la probabilità gioca contro, e quindi io cerco di equalizzare la cosa usando la mia esperienza per aumentare il margine sicurezza
Mi sembra il modo più corretto/razionale per affrontare la cosa
la probabilità gioca contro, e quindi io cerco di equalizzare la cosa usando la mia esperienza per aumentare il margine sicurezza
Credo che hai colto il punto focale della discussione!generalmente cerchiamo di spezzare il viaggio, fare un paio di pause in più e darci dei cambi alla guida,
Vivere è pericoloso !

io spesso guido all'andata e la mia compagna se la dorme beata, accumulando almeno un'ora di sonno più di me... quindi al ritorno lei è più riposata e spesso guida leiCredo che hai colto il punto focale della discussione!
La mia riflessione non è una richiesta di "presa di posizione" e meno che mai un invito a starsene a casa: se ciò che noi consideriamo vivere appieno la nostra vita presenta dei pericoli, sia pure moderati - non parliamo certo di sport estremi ecc - la risposta non è rinunciare a ciò che ci riempie la vita di cose belle.
Senz' altro una riflessione su come organizzarsi meglio, ciascuno secondo le proprie opportunità, è più utile.

certo, per per questo è meglio non cercarne altri.Vivere è pericoloso !
Vedi sopra."La malattia più pericolose di tutte è la vita perchè porta inesorabilmente alla morte"
Fa il paio con "Il matrimonio è la causa principale del divorzio" (G. Marx)Da giovane, meditando sulla pericolosità delle malattie e cercando di fare una graduatoria, giunsi a questa considerazione: "La malattia più pericolose di tutte è la vita perchè porta inesorabilmente alla morte"![]()
-OT-Fa il paio con "Il matrimonio è la causa principale del divorzio" (G. Marx)![]()
Mi piace scovare paradossi, ed alcuni di questi mi fanno riflettere.il post, se non sbaglio, rifletteva sulla capacità inquinante dell'attività escursionistica
Vero, è un paradosso notevole, ma qualsiasi azione umana bene o male impatta sull'ambiente, per cui la maniera migliore per non impattare sarebbe lasciare questo mondo di propria volontà.Mi piace scovare paradossi, ed alcuni di questi mi fanno riflettere.
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2) "Amo l'ambiente, tanto da bruciare 20 litri di carburante per andare in montagna a goderne per poche ore"
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Vedi qui #8Invecchiando, mi sono posto il problema di fare qualche escursione "usando i mezzi di trasporto pubblico". Inizialmente per essere più libero nel tracciare il percorso da fare a piedi: con i mezzi, parti da un posto e rientri da un altro.
IN TEORIA.
Poi, c'è il mondo reale. Il trasporto pubblico locale, quando ancora esiste e resiste, é pensato per chi usa i mezzi per andare a lavorare. Quindi parte dalle testate delle valli e scende verso le città industriali alla mattina presto, per percorrere il cammino inverso a sera. Cioè, l'esatto opposto di quello che servirebbe per usare i mezzi pubblici per fare un'escursione. Vale anche alla domenica, spesso con l'aggravante che le corse non ci sono proprio o sono molte di meno, semplicemente. Insomma: il servizio pubblico non prende nemmeno in considerazione le esigenze degli escursionisti. Per qualche anno, alla pubblicazione dei nuovi orari, correvo a controllare. Adesso ho semplicemente rinunciato all'idea: usiamo (a turno) la macchina. Peccato.
Do per scontato che qualsiasi ambientalista consapevole ed informato sappia che per salvare l'ambiente necessita: (1) la decrescita economica dei popoli ricchi (welfare compreso) e (2) una decrescita della popolazioneper cui la maniera migliore per non impattare sarebbe lasciare questo mondo di propria volontà.
Sia ben chiaro che ciò comporta una diminuzione del benessere individuale e non so quanto sia facile farlo accettare.per salvare l'ambiente necessita: (1) la decrescita economica dei popoli ricchi (welfare compreso)
Do per scontato che qualsiasi ambientalista consapevole ed informato sappia che per salvare l'ambiente necessita: (1) la decrescita economica dei popoli ricchi (welfare compreso) e (2) una decrescita della popolazione
Anticamente bastavano guerre, epidemie e carestie per limitare la crescita della popolazione, da 80 anni a questa parte non è più così.
Non confondiamo la crescita economica con quella demografica.