Perché odio i rifugi

Premessa: sto per rendermi antipatico a molti.

La faccio breve: odio i rifugi perché rendono la montagna più accessibile, e quindi più frequentata.

La prendo alla lontana partendo da un'altra forma di antropizzazione della montagna MOLTO più estrema: i consorzi sciistici.
Montagne divelte per trapiantare lì la città, in un ambiente sicuro, con panini, birra, musica agli impianti, in cui fumare una bella sigaretta facendo la fila per la prossima salita. Orrore.

Senza andare così in là: anche i rifugi sono colpevoli. Permettono a molta più gente di quella che ci andrebbe altrimenti, di andare in montagna.

Quando ho tentato il Grand Combin eravamo solo io e il mio socio. Il rifugio era ancora chiuso, avrebbe aperto il giorno dopo. Non abbiamo visto un anima tutto il primo giorno, né il secondo... fino a un certo momento. Eravamo noi, la tenda, una pernice bianca, la neve da sciogliere, il ghiaccio. E il silenzio.

Il giorno seguente, scendendo, avremo contato la salita di almeno quaranta persone. Che salivano a stare in rifugio, tutte. Gliel'ho chiesto.

Lo stile alpino è morto.

I rifugi rendono la montagna più accessbile, perciò portano folla.
I rifugi portano gente che si fa servire la colazione con le gambe sotto al tavolo al caldo, e parimenti la cena, senza mica doversela portare in spalla, né preparare, né portare o reperire l'acqua: se la comprano.

I rifugi rendono la montagna più facile. E quindi molto più popolata.

Ci sono montagne dove non sarei capace di andare. E sono tante! Molto semplice: non ci vado. Forse un giorno sarò più bravo, e ci proverò. Forse no, e resterò dove sono capace di andare. Non mi aspetto che mi costruiscano una strada per arrivare in cima, o dei posti tappa per scaldarmi e rigenerarmi.

I rifugi sono costosi, puzzano, spesso si mangia male, e la gente russa.

Ecco, è tutto.

No, non è tutto. Un altro aneddoto dei mille possibili. Dietro al rifugio Gnifetti, i seracchi sono completamente marroni. Marroni perché PIENI DI MERDA. Quella notte, la notte in cui ho visto un ghiacciaio trasformato in una cloaca, ho visto una persona dormire in tenda, da sola, lontano. Mi ha cambiato la vita, letteralmente, e mi ha fatto capire che un altro alpinismo era possibile, ed esisteva, seppur fosse di pochi. Bastava sceglierlo. Non me lo avevano mai detto. Non ci avevo mai pensato.

Ora: anche io ho imparato a sciare andando un po' di volte in pista e ho dormito in rifugio qualche volta, durante i corsi che ho seguito, prima di aprire gli occhi. Non sono senza colpe. Il fatto è che nessuno nemmeno te la presenta, un'altra realtà, e a volte ci scappa di davanti. Così era scappata a me. I corsi li fanno solo così, in quegli edifici che calamitano cittadini offrendogli un po' di città - muri, calore, servizio, prezzo da pagare - anche lì. Ed è un peccato. Sarebbe bello se venissero fatti facendo portare agli allievi il necessario per fare un campo base, costruendolo, ed imparando l'alfabeto della montagna prima di imparare a pestare il ghiaccio o a fare nodi.

Ho finito sul serio.
 
S

Speleoalp

Guest
Io odio i rifugi per tutti i motivi da te elencati, aggiungendo che non mi piacciono perché se vado in natura/montagna che sia, non lo faccio per cercare le comodità che ho in città, a casa, ristorante, ecc... ma è proprio per cercare la natura e quello che è. Altrimenti resto a casa e comunque sempre dal lato personale, penso che se dovessi sentire la necessità di avere determinate comodità c in montagna, non ci andrei più in quanto significherebbe, per me, d essere fuori dal mio ambiente e di sentirmi a disagio nella natura.

