Perdersi un po’, perdersi tanto: la vicenda di Giorgio Lanciotti

Tempo fa, al ritorno da una delle mie solitarie scorribande montane in un territorio piuttosto complicato, riflettevo sul perdersi. Mi chiedevo: “Ci si può quindi mai veramente perdere?
Pensavo – e ancora lo penso – che l’onnipresente tecnologia obblighi a reinterpretare anche la libertà di perdersi. Almeno nei nostri limitati e comunque antropizzati terreni di gioco, diviene impossibile smarrirsi veramente. Tutt’al più possiamo fare tardi, perdere tempo: perdersi nello spazio diviene perdersi nel tempo, che si conferma ancora una volta signore e tiranno delle nostre vite.

Poi lo scorso anno, sul Gran Sasso, è sparito un 35enne abruzzese – Giorgio Lanciotti di Roseto – e nonostante ricerche che si sono protratte per mesi e in più stagioni, di lui nessuna traccia.
Sì, il Gran Sasso è un territorio complesso, corrugato, ma non è l'Himalaya. Possibile non si sia trovata nessuna traccia per guidare le ricerche?
Non posso negare che da “navigatore solitario” la vicenda mi ha colpito. Con tutte le dovute proporzioni, come quella del volo Malaysia Airlines 370, sparito senza lasciare tracce ormai oltre dieci anni fa.

Avete qualche riflessione utile da condividere?
https://www.ilcentro.it/teramo/ripr...-e-disperso-sul-gran-sasso-da-9-mesi-c75vzw6i

019 Castelli Gran Sasso.JPG
 
Il dualismo superficie antropizzata / zone veramente selvagge soprattutto nel nostro paese è un grande spunto di riflessione.
C'era un fumetto di Dylan Dog, se lo ritrovo lo posto, che citava proprio questo aspetto in conclusione alla storia. E c'è un pensiero che ho fatto dopo alcune ciacole con veci del posto, del Lago del Corlo a Rocca di Arsiè (BL): parte del versante nord ovest del massiccio del Grappa era coltivato fino agli anni Sessanta e poi molti terreni furono abbandonati quando i Boomer si sono trasferiti a lavorare altrove. Ora quei terreni non sono solo incolti: il bosco alpino ha ripreso possesso della montagna e pochissimi segnali mostrano il passaggio dell'uomo da quelle parti. Cos'è antropizzato e dopo quanto mi troverebbero se perso tra le antiche borgate non sapessi chiedere aiuto?
Scusa la mezza digressione.
Sì, il Gran Sasso è un territorio complesso, corrugato, ma non è l'Himalaya. Possibile non si sia trovata nessuna traccia per guidare le ricerche?
Non conoscevo la vicenda che citi, né il Gran Sasso, tantomeno l'Himalaya.
Ma in bici ho girato in lungo e in largo il Grappa e i suoi dintorni, partendo sempre dal suddetto lago. Ci sono sentieri non battuti e canaloni dove il GPS del Garmin Edge non ha il massimo del segnale e le tracce di passaggi umani sono veramente rare o nascoste, io che pure sono sempre da solo un po' di paura e di conseguenza la massima precauzione le ho sempre avute.
Parliamo per ipotesi: equivale ad avere un'idea vaga, nell'ordine delle decine di metri, di dove mi sarei perso per gli eventuali soccorritori (il segnale scarso dell'ultimo punto dove sarei passato combinando ciclocomputer e telefono). Ipotizziamo che sia caduto dal sentiero esposto dove la vegetazione è abbastanza fitta da impedire la vista e sessanta metri più sotto il lago, nel lago ci finisce la bici e io sono tra i rovi a metà strada. Troverebbero me in quanto? Una settimana se va bene, ma se va male? Senza il GPS, senza aver detto a mia moglie che giro avrei fatto, senza lasciarne traccia nell'account Garmin.
 
Mi aggiungo da Brescia: perfino in bassa Valcamonica, senza scomodare l'Adamello, ci sono zone praticamente abbandonate alla natura che in linea d'aria distano pochi km dalla "civiltà" ma è come se fossero in un altra epoca.

Quest'inverno per esempio ho risalito la valle dell'inferno: circa 9km lineari (ma parecchi di più come sentiero) tra forre e canaloni in mezzo a ripidissimi boschi dove in fondo scorre un torrente che può diventare fiume nei periodi piovosi. Anche se le carte dicono che da lì passi il sentiero CAI 730, in realtà il percorso è praticamente abbandonato e scommetto che non passeranno più di tre escursionisti all'anno.
Se ti succede qualcosa lì, e nessuno sa dove sei andato, probabilmente non ti ritrovano per anni.
 
