Recensione Ortovox peak 32 light

Prima un momento di silenzio per ricordare lui.
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È uno zaino da 40€ preso su Amazon nel 2019, alla fine è come la storia del calabrone, non è progettato per fare alpinismo o trekking di 3 giorni, ma lui li ha fatti. Concludendo la sua onorata carriera il 25/9 sull'Adamello.

Ortovox peak light 32.
È uno zaino da scialpinismo e alpinismo, ha attacchi esterni per 2 piccozze, porta casco, cinghie laterali per sci e di compressione.
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È idrorepellente ma non so quanto visto che non riportavano le colonne d'acqua. Anche le cerniere sono impermeabili.
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2 tasche sul cappuccio, quella interna con portachiavi e una tessera.
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E lo scompartimento principale
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Tasca porta mappa con la zip arancione.
Lo schienale è abbastanza rigido, è imbottito con lana svizzera pressata a caldo, comunque è uno dei pochi zaini della sua categoria con schienale a rete. Ha una struttura in alluminio all'interno.
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La piccozza può essere agganciata anche sulla spallina.
Sulla cintura è presente una tasca piccola e dall'altro lato un porta moschettoni.

Il peso del tutto è 1,1 kg.
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Eventualmente si può togliere la struttura in alluminio, il cappuccio e la cintura e arrivare a 700g, da qui il light del nome, però non l'ho mai fatto.
L'ho testato ieri sulle Dolomiti bellunesi, al piz Sagron 1700m di dislivello in salita diviso in 2 giorni. Comodissimo, non si muoveva e rimaneva attaccato alla schiena, molto compatto e ha un bel colore.
 

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