Per fortuna, per me... non è così... ma l'opposto. In natura cerco meno cose possibili... non ho aspettative, ne pretese...
 
Io sono un novizio della montagna. Ho da imparare moltissimo. Ma mi trovo essenzialmente d'accordo su tutto. Lo spirito, è ammirevole. La penso esattamente come te! Quelle poche volte che son stato in montagna, sono stato rapito dalla Natura, dai silenzi, dagli animali, dal clima, dalla sua "rusticità" (ecco spiegato il mio nick). Non riuscirei mai a stare in un rifugio sapendo quello che c'è fuori!

Complimenti, sei un grande! :)
 
Belle parole, perchè, anche se il discorso si inserisce nella trita diatriba tra gli elitari della montagna e chi invece desiderla farla conoscere a tutti, questa volta ci vedo dietro non una visione ideologica ma un percorso di crescita individuale.
Sfortunatamente, per la stessa ragione non condivido il tuo punto di vista. È naturale che chi sia appassionato e conoscitore della montagna desideri scoprirne e viverne sempre più il volto nascosto, il richiamo mistico, con inevitabile superamento delle comodità, tuttavia questo percorso non può essere imposto o preteso da tutti, specie i novizi.
Giusto iniziare a insegnare un ritorno all'avventura, ma chi di fatto non ha lasciato per la prima volta la città su una mulattiera, o su una pista da sci, o mangiato uova patate e speck in un rifugio al cospetto dei ghiacciai, o a fianco di un pascolo di mucche che scampanavano?
Forse persino il più estremo dei puristi.
Sicuramente gli eccessi di antropizzazione rovinano, specie quando si accompagnano a leggi che intendono civilizzare il selvaggio, con regole e divieti, ma io non sottovaluterei l'importanza di un rifugio o di una via ferrata, per la sua valenza didattica ed aggregante.
Certo, a patto che un rifugio resti un RIFUGIO, e non si trasformi in alberghetto d'alta quota. Ma finora non mi è mai capitato. È bella anche l'atmosfera conviviale dei rifugi.
 
Certo, tutti iniziano ad andare in montagna così. Me incluso.
Perché ormai i rifugi ci sono, gli impianti di risalita ci sono, e nemmeno si pensa che si possa fare altrimenti.

La mia domanda, peraltro totalmente inutile perché la realtà è questa, è: siamo sicuri che un altro mondo non sarebbe stato possibile? In fondo, portarsi una tenda in montagna non è così pesante e scomodo. Basta fare gite più brevi e nella bella stagione. Certo c'è una spesa da sostenere, ma una tenda economica e un sacco a pelo sintetici costano come tre notti in rifugio, o forse meno.

Credo che l'ostacolo sia più mentale che reale.
 
Io non sono un frequentatore di rifugi: ci ho dormito un paio di volte da bambino e, successivamente, ne abbiamo preso qualcuno in gestione per i campi estivi del gruppo speleo (una, due settimane all'anno però bei ricordi).

Non sono neanche un grande utilizzatore di tende (uso però spesso l'amaca).

In linea di massima (nonostante io non ami gli estremismi) potrei vederla come te, però ho fatto caso qui nei Sibillini che ci sono posti dove è vietato bivaccare in tenda, si possono usare solo un bivacco (leggasi: pavimento, tetto, 4 pareti, una porta e una panca) e una grotta bivacco. Questo provvedimento pare sia stato preso proprio per preservare la zona da "eccesso di campeggio" che in certi casi può essere più invasivo di un pernotto in struttura ...

Mi rendo conto che il mio esempio esce un po dal contesto, è solo per mostrare una possibile altra faccia della medaglia
 
Quello dei divieti è un discorso molto pertinente invece, che mi fa incazzare come una bestia.
Inquinano molto di più torme di mangiapolenta, che vanno tutti a sporcare nello stesso punto - cacca, sapone, eccetera, di molte meno (perché sarebbero molte meno!) persone che campeggiano in modo educato.

Ma quelle non portano soldi!

