Recensione Osprey kestrel 38

Il Kestrel non lo vedo proprio come zaino da ferrata. Ti ci vuole qualcosa di "minimal" che stia ben attaccato al tuo corpo. Il kestrel (ho la versione da 68 lt.) ha cinghie di compressione ovunque ed è sviluppato non tanto in altezza quanto in larghezza e profondità.
 
Per le escursioni giornaliere con ferrate va bene il Mountain Hardwear 30 che ho ora... il Kestrel non lo vedo comunque male in un trekking di 2 giorni con anche ferrata, mi pare più stretto di altri, no?
 
Dopo aver spedito il mio Finisterre 38 (che a me andava un filino piccolo) a casa di @guidoz per il suo Cammino di Santiago mi sono immerso nella ricerca del zaino ideale per le mie uscite e, dopo aver valutato per un po’ i pregi ed i difetti dell’Osprey Exos attratto principalmente dal suo peso e dai pareri unanimi sulla sua comodità ho bruscamente virato sull’Osprey Kestrel 38, tanto decantato su questo tread, privilegiando la sua versatilità all’essenzialità leggera dell’Exos.

Premesso che rimango convinto che per quella fascia di prezzo (<90€) il Finisterre é un best buy per versatilità, comodità e robustezza, devo dire che per qualità e dettagli questo Kestrel (che per idea progettuale ha diverse affinità con il Finisterre) vale davvero ogni centesimo dei 50 Euro di gap tra i due modelli.

Mi è arrivato oggi e l’ho subito caricato con tutto l’equipaggiamento che avevo da tempo preparato (e più volte caricato nel Finisterre) per fare la Via degli Dei e queste sono le mie prime sensazioni.

COSA MI PIACE DI PIÙ’ DEL KESTREL:
  • Lo schienale regolabile ti permette di calibrare al millimetro l’altezza dello zaino, dandoti una sensazione di avvolgimento irreale (complice anche lo schienale a contatto diretto) per uno zaino sostanzialmente cucito su misura.
  • Pesa quasi 300gr in meno.
  • La zip frontale per aprire totalmente lo zaino “senza aprirlo” è un colpo di genio assurdo che porta una feature delle valige da viaggio in uno zaino da trekking.
  • Le due generose tasche sulla fascia ventrale riescono a contenere un botto di roba!
  • Il cappuccio sommitale è spaziosissimo e dotato di due tasche (una interna ed una esterna) anziché una sola (ma meglio organizzata) come sul Finisterre.
  • Il sistema di fissaggio per i bastoncini da trekking stowe-on-the-go vince il premio Oscar per la categoria “realizzazione banale di un’idea geniale”.
  • Nonostante il litraggio identico quando vado a caricare lo zaino con tutto l’equipaggiamento che voglio portare sulla Via degli Dei, non chiedetemi il perché, nel Kestrel ho ancora un sacco di spazio a disposizione.
  • Le cerniere sono solidissime...molto più solide di quelle del Finisterre.
COSA MI PIACEVA DI PIÙ’ NEL FINISTERRE:
  • Il sistema di fissaggio dei bastoncini da trekking sul retro del Finisterre è ben progettato e molto pratico…sul Kestrel molto banalmente manca un codino elastico a tale scopo sulla daisy chain posteriore e le due asole in fondo allo zaino sono obiettivamente sovradimensionate per tale funzione.
  • Spallacci e cintura ventrale del Kestrel sono ottimi ma sul Finisterre la quantità di imbottitura è di molto superiore.
  • La tasca sommitale del Finisterre conteneva a sua volta una seconda tasca in mesh che mi permetteva di organizzare al meglio le mie cose; il Kestrel ha un’unica tasca enorme ed al suo interno tutto l’equipaggiamento vaga in maniera libera e disordinata.
COSE CHE NON HO ANCORA CAPITO SE MI PIACCIONO O MENO (e che capirò solo utilizzandolo)
  • Lo schienale non è staccato ma a contatto diretto con la schiena; del sistema Airscape ne ho sentito parare un gran bene ma sarà vermamente traspirante come uno schienale tensionato?
  • Lo scompartimento esterno per la sacca idrica ti permette di contare su un litraggio di carico dello zaino reale a differenza del Finisterre dove la sacca ruba inevitabilmente spazio nel vano principale dello zaino. Inoltre puoi fare il refill senza dover necessariamente aprire lo zaino ed ha una capienza tale da ospitare comodamente una sacca da 3 litri (improponibile sul Ferrino). Ma l’acqua all’interno della camelbak potrebbe riscaldarsi più facilmente visto che é a contatto diretto con lo schienale. Inoltre più e carica la sacca e più va a “modificare” la forma dello schienale che potrebbe risultare quindi meno confortevole.
  • Le tasche in mesh elastico ai fianchi dello zaino sono sicuramente più comode e pratiche delle tasche con zip (peraltro reverse) del Finisterre ma non sono facilmente raggiungibili durante la marcia…ok, hanno pensato all’accesso laterale per raggiungere la borraccia ma ci sta solo una bottiglietta da mezzo litro…veramente utile o totalmente superfluo?
Mercoledì partirò con questo zaino...sono sicuro che dopo averlo portato sulle spalle per 130km avrò le risposte alla mie domande.. :si:
 
Dopo aver spedito il mio Finisterre 38 (che a me andava un filino piccolo) a casa di @guidoz per il suo Cammino di Santiago mi sono immerso nella ricerca del zaino ideale per le mie uscite e, dopo aver valutato per un po’ i pregi ed i difetti dell’Osprey Exos attratto principalmente dal suo peso e dai pareri unanimi sulla sua comodità ho bruscamente virato sull’Osprey Kestrel 38, tanto decantato su questo tread, privilegiando la sua versatilità all’essenzialità leggera dell’Exos.

Premesso che rimango convinto che per quella fascia di prezzo (<90€) il Finisterre é un best buy per versatilità, comodità e robustezza, devo dire che per qualità e dettagli questo Kestrel (che per idea progettuale ha diverse affinità con il Finisterre) vale davvero ogni centesimo dei 50 Euro di gap tra i due modelli.

Mi è arrivato oggi e l’ho subito caricato con tutto l’equipaggiamento che avevo da tempo preparato (e più volte caricato nel Finisterre) per fare la Via degli Dei e queste sono le mie prime sensazioni.

COSA MI PIACE DI PIÙ’ DEL KESTREL:
  • Lo schienale regolabile ti permette di calibrare al millimetro l’altezza dello zaino, dandoti una sensazione di avvolgimento irreale (complice anche lo schienale a contatto diretto) per uno zaino sostanzialmente cucito su misura.
  • Pesa quasi 300gr in meno.
  • La zip frontale per aprire totalmente lo zaino “senza aprirlo” è un colpo di genio assurdo che porta una feature delle valige da viaggio in uno zaino da trekking.
  • Le due generose tasche sulla fascia ventrale riescono a contenere un botto di roba!
  • Il cappuccio sommitale è spaziosissimo e dotato di due tasche (una interna ed una esterna) anziché una sola (ma meglio organizzata) come sul Finisterre.
  • Il sistema di fissaggio per i bastoncini da trekking stowe-on-the-go vince il premio Oscar per la categoria “realizzazione banale di un’idea geniale”.
  • Nonostante il litraggio identico quando vado a caricare lo zaino con tutto l’equipaggiamento che voglio portare sulla Via degli Dei, non chiedetemi il perché, nel Kestrel ho ancora un sacco di spazio a disposizione.
  • Le cerniere sono solidissime...molto più solide di quelle del Finisterre.
COSA MI PIACEVA DI PIÙ’ NEL FINISTERRE:
  • Il sistema di fissaggio dei bastoncini da trekking sul retro del Finisterre è ben progettato e molto pratico…sul Kestrel molto banalmente manca un codino elastico a tale scopo sulla daisy chain posteriore e le due asole in fondo allo zaino sono obiettivamente sovradimensionate per tale funzione.
  • Spallacci e cintura ventrale del Kestrel sono ottimi ma sul Finisterre la quantità di imbottitura è di molto superiore.
  • La tasca sommitale del Finisterre conteneva a sua volta una seconda tasca in mesh che mi permetteva di organizzare al meglio le mie cose; il Kestrel ha un’unica tasca enorme ed al suo interno tutto l’equipaggiamento vaga in maniera libera e disordinata.
COSE CHE NON HO ANCORA CAPITO SE MI PIACCIONO O MENO (e che capirò solo utilizzandolo)
  • Lo schienale non è staccato ma a contatto diretto con la schiena; del sistema Airscape ne ho sentito parare un gran bene ma sarà vermamente traspirante come uno schienale tensionato?
