Perché l'acciaio taglia: una chiacchierata

Si sono assolutamente d'accordo, a volte con i nuovi acciai possono esserci dei problemi. Così su due piedi mi vengono in mente i primi coltelli in cpms30v, più di 20 anni fa, tra cui alcune run di spyderco impossibili da riaffilare. Mentre oggi il cpms30v è una sicurezza. Ricordo i primi Fallkniven pro con la guardia fissata male, che si allentava ai primi utilizzi. Più recentemente ancora possiamo citare gli arrosti fatti in alcune run da Survive e Bark river con il magnacut appena uscito, la prima sbagliando il trattamento termico, anche per colpa della pht, la seconda facendo dei progetti sbagliati per lanciarsi subito sulla novità del momento. Qualsiasi azienda ha sbagliato/può sbagliare, evitare la novità del momento subito, all'uscita, a volte è un'ottima cosa, soprattutto se non si è un collezionista.



Si si per carità, sono d'accordo con il concetto espresso, avere una esperienza con un acciaio permette di ottenere il massimo dal trattamento termico. Però i farei dei distinguo importanti. Forse nel messaggio precedente non ho espresso bene il mio punto di vista, chiedo scusa, cerco di spiegarmi meglio

Marchi con quasi 100 anni sulle spalle, come Randall, o più come appunto Buck, alla fine hanno raggiunto il loro standard da tanti anni e soprattutto non hanno un marketing aggressivo, vivono molto di collezionismo, storia, tradizione e fascino. Cambiare un prodotto con decenni e decenni di storia, non porterebbe grossi benefici sul lungo termine. Se devo utilizzare il prodotto, un utente esperto sa bene che il buck 110 è figlio del suo tempo, non è smontabile, non ha la clip, non è regolabile al pivot, è pesante ecc. ecc. Però è anche una icona inarrivabile per un chiudibile moderno. Allora al massimo faccio una versione premium, micarta e cpms35v e lì mi fermo, mi concentro su poche cose e le faccio bene e con la testa. Randall, seppur in maniera diversa idem. Il Randall 14 è una icona, tuttavia non è granchè come coltello da campo moderno, è figlio del suo tempo, è un vecchio progetto, con diversi difetti e prestazioni scadenti. Eppure hanno 7 anni di lista di attesa ora, lo ordino oggi dal sito, arriva nel 2032, cioè 2032, rendiamoci conto, fino a poco fa erano "solo" 5 anni. Poi è pure vero che ad esempio io l'ho comprato a 750, l'ho rivenduto a 700 in pochi giorni. Non avrebbe senso in questo caso usare altro dal loro O1 e 440B forgiato e temprato molto basso e negli anni 50, ma anche prima, erano degli acciai al top e il progetto era perfettamente centrato per l'epoca (successiva alle due guerre mondiali). I Randall hanno i migliori e dico i migliori foderi in cuoio esistenti sul mercato. Quindi va considerato tutto, nella valutazione.

Marchi recenti che usano, male o malissimo lo stesso acciaio sono ad esempio Tops e E.R. appunto. Prima considerazione quando i marchi sono usciti sul mercato o si sono poi fatti un nome, il 1095 di tops e l'n690 di E.R. non erano assolutamente i migliori acciai sul mercato o la scelta migliore. Ma il loro marketing ha sempre detto tutt'altro. Tops si appoggia alla esperienza dei sui dipendenti, pochi per la verità, per fare a mano, ad occhio e in maniera del tutto casuale una tempra differenziata del 1095, venduta come fosse una katana giapponese temprata con l'argilla nel 1500. Quando in alcune occasioni si è rivelata disastrosa. Io ho avuto Tops eccezionali (ho avuto un bob che performava in maniera eccellente), tops buoni, tops che perdevano il filo subito e tops disastrosi (uno yakarè che si piegava come alluminio, per la tempra differenziata fatta male). Qualità e rese fortemente altalenanti. Per me non è accettabile che si vada a fortuna, che ogni anno i prezzi aumentino, che il loro catalogo sia infinito, che abbiano foderi e corredi imbarazzanti. Usano il 1095 perchè lo trovano da fornitori USA in tutti gli spessori a prezzi stracciati, perchè gli permette un buon range di finiture superficiali e gli permette quella cavolata della tempra differenziata casuale. Su E.R. ho già espresso più volte il mio punto di vista, mi vogliono far credere che l'n690 sia il top, quando per alcune cose è anche peggio del 440c da cui deriva, una su tutte la riaffilabilità e la resistenza all'ossido. Ho trovato ossido rosso sul codolo del dobermann IV, nonostante la copertura, colpa anche della scarsa qualità costruttiva (manico in forprene morbidissimo, che prende gioco subito, unica vite centrale, che facilita ancora di più il gioco, nel chopping il manico oscilla attorno ad un unico perno centrale, il gioco fa entrare e ristagnare facilmente l'umidità, in punti che non vengono puliti ad ogni singolo utilizzo, l'umidità con un acciaio inox non particolarmente brillante come resistenza all'ossido, fa ruggine rossa e pitting superficiale, nonostante la copertura). Inoltre è un acciaio con scarsa resilienza, poco adatto a spessori sottili, forti sollecitazioni e lame grandi. Mentre vogliono farmi credere che è la migliore scelta per qualsiasi coltello e destinazione d'uso, il che per me è assurdo. Ci sta usarlo, se fatto bene, anche su un coltello da campo, ok sui folder, ma per il resto non mi spingerei così tanto in là. Seconda considerazione, questi marchi non hanno la storia consolidata di Buck o di Randall, quindi non dovrebbero restare così saldamente ancorati ad un unico acciaio, o poco più. Terza e ultima considerazione è appunto il marketing, che Tops o E.R. usano in maniera aggressiva, social, forniture militari, collaborazioni, ambassador, spedizioni ecc. ecc.

Quindi in sostanza, magari anche sbagliando, per affetto perdono uno due anche tre errori a Randall o Buck, passo sopra ai difetti, perchè sono pietre miliari nella storia della coltelleria e all'epoca erano progetti realizzati al meglio dei materiali, delle necessità e delle conoscenze di quel periodo storico. A tops e E.R. non perdono niente, non gli faccio passare neanche una vite fuoriposto.
Non c'è una virgola fuori posto zoro.
Avrei una curiosità un po' maliziosa visto la simpatia che manifesti pe ER, non sentirti obbligato a rispondermi, perché sei arrivato a comprarne 5 se non ti sfagiolavano tanto?
 
Non c'è una virgola fuori posto zoro.
Avrei una curiosità un po' maliziosa visto la simpatia che manifesti pe ER, non sentirti obbligato a rispondermi, perché sei arrivato a comprarne 5 se non ti sfagiolavano tanto?

Figurati non c'è problema, vado ot, ma ti rispondo volentieri, devo iniziare dicendo che io ho sempre comprato, testato/usato e rivenduto molto, sempre, per passione, poi aggiungo che ho solo alcune foto, ho perso quasi tutto su un hard disk rotto, metto quello che mi è rimasto. Ho comprato Extrema Ratio per diversi motivi in realtà, tra cui il fatto che probabilmente è il marchio italiano più famoso e più di successo. Il primo che ho avuto tanti anni fa è stato un chiudibile, all'epoca compravo principalmente chiudibili. Era un Basic folder 2, tactical tanto, con manico scheletrato in alluminio anodizzato e liner lock con sicura. Con il senno del poi non era un brutto coltello, pagato pochissimo, il blocco con sicura è fatto molto bene, su un chiudibile l'n690, all'epoca, ci stava bene, purtroppo la punta tanto non ha senso, è pesante e soprattutto è penalizzato da uno spessore al filo esagerato per un chiudibile, che lo fa tagliare male. Le viti anodizzate perdono colore subito, e usa il teflon come rondella sul pivot. Però l'esperienza è servita a valutare i chiudibili ER. Se fosse fatto con uno spessore adatto e un costo contenuto, il basic folder 1, sarebbe un coltello interessante, semplice, pratico e robusto.