Senza contare che un rifugio spesso richiede una teleferica per i rifiuti. E a me vedere 'sto cavo d'acciaio in giro lungo la valle non fa impazzire, in mezzo alle foto, alla vista, e ai maroni. O un elicottero per andare a prenderli, e anche quello inquina.

Eppure i rifugi sono ben legali!
 
Ultima modifica:
Quello dei divieti è un discorso molto pertinente invece, che mi fa incazzare come una bestia.
Inquinano molto di più torme di mangiapolenta, che vanno tutti a sporcare nello stesso punto - cacca, sapone, eccetera, di molte meno (perché sarebbero molte meno!) persone che campeggiano in modo educato.
Scusa, non l'ho specificato, sempre parlando del caso della zona che ho preso ad esempio (lago di Pilato, Parco dei Sibillini): il bivacco e la grotta in questione sono sempre aperti, non sono gestiti, non necessitano di prenotazione né di pagamenti, non forniscono cibo, né riscaldamento, né servizi o possibilità di cucinare se non con ciò che ti porti da casa (fornellini ecc..) .... questo solo per dire che IN QUESTO CASO non ci vedo nessun fine di lucro e ciò mi fa PENSARE ad un'effettiva necessità di questo provvedimento.

Comunque quella è una zona che io frequento poco e non so dire di più ...

Per il resto, l'unico rifugio qui da me che ho visto da vicino è il rifugio Sibilla al quale ci si arriva comodamente in macchina, è sensibilmente impattante (soprattutto la strada) e una volta ci ho dormito a fianco con la tenda :)
 
Vero. Il discorso dei divieti mi ha fatto venire in mente le Dolomiti... che rabbia. Rifugi affollati, necessario prenotare in anticipo, e spendere un sacco di soldi.
Un sacco da bivacco, vietato.
Ma vaff..
 
Ti capisco e sono d'accordo con te Febs; non ho la vostra esperienza con la montagna e anzi in realtà io sono un figlio del mare e questo "odio" l'ho provato verso altre strutture tipo lidi, camping ed altre strutture lucrative che altro non hanno fatto che deturpare la natura. Direte cosa centra ma il sentimento di vivere la natura per quella che è senza contaminarla e' uguale a 0 s.l.m piuttosto che 3000 s.l.m.
C'è da dire che la montagna (quella vera) ha la fortuna di inibire e fare una selezione naturale di chi la frequenta, il mare no :(
 
S

Speleoalp

Guest
Io non sono d'accordo su alcuni punti, nel senso... giustificare la presenza di rifugi, impianti sciistici, strutture varie basandoli sul dare la possibilità ai novizi d'iniziare... non lo trovo logico e corretto.
(Senza incomprensioni, rispetto e capisco chì quelle strutture le usa e le vuole... ciò che scrivo è basato sul mio modo di vedere e non vuole assolutamente essere universale, regole, ecc...)

Riprendendo, è anche un cosa pericolosa e che rovina la passione per la montagna, perché come in qualsiasi cosa... se voglio imparare è meglio farlo per gradi, da piccole cose, a quelle più grandi.
Quindi non servono delle strutture per dare la possibilità a qualcuno di iniziare a frequentare una determinata attività, soprattutto la montagna.
Inoltre è pericoloso in quanto se si basano queste strutture per i novizi... se la prendono comodo perché salgono e dormono, mangiano,.. nella struttura e magari si organizzano anche in base alla presenza di quella. Il giorno dopo, non sono ancora conoscitori, ma salgono ancora più in quota dove tutto cambia.... perché tanto si sono riposati come a casa, la segnaletica è scarsa, loro non si sono ancora avvicinati alla bussola o la sola cartina, se non sono abituati... le prime volte in certi ambienti possono intimorire, ecc...

Per questo... io vedo quelle strutture utilizzate proprio al contrario, da "esperti" e "veterani".... o "turisti" che salgono con le funivie.
(Ribadisco, non sono accuse, critiche, ecc... ma il mio punto di vista, ognuno fa quello che vuole)

Io, sempre dal mio punto di vista, semplicemente non capisco e non mi piace l'utilizzo di quelle strutture, soprattutto più isolate sono e più no lo comprendo.
Se vado in natura ma m'infastidisce il freddo, il vento, i sassi, la scomodità se devo dormirci, l'acqua, la neve, ecc e cerco il letto, il caldo, un tetto sempre e comunque, la massa con cui passar del tempo... non era il caso che trovano un'attività da fare in centro? Forse se mi trovo così male nell'ambiente reale che voglio frequentare, forse non è che non son a mio agio e sicuramente vuol dire che non mi piace... ma solo quando è tutto perfetto, negli orari perfetti??

Un problema che molto sollevano è quello della "toilette", non è sbagliato farla in natura, gli animali non sbagliano e come vivono gli esseri in natura sono le cose più normali e corrette.

Purtroppo ci dobbiamo fare i conti, ok... ma purtroppo si confonde sempre il fatto che l'essere umano è in soprannumero e se tutti facessero la stessa cosa sarebbe un macello... su ciò che capiterebbe se l'essere umano non sarebbe esageratamente presente sul pianeta.

Ma dal momento che non tutti vanno a fare le stesse cose, soprattutto in natura... non è un problema reale... anzi è come se alcune persone vivessero ancora in maniera primitiva. Il problema semmai è il materiale che resta in giro, non naturale.

Per non parlare del denaro e chi lo giustifica... il denaro è quello che rovina tutto e tutti, tanti che lo predicano e lo criticano, ma basano la loro vita, il loro stile comunque su di lui e lo cerca. Con la scusa "serve, in maniera assolutista", in società e per vivere nelle maniere più comuni chiaro, ma non è un obbligo reale. Inoltre basterebbe dare importanza al denaro basilare che serve, al massimo, per trovare cibo... invece il denaro lo si dà come obbligatorio e necessario per un sacco di cose superflue ma ritenute importanti. Quindi purtroppo, quella è una piaga che quasi tutti rendono reale e così forte.
 
Ultima modifica di un moderatore:
Il discorso è amplissimo, perché, ad esempio io "odio" le strade e le l'illuminazione diffusa. Ho visto strade portare merenderi dappertutto e il cielo e i paesaggi rovinati dall'ennesima inutile illuminazione elettorale. Mentre sulle Alpi da semplice turista con famiglia ho usufruito dei servizi offerti dai rifugi, per cui non ho proprio idea di quale sia il giusto equilibrio tra montagna selvaggia o montagna resa fruibile. Aggiungo solo per gettare benzina sul fuoco :) pardon, argomenti nella discussione che la presenza o meno di strutture si traduce in definitiva sulla presenza o meno di merenderi o rambi della situazione, chi sta nel mezzo forse non apprezza né gli uni né gli altri.
 
S

Speleoalp

Guest
Il discorso è amplissimo, perché, ad esempio io "odio" le strade e le l'illuminazione diffusa. Ho visto strade portare merenderi dappertutto e il cielo e i paesaggi rovinati dall'ennesima inutile illuminazione elettorale. Mentre sulle Alpi da semplice turista con famiglia ho usufruito dei servizi offerti dai rifugi, per cui non ho proprio idea di quale sia il giusto equilibrio tra montagna selvaggia o montagna resa fruibile. Aggiungo solo per gettare benzina sul fuoco :) pardon, argomenti nella discussione che la presenza o meno di strutture si traduce in definitiva sulla presenza o meno di merenderi o rambi della situazione, chi sta nel mezzo forse non apprezza né gli uni né gli altri.
Anche io ho quel sentimento vero quelle cose... getto un po' di benzina assieme alla tua, forse ancora più fastidiosa, ahah OT, ma solo per completare il mio ragionamento e la metto giù drastica per spiegarmi meglio in meno frasi. Fosse per me... lo stile di vita tornerebbe in un'era simili a quella dei Neanderthal`;)) stessa cosa per gli ambienti e l'impatto dell'uomo sul pianeta, per il controllo delle nascite, delle morti, ecc.. ;)) OT chiuso ;))

Alla fine siamo tutti un po' uguali a questo pianeta e tutti, compreso io, facciamo qualcosa di non necessario alla vita, di non rispettoso del pianeta terra... tutti e soprattutto volontariamente con la "finta" dell'obbligo. Ma và così...
 