  • Lo scompartimento esterno per la sacca idrica ti permette di contare su un litraggio di carico dello zaino reale a differenza del Finisterre dove la sacca ruba inevitabilmente spazio nel vano principale dello zaino. Inoltre puoi fare il refill senza dover necessariamente aprire lo zaino ed ha una capienza tale da ospitare comodamente una sacca da 3 litri (improponibile sul Ferrino). Ma l’acqua all’interno della camelbak potrebbe riscaldarsi più facilmente visto che é a contatto diretto con lo schienale. Inoltre più e carica la sacca e più va a “modificare” la forma dello schienale che potrebbe risultare quindi meno confortevole.
  • Le tasche in mesh elastico ai fianchi dello zaino sono sicuramente più comode e pratiche delle tasche con zip (peraltro reverse) del Finisterre ma non sono facilmente raggiungibili durante la marcia…ok, hanno pensato all’accesso laterale per raggiungere la borraccia ma ci sta solo una bottiglietta da mezzo litro…veramente utile o totalmente superfluo?
Mercoledì partirò con questo zaino...sono sicuro che dopo averlo portato sulle spalle per 130km avrò le risposte alla mie domande.. :si:
Hai fatto bene, un ottimo acquisto anche io sono contento. Lo ho preso dopo un attento studio maniacale e confronto anche sul campo dei suoi concorrenti.
Avendo il kestrel 38 e il Finisterre 28 ( che è un po' diverso dal 38) posso dirti che considero giuste le tue osservazioni.
Io personalmente vado meglio con lo schienale non staccato sugli zaini ma è indubbio che con lo staccato sudi un po meno ma sudi.
Il Finisterre per quel che costa è ottimo. Sicuramente le cerniere del kestrel sono migliori. Le tasche laterali fortunatamente sono rinforzate alla base. La cintura ventrale del kestrel è meno imbottita ma per questi litraggio non è un fondamentale. Entrambi sono robusti di tessuto. La differenza di peso è realmente minima.
Una grossa differenza invece sul kestrel la fanno le tasche sulla cintura per me fondamentali nella loro ampiezza.
Il Finisterre ha dalla sua le cinghie aggiuntive per agganciare materiale. Il kestrel daisy Chain obbiettivamente un po' fragili. Il kestrel ha alla fine qualche accortezza in più e forse anche le cuciture fatte un po' meglio ma complessivamente i due zaino sono molto versatili e come spesso ho detto in questo forum molto simili in questo. Come anche ho scritto che secondo me lo Stratos è una via di mezzo tra L Exos e il kestrel.
L unica differenza fondamentale è lo schienale, le tasche sulla cintura e l alloggiamento della camel bag che io non uso.... Al kestrel do alla fine un voto maggiore per le tasche sulla cintura e per lo schienale che personalmente preferisco non staccato e cerniere migliori ma alla fine per opzioni e versatilità se la giocano. Poi ci sono dei dettagli che per alcuni di noi sono fondamentali e per altri meno. Anche la trovata del porta bastoncino laterale sembra una figata ma alla fine non è un fondamentale. Come anche l apertura anteriore delle tasche a rete dove vai bene a estrarre la borraccia senza togliere lo zaino ma quando si tratta di reinfilarle....non è così facile.
 
