Pellicina della corteccia di betulla

Comunque l'esca naturale con la quale mi diverto di più è questa, si accende subitissimo e associata a resina e/o trucioli è perfetta. Purtroppo teme l'umidità.
Vedi l'allegato 194567
si, la tifa è un fenomeno, come anche l'interno dei fiori dei cardi e simili. Va beh...il fiore del carciofo è come un batuffolo di cotone, però ammetto che i carciofi li ho trovati solo nell'orto...
 
se parliamo di batuffoli fa il suo dovere come esca, però piuttosto effimera, l'infiorescenza della vitalba andata a seme, fa dei batuffoli delicati che prendono bene ma durano appunto molto poco
 
Il fungo non sono mai riuscito ad utilizzarlo come esca....la corteccia di betulla invece, con il metodo sopra citato è infallibile.
 
Ottima la betulla come detto da altri, è la mia preferita. ogni anno ne prendo un po per l'inverno. quest'anno sulle betulle c'erano anche dei funghi bianchi ne ho staccato uno ma mi pareva troppo umido per essere utilizzatocome esca. presto d ovrei andare alla casetta in campgna e posto la foto di uno così mi dite se va bene e come provare ad usarlo
 
Io solitamente utilizzo tutta questa parte:

- quella più esterna la gratto per creare la "polverina"
- ovviamente se c'é stacco le "pellicina"
- mentre tutto il resto lo preparo a striscioline

Così posso procedere passo-passo, polverina + pellicina per l'innesco facile e veloce
Striscioline per mantenere la fiammella fin quanto basta, perché poi chiaramente ci si mette sopra altro combustibile, che sia pezzi interi di corteccia, legnetti, ecc....
Vedi l'allegato 194586
Ricordo ancora quanta incetta ho fatto quella volta nel bosco quando ho trovato quella betulla a terra....l'ho scortecciata tutta!!:rofl::rofl:
 
se parliamo di batuffoli fa il suo dovere come esca, però piuttosto effimera, l'infiorescenza della vitalba andata a seme, fa dei batuffoli delicati che prendono bene ma durano appunto molto poco
esatto, è per una legge della chimica : più il combustibile è esposto all'aria e quindi all'ossigeno ( in termini di superfici / molecole vicine ) e più la combustione è facile da avviare e quindi rapida da sviluppare. Per esempio la farina deposta in un mucchio se ne sta tranquilla anche a due passi da un falò ma se " soffiata " su una candel accesa fa una vampata come quelle di mangiafuoco. E' una cosa che volevo provare da tempo e uno di questi giorni lo faccio. ;) Per queste esche super rapide l'ideale è sempre un mix con qualche "rallentatore " della propagazione della fiamma. Altro esempio ben noto : la canapa che usano gli idraulici , impregnata con un goccio di olio , rallenta la combustione ma si accende ancora abbastanza facilmente. Bella la chimica....
 
Va beh...ho semplificato molto... Non è che bastano le superfici combustibile/comburente a contatto per scatenare la fiamma , se no potremmo dar fuoco alla sabbia :poke: : ci sono anche le caratteristiche tipiche di ogni sostanza...comunque in linea di massima se un combustibile fa un po' fatica a prendere fuoco , è vero che la sua suddivisione in particelle fini aumenta l'infiammabilità. Ecco tutto.

Avete appena letto le uniche 2 righe utili dei miei messaggi ...
 
Oppure basta prestare attenzione ai "periodi" giusti, in cui la Betulla fà tipo una muta e la "pellicina", quella più comoda e facile da accendere si stacca praticamente da sola. Senza arrecare alcun danno all'albero ;)

Non sembre é veloce da fare, perché spesso si rompe talmente é fina... però... in natura si và perché si ha fretta??
Noooo, ahah
 
Autore Discussioni simili Forum Risposte Data
yari92 Fuoco 192

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