Dopo questa esperienza, ho avuto tanti altri marchi e sono passato principalmente a Spyderco e Benchmade, ne ho avuti a decine, prima di passare ai lama fissa in maniera seria e rallentare con i chiudibili. Di E.R. si è sempre parlato tanto, sui forum, all'epoca d'oro dei forum si parlava tantissimo del col moschin, dei dobermann, del fulcrum, il golem. Chi li utilizzava, soprattutto gli appassionati della coltelleria americana, ne hanno sempre parlato male. Ma io dovevo provare per conto mio, senza pregiudizi, sul campo. Non mi piace parlare senza esperienza, magari sbagliando, ma per valutare bene qualcosa devi usarlo. Inoltre è un gruppo nato a Prato che ha collaborato anche con alcuni reparti italiani, e alcuni amici dell'esercito mi hanno raccontato la delusione che c'era dietro la nascita del Rao, come a loro fosse stato promesso tutt'altro, inoltre la prima versione era difettosa. Ricordo le scarsissime performance sul campo di modelli davvero imbarazzanti, come l'ontos, il fulcrum, il golem. Tanto che il golem usci di produzione, e l'ontos fu modificato nella prima versione del selvans da Daniele dal canto, chiamato appositamente e ricordo che E.R. stessa ne parlo male, dichiarando risolti i problemi con l'uscita del selvans.

Insomma dovevo averne uno e dovevo testarlo per bene. In quei mesi usci il Dobermann IV e mi piacque subito, ero moderatore sul forum di Collini e avevo il 15% di sconto sullo store, così lo comprai subito ad un buon prezzo.

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Ricordo che presi nello stesso mese Dobermann IV e KR legion. Comunque usai molto il Dobermann IV, feci diverse recensioni, foto test, confronti con l'n690 di fox (con il combat jungle, che ho trovato inferiore come resa).

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Dopo anni di uso, posso dire che ha un bel bilanciamento avanzato che lo rende molto adatto a lavori da campo, chopping ecc come vedete sopra, sul legno verde ha una penetrazione davvero buona, ma anche sullo stagionato se la cava bene, complice appunto il bilanciamento.

Ma allo stesso tempo si maneggia molto bene ed è usabile anche in cucina ad esempio, con i limiti del caso. Ricordo queste foto in cucina, contro una zucca molto tosta.

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Il filo ad S, è un pò tosto da riaffilare. Il controfilo falso lo rende non molto adatto al batoning, ma strizza l'occhio al combat. Ma per il resto è penalizzato dal manico, forma (scomodissimo) e materiale, che prende gioco e si rovina subito. L'acciaio si riaffila male, meglio ravvivare che riaffilare (cosa comunque vera un pò in generale), e come dicevo ho trovato ossido, ruggine rossa e pitting sul codolo, dimostrando una scarsa resistenza all'ossidazione, complice anche lo scarsissimo manico. Dopo qualche anno di utilizzo, ne è uscito molto usurato. Credo ancora oggi che sia il loro migliore progetto, con un altro manico, magari anche una gomma seria stile fallkniven o meglio ancora stile busse, senza viti, più comodo e semplice come design, con un bel fodero in kydex e un acciaio migliore, sarebbe un gran bel coltello.

Poi volevo provare anche le versioni premium di E.R. perchè dovrebbe essere il top della loro produzione. Con la lama satinata, il manico in legno e il fodero in cuoio. Quindi approfittai di uno sconto su lamnia per prendere lo Shrapnel one versione premium, anche perchè dicevano fosse un gran coltello da usare, piaceva a molti all'epoca. Purtroppo ho perso le foto in uso. Devo dire che è stata una delusione incredibile.

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Se ho usato il Dobermann in cucina, questo sembra proprio un costoso coltello da cucina, per il design della lama, davvero poco adatta al bushcraft.

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Fodero in cuoio molto sottile, tutta apparenza, la qualità percepita è molto bassa, cuciture singole rinforzate internamente con plastica semirigida, una soluzione abbastanza imbarazzante. Passante per la cintura troppo piccolo e poco robusto. Ha gli stessi bottoni degli altri foderi.

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Scritte giganti sulla lama, estremamente fastidiose, vite in ottone, che si spana subito.

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Qua sopra vedete alcune imperfezioni sulla lavorazione del legno, fastidiose per l'indice che ci cade sopra.

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scritta molto fastidiosa sul palmo della mano, messa solo per scena ed apparenza, meglio con i guanti

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Manico molto lungo, ma davvero scomodo in molte zone. La lama è troppo leggera in punta e questo lo penalizza incredibilmente sia nel chopping che nel batoning, dove va malissimo. La lunghezza del manico gli fa recuperare un pò di leva, ma non è abbastanza per ottenere una buona performance. Il manico nell'uso si è rovinato subito e nel chopping di ulivo tagliato da qualche mese, si è crepato. Il legno è un santos se ricordo bene, ma la solita vite centrale fa perno e le vibrazioni che aumentano attorno all'asse centrale, al primo uso serio, ma proprio il primo o il secondo, l'ha fatto crepare subito. Non ho piùle foto purtroppo. Torniamo sempre al punto dei manici dal design sbagliati, progettati male, con i materiali sbagliati. Tutto solo in funzione dell'estetica e non dell'uso reale. Queste versioni premium, per quanto belle (vedi il dobermann IV Africa) sono solo estetica, soldi buttati, peggio delle versioni base nell'uso.

Infine dopo qualche anno, complice il fatto che ho sempre amato particolarmente i coltelli grandi, i chopper, ho preso usato a buon prezzo (ma praticamente nuovo in collezione) un kreios. Volevo provarlo da quando è uscito. Perchè è enorme, uno dei coltelli più grandi che ho avuto, ed è stato molto sponsorizzato con alcune missioni in Africa, dove è stato usato come macete e come grande coltello da campo. Inoltre a parte il Dobermann IV, gli E.R. più interessanti sono quelli fatti in collaborazione con Daniele dal Canto.

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Ho iniziato subito ad usarlo, qua almeno abbiamo due viti, sul manico, così si evita l'effetto perno attorno alla vite centrale, anche se il manico è migliorato (nella parte finale soprattutto) ed e più comodo del classico, rimane comunque scomodo in molte prese e soprattutto resta il materiale scadente, che si rovina subito.

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Il coltello è pesante e molto bilanciato in avanti ovviamente, ed ha una inclinazione che favorisce il colpo. Ha una grande potenza di taglio, una penetrazione forse anche eccessiva, che tende a far incastrare la lama e spesso, vista l'inclinazione tra lama e manico, ciò porta a fare una torsione del polso, per tirare fuori la lama dai colpi dati durante il chopping. Il full flat è eccessivo su una lama così grande, che arriva troppo sottile al filo, con uno spessore esiguo e un acciaio con scarsa resilienza, poco adatto ad usi del genere, su lame grandi destinate ad usi pesanti.

La ricetta per il disastro c'è. E difatti si è chippato nell'uso. Stavo facendo a pezzi un bancale, del pellet, sia per test, ho anche il video, sia perchè avevo bisogno di fare spazio e farlo a pezzi per il camino di casa. In vista dell'arrivo di altri bancali con il nuovo pellet sopra. Ovviamente prima di iniziare le assi sono state schiodate e controllate.

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ripulito e alla luce del sole. L'impressione è che abbia subito la classica "pinzata", da chopping, prima si è piegato e poi si è spezzato. Lama pesante, grande penetrazione ed incasttro, filo sottile, bisello full flat, molta energia cinetica nel colpo, angoli che favoriscono la torsione del polso in fase di estrazione, acciaio molto poco resiliente, legno duro, stagionato ed ecco il risultato.



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Secondo me il progetto andrebbe rivisto, con un altro acciaio, possibilmente carbonioso e molto resiliente, vista la mole in gioco e le forze sviluppate (52100, A8 mod, cpm3v, S7 ecc.) e un bisello sabrè alto, oppure con filo convex, o bisello convex, o tutte e tre insieme... non così sottile e full flat insomma. Poi costa davvero troppo per quello che offre.