Io ho trovato un po' poco pratico l alloggiamento per la sacca idrica su questi osprey.
Poco pratico perché devi un po' incastrarla dietro lo schienale e così risulta molto più a contatto con la schiena rispetto ai classici alloggiamenti interni.
Per me il problema non si pone.
Io non la uso mai perché vado di borraccia in quanto con la sacca non so mai quanta acqua mi resta. Un buon motivo la borraccia per fermarsi ogni tanto a gustare il panorama.
Rischio OT: anche io preferisco bottiglia/borraccia (nel mio caso Nalgene) alla sacca perché la vedi, la rabbocchi, soprattutto LA PULISCI molto più facilmente. E poi perchè, attaccandoci un Source Convertube, lo usi come una sacca. Stessi pregi, meno difetti.
 
Rischio OT: anche io preferisco bottiglia/borraccia (nel mio caso Nalgene) alla sacca perché la vedi, la rabbocchi, soprattutto LA PULISCI molto più facilmente. E poi perchè, attaccandoci un Source Convertube, lo usi come una sacca. Stessi pregi, meno difetti.
Infatti con la sacca non sai mai quanta acqua ti rimane. Poi pulirla è un po' una struma...la sacca va alloggiata nell' apposito alloggiamento che se all'interno mangia spazio.
La borraccia è anche un motivo per fare una sosta e guardarsi attorno, fare una foto...
 
Ci ho pensato su un po’ e alla fine sono giunto alla conclusione che le caratteristiche del Finisterre che più mi piacevano, con un po’ di inventiva, possono essere quasi completamente replicate sul Kestrel perciò sta sera mi dedico alla “customizzazione” del mio nuovo zaino e vediamo cosa ne viene fuori. ;)

Nonostante il litraggio identico quando vado a caricare lo zaino con tutto l’equipaggiamento che voglio portare sulla Via degli Dei, non chiedetemi il perché, nel Kestrel ho ancora un sacco di spazio a disposizione.
Riguardo a questa mia affermazione, invece, qualcuno ha delle spiegazioni plausibili?
Può essere che il litraggio reale del Kestrel (versione M/L) sia superiore ai 38 dichiarati da Osprey?
Oppure la causa potrebbe risiedere nelle due tasche con cerniera sui fianchi + la tasca per la sacca idrica del Finisterre che lo penalizzano in termini di capacità di carico?
 
Riguardo a questa mia affermazione, invece, qualcuno ha delle spiegazioni plausibili?
Può essere che il litraggio reale del Kestrel (versione M/L) sia superiore ai 38 dichiarati da Osprey?
Oppure la causa potrebbe risiedere nelle due tasche con cerniera sui fianchi + la tasca per la sacca idrica del Finisterre che lo penalizzano in termini di capacità di carico?
Per quanto riguarda la misura, non credo... Anzi, che sappia io, è l'S/M ad avere un litraggio inferiore (36 anzichè i 38 l. della misura grande).
Probabilmente, il fatto di avere la sacca per l'acqua posizionata diversamente consente uno sfruttamento migliore dello spazio.
 
Ogni produttore "calcola" il litraggio in modo differente... L'unico che dichiara come lo misura, che io sappia, è Decathlon.
Il litraggio è diventato uno strumento di marketing, non credeteci...
 
Alcuni non contano i litri delle tasche.
Come dice Andrea la materia è densa di punti oscuri.
Prendete ad esempio un millet ubic40 e un kestrel 38. La differenza è abissale. Cosa che tra kestrel e finisterre non è poi così evidente ma si nota.
In genere gli zaini da alpinismo hanno un litraggio inferiore al corrispondente litraggio di quelli da trekking.
Ho il Deuter guide 35+8 che è evidentemente meno capiente del kestrel 38.
E così via
 
COSA MI PIACEVA DI PIÙ’ NEL FINISTERRE:
  • Il sistema di fissaggio dei bastoncini da trekking sul retro del Finisterre è ben progettato e molto pratico…sul Kestrel molto banalmente manca un codino elastico a tale scopo sulla daisy chain posteriore e le due asole in fondo allo zaino sono obiettivamente sovradimensionate per tale funzione.
Bene, ho frugato un po’ in casa ed ho recuperato tutto il necessario per customizzare il mio Kestrel con una feature del Finisterre