Perchè odio i rifugi...
Perchè odio le ferrate...
Perchè odio le ciaspole...
Perchè...

Che ansia! :wall:

A parte che qui si fa un fascio non solo con tutta l'erba, ma anche con mele, patate, bulloni, etc visto che si buttano nel calderone anche le strade e gli impianti di risalita sui quali potremmo anche essere d'accordo.

Poi vale sempre il solito discorso su queste tematiche (ormai diventate un cult): chi fa il figo, il purista, quello che "la vera montagna si vive così", scava scava da piccolo o fino a poco tempo prima faceva le passeggiate ai rifugi, andava col papà sulle ferrate (anche chi ora fa l'ottoccì), andava col nonno a ciaspolare e quindi sarebbe opportuno e coerente evitare di riempirsi la bocca con triti discorsi mountain-radical-chic.

Nel merito: a me rifugi e bivacchi piacciono e molto.
Per il fascino struggente di una struttura costruita dall'uomo e buttata in un luogo inaccessibile, massacrata dagli elementi, posta a ultimo baluardo della voglia di esplorazione e di avventura.
Per il fatto di dare a più o meno tutti la possibilità di andare in montagna e di allargare la platea di chi può godere della sua bellezza (curioso: l'esatto contrario della tua motivazione).
Per la sicurezza di un ricovero sicuro in caso di emergenza.
Per la possibilità di fare nuove conoscenze e di condividere insieme impressioni, opinioni, paure prima di una salita.
Per avere un punto intermedio e una destinazione provvisoria in caso di un percorso molto lungo o molto in quota.
Per la possibilità di effettuare alcuni esperimenti scientifici.
Perchè spesso rappresentano buona parte del PIL di una valle che altrimenti sarebbe chiusa e spopolata.

Non so voi (il mondo è bello perchè è vario) ma una delle cose più belle che mi sia capitata in montagna è stare in un bel rifugio in quota, di fianco alla stufa, mentre fuori infuria la bufera, con un libro di Gian Pietro Motti e un bicchiere di Cabernet in mano ;)
 
Io non sono d'accordo su alcuni punti, nel senso... giustificare la presenza di rifugi, impianti sciistici, strutture varie basandoli sul dare la possibilità ai novizi d'iniziare... non lo trovo logico e corretto.
(Senza incomprensioni, rispetto e capisco chì quelle strutture le usa e le vuole... ciò che scrivo è basato sul mio modo di vedere e non vuole assolutamente essere universale, regole, ecc...)

Riprendendo, è anche un cosa pericolosa e che rovina la passione per la montagna, perché come in qualsiasi cosa... se voglio imparare è meglio farlo per gradi, da piccole cose, a quelle più grandi.
Quindi non servono delle strutture per dare la possibilità a qualcuno di iniziare a frequentare una determinata attività, soprattutto la montagna.
Inoltre è pericoloso in quanto se si basano queste strutture per i novizi... se la prendono comodo perché salgono e dormono, mangiano,.. nella struttura e magari si organizzano anche in base alla presenza di quella. Il giorno dopo, non sono ancora conoscitori, ma salgono ancora più in quota dove tutto cambia.... perché tanto si sono riposati come a casa, la segnaletica è scarsa, loro non si sono ancora avvicinati alla bussola o la sola cartina, se non sono abituati... le prime volte in certi ambienti possono intimorire, ecc...

Per questo... io vedo quelle strutture utilizzate proprio al contrario, da "esperti" e "veterani".... o "turisti" che salgono con le funivie.
(Ribadisco, non sono accuse, critiche, ecc... ma il mio punto di vista, ognuno fa quello che vuole)

Io, sempre dal mio punto di vista, semplicemente non capisco e non mi piace l'utilizzo di quelle strutture, soprattutto più isolate sono e più no lo comprendo.
Se vado in natura ma m'infastidisce il freddo, il vento, i sassi, la scomodità se devo dormirci, l'acqua, la neve, ecc e cerco il letto, il caldo, un tetto sempre e comunque, la massa con cui passar del tempo... non era il caso che trovano un'attività da fare in centro? Forse se mi trovo così male nell'ambiente reale che voglio frequentare, forse non è che non son a mio agio e sicuramente vuol dire che non mi piace... ma solo quando è tutto perfetto, negli orari perfetti??

Un problema che molto sollevano è quello della "toilette", non è sbagliato farla in natura, gli animali non sbagliano e come vivono gli esseri in natura sono le cose più normali e corrette.

Purtroppo ci dobbiamo fare i conti, ok... ma purtroppo si confonde sempre il fatto che l'essere umano è in soprannumero e se tutti facessero la stessa cosa sarebbe un macello... su ciò che capiterebbe se l'essere umano non sarebbe esageratamente presente sul pianeta.

Ma dal momento che non tutti vanno a fare le stesse cose, soprattutto in natura... non è un problema reale... anzi è come se alcune persone vivessero ancora in maniera primitiva. Il problema semmai è il materiale che resta in giro, non naturale.

Per non parlare del denaro e chi lo giustifica... il denaro è quello che rovina tutto e tutti, tanti che lo predicano e lo criticano, ma basano la loro vita, il loro stile comunque su di lui e lo cerca. Con la scusa "serve, in maniera assolutista", in società e per vivere nelle maniere più comuni chiaro, ma non è un obbligo reale. Inoltre basterebbe dare importanza al denaro basilare che serve, al massimo, per trovare cibo... invece il denaro lo si dà come obbligatorio e necessario per un sacco di cose superflue ma ritenute importanti. Quindi purtroppo, quella è una piaga che quasi tutti rendono reale e così forte.

vedi Speleoalp, mi sembra di aver capito che tu guardi un rifugio come un hotel in montagna, io invece alla parola rifugio, associo le esperienze che ho fatto in passato di cui riporto un esempio veloce:
salivi a piedi con tutta la tua attrezzatura e cibarie varie per soddifare i tuoi bisogni per almeno un paio di giorni.
aprivi il rifugio compreso di acqua ghiacciata nei tubi e via dicendo, scaldavi il locale tu stesso quando arrivavi e in piu ti arrangiavi con i letti a disposizione.
in piu un rifugio serve anche a persone che passano e per comodità o per esigenza chiedono una sitemazione a poco costo per poi ripartire la mattina dopo presto senza creare disturbo.

come appunto riporta anche gerifalco
Nel merito: a me rifugi e bivacchi piacciono e molto.
Per il fascino struggente di una struttura costruita dall'uomo e buttata in un luogo inaccessibile, massacrata dagli elementi, posta a ultimo baluardo della voglia di esplorazione e di avventura.
Per il fatto di dare a più o meno tutti la possibilità di andare in montagna e di allargare la platea di chi può godere della sua bellezza (curioso: l'esatto contrario della tua motivazione).
Per la sicurezza di un ricovero sicuro in caso di emergenza.
Per la possibilità di fare nuove conoscenze e di condividere insieme impressioni, opinioni, paure prima di una salita.
Per avere un punto intermedio e una destinazione provvisoria in caso di un percorso molto lungo o molto in quota.
Per la possibilità di effettuare alcuni esperimenti scientifici.
Perchè spesso rappresentano buona parte del PIL di una valle che altrimenti sarebbe chiusa e spopolata.
Questo per me è rifugio un posto da condividere e dove, grazie al nostro spirito di adattamento, siamo in grado di coglierne i piaceri!
chiaramente è un mio pensiero
scusate la dilungaggine
ciao a tutti
 
A me, da buon comunista, tutto quello che è esclusivo e non inclusivo puzza di reazionario.

