Apro questa discussione per parlare del perché un acciaio taglia, guardando la questione dal solo punto di vista del materiale e non dal punto di vista della geometria della lama; è abbastanza ovvio che una lama con un tagliente con un angolo più chiuso taglia meglio di un tagliente con un angolo più aperto; è meno ovvio perché un coltello, a parità di geometria di lama e fatto di solo ferro, taglia meno di un coltello con la lama temprata e fatta di ferro e carbonio.
Chi di metallurgia ne sa, e vuole dare il suo contributo, è più che il benventuto.
Premesso che l'argomento è vastissimo, e cercando, per quanto sia possibile, di delimitare l'argomentazione al mondo dei coltelli, al ferro, al carbonio, al cromo e alla tempra, questa ha la sola pretesa di essere "una chiacchierata".
Per quello che ne so io, ed è piuttosoto poco, la lega di ferro e carbonio si chiama acciaio, almeno sino ad una certa parcentuale di carbonio (2,06%, se ricordo bene) poi si chiama ghisa; in metallurgia si studia il (famigerato) diagramma Fe-Ca.
Vi è una particolarità in questa lega, e cioè che il ferro ed il carbonio si uniscono in forme diverse, a seconda della temperatura in cui si trovano, ed in particolare, ad una temperatura abbastanza alta (600°C, tanto per indicare un valore) il ferro ed il carbonio si uniscono formano dei carburi (di ferro), che però non permangono se la lega viene lasciata raffreddare a temperatura ambiente. I carburi, a differenza del ferro, hanno una elevata durezza, qualità molto utile nel taglio (in cui le molecole di due materiali diversi vengono a contatto, ed il materiale con i legami intramolecolari più forti spezza quelli del materiale più debole). Quindi per far permanere i carburi alle nostre temperature si attua un raffreddamento "istantaneo", appunto la tempra. Il carbonio ha anche la propietà di rendere maggiormente elastico il ferro, che da solo non lo è moltissimo.
Il terzo elemento sopra citato, cioè il cromo, viene aggiunto all'acciaio per cercare di aggiungere una propriètà che gli manca: la resistenza alla ossidazione. Il ferro ha la forte tendenza a combinarsi con l'ossigeno (sia quello presente nell'aria ma soprattutto quello presente nell'acqua) e questo fenomeno, per come si sviluppa e si propaga, tende a disgragare il materiale. Il cromo invece, andando ad ossidare molto più velocemente del ferro, crea una pellicola protettiva, andando a passivare il ferro e ha impedirgli di entrare in contatto con l'ossigeno. Ma: il cromo interferisce anche con i carburi, ed in qualche modo limita le capacità di taglio dell'acciaio.
Come sopra: chi la sa meglio e vuole contribuire: si faccia avanti.
Cordiali saluti
Chi di metallurgia ne sa, e vuole dare il suo contributo, è più che il benventuto.
Premesso che l'argomento è vastissimo, e cercando, per quanto sia possibile, di delimitare l'argomentazione al mondo dei coltelli, al ferro, al carbonio, al cromo e alla tempra, questa ha la sola pretesa di essere "una chiacchierata".
Per quello che ne so io, ed è piuttosoto poco, la lega di ferro e carbonio si chiama acciaio, almeno sino ad una certa parcentuale di carbonio (2,06%, se ricordo bene) poi si chiama ghisa; in metallurgia si studia il (famigerato) diagramma Fe-Ca.
Vi è una particolarità in questa lega, e cioè che il ferro ed il carbonio si uniscono in forme diverse, a seconda della temperatura in cui si trovano, ed in particolare, ad una temperatura abbastanza alta (600°C, tanto per indicare un valore) il ferro ed il carbonio si uniscono formano dei carburi (di ferro), che però non permangono se la lega viene lasciata raffreddare a temperatura ambiente. I carburi, a differenza del ferro, hanno una elevata durezza, qualità molto utile nel taglio (in cui le molecole di due materiali diversi vengono a contatto, ed il materiale con i legami intramolecolari più forti spezza quelli del materiale più debole). Quindi per far permanere i carburi alle nostre temperature si attua un raffreddamento "istantaneo", appunto la tempra. Il carbonio ha anche la propietà di rendere maggiormente elastico il ferro, che da solo non lo è moltissimo.
Il terzo elemento sopra citato, cioè il cromo, viene aggiunto all'acciaio per cercare di aggiungere una propriètà che gli manca: la resistenza alla ossidazione. Il ferro ha la forte tendenza a combinarsi con l'ossigeno (sia quello presente nell'aria ma soprattutto quello presente nell'acqua) e questo fenomeno, per come si sviluppa e si propaga, tende a disgragare il materiale. Il cromo invece, andando ad ossidare molto più velocemente del ferro, crea una pellicola protettiva, andando a passivare il ferro e ha impedirgli di entrare in contatto con l'ossigeno. Ma: il cromo interferisce anche con i carburi, ed in qualche modo limita le capacità di taglio dell'acciaio.
Come sopra: chi la sa meglio e vuole contribuire: si faccia avanti.
Cordiali saluti