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Tempo necessario: 10 minuti
Costo dell’operazione: un euro e mezzo?! ;)
 
Bene, ho frugato un po’ in casa ed ho recuperato tutto il necessario per customizzare il mio Kestrel con una feature del Finisterre

Vedi l'allegato 223125
Vedi l'allegato 223126 Vedi l'allegato 223127
Vedi l'allegato 223128

Tempo necessario: 10 minuti
Costo dell’operazione: un euro e mezzo?! ;)
Se compri al Decathlon delle cinghie porta materiale le puoi fare passare nelle daisy Chain che però non sono robustissime. Così puoi fissare sul davanti materiale tipo ciaspole. Ma non sul fondo come il Ferrino
 
Aggiorno questo tread dopo aver portato questo zaino sulle spalle per 140km in 4 giorni:

Lo schienale regolabile ti permette di calibrare al millimetro l’altezza dello zaino, dandoti una sensazione di avvolgimento irreale (complice anche lo schienale a contatto diretto) per uno zaino sostanzialmente cucito su misura.
Non posso che confermare quanto detto in precedenza: lo zaino è progettato in maniera da ottenere la miglior vestibilità possibile in relazione al proprio fisico.

Pesa quasi 300gr in meno del Finisterre
Onestamente, quando si iniziano a superare i 10Kg di carico, avere uno zaino più o meno pesante é abbastanza irrilevante (ma a tal proposito, visto che ormai sono sulla giostra degli upgrade, ho delle appetitose novità in arrivo:roll:)

La zip frontale per aprire totalmente lo zaino “senza aprirlo” è un colpo di genio assurdo che porta una feature delle valige da viaggio in uno zaino da trekking.
Su questo punto mi sento di dire che é una feature più da effetto “wow” che una reale comodità. Alla fine, caricando lo zaino con senso logico, a me è servita solo a fine giornata per estrarre più agevolmente la tenda dal fondo dello zaino (per abitudine nello scomparto inferiore tengo il guscio impermeabile).

Le due generose tasche sulla fascia ventrale riescono a contenere un botto di roba!
Qui il vantaggio è evidentissimo. Io a dx riuscivo a portare due barrette, 1 gel isogonico e una crema solare piccola mentre a sx tenevo lo smartphone, gli occhiali da sole e la cartina (ed in entrambe avanzava posto per portare potenzialmente qualche altro oggetto, a discapito della comodità e rapidità di estrazione ovviamente)

Il cappuccio sommitale è spaziosissimo e dotato di due tasche (una interna ed una esterna) anziché una sola (ma meglio organizzata) come sul Finisterre.
Vedi sopra. Spazio generosissimo e se organizzato per contenitori (es.zipolck) riesci a trovare in tempi rapidi tutto ciò di cui hai bisogno.

Il sistema di fissaggio per i bastoncini da trekking stowe-on-the-go vince il premio Oscar per la categoria “realizzazione banale di un’idea geniale”.
Feature utilissima, specie quando cambia tipo di terreno. Ho trovato estremamente comoda la possibilità di riporre i bastoncini (anche senza ripiegarli) per brevi tratti e poterli riprendere di li a poco senza interrompere la marcia. Ripeto: idea geniale.

Nonostante il litraggio identico quando vado a caricare lo zaino con tutto l’equipaggiamento che voglio portare sulla Via degli Dei, non chiedetemi il perché, nel Kestrel ho ancora un sacco di spazio a disposizione.
Non posso che confermare che ho viaggiato per tutto il cammino con lo zaino parzialmente scarico, tanto da farmi riflettere sulla reale necessità, per quanto mi riguarda, di avere uno zaino di litraggio simile (e qui mi ricollego alle appetitose novità di cui sopra...)

Le cerniere sono solidissime...molto più solide di quelle del Finisterre.
Nulla da aggiungere. La qualità costruttiva superiore è piuttosto evidente.