Ovvio, gli impianti di risalita scriteriati e il bar paninaro in cima alla montagna non mi piacciono, ma non vedo che male possa fare un rifugio. Più gente in montagna, ok, per me è un bene. Basta che siano educati alla montagna e non merenderi inquinatori.
Detto questo, anche a me piace il silenzio e la solitudine della montagna. Però togliere un valido punto d'appoggio ai trekker perché "poi siamo in troppi" non mi sembra un motivo valido. Fermo restando che ognuno ha diritto alle proprie opinioni.
 
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S

Speleoalp

Guest
Curiosità. "che tipo di persona è l'Ottoccì" ? (non conosco il termine, non so se solo perché da noi non si usa o perché sono ignorante io su questo) Grazie.

Sacha85, infatti avevo scritto che era per come la vivevo io e non come qualcosa di universale.
Ognuno è libero di fare e vivere come vuole e non fa del male a nessuno e ne ha tutto il diritto.
Io i rifugi/capanne o quel che sia li vedo con i miei occhi e non ho voluto assolutamente dire nulla di negativo verso chì queste strutture le trova belle e utili e sicuramente capisco e credo che chì ha piacere di andare in questi luoghi abbia anche avuto esperienze memorabili e straordinarie.

Come tutti, in una discussione del genere, si espongono le sensazioni personali ;))
Se dico che per me un rifugio è una sorta di Hotel/albergo/Ostello... non significa sminuirlo o offenderlo... semplicemente per è è una cosa molto vicina a quelle strutture e anche se dico che a me non piacciono e giustifico il perché, non vuol essere nulla di negativo verso chi la vede diversamente.

Anche se sinceramente una volta i rifugi erano molto simili a come li hai descritti, parlo per dove vivo io e alcuni nel Nord Italia.
Ma negli ultimi tempi sono stati quasi tutti ristrutturati, aggiornati e sono quasi tutti e sempre muniti di una base alimentare, legna, piumoni, coperte, ecc....
Alcuni sono custoditi tutto l'anno e quindi c'è il servizio da parte del "capannaro", molti altri lo sono solo in certe stagioni e altri ancora non sono mai custoditi, ma all'interno sono sempre mantenuti.
Senza contare che molte volte ci sono persone che pretendono determinate cose in un rifugio/capanna... il che non vuol dire nulla di male e non è un'offesa per nessuno.

Poi, sempre personalmente, io trovo che lo spirito di adattamento lo trovo in un rifugio che chiaramente essendo cresciuto in una casa, tra la gente è la normalità.
Ma sarebbe l'adattarmi all0'ambiente natura che è la natura. Ma ripeto, sono solo miei modi di vedere e fare... non toglie nulla a nessuno.
 
Grazie @Superfebs per la bella riflessione.
D'istinto, sono d'accordo su tutto e infatti ho messo subito mi piace!
Per quanto riguarda gli impianti sciistici e via dicendo, sfondi una porta aperta! Per me sono ciò che di più impattante e deleterio sia stato fatto in alta montagna dalle origini dell'umanità ad oggi. Certi scempi come le funivie sui ghiacciai oppure quel mostro abominevole dell'impiato sull'Aguille du midi sono il frutto più impattante di una logica di puro consumo della montagna.
Infatti uno dei pochi meriti montanari che mi sento di inserire in un immaginario curriculum (a fianco dell'aver portato un mare di spazzatura a valle) è quello di non aver mai preso un impianto di risalita in vita mia. Con gli sci ho imparato prima a salire con le pelli e poi a scendere, come logica vuole.