Comunque ammetto di aver avuto a che fare con un ottimo servizio di garanzia. Corriere mandato a casa a loro spese e ritirare il coltello rotto, coltello nuovo a casa in tre giorni, senza spendere un euro. Questo va detto, assistenza di alto livello. Ma, mi hanno chiamato al telefono, più volte, mi hanno fatto parlare con un ingegnere responsabile della produzione, hanno dato la colpa solo all'utilizzatore, mi hanno fatto mangiare metà fegato e ho avuto da discuterci. Non sono d'accordo con la loro posizione. Chiaramente non vogliono pubblicità negativa e mi chiedo quanti Kreios siano saltati in Africa, se usati intensamente su legna dura, ma quando fai coltelli ragionando più sull'estetica e meno sull'utilizzo, i risultati sono questi. La garanzia almeno è ottima, così come la rivendibilità di questi coltelli, che piacciono così tanto ai collezionisti di coltelli e agli appassionati di militaria.

Il nuovo kreios, che vedete qua sotto, l'ho rivenduto subito a prezzo stracciato, non avendo nessuna voglia di romperlo ancora e discuterci di nuovo al telefono o fare polemica su qualche social (cosa successa sui gruppi FB). Chi l'ha preso ha fatto un affare, era nuovo, dalla fabbrica.

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Personalmente ho dato con questo marchio, ho provato di persona e visto molta della loro produzione. Il kreios è stato una grossa delusione, e una fonte di problemi, che mi hanno fatto allontanare per un bel pò da video, recensioni e post sui social, nonchè da nuovi acquisti. Mi piacerebbe provare il nuovo E.R. Numen in s600? Assolutamente si, bel chopper grande come piace a me, acciaio nuovo da provare. Lo comprerei? Mai. Carissimo come prezzo, fuori mercato. Inoltre mi hanno deluso troppo per dargli altri soldi. Il marchio ormai lo conosco bene, l'ho valutato e ne conosco pregi e difetti e i difetti superano di gran lunga i pregi. Purtroppo l'esperienza ha un costo.

Spero di aver risposto bene. Mi scuso per la lunghezza, ma è uno di quegli argomenti sempre caldi
 
Figurati non c'è problema, vado ot, ma ti rispondo volentieri, devo iniziare dicendo che io ho sempre comprato, testato/usato e rivenduto molto, sempre, per passione, poi aggiungo che ho solo alcune foto, ho perso quasi tutto su un hard disk rotto, metto quello che mi è rimasto. Ho comprato Extrema Ratio per diversi motivi in realtà, tra cui il fatto che probabilmente è il marchio italiano più famoso e più di successo. Il primo che ho avuto tanti anni fa è stato un chiudibile, all'epoca compravo principalmente chiudibili. Era un Basic folder 2, tactical tanto, con manico scheletrato in alluminio anodizzato e liner lock con sicura. Con il senno del poi non era un brutto coltello, pagato pochissimo, il blocco con sicura è fatto molto bene, su un chiudibile l'n690, all'epoca, ci stava bene, purtroppo la punta tanto non ha senso, è pesante e soprattutto è penalizzato da uno spessore al filo esagerato per un chiudibile, che lo fa tagliare male. Le viti anodizzate perdono colore subito, e usa il teflon come rondella sul pivot. Però l'esperienza è servita a valutare i chiudibili ER. Se fosse fatto con uno spessore adatto e un costo contenuto, il basic folder 1, sarebbe un coltello interessante, semplice, pratico e robusto.

Dopo questa esperienza, ho avuto tanti altri marchi e sono passato principalmente a Spyderco e Benchmade, ne ho avuti a decine, prima di passare ai lama fissa in maniera seria e rallentare con i chiudibili. Di E.R. si è sempre parlato tanto, sui forum, all'epoca d'oro dei forum si parlava tantissimo del col moschin, dei dobermann, del fulcrum, il golem. Chi li utilizzava, soprattutto gli appassionati della coltelleria americana, ne hanno sempre parlato male. Ma io dovevo provare per conto mio, senza pregiudizi, sul campo. Non mi piace parlare senza esperienza, magari sbagliando, ma per valutare bene qualcosa devi usarlo. Inoltre è un gruppo nato a Prato che ha collaborato anche con alcuni reparti italiani, e alcuni amici dell'esercito mi hanno raccontato la delusione che c'era dietro la nascita del Rao, come a loro fosse stato promesso tutt'altro, inoltre la prima versione era difettosa. Ricordo le scarsissime performance sul campo di modelli davvero imbarazzanti, come l'ontos, il fulcrum, il golem. Tanto che il golem usci di produzione, e l'ontos fu modificato nella prima versione del selvans da Daniele dal canto, chiamato appositamente e ricordo che E.R. stessa ne parlo male, dichiarando risolti i problemi con l'uscita del selvans.

Insomma dovevo averne uno e dovevo testarlo per bene. In quei mesi usci il Dobermann IV e mi piacque subito, ero moderatore sul forum di Collini e avevo il 15% di sconto sullo store, così lo comprai subito ad un buon prezzo.

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Ricordo che presi nello stesso mese Dobermann IV e KR legion. Comunque usai molto il Dobermann IV, feci diverse recensioni, foto test, confronti con l'n690 di fox (con il combat jungle, che ho trovato inferiore come resa).

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Dopo anni di uso, posso dire che ha un bel bilanciamento avanzato che lo rende molto adatto a lavori da campo, chopping ecc come vedete sopra, sul legno verde ha una penetrazione davvero buona, ma anche sullo stagionato se la cava bene, complice appunto il bilanciamento.

Ma allo stesso tempo si maneggia molto bene ed è usabile anche in cucina ad esempio, con i limiti del caso. Ricordo queste foto in cucina, contro una zucca molto tosta.

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Il filo ad S, è un pò tosto da riaffilare. Il controfilo falso lo rende non molto adatto al batoning, ma strizza l'occhio al combat. Ma per il resto è penalizzato dal manico, forma (scomodissimo) e materiale, che prende gioco e si rovina subito. L'acciaio si riaffila male, meglio ravvivare che riaffilare (cosa comunque vera un pò in generale), e come dicevo ho trovato ossido, ruggine rossa e pitting sul codolo, dimostrando una scarsa resistenza all'ossidazione, complice anche lo scarsissimo manico. Dopo qualche anno di utilizzo, ne è uscito molto usurato. Credo ancora oggi che sia il loro migliore progetto, con un altro manico, magari anche una gomma seria stile fallkniven o meglio ancora stile busse, senza viti, più comodo e semplice come design, con un bel fodero in kydex e un acciaio migliore, sarebbe un gran bel coltello.

Poi volevo provare anche le versioni premium di E.R. perchè dovrebbe essere il top della loro produzione. Con la lama satinata, il manico in legno e il fodero in cuoio. Quindi approfittai di uno sconto su lamnia per prendere lo Shrapnel one versione premium, anche perchè dicevano fosse un gran coltello da usare, piaceva a molti all'epoca. Purtroppo ho perso le foto in uso. Devo dire che è stata una delusione incredibile.

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Se ho usato il Dobermann in cucina, questo sembra proprio un costoso coltello da cucina, per il design della lama, davvero poco adatta al bushcraft.

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Fodero in cuoio molto sottile, tutta apparenza, la qualità percepita è molto bassa, cuciture singole rinforzate internamente con plastica semirigida, una soluzione abbastanza imbarazzante. Passante per la cintura troppo piccolo e poco robusto. Ha gli stessi bottoni degli altri foderi.

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Scritte giganti sulla lama, estremamente fastidiose, vite in ottone, che si spana subito.

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Qua sopra vedete alcune imperfezioni sulla lavorazione del legno, fastidiose per l'indice che ci cade sopra.

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Manico molto lungo, ma davvero scomodo in molte zone. La lama è troppo leggera in punta e questo lo penalizza incredibilmente sia nel chopping che nel batoning, dove va malissimo. La lunghezza del manico gli fa recuperare un pò di leva, ma non è abbastanza per ottenere una buona performance. Il manico nell'uso si è rovinato subito e nel chopping di ulivo tagliato da qualche mese, si è crepato. Il legno è un santos se ricordo bene, ma la solita vite centrale fa perno e le vibrazioni che aumentano attorno all'asse centrale, al primo uso serio, ma proprio il primo o il secondo, l'ha fatto crepare subito. Non ho piùle foto purtroppo. Torniamo sempre al punto dei manici dal design sbagliati, progettati male, con i materiali sbagliati. Tutto solo in funzione dell'estetica e non dell'uso reale. Queste versioni premium, per quanto belle (vedi il dobermann IV Africa) sono solo estetica, soldi buttati, peggio delle versioni base nell'uso.

Infine dopo qualche anno, complice il fatto che ho sempre amato particolarmente i coltelli grandi, i chopper, ho preso usato a buon prezzo (ma praticamente nuovo in collezione) un kreios. Volevo provarlo da quando è uscito. Perchè è enorme, uno dei coltelli più grandi che ho avuto, ed è stato molto sponsorizzato con alcune missioni in Africa, dove è stato usato come macete e come grande coltello da campo. Inoltre a parte il Dobermann IV, gli E.R. più interessanti sono quelli fatti in collaborazione con Daniele dal Canto.

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Ho iniziato subito ad usarlo, qua almeno abbiamo due viti, sul manico, così si evita l'effetto perno attorno alla vite centrale, anche se il manico è migliorato (nella parte finale soprattutto) ed e più comodo del classico, rimane comunque scomodo in molte prese e soprattutto resta il materiale scadente, che si rovina subito.

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Il coltello è pesante e molto bilanciato in avanti ovviamente, ed ha una inclinazione che favorisce il colpo. Ha una grande potenza di taglio, una penetrazione forse anche eccessiva, che tende a far incastrare la lama e spesso, vista l'inclinazione tra lama e manico, ciò porta a fare una torsione del polso, per tirare fuori la lama dai colpi dati durante il chopping. Il full flat è eccessivo su una lama così grande, che arriva troppo sottile al filo, con uno spessore esiguo e un acciaio con scarsa resilienza, poco adatto ad usi del genere, su lame grandi destinate ad usi pesanti.

La ricetta per il disastro c'è. E difatti si è chippato nell'uso. Stavo facendo a pezzi un bancale, del pellet, sia per test, ho anche il video, sia perchè avevo bisogno di fare spazio e farlo a pezzi per il camino di casa. In vista dell'arrivo di altri bancali con il nuovo pellet sopra. Ovviamente prima di iniziare le assi sono state schiodate e controllate.

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ripulito e alla luce del sole. L'impressione è che abbia subito la classica "pinzata", da chopping, prima si è piegato e poi si è spezzato. Lama pesante, grande penetrazione ed incasttro, filo sottile, bisello full flat, molta energia cinetica nel colpo, angoli che favoriscono la torsione del polso in fase di estrazione, acciaio molto poco resiliente, legno duro, stagionato ed ecco il risultato.



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Secondo me il progetto andrebbe rivisto, con un altro acciaio, possibilmente carbonioso e molto resiliente, vista la mole in gioco e le forze sviluppate (52100, A8 mod, cpm3v, S7 ecc.) e un bisello sabrè alto, oppure con filo convex, o bisello convex, o tutte e tre insieme... non così sottile e full flat insomma. Poi costa davvero troppo per quello che offre.

Comunque ammetto di aver avuto a che fare con un ottimo servizio di garanzia. Corriere mandato a casa a loro spese e ritirare il coltello rotto, coltello nuovo a casa in tre giorni, senza spendere un euro. Questo va detto, assistenza di alto livello. Ma, mi hanno chiamato al telefono, più volte, mi hanno fatto parlare con un ingegnere responsabile della produzione, hanno dato la colpa solo all'utilizzatore, mi hanno fatto mangiare metà fegato e ho avuto da discuterci. Non sono d'accordo con la loro posizione. Chiaramente non vogliono pubblicità negativa e mi chiedo quanti Kreios siano saltati in Africa, se usati intensamente su legna dura, ma quando fai coltelli ragionando più sull'estetica e meno sull'utilizzo, i risultati sono questi. La garanzia almeno è ottima, così come la rivendibilità di questi coltelli, che piacciono così tanto ai collezionisti di coltelli e agli appassionati di militaria.

Il nuovo kreios, che vedete qua sotto, l'ho rivenduto subito a prezzo stracciato, non avendo nessuna voglia di romperlo ancora e discuterci di nuovo al telefono o fare polemica su qualche social (cosa successa sui gruppi FB). Chi l'ha preso ha fatto un affare, era nuovo, dalla fabbrica.

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Personalmente ho dato con questo marchio, ho provato di persona e visto molta della loro produzione. Il kreios è stato una grossa delusione, e una fonte di problemi, che mi hanno fatto allontanare per un bel pò da video, recensioni e post sui social, nonchè da nuovi acquisti. Mi piacerebbe provare il nuovo E.R. Numen in s600? Assolutamente si, bel chopper grande come piace a me, acciaio nuovo da provare. Lo comprerei? Mai. Carissimo come prezzo, fuori mercato. Inoltre mi hanno deluso troppo per dargli altri soldi. Il marchio ormai lo conosco bene, l'ho valutato e ne conosco pregi e difetti e i difetti superano di gran lunga i pregi. Purtroppo l'esperienza ha un costo.

Spero di aver risposto bene. Mi scuso per la lunghezza, ma è uno di quegli argomenti sempre caldi
Intervento molto interessante invece, la lunghezza era necessaria per sviscerarlo bene! Grazie per l'impegno!
 
Figurati non c'è problema, vado ot, ma ti rispondo volentieri, devo iniziare dicendo che io ho sempre comprato, testato/usato e rivenduto molto, sempre, per passione, poi aggiungo che ho solo alcune foto, ho perso quasi tutto su un hard disk rotto, metto quello che mi è rimasto. Ho comprato Extrema Ratio per diversi motivi in realtà, tra cui il fatto che probabilmente è il marchio italiano più famoso e più di successo. Il primo che ho avuto tanti anni fa è stato un chiudibile, all'epoca compravo principalmente chiudibili. Era un Basic folder 2, tactical tanto, con manico scheletrato in alluminio anodizzato e liner lock con sicura. Con il senno del poi non era un brutto coltello, pagato pochissimo, il blocco con sicura è fatto molto bene, su un chiudibile l'n690, all'epoca, ci stava bene, purtroppo la punta tanto non ha senso, è pesante e soprattutto è penalizzato da uno spessore al filo esagerato per un chiudibile, che lo fa tagliare male. Le viti anodizzate perdono colore subito, e usa il teflon come rondella sul pivot. Però l'esperienza è servita a valutare i chiudibili ER. Se fosse fatto con uno spessore adatto e un costo contenuto, il basic folder 1, sarebbe un coltello interessante, semplice, pratico e robusto.

Dopo questa esperienza, ho avuto tanti altri marchi e sono passato principalmente a Spyderco e Benchmade, ne ho avuti a decine, prima di passare ai lama fissa in maniera seria e rallentare con i chiudibili. Di E.R. si è sempre parlato tanto, sui forum, all'epoca d'oro dei forum si parlava tantissimo del col moschin, dei dobermann, del fulcrum, il golem. Chi li utilizzava, soprattutto gli appassionati della coltelleria americana, ne hanno sempre parlato male. Ma io dovevo provare per conto mio, senza pregiudizi, sul campo. Non mi piace parlare senza esperienza, magari sbagliando, ma per valutare bene qualcosa devi usarlo. Inoltre è un gruppo nato a Prato che ha collaborato anche con alcuni reparti italiani, e alcuni amici dell'esercito mi hanno raccontato la delusione che c'era dietro la nascita del Rao, come a loro fosse stato promesso tutt'altro, inoltre la prima versione era difettosa. Ricordo le scarsissime performance sul campo di modelli davvero imbarazzanti, come l'ontos, il fulcrum, il golem. Tanto che il golem usci di produzione, e l'ontos fu modificato nella prima versione del selvans da Daniele dal canto, chiamato appositamente e ricordo che E.R. stessa ne parlo male, dichiarando risolti i problemi con l'uscita del selvans.

Insomma dovevo averne uno e dovevo testarlo per bene. In quei mesi usci il Dobermann IV e mi piacque subito, ero moderatore sul forum di Collini e avevo il 15% di sconto sullo store, così lo comprai subito ad un buon prezzo.

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Ricordo che presi nello stesso mese Dobermann IV e KR legion. Comunque usai molto il Dobermann IV, feci diverse recensioni, foto test, confronti con l'n690 di fox (con il combat jungle, che ho trovato inferiore come resa).

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Dopo anni di uso, posso dire che ha un bel bilanciamento avanzato che lo rende molto adatto a lavori da campo, chopping ecc come vedete sopra, sul legno verde ha una penetrazione davvero buona, ma anche sullo stagionato se la cava bene, complice appunto il bilanciamento.

Ma allo stesso tempo si maneggia molto bene ed è usabile anche in cucina ad esempio, con i limiti del caso. Ricordo queste foto in cucina, contro una zucca molto tosta.

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Il filo ad S, è un pò tosto da riaffilare. Il controfilo falso lo rende non molto adatto al batoning, ma strizza l'occhio al combat. Ma per il resto è penalizzato dal manico, forma (scomodissimo) e materiale, che prende gioco e si rovina subito. L'acciaio si riaffila male, meglio ravvivare che riaffilare (cosa comunque vera un pò in generale), e come dicevo ho trovato ossido, ruggine rossa e pitting sul codolo, dimostrando una scarsa resistenza all'ossidazione, complice anche lo scarsissimo manico. Dopo qualche anno di utilizzo, ne è uscito molto usurato. Credo ancora oggi che sia il loro migliore progetto, con un altro manico, magari anche una gomma seria stile fallkniven o meglio ancora stile busse, senza viti, più comodo e semplice come design, con un bel fodero in kydex e un acciaio migliore, sarebbe un gran bel coltello.

Poi volevo provare anche le versioni premium di E.R. perchè dovrebbe essere il top della loro produzione. Con la lama satinata, il manico in legno e il fodero in cuoio. Quindi approfittai di uno sconto su lamnia per prendere lo Shrapnel one versione premium, anche perchè dicevano fosse un gran coltello da usare, piaceva a molti all'epoca. Purtroppo ho perso le foto in uso. Devo dire che è stata una delusione incredibile.

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Se ho usato il Dobermann in cucina, questo sembra proprio un costoso coltello da cucina, per il design della lama, davvero poco adatta al bushcraft.

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Fodero in cuoio molto sottile, tutta apparenza, la qualità percepita è molto bassa, cuciture singole rinforzate internamente con plastica semirigida, una soluzione abbastanza imbarazzante. Passante per la cintura troppo piccolo e poco robusto. Ha gli stessi bottoni degli altri foderi.

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Scritte giganti sulla lama, estremamente fastidiose, vite in ottone, che si spana subito.

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Qua sopra vedete alcune imperfezioni sulla lavorazione del legno, fastidiose per l'indice che ci cade sopra.

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scritta molto fastidiosa sul palmo della mano, messa solo per scena ed apparenza, meglio con i guanti

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Manico molto lungo, ma davvero scomodo in molte zone. La lama è troppo leggera in punta e questo lo penalizza incredibilmente sia nel chopping che nel batoning, dove va malissimo. La lunghezza del manico gli fa recuperare un pò di leva, ma non è abbastanza per ottenere una buona performance. Il manico nell'uso si è rovinato subito e nel chopping di ulivo tagliato da qualche mese, si è crepato. Il legno è un santos se ricordo bene, ma la solita vite centrale fa perno e le vibrazioni che aumentano attorno all'asse centrale, al primo uso serio, ma proprio il primo o il secondo, l'ha fatto crepare subito. Non ho piùle foto purtroppo. Torniamo sempre al punto dei manici dal design sbagliati, progettati male, con i materiali sbagliati. Tutto solo in funzione dell'estetica e non dell'uso reale. Queste versioni premium, per quanto belle (vedi il dobermann IV Africa) sono solo estetica, soldi buttati, peggio delle versioni base nell'uso.

Infine dopo qualche anno, complice il fatto che ho sempre amato particolarmente i coltelli grandi, i chopper, ho preso usato a buon prezzo (ma praticamente nuovo in collezione) un kreios. Volevo provarlo da quando è uscito. Perchè è enorme, uno dei coltelli più grandi che ho avuto, ed è stato molto sponsorizzato con alcune missioni in Africa, dove è stato usato come macete e come grande coltello da campo. Inoltre a parte il Dobermann IV, gli E.R. più interessanti sono quelli fatti in collaborazione con Daniele dal Canto.

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Ho iniziato subito ad usarlo, qua almeno abbiamo due viti, sul manico, così si evita l'effetto perno attorno alla vite centrale, anche se il manico è migliorato (nella parte finale soprattutto) ed e più comodo del classico, rimane comunque scomodo in molte prese e soprattutto resta il materiale scadente, che si rovina subito.

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Il coltello è pesante e molto bilanciato in avanti ovviamente, ed ha una inclinazione che favorisce il colpo. Ha una grande potenza di taglio, una penetrazione forse anche eccessiva, che tende a far incastrare la lama e spesso, vista l'inclinazione tra lama e manico, ciò porta a fare una torsione del polso, per tirare fuori la lama dai colpi dati durante il chopping. Il full flat è eccessivo su una lama così grande, che arriva troppo sottile al filo, con uno spessore esiguo e un acciaio con scarsa resilienza, poco adatto ad usi del genere, su lame grandi destinate ad usi pesanti.

La ricetta per il disastro c'è. E difatti si è chippato nell'uso. Stavo facendo a pezzi un bancale, del pellet, sia per test, ho anche il video, sia perchè avevo bisogno di fare spazio e farlo a pezzi per il camino di casa. In vista dell'arrivo di altri bancali con il nuovo pellet sopra. Ovviamente prima di iniziare le assi sono state schiodate e controllate.

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ripulito e alla luce del sole. L'impressione è che abbia subito la classica "pinzata", da chopping, prima si è piegato e poi si è spezzato. Lama pesante, grande penetrazione ed incasttro, filo sottile, bisello full flat, molta energia cinetica nel colpo, angoli che favoriscono la torsione del polso in fase di estrazione, acciaio molto poco resiliente, legno duro, stagionato ed ecco il risultato.



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Secondo me il progetto andrebbe rivisto, con un altro acciaio, possibilmente carbonioso e molto resiliente, vista la mole in gioco e le forze sviluppate (52100, A8 mod, cpm3v, S7 ecc.) e un bisello sabrè alto, oppure con filo convex, o bisello convex, o tutte e tre insieme... non così sottile e full flat insomma. Poi costa davvero troppo per quello che offre.

Comunque ammetto di aver avuto a che fare con un ottimo servizio di garanzia. Corriere mandato a casa a loro spese e ritirare il coltello rotto, coltello nuovo a casa in tre giorni, senza spendere un euro. Questo va detto, assistenza di alto livello. Ma, mi hanno chiamato al telefono, più volte, mi hanno fatto parlare con un ingegnere responsabile della produzione, hanno dato la colpa solo all'utilizzatore, mi hanno fatto mangiare metà fegato e ho avuto da discuterci. Non sono d'accordo con la loro posizione. Chiaramente non vogliono pubblicità negativa e mi chiedo quanti Kreios siano saltati in Africa, se usati intensamente su legna dura, ma quando fai coltelli ragionando più sull'estetica e meno sull'utilizzo, i risultati sono questi. La garanzia almeno è ottima, così come la rivendibilità di questi coltelli, che piacciono così tanto ai collezionisti di coltelli e agli appassionati di militaria.

Il nuovo kreios, che vedete qua sotto, l'ho rivenduto subito a prezzo stracciato, non avendo nessuna voglia di romperlo ancora e discuterci di nuovo al telefono o fare polemica su qualche social (cosa successa sui gruppi FB). Chi l'ha preso ha fatto un affare, era nuovo, dalla fabbrica.

IMG-20220812-194113.jpg


Personalmente ho dato con questo marchio, ho provato di persona e visto molta della loro produzione. Il kreios è stato una grossa delusione, e una fonte di problemi, che mi hanno fatto allontanare per un bel pò da video, recensioni e post sui social, nonchè da nuovi acquisti. Mi piacerebbe provare il nuovo E.R. Numen in s600? Assolutamente si, bel chopper grande come piace a me, acciaio nuovo da provare. Lo comprerei? Mai. Carissimo come prezzo, fuori mercato. Inoltre mi hanno deluso troppo per dargli altri soldi. Il marchio ormai lo conosco bene, l'ho valutato e ne conosco pregi e difetti e i difetti superano di gran lunga i pregi. Purtroppo l'esperienza ha un costo.

