Ritengo che sia un fenomeno molto diffuso: partire dalla città, fare 1-2 ore di viaggio in auto, passare una giornata di escursionismo per lo più in ambiente montano, rientrare con altrettante (spesso anche di più) ore di viaggio a casa. Non è raro arrivare a situazioni paradossali di pareggio (o quasi) tra le ore di viaggio in auto e durata dell' escursione, insomma fare 4 ore d' auto per camminare 4 o 5 ore.
Una modalità che sembra l'evoluzione "avventurosa" (si fa per dire) della vecchia gita fuori porta, sostituendo la classica sosta al ristorante con una camminata ed un pranzo al sacco.
Non da oggi ciò solleva dubbi sul consumo di risorse naturali causato dal viaggio da part di persone che hanno o dovrebbero avere un sentimento di rispetto della natura superiore a quello della media della popolazione, ed è noto l'impegno di alcuni ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici proprio per questa ragione. Questa variante resta però minoritaria perché i collegamenti pubblici sono per lo più tra centri abitati, gli orari sono problematici, e solo una piccola parte delle escursioni possibili si adatta a questa soluzione, se non aumentando oltre i limiti di quanto mediamente si è disposti a sostenere la camminata di avvicinamento al punto di inizio del sentiero montano vero e proprio.
Un nuovo (per me) motivo di inquietudine.
Ieri sera, in seguito alla notizia di un grave incidente stradale vicino a Rieti che ha causato ben cinque vittime, mi è sorta un'altra inquietudine.
(Al momento sembra che l' incidente, che ha coinvolto un camper ed un autobus, abbia a che fare con una improvvisa bufere di vento, quindi ad un imprevisto assoluto.)
Ascoltando la notizia la sera in Tv ho realizzato di essere passato su quella stessa strada (non esattamente in quel punto) poco prima dell' incedente per rientrare Roma dal Terminillo - detto per inciso non c' era la minima avvisaglia di qualcosa che si potesse definire "bufera". Ho immaginato anche che quel camper potesse venire proprio dal Terminillo e stesse rientrando a casa, ma è appunto solo una mia idea.
L' inquietudine nasce dal fatto che oltre allo strano "pareggio orario" tra viaggio in auto e camminata, se parliamo di rischio, dando per scontato che un "giornaliero" no vada a scalare il Monte Bianco - c' é addirittura un ampio superamento del rischi connesso al viaggio in auto rispetto a quello della escursione. Va anche detto che, mentre delle vittime di incidenti in montagna si ha in genere notizia e questa viene diffusa e commentata sui forum, se invece qualcuno rimane vittima di incidente stradale rientrando dalla montagna è improbabile che la notizia si diffonda sui forum escursionistici ecc per cui chissà quante volte è successo e nemmeno lo sappiamo.
Di tanti dubbi che frenano l'entusiasmo escursionistico certo non ci voleva certo anche questo ...
Una modalità che sembra l'evoluzione "avventurosa" (si fa per dire) della vecchia gita fuori porta, sostituendo la classica sosta al ristorante con una camminata ed un pranzo al sacco.
Non da oggi ciò solleva dubbi sul consumo di risorse naturali causato dal viaggio da part di persone che hanno o dovrebbero avere un sentimento di rispetto della natura superiore a quello della media della popolazione, ed è noto l'impegno di alcuni ad incentivare l'uso dei mezzi pubblici proprio per questa ragione. Questa variante resta però minoritaria perché i collegamenti pubblici sono per lo più tra centri abitati, gli orari sono problematici, e solo una piccola parte delle escursioni possibili si adatta a questa soluzione, se non aumentando oltre i limiti di quanto mediamente si è disposti a sostenere la camminata di avvicinamento al punto di inizio del sentiero montano vero e proprio.
Un nuovo (per me) motivo di inquietudine.
Ieri sera, in seguito alla notizia di un grave incidente stradale vicino a Rieti che ha causato ben cinque vittime, mi è sorta un'altra inquietudine.
(Al momento sembra che l' incidente, che ha coinvolto un camper ed un autobus, abbia a che fare con una improvvisa bufere di vento, quindi ad un imprevisto assoluto.)
Ascoltando la notizia la sera in Tv ho realizzato di essere passato su quella stessa strada (non esattamente in quel punto) poco prima dell' incedente per rientrare Roma dal Terminillo - detto per inciso non c' era la minima avvisaglia di qualcosa che si potesse definire "bufera". Ho immaginato anche che quel camper potesse venire proprio dal Terminillo e stesse rientrando a casa, ma è appunto solo una mia idea.
L' inquietudine nasce dal fatto che oltre allo strano "pareggio orario" tra viaggio in auto e camminata, se parliamo di rischio, dando per scontato che un "giornaliero" no vada a scalare il Monte Bianco - c' é addirittura un ampio superamento del rischi connesso al viaggio in auto rispetto a quello della escursione. Va anche detto che, mentre delle vittime di incidenti in montagna si ha in genere notizia e questa viene diffusa e commentata sui forum, se invece qualcuno rimane vittima di incidente stradale rientrando dalla montagna è improbabile che la notizia si diffonda sui forum escursionistici ecc per cui chissà quante volte è successo e nemmeno lo sappiamo.
Di tanti dubbi che frenano l'entusiasmo escursionistico certo non ci voleva certo anche questo ...
Ultima modifica:





