Pendolari dell' hiking (escursione gornaliera)

generalmente cerchiamo di spezzare il viaggio, fare un paio di pause in più e darci dei cambi alla guida,
Credo che hai colto il punto focale della discussione!

La mia riflessione non è una richiesta di "presa di posizione" e meno che mai un invito a starsene a casa: se ciò che noi consideriamo vivere appieno la nostra vita presenta dei pericoli, sia pure moderati - non parliamo certo di sport estremi ecc - la risposta non è rinunciare a ciò che ci riempie la vita di cose belle.

Senz' altro una riflessione su come organizzarsi meglio, ciascuno secondo le proprie opportunità, è più utile.
 
Credo che hai colto il punto focale della discussione!

La mia riflessione non è una richiesta di "presa di posizione" e meno che mai un invito a starsene a casa: se ciò che noi consideriamo vivere appieno la nostra vita presenta dei pericoli, sia pure moderati - non parliamo certo di sport estremi ecc - la risposta non è rinunciare a ciò che ci riempie la vita di cose belle.

Senz' altro una riflessione su come organizzarsi meglio, ciascuno secondo le proprie opportunità, è più utile.
io spesso guido all'andata e la mia compagna se la dorme beata, accumulando almeno un'ora di sonno più di me... quindi al ritorno lei è più riposata e spesso guida lei :D
 
Vivere è pericoloso !
certo, per per questo è meglio non cercarne altri.

Parafrasando la nota preghiera dei centri anti-dipendenza potremmo dire:

"Signore, concedimi la capacità di affrontare i rischi non posso evitare, la determinazione ad evitare i rischi che posso evitare e la saggezza per conoscerne la differenza."


"La malattia più pericolose di tutte è la vita perchè porta inesorabilmente alla morte"
Vedi sopra.
 
Fa il paio con "Il matrimonio è la causa principale del divorzio" (G. Marx):)
-OT-
Chi? Lo stesso G. Marx che disse di non voler iscriversi ad un club che accettasse la sua domanda d'iscrizione? Al giorno d'oggi mancano comici del genere, sono rimasti solamente quelli che sanno solo far ridere.
("per me la corazzata kotionkin è una cagata pazzesca" "92' di applausi" è del lontano 1976 :()
Cordiali saluti
 
Per me nel 90 per cento dei casi son i pericoli che cercano noi. Prudenza certo, ma poi c'è sempre l'imponderabile, la fatalità il posto sbagliato ecc, Mi ha proprio sconvolto la storia della famiglia in auto su una strada secondaria distrutta dalla caduta dell'aereo militare in avaria. Ma quante probabilità ci sono che accada una cosa del genere? Comunque il post, se non sbaglio, rifletteva sulla capacità inquinante dell'attività escursionistica. Si fa di tutto per non usare l'auto ma se poi il "giretto" in natura richiede uno spirito di sacrificio pesante non mi sento certo in colpa se brucio pur controvoglia un pò di benzina. Non voglio dire che c'è di molto peggio...ma lo penso!
 
il post, se non sbaglio, rifletteva sulla capacità inquinante dell'attività escursionistica
Mi piace scovare paradossi, ed alcuni di questi mi fanno riflettere.
Nel post ne sono sottintesi due:

1) "la montagna è un ambiente pericoloso, ma la strada per arrivarci può esserlo ancora di più"

2) "Amo l'ambiente, tanto da bruciare 20 litri di carburante per andare in montagna a goderne per poche ore"

Sono anche un fautore dell' importanza della consapevolezza di assumersi un rischio quando si fa qualcosa: negare invece che il rischio ci sia, a volte (non sempre, per fortuna!), non fa bene alla salute.
 
I paradossi credo siano un po' naturali nell'animo umano. :roll:
Ne cito un paio che, secondo me, sono simpatici: N.Chomsky non disdegnò di farsi scorazzare con l'aereo privato di J.Epstein, e V.Hugo era un grande frequentatore di Spa (Liegi, Belgio). :azz:
Cordiali saluti
 
Ultima modifica:
Mi piace scovare paradossi, ed alcuni di questi mi fanno riflettere.
...
2) "Amo l'ambiente, tanto da bruciare 20 litri di carburante per andare in montagna a goderne per poche ore"
...
Vero, è un paradosso notevole, ma qualsiasi azione umana bene o male impatta sull'ambiente, per cui la maniera migliore per non impattare sarebbe lasciare questo mondo di propria volontà.
Poiché nessuno è così altruista, penso che il giusto compromesso sia quello di concedersi qualche "sfizio" ma cercare di compensarlo altrimenti.
Una vita a impatto zero si poteva fare forse quando la popolazione umana ammontava a 200 milioni di persone e viveva di caccia e pesca. Oggigiorno non è possibile.

E' però possibile prendere coscienza della situazione climatica, senza nascondere la testa sotto la sabbia e fare personalmente ciò che si può per limitare i danni.
 
Invecchiando, mi sono posto il problema di fare qualche escursione "usando i mezzi di trasporto pubblico". Inizialmente per essere più libero nel tracciare il percorso da fare a piedi: con i mezzi, parti da un posto e rientri da un altro.

IN TEORIA.

Poi, c'è il mondo reale. Il trasporto pubblico locale, quando ancora esiste e resiste, é pensato per chi usa i mezzi per andare a lavorare. Quindi parte dalle testate delle valli e scende verso le città industriali alla mattina presto, per percorrere il cammino inverso a sera. Cioè, l'esatto opposto di quello che servirebbe per usare i mezzi pubblici per fare un'escursione. Vale anche alla domenica, spesso con l'aggravante che le corse non ci sono proprio o sono molte di meno, semplicemente. Insomma: il servizio pubblico non prende nemmeno in considerazione le esigenze degli escursionisti. Per qualche anno, alla pubblicazione dei nuovi orari, correvo a controllare. Adesso ho semplicemente rinunciato all'idea: usiamo (a turno) la macchina. Peccato.
 
Invecchiando, mi sono posto il problema di fare qualche escursione "usando i mezzi di trasporto pubblico". Inizialmente per essere più libero nel tracciare il percorso da fare a piedi: con i mezzi, parti da un posto e rientri da un altro.

IN TEORIA.

Poi, c'è il mondo reale. Il trasporto pubblico locale, quando ancora esiste e resiste, é pensato per chi usa i mezzi per andare a lavorare. Quindi parte dalle testate delle valli e scende verso le città industriali alla mattina presto, per percorrere il cammino inverso a sera. Cioè, l'esatto opposto di quello che servirebbe per usare i mezzi pubblici per fare un'escursione. Vale anche alla domenica, spesso con l'aggravante che le corse non ci sono proprio o sono molte di meno, semplicemente. Insomma: il servizio pubblico non prende nemmeno in considerazione le esigenze degli escursionisti. Per qualche anno, alla pubblicazione dei nuovi orari, correvo a controllare. Adesso ho semplicemente rinunciato all'idea: usiamo (a turno) la macchina. Peccato.
Vedi qui #8 ;)
 
per cui la maniera migliore per non impattare sarebbe lasciare questo mondo di propria volontà.
Do per scontato che qualsiasi ambientalista consapevole ed informato sappia che per salvare l'ambiente necessita: (1) la decrescita economica dei popoli ricchi (welfare compreso) e (2) una decrescita della popolazione

Anticamente bastavano guerre, epidemie e carestie per limitare la crescita della popolazione, da 80 anni a questa parte non è più così.

Ma questa è un' altra stria...
 
Do per scontato che qualsiasi ambientalista consapevole ed informato sappia che per salvare l'ambiente necessita: (1) la decrescita economica dei popoli ricchi (welfare compreso) e (2) una decrescita della popolazione

Anticamente bastavano guerre, epidemie e carestie per limitare la crescita della popolazione, da 80 anni a questa parte non è più così.

Giusto per polemizzare un po' :) quanto è indicato nel post è un neo-malthusianesimo (a dispetto di due secoli di crescita economica, produttiva e progresso tecnologico, con popolazione in aumento progressivo) e falso mito della "decrescita felice" (che non è "felice" per niente, vuol dire solo più povertà diffusa).
 
Non confondiamo la crescita economica con quella demografica.

Quella demografica fa arricchire pochi a scapito di molti, perché puoi costringere dei poveracci senza lavoro a lavorare per te per quattro soldi piuttosto che morire di fame.
Quella economica a parità di popolazione fa arricchire tutti, perché non puoi costringere qualcuno che già lavora a lavorare di più senza una contropartita adeguata.
 
Non confondiamo la crescita economica con quella demografica.

Il neo-malthusianesimo le correla strettamente.
La crescita economica/il progresso tecnico (nella produzione alimentare) non saranno mai sufficienti a soddisfare l'aumento della popolazione, e si arriverà ad un punto dove ci sarà "la catastrofe", illustrata bene da questo grafico (che si trova anche su wikipedia):

500px-Malthus_PL_en.svg.png

Come ha predetto prima Thomas Maltus a fine '800 e successivamente Paul Ehrlich a fine anni '70 ("The Population Bomb").
Entrambi sbagliando clamorosamente (Malthus ha parzialmente ritrattato nel corso del tempo, Ehrlich mai) perchè hanno sottovalutato l'importanza del progresso tecnologico e dei miglioramenti produttivi nelle tecniche agricole.
Che sono state introdotte in tutto questo periodo, ad opera di vari agronomi e in particolare di Norman Borlaug (https://it.wikipedia.org/wiki/Norman_Borlaug).
 
@Wombat @andreal @av250866 Non a caso ho scritto "un ambientalista sa" che è cosa ben diversa dal dire che io sia impegnato a sostenere queste idee.

Il sottotesto, almeno per quanto riguarda la decrescita, è: "ogni ambientalista sa e si guarda bene dal parlarne" proprio perché la "decrescita felice" è impopolare.

Per quanto riguarda la popolazione la cosa è più complicata, per una persona tendenzialmente razionale come vorrei essere io è una cosa ovvia, ma non tutti ragionano come me (ci mancherebbe altro ... ) ed alcuni su questo tema hanno addirittura un approccio "religioso" ...
 
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