Mi chiedevo: “Ci si può quindi mai veramente perdere?
Però un conto è perdersi e un conto è scomparire. :)

Se mi capita un incidente, perdo i sensi o peggio, e scompaio in una forra o in mezzo ai rovi fitti, in effetti è possibile che facciano fatica a ritrovarmi.

Se invece sono perfettamente in grado di muovermi ma non so dove andare, allora mi sono perso.
In Italia finché si sta nella media montagna, con un meteo decente, di giorno, faccio fatica a credere che non si riesca a "ritornare alla civiltà" seguendo un qualsiasi sentiero che va "alla bassa". Abbiamo un territorio talmente antropizzato che in pochissime ore alla casetta di Hansel e Grethel si arriva.
Se invece parliamo dei parchi del Nord America…. O forse in Val Grande… :)
 
Però un conto è perdersi e un conto è scomparire. :)

Se mi capita un incidente, perdo i sensi o peggio, e scompaio in una forra o in mezzo ai rovi fitti, in effetti è possibile che facciano fatica a ritrovarmi.

Se invece sono perfettamente in grado di muovermi ma non so dove andare, allora mi sono perso.
In Italia finché si sta nella media montagna, con un meteo decente, di giorno, faccio fatica a credere che non si riesca a "ritornare alla civiltà" seguendo un qualsiasi sentiero che va "alla bassa". Abbiamo un territorio talmente antropizzato che in pochissime ore alla casetta di Hansel e Grethel si arriva.
Se invece parliamo dei parchi del Nord America…. O forse in Val Grande… :)
Verissimo
 
Sicuramente è come dite voi. Quello che mi lascia perplesso è la totale assenza di tracce e di segnale cellulare (sulla base del quale sono state condotte le ricerche con centinaia di persone). La zona del Rifugio Franchetti non è particolarmente impervia e desolata e lui era diretto in vetta, anche se sconsigliato dal gestore del rifugio per via del maltempo in arrivo. Certo se cadi e ti incastri nei canaloni sottostanti ci potrebbe volere del tempo per ritrovarti, ma lì sono appunto state condotte le ricerche.
Della vicenda se ne è occupato anche Chi l'ha visto e qualcuno ha ipotizzato un allontanamento volontario.
La mia idea è che essendo persona avvezza alla montagna e in vista del maltempo abbia deciso di dirigersi da un'altra parte (cosa che capita anche a me sovente) e sia stato cercato dove non è.
Da notare che anche il volo Malaysia Airlines 370 è scomparso nell'oceano senza lasciare tracce.
 
Però un conto è perdersi e un conto è scomparire
eh infatti stavo pesnando lo stesso. Del resto ogni tanto càpita che NON trovino per giorni uno che ha avuto un incidente in moto o addirittura pure in auto. Basta appunto cadere un po' fuori sentiero, finire in mezzo alla vegetazione e chi ti trova più?
Questo a meno che il Lanciotti non si sia perso oltre i 2000m dove non c'è vegetazione.
Spiega @Montinvisibili la tua riflessione non credo si fermi qui
 
Quello che mi lascia perplesso è la totale assenza di tracce e di segnale cellulare (sulla base del quale sono state condotte le ricerche con centinaia di persone). La zona del Rifugio Franchetti non è particolarmente impervia e desolata e lui era diretto in vetta, anche se sconsigliato dal gestore del rifugio per via del maltempo in arrivo. Certo se cadi e ti incastri nei canaloni sottostanti ci potrebbe volere del tempo per ritrovarti, ma lì sono appunto state condotte le ricerche.
Della vicenda se ne è occupato anche Chi l'ha visto e qualcuno ha ipotizzato un allontanamento volontario.
La mia idea è che essendo persona avvezza alla montagna e in vista del maltempo abbia deciso di dirigersi da un'altra parte (cosa che capita anche a me sovente) e sia stato cercato dove non è.
il segnale del cellulare lo si perde spesso e (mal)volentieri anche qui in Appennino, quindi quello a mio parer significa poco.
di fatto se ci si trova in difficoltà o comunque a dover affrontare un imprevisto, in montagna, non mi pare poi così improbabile "scomparire". basta una deviazione errata, un passo falso, un minimo cambio di programma sull'itinerario e si può finire in un buco dove non passa nessuno per mesi.

per dire: qualche anno fa qui dalle mie parti un ragazzo - esperto alpinista e sciaplinista - è scomparso in inverno sotto le pendici del Cusna, presso i Prati di Sara (che detto per chi non bazzica la zona è una delle aree in assoluto più battute e fitte di itinerari della nostra montagna) ed è stato ritrova dopo qualche mese, per puro caso, nonostante le ricerche si fossero protratti molto a lungo. banalmente era finito dietro un dosso in un posto in cui in teoria non doveva essere. cosa ci faceva lì? e chi lo sa... sta di fatto che anche se era "lì dietro" nessuno lo aveva trovato.
 
Non escluderei a priori che non sia scomparso. O meglio, non nelle modalità sospettate.
Se non si trovano tracce forse è perché non ce ne sono.
Faccio questa suggestione solo perché mi fido molto delle tecniche e delle tecnologie a disposizione dei soccorritori.

In provincia di Brescia, nel 2018, era scomparsa una ragazzina con dei problemi di neuro sviluppo in una zona montano-boschiva dopo che era scappata dagli educatori. I soccorritori si erano attivati immediatamente con l'aiuto di cani molecolari (non so se avete presente che robe assurde riescono a fare); per pura coincidenza, si era poi unita una squadra olandese che era stata coinvolta in una ricerca sul lago di Garda (non ricordo quale nel dettaglio). Ai tempi uscivo con una educatrice cinofila specializzata in cani molecolari che era stata coinvolta nelle ricerche e che mi aveva riportato: "ogni cane, ogni muta, di entrambe le squadre, arriva ad un certo punto e poi si ferma". Il pensiero era andato ad un rapimento o peggio.
A distanza di quasi 3 anni è stato ritrovato per caso lo scheletro della ragazzina; in una zona mai esplorata perché "impossibile" da raggiungere (sia per i soccorritori che per la scomparsa). Potrebbe essere stato trasportato da qualche animale, vero.
Resta però sempre il dubbio del non ritrovamento nonostante l'impiego di più squadre e l'evidente presenza di tracce.
 
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eh infatti stavo pesnando lo stesso. Del resto ogni tanto càpita che NON trovino per giorni uno che ha avuto un incidente in moto o addirittura pure in auto. Basta appunto cadere un po' fuori sentiero, finire in mezzo alla vegetazione e chi ti trova più?
Questo a meno che il Lanciotti non si sia perso oltre i 2000m dove non c'è vegetazione.
Spiega @Montinvisibili la tua riflessione non credo si fermi qui
No, niente di particolare. Intendevo dire che la zona Rifugio Franchetti - vetta del Gran Sasso in estate ci passano migliaia di persone (ancora di più per il solo Franchetti) e l'assenza di tracce può voler dire che non è lì che devono cercare o che non ne ha volute lasciare (nonostante la chiacchierata col gestore e addirittura il pranzo lì prima di salire in vetta (burp)).

La vicenda del Malesia 370 è anche piuttosto oscura vista la quantità di detriti che lascia un aeroplano che si schianta sull'acqua e quanto sia difficile planarci sopra senza che questo accada.
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il segnale del cellulare lo si perde spesso e (mal)volentieri anche qui in Appennino, quindi quello a mio parer significa poco.
di fatto se ci si trova in difficoltà o comunque a dover affrontare un imprevisto, in montagna, non mi pare poi così improbabile "scomparire". basta una deviazione errata, un passo falso, un minimo cambio di programma sull'itinerario e si può finire in un buco dove non passa nessuno per mesi.

per dire: qualche anno fa qui dalle mie parti un ragazzo - esperto alpinista e sciaplinista - è scomparso in inverno sotto le pendici del Cusna, presso i Prati di Sara (che detto per chi non bazzica la zona è una delle aree in assoluto più battute e fitte di itinerari della nostra montagna) ed è stato ritrova dopo qualche mese, per puro caso, nonostante le ricerche si fossero protratti molto a lungo. banalmente era finito dietro un dosso in un posto in cui in teoria non doveva essere. cosa ci faceva lì? e chi lo sa... sta di fatto che anche se era "lì dietro" nessuno lo aveva trovato.
Per il segnale cellulare intendevo Il sistema SenHAL o analoghi che sfrutta il segnale del telefono cellulare per localizzare una persona scomparsa.
 
per dire: qualche anno fa qui dalle mie parti un ragazzo - esperto alpinista e sciaplinista - è scomparso in inverno sotto le pendici del Cusna, presso i Prati di Sara
questo non lo ricordavo, nonostante sia casa mia. Nel 2022 l' elicotero, lo ricordo bene xkè il giorno ch elo trovarono era l'11-06-22 ed io ero con amici a correre da M.Orsaro al Cusna (quindi ce l'ho salvato nel Garmin). Li cercarono per giorni e giorni. Un elicottero grande eh, tipo erano in 7 persone...
La vicenda del Malesia 370 è anche piuttosto oscura vista la quantità di detriti che lascia un aeroplano che si schianta sull'acqua e quanto sia difficile planarci sopra senza che questo accada.
questo mi fa pensare che talvolta con le tecnologie attuali crediamo che il mondo sia diventato piiiiiccolo, ma non è sempre così vero, appunto vedi il mare o stando agli aerei le varie vicende di aerei piccoli o grandi persi nella foresta amzzonica. Dici "ma si vedrà no?!" sì se ci sbatti il naso sopra! Sennò ciccia!
 
Nel 2022 l' elicotero, lo ricordo bene xkè il giorno ch elo trovarono era l'11-06-22 ed io ero con amici a correre da M.Orsaro al Cusna (quindi ce l'ho salvato nel Garmin). Li cercarono per giorni e giorni. Un elicottero grande eh, tipo erano in 7 persone...
sì anche quello, "scomparso" tra Toscana ed Emilia e ritrovato dopo giorni giusto perché un escursionista ci ha quasi inciampato sopra. ed era nella valle del Rio Lama, praticamente a due passi da strade sentieri e rifugi.

Ma è quello finito sotto la valanga, che poi trovarono "a primavera"?
sì ma non era una valanga, era sparito in una giornata di brutto tempo dopo essersi diviso da un compagno d'uscita, poi sepolto della neve e trovato dopo quasi tre mesi, in una zona che era stata stra-battuta dalle ricerche. però appunto era finito in una canaletto dove nessuno aveva pensato di guardare perché nessuno ha mai pensato potesse essere lì.

alla fine il fatto è che se capita l'imprevisto sparire è purtroppo più facile di quel che sembri, anche in luoghi dove parrebbe impossibile.
 
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sì ma non era una valanga, era sparito in una giornata di brutto tempo dopo essersi diviso da un compagno d'uscita, poi sepolto della neve e trovato dopo quasi tre mesi,
ah, sì qualcosa adesso mi è tornato
sì anche quello, "scomparso" tra Toscana ed Emilia
sì ma detta così pare disperso in amazzonia, invece era sul lato dx del Dolo che è la valle che porta sù al Cusna più frequientata di tutte, con ben 3 rifugi (sì lo so che tu lo sai), solo era un pelo fuori sentiero e non nel sentireo più battuto di tutti. Tutti si credeva che con un sorvolo l'avrebbero trovato subito, invece siccome quando è precipitato pioveva a dirotto, ha sì preso fuoco ma non ha disboscato mezzo versante. Ma i segni del fuoco c'erano eh, solo che valli a vedere!
Insomma: cerchiamo di non svenire o morire senza lanciare prima un messaggio! :D
Io talvolta accompagno un amico a funghi (che mi piaccion ma non mi piace cercarli!) e gli dico sempre che piuttosto che faticare 1 settimana, preferisco esserci così se vola nel burrone almeno lo vedo io! :biggrin::biggrin:
 
Ma appunto penso che possa capitare più facilmente di non essere ritrovati. Adesso ricordo con dispiacere la bruttissima storia di Yara. Scomparsa in zone abitate e cercata con tutti i mezzi più avanzati e non ostante ritrovata dopo moltissimi giorni. Figuriamoci se succede una disgrazia in posti tipo qualche forra o burrone di pianura qui del Lazio dove, senza pensare a solitudini Himalayane, ci sono zone veramente impervie pericolose e deserte. Poi certo la natura e gli animali del bosco possono fare il resto. Ma che brutti discorsi !:(
 
Tempo fa, al ritorno da una delle mie solitarie scorribande montane in un territorio piuttosto complicato, riflettevo sul perdersi. Mi chiedevo: “Ci si può quindi mai veramente perdere?
Pensavo – e ancora lo penso – che l’onnipresente tecnologia obblighi a reinterpretare anche la libertà di perdersi. Almeno nei nostri limitati e comunque antropizzati terreni di gioco, diviene impossibile smarrirsi veramente. Tutt’al più possiamo fare tardi, perdere tempo: perdersi nello spazio diviene perdersi nel tempo, che si conferma ancora una volta signore e tiranno delle nostre vite.