Il sistema di fissaggio dei bastoncini da trekking sul retro del Finisterre è ben progettato e molto pratico…sul Kestrel molto banalmente manca un codino elastico a tale scopo sulla daisy chain posteriore e le due asole in fondo allo zaino sono obiettivamente sovradimensionate per tale funzione.
Qui ho parzialmente risolto con la “customizzazione“ (vedi sopra) anche se ad onor del vero non é ovviamente solida ed affidabile come la soluzione fatta in fabbrica da Ferrino. Nel complesso comunque é un di più piuttosto comodo specie nei lunghi tratti asfaltati dove sai già che non avrai più bisogno di utilizzare i bastoni e quindi un alloggiamento posteriore degli stessi é più comodo del sistema “stowe on the go”.

Spallacci e cintura ventrale del Kestrel sono ottimi ma sul Finisterre la quantità di imbottitura è di molto superiore.
Differenza che, alla fine, giudicherei impercettibile su un chilometraggio cosi elevato e con un baseweight tutto sommato considerevole.

La tasca sommitale del Finisterre conteneva a sua volta una seconda tasca in mesh che mi permetteva di organizzare al meglio le mie cose; il Kestrel ha un’unica tasca enorme ed al suo interno tutto l’equipaggiamento vaga in maniera libera e disordinata.
E’ vero, ma se si divide l’equipaggiamento per macroaree in ziplock (es. elettronica/FAK/igiene) è un problema trascurabile.

Lo schienale non è staccato ma a contatto diretto con la schiena; del sistema Airscape ne ho sentito parare un gran bene ma sarà vermamente traspirante come uno schienale tensionato?
Su questo aspetto non ho avvertito alcuna differenza sul livello di sudorazione quindi direi che il sistema Airscape fa egregiamente la sua funzione...piuttosto la vera domanda ora diventa la seguente: se indosso un abbigliamento tecnico molto traspirante la differenza la fa davvero lo schienale dello zaino o a questo punto il problema della sudorazione sarebbe marginale anche utilizzando un frameless? (E qui ritorniamo alle succulente novità...)

Lo scompartimento esterno per la sacca idrica ti permette di contare su un litraggio di carico dello zaino reale a differenza del Finisterre dove la sacca ruba inevitabilmente spazio nel vano principale dello zaino. Inoltre puoi fare il refill senza dover necessariamente aprire lo zaino ed ha una capienza tale da ospitare comodamente una sacca da 3 litri (improponibile sul Ferrino). Ma l’acqua all’interno della camelbak potrebbe riscaldarsi più facilmente visto che é a contatto diretto con lo schienale. Inoltre più e carica la sacca e più va a “modificare” la forma dello schienale che potrebbe risultare quindi meno confortevole.
Su questo aspetto lo zaino si comporta egregiamente. La comodità di non dover aprire lo zaino per ricaricare la sacca é davvero impagabile (lo possono confermare i miei compagni che viaggiavano con i Finisterre e che puntualmente dovevano svuotare lo zaino per fare acqua). Inoltre il pad in schiuma del sistema Airscape è isolante e non trasmette calore al camelbak lasciando l’acqua gradevolmente fresca nonostante il contatto diretto con la schiena. La sua rigidità, poi, fa in modo che non si deformi particolarmente lo schienale nemmeno quando si inserisce una sacca idrica da 2 litri a pieno carico perciò non posso far altro che confermare la eccellente idea progettuale di Osprey.
Discorso a parte sul concetto di sacca idrica: sarà che la mia era una “cinesata” da 10 euro ma al mio rientro ho dovuto buttarla via perché iniziavano a moltiplicarsi talmente tante muffe che il gorgonzola in confronto impallidiva :biggrin:. Continuo ad apprezzare la versatilità e la comodità dei camelbak ma non so se virare, a questo punto, su una soluzione ibrida come il convertube di Source (che non conoscevo) che é sicuramente meno problematico da lavare/pulire, più immediato da ricaricare/verificare il quantitativo di acqua residua e compatibile con il nuovo zaino in arrivo che non è dotato di tasca dedicata alla sacca idrica.

Le tasche in mesh elastico ai fianchi dello zaino sono sicuramente più comode e pratiche delle tasche con zip (peraltro reverse) del Finisterre ma non sono facilmente raggiungibili durante la marcia…ok, hanno pensato all’accesso laterale per raggiungere la borraccia ma ci sta solo una bottiglietta da mezzo litro…veramente utile o totalmente superfluo?
Altro effetto “wow” di questo zaino poco utile nell’utilizzo di tutti i giorni. Ho trovato le tasche in mesh comode solo per servirmi di un bicchiere di plastica rigida per bere alle fontanelle che riuscivo ad estrarre e a riporre in autonomia e senza levare lo zaino; se devi caricare la bottiglia o ti fai aiutare da qualcuno o devi togliere lo zaino...l’accesso laterale è pressoché inutile.
 
Ultima modifica:
Interessantissime considerazioni post-viaggio.
Ma ora ci devi dire che zaino UL hai ordinato! ;)
Mi fai andare OT :biggrin:

Ho preso il Gossamer Gear Kumo 36

Seguirà recensione (visto che manca su questo forum), ma prima di decidere che uno frameless non fa al caso mio ho deciso di provarne uno (per quanto sia uno zaino ibrido, con un minimo di supporto sullo schienale e tante taschine qua e la nonostante la vocazione UL) sfruttando eventualmente le possibilità di reso merce.

Quel chilogrammo di differenza con il Kestrel mi faceva troppa gola...:sbav:
 
Ultima modifica:
Finalmente è arrivato anche a me il kestrel ma in taglia 48 !

Mi sono messo subito a pimparlo prendendo spunto da @JohnnyWalker che ringrazio per le idee !

L'elastico per i bastoncini l'ho fatto passare ad anello attorno l'asola scegliendo di fare il bocca di lupo a posteriori attorno al trekking pole perché ho paura che si sfili e cada maneggiandolo.

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Visto che mi avanzavano elastici da scarpe ho fatto passare un cordino anche tra le asole del top.. non so se lo userò mai ma visto che c'è questa possibilità e il materiale non manca.. perché no..

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Non capisco perché abbiano messo una cinghia di compressione solamente nella parte alta dello zaino e non anche nella parte bassa.. misteri.. in ogni caso ho risolto facendo passare due fettuccie con fibia finale dentro l'ultimo anello della daisy chain destra e sinistra.

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La fettuccia nera che contrasta con il rosso dello zaino è un po'un pugno sull'occhio, se la trovo rossa la sostituisco ben volentieri, e visto che ci sono cerco fettuccia e fibia da 20mm perché da 25mm è troppo grande e stona con il resto.
 
Finalmente è arrivato anche a me il kestrel ma in taglia 48 !

Mi sono messo subito a pimparlo prendendo spunto da @JohnnyWalker che ringrazio per le idee !

L'elastico per i bastoncini l'ho fatto passare ad anello attorno l'asola scegliendo di fare il bocca di lupo a posteriori attorno al trekking pole perché ho paura che si sfili e cada maneggiandolo.

Vedi l'allegato 223855

Visto che mi avanzavano elastici da scarpe ho fatto passare un cordino anche tra le asole del top.. non so se lo userò mai ma visto che c'è questa possibilità e il materiale non manca.. perché no..

Vedi l'allegato 223856

Non capisco perché abbiano messo una cinghia di compressione solamente nella parte alta dello zaino e non anche nella parte bassa.. misteri.. in ogni caso ho risolto facendo passare due fettuccie con fibia finale dentro l'ultimo anello della daisy chain destra e sinistra.

Vedi l'allegato 223857
Vedi l'allegato 223858
Vedi l'allegato 223859

La fettuccia nera che contrasta con il rosso dello zaino è un po'un pugno sull'occhio, se la trovo rossa la sostituisco ben volentieri, e visto che ci sono cerco fettuccia e fibia da 20mm perché da 25mm è troppo grande e stona con il resto.
Un like solo perché anche tu non ti accontenti di ciò che fa Osprey (o un qualsiasi altro marchio) ma ti rimbocchi le maniche per rendere lo zaino “tuo”.. ;)
 

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