Pellicola Bianco e nero

Ciao a tutti,
Vorrei buttarmi un po nel mondo del Bianco e Nero, dopo aver scattato qualche rullino di Velvia 50.
Vorrei un consiglio su di una pellicola che:
sia facile da reperire, e non costi un capitale;
sia facile da sviluppare dai laboratori magari con chimiche da colori;
dia risultati accattivanti (alto contrasto)
non riesco a capire su cosa puntare.
Fotocamera Canon A1+FD 50f1.8

Grazie per i consigli,

Delco
 
Io uso con molta soddisfazione, quando mi stanco del digitale la pellicola ILFORD HP5 PLUS 400 sulla mia amata RICOH 500 G.
E' l'unica che trovo disponibile al negozio, altrimenti potresti fare l'ordine delle Fuji.

Ciao
 
Confermo l'hp5, io la ho usata per anni ed è davvero troppo bella!
Se però vuoi essere un po' più comodo sullo sviluppo esiste anche la xp2 sempre dell'ilford che si sviluppa negli stessi bagni del colore.
Io personalmente però andrei sulla HP5 (pur essendo la XP2 comunque molto bella) e farei anche la prova di "tirarla" a 1600iso (ovvero sottoesporre di due stop e poi fare sovrasviluppare al laboratorio), ha davvero una resa molto bella anche da "tirata".

Ciao
Andrea
 
Be se vuoi l'alto contrasto, però, allora bassi iso, e allora panF tutta la vita.

(Sono andato a controllare se mi ricordavo bene che il contrasto della pellicola era inversamente collegato agi iso, e in effetti ricordavo bene)

P.S.
Be andando sempre a memoria, non è che la velvia sia una dia economica...
 
P.S.
Be andando sempre a memoria, non è che la velvia sia una dia economica...[/QUOTE]

Grazie a tutti dei consigli
P.S.
la Velvia penso sia la dia commerciale meno economica, mi pare gli ultimi rullini stessero sui 13-14€!
 
Io preferisco le t-grain,
quindi spezzo una lancia a favore delle pellicole "moderne"...
Kodak Tmax e fuji acros.
Ma sopratutto consiglio di lasciar perdere i laboratori,
e sviluppare da te, anche se inesperto farai meno fesserie di loro.
qui:
Flickr: Fotografia analogica - Italia
puoi trovare tanti consigli in merito.
 
Io preferisco le t-grain,
quindi spezzo una lancia a favore delle pellicole "moderne"...
Kodak Tmax e fuji acros.
Ma sopratutto consiglio di lasciar perdere i laboratori,
e sviluppare da te, anche se inesperto farai meno fesserie di loro.
qui:
Flickr: Fotografia analogica - Italia
puoi trovare tanti consigli in merito.
Dai non dire cosi :) non è sempre vero che i laboratori fanno le schifezze, se hai la fortuna di trovare laboratori o negozi di foto che lo fanno da anni, riescono a farti uno sviluppo più che decente.
Mettere su un laboratorio a casa non è una delle cose più semplici.
 
Oddio... non è neanche così difficile!
Stampare da soli è abbastanza semplice e sull'usato si trova tutto il necessario spendendo quasi niente.
A mio parere non ha senso usare la pellicola (con tutti gli "svantaggi" operativi che comporta) senza curare anche la fase di stampa.
Prova e vedrai che non te ne pentirai, è più facile di quello che sembra ed è di grande soddisfazione.

Ciao
Andrea
 
Oddio... non è neanche così difficile!
Stampare da soli è abbastanza semplice e sull'usato si trova tutto il necessario spendendo quasi niente.
A mio parere non ha senso usare la pellicola (con tutti gli "svantaggi" operativi che comporta) senza curare anche la fase di stampa.
Prova e vedrai che non te ne pentirai, è più facile di quello che sembra ed è di grande soddisfazione.

Ciao
Andrea
no no, non sto dicendo che è molto difficile, ma se si è un amatore con poche pretese, finisci un rullino in 15 giorni, penso, che il gioco non vale la candela a farti un mini laboratorio fai da te.
Io uso in sintonia ambe 2 le macchine, ma quando uso l'analogica scatto si e no 3 foto in una giornata.
 
Fidati che stampare è facile quanto fotografare, ovvero farlo a livello onesto è facile, farlo a livello alto è ovviamente difficile.
Con pochissimi soldi compri una camera oscura amatoriale (io, tanto per dire, quella che usavo la ho regalata...), con una cifra ragionevole (poche centinaia di euro, tipo 200\300) ne compri una professionale che una volta si potevano permettere solo i laboratori.
A parte la soddisfazione di fare da solo e vedere l'immagine "crearsi" magicamente nella bacinella otterresti risultati di qualità superiore e soprattutto secondo il tuo desiderio grazie alla possibilità di scegliere la carta, l'esposizione ed in definitiva interpretare tu il negativo.
Alla fine è la stessa differenza che passa tra usare in ripresa solo la lettura esposimetrica della macchina e contrasto standard e decidere invece contrasto ed esposizione in autonomia.
Le macchine di stampa che usano i laboratori ragionano con la stessa identica logica di un esposimetro e sono impostate sul grigio medio, quindi davanti ad un negativo normale non hanno problemi ma con tutto quello che esula dallo standard sbagliano o in sovraesposizione o in sottoesposizione.
Per capirci se tu stai fotografando un mucchio di carbone (nero!) l'esposimetro della macchina (che legge il grigio medio) lo riprodurrà grigio medio e non nero a meno che tu non imposti una sottoesposizione... se sottoesponi avrai un negativo corretto (con il carbone nero e non grigio) ma se stampi con una macchina automatica avrai di nuovo lo stesso problema (ovvero anche la stampatrice vorrà riportare il nero al grigio) a meno di non correggere (sovraesponendola in questo caso) la stampa.
Lo stesso problema (ma opposto) lo avrai fotografando un paesaggio innevato.
Tanto per fare un altro esempio, se fai un low key, oppure uno scatto con la maggior parte dello sfondo nero e solo il soggetto in grigio medio (classico scatto di teatro o di concerto con luci che illuminano il soggetto e non lo sfondo) il laboratorio al 99% ti farà una stampa grigiastra perchè proverà a mediare i toni e considererà il negativo troppo scuro (meglio sarebbe dire trasparente) e quindi sottoesposto, a meno di non mandare in un laboratorio professionale dove stampano a mano o comunque controllano in stampa scatto per scatto.
Questo ci porta poi all'ovvia conseguenza economica che se stampare in casa fa risparmiare anche rispetto al laboratorio standard, rispetto ad un laboratorio pro fa risparmiare MOLTO.
Il bello della pellicola bn è la stampa a mio parere, prova e vedrai!

Ciao
Andrea
 
Ho anch'io un'unica brutta esperienza con i laboratori.
Un rullino TMax400 di foto piatte senza contrasto e grigiume invadente. :(
Sicuramente mi ci metto anch'io e la condizione ambientale ma con zone d'ombra e di luce come un bosco un po' di contrasto in più me l'aspettavo.
Anche perché avevo scattato un rullino bistrattato come il Kodak Colorplus200 e il laboratorio mi aveva tirato fuori queste stampe.
Lento fluire | Flickr - Photo Sharing!

Invece con il B&N è stato un disastro.
 
Stampare in b/n in camera oscura è l'altra metà del processo creativo. Prendere il B/n per darlo a un laboratorio, è pratico, ma è un'eresia, è come scattare raw e poi caricarli in automatico sui chioschi digitali.

Stampare è un atto d'amore. E' meraviglia. E' esperienza, e come direbbe virginia woolf, è: una stanza tutta per se!
 
Aggiungo che rispetto a scattare in raw e dare al chiosco hai anche spese e scomodità che in digitale non avresti.... il bn ha senso se lo sviluppi e lo stampi in proprio, altrimenti meglio il digitale, oramai una 5d usata la prendi con 600 euro ed ha una resa superiore ad una pellicola.
Anzi, a mio parere adesso se si usa la pellicola conviene un medioformato, di modo da avere anche, oltre al fascino, una qualità superiore al digitale.
Ciao
Andrea
 
Stampare in b/n in camera oscura è l'altra metà del processo creativo. Prendere il B/n per darlo a un laboratorio, è pratico, ma è un'eresia, è come scattare raw e poi caricarli in automatico sui chioschi digitali.
Esatto, motivo per cui non ho proseguito. Sono troppo maniacale nel controllo dello scatto, mi piace decidere tutto dal pre-scatto alla post produzione. Con lo sviluppo e stampa mancavo di esperienza e di soldi per acquistare un set: tank, ingranditore ecc... soldi che avrei investito in obiettivi per la digitale. :(
Così se proprio voglio sfogare la voglia del cricriclack del caricamento della kiev ci monto un rullo a colori standard e mi diverto come un bambino a scattare.