Poi lo scorso anno, sul Gran Sasso, è sparito un 35enne abruzzese – Giorgio Lanciotti di Roseto – e nonostante ricerche che si sono protratte per mesi e in più stagioni, di lui nessuna traccia.
Sì, il Gran Sasso è un territorio complesso, corrugato, ma non è l'Himalaya. Possibile non si sia trovata nessuna traccia per guidare le ricerche?
Non posso negare che da “navigatore solitario” la vicenda mi ha colpito. Con tutte le dovute proporzioni, come quella del volo Malaysia Airlines 370, sparito senza lasciare tracce ormai oltre dieci anni fa.

Avete qualche riflessione utile da condividere?
https://www.ilcentro.it/teramo/ripr...-e-disperso-sul-gran-sasso-da-9-mesi-c75vzw6i

Vedi l'allegato 272196
Perdersi può vuol dire tante cose... Io lo intendo come che pensi di andare verso A e invece stai andando verso B, oppure che non sai dove andare.

Se dopo mesi e mesi uno non è ancora stato ritrovato non è che si è perso, è che c'è rimasto secco perché è caduto/scivolato in qualche posto non simpatico da raggiungere. Anche se sa dove stava andando.

In una valle sopra al lago di Como qualche mese fa è scomparso un turista olandese, è andato a fare un giretto facile nel pomeriggio e non è tornato a casa. Una settimana e passa di ricerche in tutta la valle e non è stato comunque trovato.
Un territorio può essere pieno di sentieri E da scoppiare, ma se fuori dal sentiero hai dei versanti ripidi, col bosco fitto o con forre e torrenti belli pieni ci vuole molto poco a finire in posti che manco Dio sa che sei lì.
 
No, niente di particolare. Intendevo dire che la zona Rifugio Franchetti - vetta del Gran Sasso in estate ci passano migliaia di persone (ancora di più per il solo Franchetti) e l'assenza di tracce può voler dire che non è lì che devono cercare o che non ne ha volute lasciare (nonostante la chiacchierata col gestore e addirittura il pranzo lì prima di salire in vetta (burp)).
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Su un sentiero passano 1000 persone, ma quante ne passano fuori sentiero anche solo 20 metri di distanza più a valle/monte? Forse nessuno. Forse qualcuno se è zona da caccia, funghi, ricerca.
Una cosa me la chiedo, perché non vengono condivise tutte le informazioni dalle autorità? Ad esempio le zone in cui hanno fatto le ricerche, con cosa(uomini, cani ecc..), informazioni tipo probabile sentiero, meteo ecc.. o qualsiasi indizio trovato.
Magari creando un database pubblico ben fatto.
 
Ma voi vi siete mai persi?
Non dico sbagliare strada, rendersi conto dell'errore a un certo punto e rimediare. Quello capita a tutti.
Dico proprio persi... cioè arrivare a dire: "non so più dove andare".

A me non è mai capitato. Sono un noiosissimo personaggio che studia tutto e prende tutte le precauzioni... :)

Però ogni tanto penso a quale sarebbe la mia reazione di fronte ad un totale "smarrimento". Io credo che la reazione psicologica individuale sia difficile da valutare fino a che non ti capita veramente. :)
Dipende anche molto dalla situazione in cui ti accade.
 
Ma appunto penso che possa capitare più facilmente di non essere ritrovati. Adesso ricordo con dispiacere la bruttissima storia di Yara. Scomparsa in zone abitate e cercata con tutti i mezzi più avanzati e non ostante ritrovata dopo moltissimi giorni. Figuriamoci se succede una disgrazia in posti tipo qualche forra o burrone di pianura qui del Lazio dove, senza pensare a solitudini Himalayane, ci sono zone veramente impervie pericolose e deserte. Poi certo la natura e gli animali del bosco possono fare il resto. Ma che brutti discorsi !:(
È per questo che mi colpisce sia sparito ad alta quota. È molto più facile alle basse. Penso a quando vado a ravanare in fossi senza sentieri fra Tolfa e Tuscia, fra città abbandonate, necropoli, cisterne e altre amenità. Cede la volta di una cisterna infrascata e quando ti ritrovano?
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Ma voi vi siete mai persi?
Non dico sbagliare strada, rendersi conto dell'errore a un certo punto e rimediare. Quello capita a tutti.
Dico proprio persi... cioè arrivare a dire: "non so più dove andare".

A me non è mai capitato. Sono un noiosissimo personaggio che studia tutto e prende tutte le precauzioni... :)

Però ogni tanto penso a quale sarebbe la mia reazione di fronte ad un totale "smarrimento". Io credo che la reazione psicologica individuale sia difficile da valutare fino a che non ti capita veramente. :)
Dipende anche molto dalla situazione in cui ti accade.
Neanche io mi sono mai perso e gestisco le uscite come fai tu. Inoltre ho un concetto molto soggettivo del perdersi. Se dove sono ci sono anche io, allora non mi sono perso.

In effetti qui affrontiamo insieme due piani molto diversi. Quello del perdersi (il perdersi un po') e quello dello sparire (il perdersi tanto, per circostanze involontarie o volontarie.)
Non so se conoscete la zona del Rifugio Franchetti del Gran Sasso, quella dell'ultimo avvistamento. Siamo a 2.433 metri di quota, ben oltre il limite arboreo, e da qui di dovrebbe essere diretto più in alto. Anche se cadi di sotto non cadi nel bosco, ma su altre rocce.

È anche vero però che le montagne hanno anfratti dove può essere difficile scorgerti.
Nel 1994, quando ero un giovane sottotenente dell'Aeronautica, una pattuglia di AMX sorvolò nella nebbia la parete nord del Monte Camicia (Gran Sasso): due passarono e il capopattuglia prese il ciglio della montagna. Il tettuccio del cockpit fu ritrovato sui prati a sud e il resto venne giù dall'altra parte. Nei mesi successivi molti commilitoni percorsero i boschi sottostanti per ritrovare i resti del pilota, ma il casco (con quello che c'era dentro) non fu mai ritrovato. Sotto la parete, al Fondo della Salsa, c'è un piccolo monumento dove chi passa depone i resti che trova, anche io l'ho fatto. Ma qui parliamo di una parete alta un chilometri e larga quattro.
Scusate... ho divagato, come quando di-vago per montagne.
 
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Ma voi vi siete mai persi?
Non dico sbagliare strada, rendersi conto dell'errore a un certo punto e rimediare. Quello capita a tutti.
Dico proprio persi... cioè arrivare a dire: "non so più dove andare".
Non esattamente, cioè sapevo sempre dov'ero (almeno con un'approssimazione sufficiente da poter imboccare la giusta direzione), ma alcune volte ho programmato dei percorsi che mi hanno portato su terreni estremamente complessi da attraversare.

Spesso mi piace studiare dei percorsi nuovi o pochissimo frequentati a tavolino, spesso su questo sito che poi faccio quasi sempre da solo perché trovo pochi che condividono il mio livello di idiozia :D.

In due o tre casi, a forza di progredire tra boschi fittissimi (intendo da dover procedere a carponi tra distese di rovi ed arbusti) o su terreni ripidi pieni di salti e sfasciumi, mi sono trovato in situazioni in cui scegliere dove andare, o anche tornare indietro, era assai problematico.

D'altra parte non ho mai provato una sensazione di totale inadeguatezza rispetto alla situazione in cui mi ero cacciato. Ho sempre contato sul fatto che l'attenzione a ciascun movimento e la calma mi avrebbero tirato fuori dai casini.

L'altro timore che viene in tali situazioni è lo scorrere del tempo e l'arrivo non previsto del buio; però rimango tranquillo perché ho sempre con me le dotazioni minime necessarie per affrontare una notte all'addiaccio in autonomia.
Sebbene non mi sia mai successo di dover bivaccare nella wilderness (involontariamente intendo), ci sono state più di una occasione in cui sono arrivato alla macchina alle 10 o 11 di sera, con la frontale.

Quello che cerco sempre di evitare è di cacciarmi in punti da dove tornare indietro sia addirittura impossibile; certo pensare di fare altre 8-9 ore di percorso molto difficile a ritroso alle sei o sette di sera non è il massimo, ma avendo sempre la traccia fatta, in un modo o nell'altro penso che prima o poi riuscirei a tornare alla macchina.

Per completare la risposta ad @AleZan ti dico che psicologicamente uno dei maggiori timori che ho avuto e quello degli orsi quando vagavo da solo al buio alle 10 di sera nei boschi del Trentino, perché in quei casi, puoi certo prendere tutte le precauzioni, ma chi decide se ritorni a casa non sei tu ma l'orso (che per ora ho avuto la fortuna di non incontrare).
 
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