrivi. Il fatto di avere una più ampia gamma di prodotti, in diverse fasce di prezzo, dovrebbe essere un vantaggio.
Se non che la tenda di cui ti parlo (Skyline 3 ALU) è una 3 posti che oggi viene proposta, di listino, a 349 euro (si trova a 290): non esattamente un primo prezzo! Da Decathlon ho visto tende 3 posti dai 50 ai 150 euro: da qui il mio dubbio su quanto sia effettivamente buono il rapporto qualità prezzo di Ferrino.
Io ho sempre avuto la tendenza, entro certi limiti, a non tirare sul prezzo ma a preferire la qualità. Mia moglie mi fa notare che con questa tenda abbiamo speso molto per avere poco, e prima di spendere di nuovo molto mi chiedo se ne valga davvero la pena.
Ti capisco benissimo, anche perché nel tuo caso non parliamo di una tenda da 100 euro, ma di un prodotto che di listino sta sui 349 e comunque si trova intorno ai 300. A quelle cifre è più che legittimo aspettarsi non solo funzionalità, ma anche una chiara sensazione di qualità e di soldi ben spesi.
Il punto che volevo sottolineare non è che Ferrino abbia sempre un buon rapporto qualità/prezzo, ma che oggi il marchio copre fasce molto diverse e il risultato dipende tantissimo dal singolo modello. Il tuo esempio della Skyline 3 ALU va proprio in questa direzione: se un prodotto non‑entry level dà la sensazione di “pagare tanto per avere poco”, allora c’è chiaramente qualcosa che non torna nelle scelte su materiali, progetto o prezzo.
Sul confronto con Decathlon ti seguo solo in parte: loro giocano su un altro tipo di compromesso, con tende 3 posti tra 50 e 150 euro. Il problema, secondo me, è che un marchio storico come Ferrino oggi è un po’ schiacciato: da un lato chi fa grandi volumi a prezzi aggressivi, dall’altro chi punta su nicchie ultralight o super tecniche. In mezzo, è facile ritrovarsi nella situazione che descrivi: spendere molto di più di Decathlon senza arrivare davvero alle prestazioni dei brand più specialistici.
Da “osservatore esterno” questo conferma che non ha più senso fidarsi del marchio in blocco: alcune linee Ferrino hanno ancora senso, altre – come nel tuo caso – decisamente meno.
Alla fine resta valido il consiglio di informarsi bene prima di acquistare, magari ascoltando chi quella tenda l’ha usata davvero, e chiedersi sempre se il sovrapprezzo rispetto alle alternative è giustificato dalle proprie esigenze reali.
 
personalmente mi chiedo perchè di tutto questo attaccamento a questo brand che è caro e in qualche caso arretrato.
Se parliamo di campeggio motociclistico il punto di riferimento è stata la nova che già alla fine degli anni 90 aveva la paleria integrata. Arrivavi aprivi ed era pronta ,gli altri con la ferrino dovevano infialre le odiose bacchette e poi andava benese a mettere i picchetti ogni 4 maretellate sentivi un gnek e una bestemmia.
 
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