Anzi, a mio parere adesso se si usa la pellicola conviene un medioformato
Altro pensiero che mi orbita in testa ed unico analogico che abbia oggi un senso nell'ottica qualità/prezzo. In questo caso io pensavo sempre nell'ottica digitale ovvero scattare in medio formato e poi scansionare il negativo e procedere con una post produzione digitale ma con colori, profondità e qualità MF. Però poi, discorso costi a parte per uno scanner decente, alla fine ti ritrovi in un limbo in cui:
- non puoi vedere subito l'istogramma e la definizione della foto scattata come nel digitale
- non avrai mai il sentimento e la qualità di una stampa fatta da ingranditore o di una proiezione diretta dell'invertibile.

Quindi agli ibridi analogico/digitale finora ho sempre frenato.

Effettivamente l'analogico è passione per tutto il processo che è dietro. E' come essere mezzi fotografi e mezzi chimici, ottieni il massimo solo segui la via a pieno. Questo è quello che ho concluso finora e che mi ha fatto rimanere al digitale puro.

Nonostante questo amo comunque la resa pittoresca di una pellicola a colori impressionata con lenti vintage che danno colori caldi e foto morbide. Quindi talvolta carico le kiev19 e mi vado a divertire.
 
Se un computer a casa ce l'hai, e non sei un disinformatico totale il digitale ha tagliato radicalmente i costi di questo splendido hobby.
Poche ca@#ate, la fotografia è sempre stato un hobby costoso.
W il digitale ftw, l'unico limite è che prima compravi una macchina dei vetri ed eri a posto tutta la vita (in teoria). Oggi la macchina/sensore invecchia, e ciò che era buono 5 anni fa, è nel migliore dei casi abbastanza buono oggi.

Andando lievemente off topic, io con un tetto di 150€ ho deciso di prendere una compatta da usare in montagna la posto della reflex con il 10-20, a quel prezzo oggi prendevo solo robetta (Buona, con begli zoom, e prestazioni nel complesso soddisfacenti). Così ho preso una compatta del 2008, oggi non più così buona (con risultati nel complesso mediocri, ma eccellenti in ambiti circoscritti, caso vuole che siano quelli che mi interessano).
5 anni fa quella macchina non era nel complesso mediocre, era spaziale.

Oggi si può spendere assai meno prendendo un analogica e dei vetri buoni (ma nn di pregio, quelli costano cmq sempre), semplicemente io mi chiedo: perché?
 
ti chiedi il perchè un0ottica analogica di pregio costa ancora molto?
Bè, esiste per fortuna ancora un discreto mercato e la roba buona quella che al tempo costava milioni di lirette, oggi è ancora buona da usare sulle digitali....con grandi risultati.
Quando metto il vecchio Zuiko 50:1,4 sulla E3, tutto l'armamentario scompare, la reflex acquista una "manipolazione" perduta e le foto che fa, hanno ancora il sapore dell'analogico, le sfumature, lo sfuocato....ovvio che perdi tutti gli automatismi ma, stiamo parlando di analogiche quindi, lavorare a mano è il plus.
Un obiettivo come questo di fascia media, lo compri con qualche decina di euro o anche un centianio....per avere lo stesso risultato con ottiche digitali, devi spendere molto di più.
Se invece prendi una ottica Zeiss o Leica, il divario si accorcia e così, trovi una vecchia ottica (eccezionale) analogica che costa quasi quanto un digitale e i risultati spesso....sono superiori al vecchio esemplare.

Per tutto il resto del discorso concordo con la stampa in casa.
I laboratori non hanno più le "macchine calde" che sfornavano decine o centinaia di stampe al giorno con ottima qualità, oggi, non hanno più neanche il personale con la giusta esperienza.
Me lo sono dimostrato da solo stampando b/n in lab e il risultato è una schifezza.
Ovvio che ci devi mettere impegno a fare da solo ma, il gusto è tutto lì.

Quando mi diletto con la analogica, mi faccio stampare solamente i negativi....in questo modo non risolvo il problema di qualità di stampa ma, quello economico.
Dopo di che mi scansiono il negativo e ci lavoro un pò su col pc.
Qualche cosa di buono ne viene fuori.
 

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