Per quanto riguarda i rifugi sarei altrettanto d'accordo, ma da frequentatrice della montagna di lungo corso, mi sento di dover scrivere qualche nota in più, perché ci sono molti problemi sul piatto:

- innanzitutto farei un distinguo tra rifugi gestiti e bivacchi: non che i secondi siano sempre benvenuti (ce ne sono alcuni veramente inutili e impattanti), però in molti casi sono molto ben integrati nel territorio (ad esempio sono antiche baite altrimenti in abbandono) oppure sono veramente salvavita. Io ho incominciato a dare una mano tenere in funzione alcuni bivacchi dopo che uno di questi mi ha permesso di portare a casa la pelle senza chiamare i soccorsi (per una bufera imprevedibile e violentissima). In questo caso vanno intesi come molte cose che non ci piacciono, ma che nella civiltà odierna non sono evitabili, come l'elicottero del soccorso. L'elicottero è impattante, ma salvare delle vite umane è prioritario.

- la questione dello "stile alpino": in realtà molti rifugi, specie quelli sotto i 4000 importanti delle Alpi, sono stati edificati prima che esistesse lo stile alpino, ovvero quando sulle Alpi ci andavano comitive di borghesi/nobili con tanto di stuolo di guide e portatori (esistenti sulle Alpi fino agli anni '60). Sono dei diretti eredi di quella cultura lì. Paradossalmente, siamo noi "selvaggi" ad essere devianti dalla tradizione!

- avendo negli anni conosciuto molti rifugisti, posso dire che non tutti i rifugi sono indegni. Certe cime importanti, come il Bianco e il Rosa, io non le farò mai proprio per la folla. Anche al Bernina mi viene l'orticaria. Non parliamo di quando finisco in Sud Tirolo o Trentino. Però conosco delle realtà minori, gestite con grande attenzione all'impatto amientale, collocate e integrate in alpeggio, che mantengono una dimensione ridotta (10 posti massimo). Di certo non richiamano le folle di merenderos, ma al contempo permettono a delle persone che in montagna ci vivono (gestore locale, spesso lo stesso pastore) di continuare a farlo. Sono dei presidi del territorio nella pratica molto positivi, perché lavorano contro l'abbandono della montagna (esiste la montagna abbandonata a fianco di quella super-affollata). Ci sono anche queste realtà e mi sento di sostenerle (e magari ci compro il formaggio, talvolta ci dormo anche).
 
Superfebs, ho letto di getto quello che hai scritto, perchè l'argomento mi interessa molto, e rispondo ancor prima di finire di leggere le opinioni delle altre persone. Son d'accordo al 100% su quello che dici.
Non se ne può più, è una umanizzazione eccessiva della montagna, e aggiungo, un voler far dormire al sicuro e in maniera controllata-regolamentata gruppi di escursionisti, pure sulle montagne. Di fatto è una grossa limitazione del diritto individuale.

Non sopporto i rifugi, ci sono stata alcune volte per amici sprovvisti di materiale e impauriti di dormire in tenda ( o_O ), e l'esperienza è soffocante. In primis, la totale mancanza di libertà. Mi sentivo "controllata" per via che giravo coi calzini o che usavo troppo (3 minuti) l'acqua della doccia. Subito son venuti a farmi storie. Poi dormire pressati in camerate soffocanti, ed essere obbligati ad andare a letto presto, già, perchè se ci si attarda a guardare le stelle e poi si rientra in camera non è carino svegliare tutti quanti.
Non è proprio bello per niente il fatto, pure durante le escursioni sui monti, di essere obbligati a stare al tavolo a mangiare. Che si vuole fare, la cena c'è ed è comoda, chi convince il gruppo a stare all'aperto a cucinare!?!?!?

Insomma, a mio parere il rifugio trasferisce la comodità cittadina in cima ai monti. E per me questo stona parecchio. In ultimo, se i rifugi non esistessero, molte più persone userebbero la tenda, poichè non c'è un'altra soluzione disponibile, e questo farebbe molto bene a certe persone, per acquisire un po' più di indipendenza, anche psicologica.
 

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