Spero di aver risposto bene. Mi scuso per la lunghezza, ma è uno di quegli argomenti sempre caldi
Innanzituto grazie zoro, la tua disamina sembra non lasciar repliche.
Magari qualcuno potrebbe sindacare che il tuo utilizzo sia stato improprio, che i bancali sono troppo duri, o che un difetto di fabbrica può capitare a tutti, ma ho idea che se tu avessi avuto in mano la roncola in c60 di tuo nonno o il vecchio Leuku che non ti ricordi dove l'hai messo, non sarebbe successo.
Probabilmente in questo caso, una combinazione tra geometrie e acciaio non proprio indicati, hanno amplificato la criticità.
Mi dispiace, sono i ricchi del mestiere, diciamo che questo può capitare a chi li utilizza veramente.
 
Innanzituto grazie zoro, la tua disamina sembra non lasciar repliche.
Magari qualcuno potrebbe sindacare che il tuo utilizzo sia stato improprio, che i bancali sono troppo duri, o che un difetto di fabbrica può capitare a tutti, ma ho idea che se tu avessi avuto in mano la roncola in c60 di tuo nonno o il vecchio Leuku che non ti ricordi dove l'hai messo, non sarebbe successo.
Probabilmente in questo caso, una combinazione tra geometrie e acciaio non proprio indicati, hanno amplificato la criticità.
Mi dispiace, sono i ricchi del mestiere, diciamo che questo può capitare a chi li utilizza veramente.
Vedete che siamo tornato alla Roncola del nonno??? Hahahahahaha quelle non si fermano mai, mai rotto una Roncola (anche se non é full tang) se nom fosse che non sono buono ad affilarle bene nella curvatura girerei solo con quelle......
 
Vedete che siamo tornato alla Roncola del nonno??? Hahahahahaha quelle non si fermano mai, mai rotto una Roncola (anche se non é full tang) se nom fosse che non sono buono ad affilarle bene nella curvatura girerei solo con quelle......
Tagliagli la punta Fabio cosí si riaffila più facilmente, altrimenti prendi un machetino Angelo B. :lol::rofl: io che non so usare la roncola con quello mi ci trovo bene.
Si torna sempre alle origini, a chi le cose le sviluppava per necessità e disponendo di poco materiale e spesso scadente.
Con tre profili assolvi a tutti i compiti per cui devi ricorrere all'utilizzo di un coltello.
Hollow per la cucina, Scandi per l'intaglio, Convex come Multipurpose.
Oggi come oggi, poter disporre di acciai molto più performanti è un plus non indifferente e secondo me basterebbe, alcune case lo fanno, riproporre semplici linee o forme come un Puukko, magari in CPM Magnacut, M390, ElmaxSuperClean, oppure un bel Leuku 230 in CPM 3V per avere uno strumento superperformante a ancora più affidabile.
Come ti dissi quando mi arrivò l'H1 nuovo, questo Puukko è di un'altra dimensione.... ;)
 
Tagliagli la punta Fabio cosí si riaffila più facilmente, altrimenti prendi un machetino Angelo B. :lol::rofl: io che non so usare la roncola con quello mi ci trovo bene.
Si torna sempre alle origini, a chi le cose le sviluppava per necessità e disponendo di poco materiale e spesso scadente.
Con tre profili assolvi a tutti i compiti per cui devi ricorrere all'utilizzo di un coltello.
Hollow per la cucina, Scandi per l'intaglio, Convex come Multipurpose.
Oggi come oggi, poter disporre di acciai molto più performanti è un plus non indifferente e secondo me basterebbe, alcune case lo fanno, riproporre semplici linee o forme come un Puukko, magari in CPM Magnacut, M390, ElmaxSuperClean, oppure un bel Leuku 230 in CPM 3V per avere uno strumento superperformante a ancora più affidabile.
Come ti dissi quando mi arrivò l'H1 nuovo, questo Puukko è di un'altra dimensione.... ;)
Aspetto una Roncola convex, full tang e in 3v!
 
Innanzituto grazie zoro, la tua disamina sembra non lasciar repliche.
Magari qualcuno potrebbe sindacare che il tuo utilizzo sia stato improprio, che i bancali sono troppo duri, o che un difetto di fabbrica può capitare a tutti, ma ho idea che se tu avessi avuto in mano la roncola in c60 di tuo nonno o il vecchio Leuku che non ti ricordi dove l'hai messo, non sarebbe successo.
Probabilmente in questo caso, una combinazione tra geometrie e acciaio non proprio indicati, hanno amplificato la criticità.
Mi dispiace, sono i ricchi del mestiere, diciamo che questo può capitare a chi li utilizza veramente.

Figurati, ho risposto volentieri. Sono sempre aperto al dialogo, non penso di avere la verità in tasca. Anzi mi piace il confronto. Però mi piace parlare sulla base di esperienza e studio. Ho fatto qualche test e recensione principalmente per passione e curiosità.

Capisco anche che qualcuno possa aver provato E.R. e averli trovati buoni coltelli, se non eccezionali. Ma bisogna vedere il contesto. Ho trovato in giro pochi pareri completi, di gente esperta veramente e oggettiva, senza collaborazioni con il marchio o qualche negozio. Un parere onesto e riassuntivo penso veda come criticità i materiali usati, il costo, la performance, la forma del manico e l'usura di manico e fodero negli anni. Mentre punti di forza sono la ottima garanzia, la copertura, il design accattivante, alcune collaborazioni, i remake moderni di pugnali militari italiani, l'ottima rivendibilità e collezionabilità. Il marketing lo vedo come arma a doppio taglio. Sono eccezionali, ma non puoi farmi credere che il kreios abbatte alberi e arbusti durissimi in Africa, in situazione di uso reale e poi al primo asse di un bancale, si piega e si spezza. Qualcosa non torna. Comunque il kreios non è stato l'unico problema che ho avuto, allo sharpnel si è crepato il manico, ai primi utilizzi, mi spiace non avere le foto, ma anche quello era un danno importante, su un utilizzo normale, in poco tempo. Sulla base della mia esperienza, posso dire che secondo me, i problemi principali non sono singoli casi sfortunati, ma problemi comuni alla produzione del marchio. Ma sono mie valutazioni, ripeto.

Quanto alle critiche, che ho ricevuto sul chipping del kreios, posso riportarne alcune tra le più banali e rispondere/dire la mia:

- Si è chippato perchè hai preso un chiodo: non c'era nessun chiodo, le assi erano state schiodate e controllate, c'è il video. Nel punto in cui si chippa non c'era nessun chiodo, non ci sono dubbi.

- Si è chippato perchè hai preso il nodo, di proposito: colpisco il pezzo (tra l'altro anche piccolo, una tavoletta, dura ok , ma piccola, sarà stata 6-7 cm per 3, non era un asse portante di un tetto) girando intorno, non avevo neanche visto il nodo. Per farle entrare nel camino, i pezzi più o meno so come vanno tagliati, quindi colpisco in quella zona per una questione banale di misure. Ho fatto un destruction test, solo una o due volte, per gioco, con coltelli già compromessi, un nieto chippato e un gerber di bear Grylls chippato. Non è un test sensato, tagliare metallo o prendere a mazzate un coltello con una mazzetta di acciaio, perchè non sono reali situazioni di utilizzo. I destruction test dovrebbero farli le aziende, su provini e coltelli in fase di progettazione.

