Recensione Pasi Hurttila maasepän puukko

#1
Pasi Hurttila maasepän puukko (115 €)

Pasi Hurttila
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è una guida escursionistica e fabbro a tempo perso che vive e lavora a Ivalo,
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nel nord della Lapponia Finlandese, 260 km sopra il Circolo Polare. Allievo di Martti Malinen, dal 2007 al 2015 è stato un fabbro a tempo pieno; ora ha ripreso a fare soprattutto la guida, tenendo la forgiatura per i momenti di ispirazione.


lama
lunghezza - 87 mm
altezza - 21 mm
spessore - 3 mm al dorso; 4,4 mm all’attaccatura dei biselli
acciaio - ThyssenKrupp 80CrV2
biselli - piani
tagliente - 20,5°, minimo microbisello
dureza - ~ 62 HRC

manico
lunghezza - 110 mm
altezza - 30 mm max.
spessore - 22 mm max.

peso
coltello - 85 g
con fodero - 130 g


La lama è stata forgiata a martello da una barra di 80CrV2. Ha sezione rombica, leggermente rastremata in altezza e spessore. Tutto il trattamento termico è stato effettuato usando una forgia a carbone. Dopo ricottura e normalizzazione la lama è immersa fra i carboni, temprata in olio e rivenuta due volte sui carboni. Durante la tempra il dorso e il codolo sono stati lasciati fuori dall’olio, per rimanere più morbidi. I biselli sono portati a 20,5° con appena un accenno di microbisello.

Il manico è in betulla careliana. Il codolo è incollato con epossidica e, ai lati della lama, sono presenti due piccoli cunei, usati tradizionalmente per fissare il tutto il più strettamente possibile. È carteggiato con grana media, leggermente rastremato in altezza e spessore in entrambi i sensi ed ha una sezione a goccia molto morbida. Le sue proporzioni un po’ abbondanti riempiono ottimamente la mano.

Il fodero, in cuoio spesso 2,5 mm, è cucito a mano, Al suo interno ha un salvafilo in betulla intagliato con coltello e sgorbia, quindi carteggiato. Il passante è una semplice striscia di cuoio annodata. La ritenzione è ottima, pur non necessitando molta forza per rilasciare il coltello.

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In uso

Com’è solito per lo stile di Hurttila, il coltello è leggermente sovradimensionato rispetto alla media, soprattutto in altezza, dandogli così delle proporzioni, a vista, abbondanti. Tuttavia la combinazione fra le dimensioni generose del manico con lo spessore non particolarmente abbondante della lama fa sembrare il coltello più leggero di quanto in effetti sia.
È bilanciato perfettamente neutro.

Prima di iniziare l’ho stroppato con pasta verde (#6000).
Iniziamo, come sempre, con un paio di spikkentroll di platano stagionato sei mesi.
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Il puukko ha mostrato la miglior combinazione di mordente, agilità e pulizia dei tagli. Nulla da segnalare durante l’intaglio del primo spikkentroll. Ho percepito un po’ di resistenza solo mentre intagliavo in senso opposto alle fibre per realizzare l’incavo nel secondo cappello. Come negli altri casi, durante la sgrossatura ho piallato due nodi.
A fine lavoro il filo era intonso con solo un leggero calo di mordente a rasoio nella parte più vicina al manico. Ho dato quattro passate per lato su pasta verde.
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Continuiamo con il mago in pioppo stagionato tre mesi.
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C’è stata una leggera resistenza durante la creazione del primo “spartiacque”, quando ho tagliato la parte destra del ramo, andando in senso opposto alle fibre. Durante tutto il resto del lavoro non ci sono stati problemi, il puukko ha confermato la rapidità di lavoro e la pulizia e precisione dei tagli. Un paio di volte, al momento di fare piccole rifiniture sullo spigolo centrale, usando il pollice come fulcro e tirando il coltello verso di me, ho sentito il manico un pelo largo, ma la sensazione è sparita cambiando leggermente la presa. La punta, l’unica rastremata fino ad ora, è stata la più efficace e precisa sia per realizzare il profilo laterale del naso, sia il labbro.
Avendo provato questo puukko immediatamente dopo quello di Tikkanen, che ha un manico decisamente più piccolo e filo più ottuso, ho dovuto ricalibrarmi per adattarmi al manico generoso e al filo più acuto, soprattutto per quanto concerne la pressione esercitata al momento dei tagli.
A fine lavoro il filo è intonso e il mordente a rasoio è immutato.
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Chiudiamo con la spatola in abete bianco.
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Il minore spessore ha esasperato, come mi aspettavo, le capacità del puukko di fluire tra le fibre. Come con il puukko di Tikkanen, l’unica resistenza c’è stata al momento di sgrossare la parte frontale della spatola, tagliando in direzione tangenziale alle fibre. Nulla da segnalare fino al momento di affrontare il nodo. Come già fatto con il Tikkanen, ho piallato il nodo dai lati e da sopra. da entrambi gli estremi della spatola. La maggior massa della lama del Tikkanen mi aveva permesso più potenza e una più rapida rimozione del nodo; in questo caso ho impiegato più tempo sia per il metodo più lungo necessario, sia per un avanzo di resina fra le fibre, la cui collosità mi ha costretto a piallare completamente il nodo un po' alla volta. Sistemato il nodo non ho percepito calo nel mordente e i tagli hanno continuato ad avere superficie lucida. Nulla da segnalare durante la realizzazione della giunzione fra spatola e manico, pulita, e durante le finiture. Una volta assottigliata la parte anteriore della spatola anche tagliare in direzione tangenziale rispetto alle fibre non è stato un problema. Per tutto il tempo il manico è sempre stato perfettamente comodo e agilissimo. La lama ha sempre mantenuto un ottimo mordente, alternando bene agilità e potenza. La curvatura non troppo marcata del tagliente è stata particolarmente efficace a lavorare la superficie concava, portante alla giunzione fra spatola e manico, tirando il puukko verso di me. In linea generale ha lasciato le superfici di taglio più pulite.
A fine lavoro il filo è intonso e rade senza pressione.
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Conclusioni

Doveroso elogio alla combinazione di geometrie e trattamento termico, non era scontato che il filo reggesse così bene, dati gli angoli e la durezza. Non avevo particolari dubbi sulla tenuta del filo, ma piuttosto sulla resilienza: anche se non ho mai avuto problemi a intagliare legno stagionato con un altro puukko sempre in 80CrV2 temprato a 62 HRC e con un filo a 19°, piallare un nodo è sempre un’incognita. L'essere leggermente sovradimensionato non impedisce al puukko di essere agile e leggero. Data la mia preferenza per i manici leggermente abbondanti, mi è risultato particolarmente facile e rilassante da usare e, combinando la comodità con le ottime prestazioni della lama, fra i quattro analizzati fino ad ora, è quello che preferisco.
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Ultima modifica:
#8
Per ora questo e quello di Tikkanen sono quelli che preferisco. Va detto anche però che di Pasi io, dal 2010, avrò comprato una ventina di coltelli. Mi sono particolarmente affini.

Appena saranno disponibili nuovamente recensirò un puukko della YP-Taonta, che potrebbe essere un'ottima opzione per chi cerca una lama forgiata, rombica, a un prezzo abbastanza basso e senza attendere i tempi di un artigiano che realizza completamente a mano tutto.
Della YP ho già un paio di coltelli, ma non delle dimensioni appropriate per essere coerenti con quelli recensiti finora, ma più o meno so già cosa aspettarmi.

Con l'anno nuovo mi arriverà anche quello di Jari Liukko, che, probabilmente, sarà in linea di con questo di Pasi.
 

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