- Si è chippato perchè ci hai tagliato un legno troppo duro, i bancali sono resinosi, induriti termicamente, è anche un peccato tagliarli e buttarli: Devo davvero giustificarmi anche per i bancali?Io non ho una azienda per riutilizzare bancali, sono un privato. Quindi mi occupano spazio. Devo smaltirli, punto. Ogni anno me ne arrivano alcuni con il pellet o i sacchi vari che acquisto e ogni anno li smaltisco. A volte li ho fatti a pezzi con l'husquarna. A volte ho riutilizzato le assi per qualche lavoro di giardinaggio, ma di solito li uso come esche per il fuoco o pezzi da bruciare. Quando ho tempo e voglia li ho fatti in piccoli listelli per il fuoco. Ho usato decine di volte negli anni coltelli come lo Skrama 240, il kershaw camp 10, la silky nata da 240, il ka-bar bk9, qualche chopper della bark river ecc. e anche qualche roncola pennata forgiata, senza nessun problema. E molti di questi costano molto meno del kreios. Non è che tutte le volte che uso un coltello faccio un video. Il kershaw camp 10 non dovrebbe reggere il confronto, eppure... ha tagliato almeno una trentina di tavole come quella del kreios, se non di più, e lo stesso gli altri che ho usato più spesso.

- Si è rotto perchè era un pezzo temprato male, sfortunato: Se notate il chipping avviene dopo una piegatura, quindi il filo si piega e poi si spezza. Sembra un pezzo piccolo, ma sono le dimensioni del kreios, che è gigante, che vi ingannano, il pezzo è 2 cm per 1, si vede dal metro bene. Il pezzo chippato è visibilmente piegato e il grano sulla mezzaluna sembra regolare. Tutti indizi che depongono in favore di un trattamento termico classico per quell'acciaio. Ma non solo. Come dicevo ho parlato con l'ingegnere di E.R. al telefono, il coltello è stato testato e non aveva nessun difetto ne nell'acciaio ne nella tempra. Secondo loro era esattamente come doveva essere da progetto, nel range di hrc corretti. Certo che se sbagli il progetto in partenza, è inutile seguirlo bene, ma questo è un altro discorso. Ufficialmente per E.R. il mio kreios non era difettoso, anche su questo non ci sono dubbi.

-Si è rotto per colpa dell'utilizzatore, il coltello andava usato diversamente: Questo me l'ha detto anche l'ingegnere al telefono. Secondo loro era meglio mettere la tavola orizzontale e non verticale, andrebbe usato sempre così. Mi sembra una cavolata gigantesca. Quindi non potrei tagliare un arbusto in piedi, in verticale? Mai letto da nessuna parte, mai sentito da nessun esperto, mai sentito come consiglio da nessun esperto in nessun video o libro letto. Anche nonno che mi ha insegnato a tenere una roncola in mano, non mi ha mai dato un consiglio del genere. Quindi non è un tecnicismo da esperti, non è cultura contadina popolare. Mi sembra una supercazzola in pieno stile toscano, toscana come E.R., tratta direttamente dal film amici miei.

-Si è rotto perchè hai fatto una torsione del polso, per errore o perchè volevi romperlo: Come dicevo, non ho mai voluto rompere niente, facevo un test, che era anche un lavoro che volevo/dovevo fare. Non bisognerebbe fare torsioni con il polso, soprattutto con full flat sottili e poco resilienti, è vero. Ma non è stata una cosa voluta. Il coltello è molto pesante. La lama è estremamente lunga, con un angolo di inclinazione tra manico e lama. C'è stata qualche torsione del polso in fase di estrazione, ma inanzitutto un minimo è fisiologico, lo fanno i flessori del polso, nessun umano è un robot, poi il bisello full flat sottile penetra tanto e si incastra molto, serve forza per toglierlo e infine gli angoli tra lama e manico, il peso in gioco, lo rendono difficile da estrarre in maniera perfettamente parallella al colpo dato. Inoltre questa torsione a volte si usa per esempio con le accette, per staccare pezzi di legno nel chopping e scastrare lo strumento, quindi a volte è fatta volontariamente. Chiaramente non è questa la tecnica giusta per questo strumento, ma non è stato volontario. Per la mia esperienza e non sono un principiante, alcune di queste lame giganti che ho avuto (kershaw camp 18, kreios, bark river bravo 3 con il vecchio manico corto, kukri grandi, nata giapponese grande asimmetrica ecc..) non sono affatto facili da usare. Oltre all'esperienza, serve proprio confidenza con lo strumento. Meglio andare su strumenti molto più facili da usare e più affidabili, come un terawa skrama 240, che per me vale per 5 kreios tranquillamente, costando 1/5 del prezzo.

- Non era progettato per questo utilizzo: E per quale utilizzo allora va usato? tagliare rametti verdi da 1 cm? Vegetazione verde? la lama è lunga 32,4 cm, cioè 32,4 cm è tantissimo, di sicuro non serve per il panino.....Poi perchè le missioni in Africa, il marketing, la descrizione sul loro sito, le recensioni dei collaboratori del marchio, i corsi ecc. dicono e dimostrano tutt'altro. Un coltello progettato per utilizzi pesanti, un macete all'occorenza, da usare per costruire un riparo e gestire un fuoco in Africa, ispirato agli strumenti locali, un acciaio che secondo l'azienda è perfetto per l'utilizzo, è più resiliente e performante di tutto il resto. Quando un signor carbonioso come un cpm3v, gli mangia in testa. Per me è assurdo. Un altro macete costoso che non fa bene quello per cui è stato progettato.

Chiedo scusa a chi legge la discussione, se l'argomento mi fa scaldare, e non ce l'ho assolutamente con nessuno in particolare, ma per me è stata una grossa fonte di problemi e stress. Quando una passione invece dovrebbe essere tutt'altro. E anche se sono passati 2 anni, non l'ho ancora digerita. Poi capisco che i problemi avvengono solo a chi le cose le usa, però io mi baso su quello per valutare coltelli e marchi.
 
-=OT=-

Anche io mi accodo nel plaudere gli ultimi post di zoro, il che mi pone ot.

Gli utensili quando si lavora: di certo si usano e si deteriorano, e può accadere di romperli; sarebbe meglio di no, ma in questo caso è anche importante non farsi male.

Personalmente ho rotto: punte di trapano, manico di accetta; piegato: chiavi fisse, cacciaviti, piede di poco (e questa è o comico o patetico, dipende da come la si vuole vedere), rovinato: lame circolari, filetti, bulloni, etc. Con il tempo ho imparato ad attribuire solo a me la responsabilità dell’accaduto, con le cause che possono essere le più varie: troppa irruenza, strumento inadatto allo scopo, carenza di tecnica, carenza di esperienza, etc.

Ho anche disfatto parecchi bancali: anni fa mi capitava di doverne smantellare una ventina in un poche ore: con una sega elettrica circolare manuale o da banco, e se ero fortunato con uno disco a denti rinforzati in widia, facevo il mio. Se la lama era semplice da legno dovevo stare attentissimo ai chiodi altrimenti se ne prendevo uno essa era compromessa (ovviante successe). Una volta riuscii persino a rompere i cuscinetti di base di una sega circolare manuale (vatti a fidare delle cineserie). Ah sì, i chiodi finivano diritti in stufa ancora conficcati nei cubi di legno, tanto si recuperano dalle ceneri con una calamita.

Non esiste lo strumento prefetto, ogni attrezzo ha le sue caratteristiche, che calate nel contesto d’uso diventano pregi e difetti. Per questo è lo scopo che determina il mezzo, se ci si lascia guidare dai principi di efficacia ed efficienza. D’altra parte è anche importante provare e sperimentare per poter capire.

Leggendo i post di zoro, che ho trovato interessantissimi, io ho appreso alcune cose, tra cui che la E.R. è una ditta che sa fornire un’ottima assistenza, e che per dare legnate a prezzi di bancale lo Skrama 240 va benissimo (anche se il mio istinto mi suggerisce di usare una sega, magari manuale).

Cordiali saluti
 
Aspetto una Roncola convex, full tang e in 3v!
Convex, Fulltang, gli manca il 3V, ma non ha niente da invidiargli Fabio, l'artigiano è una garanzia....
Quando ti arriva fai una rece... :biggrin::p
https://www.coltellerielivi.com/product/rasoio-da-barba-custom-in-acciaio-inox-e-radica-3/
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Chiedo scusa a chi legge la discussione, se l'argomento mi fa scaldare, e non ce l'ho assolutamente con nessuno in particolare, ma per me è stata una grossa fonte di problemi e stress. Quando una passione invece dovrebbe essere tutt'altro. E anche se sono passati 2 anni, non l'ho ancora digerita. Poi capisco che i problemi avvengono solo a chi le cose le usa, però io mi baso su quello per valutare coltelli e marchi.
Evviva la franchezza zoro. :si:
 
Aprii io questo post alcuni mesi fa, e oggi, chiacchierando con ChatGPT di acciai da coltelli, ad un certo punto gli ho posto la domanda iniziale:
perché un acciaio taglia?

ecco la sua risposta:
Perché un acciaio taglia” sembra semplice, ma in realtà coinvolge fisica, chimica, metallurgia e geometria tutte insieme.
Ti spiego in modo chiaro e completo perché un pezzo di acciaio temprato riesce a tagliare
1. Il taglio è una deformazione controllata

Tagliare non è “rompere” la materia, ma concentrarne la deformazione plastica in una zona estremamente sottile.
Un acciaio taglia quando:

La pressione concentrata sul filo supera la resistenza del materiale da tagliare.

Formula base: P = F/A

dove:
  • P = pressione esercitata,
  • F = forza applicata,
  • A = area di contatto (il filo del coltello).
Più piccola è l’area di contatto, più alta è la pressione → più facile superare la resistenza del materiale da tagliare.
2. L’acciaio taglia perché il suo filo può essere estremamente sottile

  • Il ferro puro è troppo tenero: il filo si piegherebbe o si smusserebbe subito.
  • L’acciaio, invece, contiene carbonio e altri elementi (Cr, V, Mo, Co) → dopo tempra e rinvenimento, forma carburi durissimi (Fe₃C, Cr₇C₃, VC, ecc.) e una struttura martensitica stabile.
Questo gli permette di:
  • Mantenere un angolo di filo molto acuto (15–20°);
  • Resistere alla deformazione plastica sotto carico;
  • Restare affilato più a lungo (grazie ai carburi duri nei bordi).

3. La microstruttura fa la differenza

Un acciaio taglia bene non solo perché è duro, ma anche perché è fine e omogeneo.
Le microstrutture principali sono:

MicrostrutturaProprietàEffetto sul taglio
MartensiteMolto dura (fino a 65 HRC)Mantiene il filo
Carburi (Cr, V, Mo)Estremamente duriAumentano resistenza all’usura
Ferrite e PerlitiPiù tenaci ma più morbideTaglio meno aggressivo

4. La geometria del filo è cruciale

Anche il miglior acciaio del mondo non taglia se ha un filo troppo spesso o smussato.
  • Angolo del filo:
    • 10–15° → taglio molto fine (rasoi, bisturi)
    • 20–25° → bilanciato (coltelli da cucina)
    • 30°+ → robusto (coltelli da sopravvivenza)
  • Finitura superficiale:
    • Lucidatura a specchio → taglio più “pulito”
    • Micro-seghettatura (da pietra più ruvida) → taglio più “aggressivo
In pratica:
La geometria del filo determina come taglia,
La microstruttura dell’acciaio determina quanto a lungo taglia.
5. Il trattamento termico: la vera “anima del tagliente”
Il trattamento termico (tempra + rinvenimento) trasforma il ferro e il carbonio in una matrice martensitica dura e stabile.

Fasi chiave:

  1. Austenitizzazione: l’acciaio viene riscaldato a 800–1100 °C → dissoluzione del carbonio.
  2. Tempra: raffreddamento rapido (olio, aria o criogenia) → formazione di martensite.
  3. Rinvenimento: riscaldamento controllato (150–300 °C) → rilassa le tensioni e bilancia durezza e tenacità.
Un acciaio non temprato non taglia bene, perché la sua struttura (ferrite + perlite) è troppo morbida.

6. In sintesi: perché un acciaio taglia

FattoreSpiegazioneEffetto
Durezza elevataMartensite + carburiResiste alla deformazione del filo
Grana fineStruttura omogeneaFilo più regolare e affilato
Carburi duriCr, V, MoMigliore resistenza all’usura
Trattamento termico correttoTempra + rinvenimentoEquilibrio durezza-tenacità
Geometria affilataAngolo e lucidaturaPressione localizzata → taglio
Affilatura fineBordi microscopici lisciTaglio più pulito ed efficiente
 
Ultima modifica:
Aprii io questo post alcuni mesi fa, e oggi, chiacchierando con ChatGPT di acciai da coltelli, ad un certo punto gli ho posto la donada iniziale:
perché un acciaio taglia?

ecco la sua risposta:
Perché un acciaio taglia” sembra semplice, ma in realtà coinvolge fisica, chimica, metallurgia e geometria tutte insieme.
Ti spiego in modo chiaro e completo perché un pezzo di acciaio temprato riesce a tagliare
1. Il taglio è una deformazione controllata

Tagliare non è “rompere” la materia, ma concentrarne la deformazione plastica in una zona estremamente sottile.
Un acciaio taglia quando:


Formula base: P = F/A

dove:
  • P = pressione esercitata,
  • F = forza applicata,
  • A = area di contatto (il filo del coltello).
Più piccola è l’area di contatto, più alta è la pressione → più facile superare la resistenza del materiale da tagliare.
2. L’acciaio taglia perché il suo filo può essere estremamente sottile

  • Il ferro puro è troppo tenero: il filo si piegherebbe o si smusserebbe subito.
  • L’acciaio, invece, contiene carbonio e altri elementi (Cr, V, Mo, Co) → dopo tempra e rinvenimento, forma carburi durissimi (Fe₃C, Cr₇C₃, VC, ecc.) e una struttura martensitica stabile.
Questo gli permette di:
  • Mantenere un angolo di filo molto acuto (15–20°);
  • Resistere alla deformazione plastica sotto carico;
  • Restare affilato più a lungo (grazie ai carburi duri nei bordi).

3. La microstruttura fa la differenza

Un acciaio taglia bene non solo perché è duro, ma anche perché è fine e omogeneo.
Le microstrutture principali sono:

MicrostrutturaProprietàEffetto sul taglio
MartensiteMolto dura (fino a 65 HRC)Mantiene il filo
Carburi (Cr, V, Mo)Estremamente duriAumentano resistenza all’usura
Ferrite e PerlitiPiù tenaci ma più morbideTaglio meno aggressivo

4. La geometria del filo è cruciale

Anche il miglior acciaio del mondo non taglia se ha un filo troppo spesso o smussato.
  • Angolo del filo:
    • 10–15° → taglio molto fine (rasoi, bisturi)
    • 20–25° → bilanciato (coltelli da cucina)
    • 30°+ → robusto (coltelli da sopravvivenza)
  • Finitura superficiale:
    • Lucidatura a specchio → taglio più “pulito”
    • Micro-seghettatura (da pietra più ruvida) → taglio più “aggressivo
In pratica:

5. Il trattamento termico: la vera “anima del tagliente”
Il trattamento termico (tempra + rinvenimento) trasforma il ferro e il carbonio in una matrice martensitica dura e stabile.

Fasi chiave:

  1. Austenitizzazione: l’acciaio viene riscaldato a 800–1100 °C → dissoluzione del carbonio.
  2. Tempra: raffreddamento rapido (olio, aria o criogenia) → formazione di martensite.
  3. Rinvenimento: riscaldamento controllato (150–300 °C) → rilassa le tensioni e bilancia durezza e tenacità.
Un acciaio non temprato non taglia bene, perché la sua struttura (ferrite + perlite) è troppo morbida.

6. In sintesi: perché un acciaio taglia

FattoreSpiegazioneEffetto
Durezza elevataMartensite + carburiResiste alla deformazione del filo
Grana fineStruttura omogeneaFilo più regolare e affilato
Carburi duriCr, V, MoMigliore resistenza all’usura
Trattamento termico correttoTempra + rinvenimentoEquilibrio durezza-tenacità
Geometria affilataAngolo e lucidaturaPressione localizzata → taglio
Affilatura fineBordi microscopici lisciTaglio più pulito ed efficiente
Riassunto ottimo!
Mi ero perso questo thread interessantissimo, riparto dal via e me lo leggo!:woot:
 
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