Pericoli del bosco

Se c'è una paura che ho, l'unica forse, riguardo il sostare in zone boschive, è proprio quella dell'uomo. La paura di beccare l'emergumeno latitante, lo psicopatico killer difronte è sempre nella mia testa lungo le mie avventure, saprò difendermi? Cosa fare? Cosa mi dite voi, nei boschi italiani c'è questo pericolo in montagna dell'omino a due zampe? O le nostre montagne sono sicure..?
 
io sinceramente in tanti anni e tante escursioni non ho mai avuto problemi di nessun genere,
quando frequento sentieri con segnaletica ho sempre incontrato sportivi, escursionisti è famiglie
quando vado nei boschi fuori dai sentieri difficilmente incontro scimmie bipedi, gli abitanti dei boschi, sono loro che incontrano me, incontri di natura pacifica
mai avuto problemi
 
Ma... sicuramente ci sono zone e zone in tutta Italia, ma sinceramente non ho mai visto o sentito parlare di persone male intenzionate.
Qui vicino a casa mia c'è un mio cugino con qualche problemino che quando non prende gli psicofarmaci si fa un giretto con l'accetta nello zaino ma penso che parta per fare legna, non ha mai fatto male a nessuno.
Poi ripeto ci sono zone e zone, ma vedo che scrivi da Torino, io sono di Ivrea, frequento principalmente la val d'Aosta, la val Chiusella e qualche volta la valle di Ceresole ti direi ragionevolmente stai tranquillo anche perché sei sempre sopra alla linea degli alberi, e cmq la mattina presto o la sera al ritorno non è che si incontrino molte persone.
Giri da solo? Vuoi fare qualche uscita in gruppo?
 
Io credo che possiamo essere concordi nel fatto che gli psicopatici killer dei boschi sono piuttosto rari,
abbastanza rari da potersene infischiare,
Quello che non è raro invece sono i balordi, quelli che ritenendovi in una condizione di debolezza
pensano di poterne approfittare per prendere qualcosa che appare di valore o comunque interessante.

Questi individui non sono comunque gente che frequenta abitualmente i boschi
però se notano qualcosa di interessante e vedono che si prende la via dei boschi potrebbero
pensare di seguire contando di approfittare della situazione di isolamento.

Da queste valutazioni si possono individuare subito un paio di azioni di contrasto:
la prima è evitare di mostrare o peggio ostentare qualsiasi cosa di valore o particolare,
la seconda è controllare di non essere seguiti.
 
U

Utente 32323

Guest
Sara Maitland (autrice di "Gossip from the forest" e "How to be alone") nota come la nostra percezione della solitudine sia influenzata dall'educazione che riceviamo da piccoli (streghe che sbucano dal bosco, essere spediti in camera nostra per punizione e lasciati soli...).

Si chiede, perché non provare con un: Grazie di avermi aiutato in cucina; perché non vai in camera tua a fare quel che vuoi? - per trasformare da punizione in premio l'esperienza di essere soli con se stessi.
 
Quoto.

Se hai fatto ore di salita su sentieri impervi e poi ti accampi lontando dalla civiltà, dubito che tu possa incontrare un energumeno latitante o un killer psicopatico.

A limite un pastore, un cacciatore o un fungaiolo.
Vero per il killer psicopatico, ma c'è qualche bosco in Italia (pensateci) dove è preferibile ostentare subito agli occhi che ti scrutano l'aspetto dell'innocuo escursionista merendero.
 
Sara Maitland (autrice di "Gossip from the forest" e "How to be alone") nota come la nostra percezione della solitudine sia influenzata dall'educazione che riceviamo da piccoli (streghe che sbucano dal bosco, essere spediti in camera nostra per punizione e lasciati soli...).

Si chiede, perché non provare con un: Grazie di avermi aiutato in cucina; perché non vai in camera tua a fare quel che vuoi? - per trasformare da punizione in premio l'esperienza di essere soli con se stessi.
L'argomento"stare soli nel bosco" però è diverso da quanto chiesto. Comunque, visto che può c'entrare (chi è solo ha o non ha più "paura" di chi è in compagnia?) dico solo che da solo nel bosco a volte ci sto bene, molto, anzi, e dopo svariati anni di frequentzione delle aree solitarie ho imparato a conoscere i suoni ed i rumori, proprio come i vecchi trapper, per cui diciamo che, con un poco di accortezza e tanto orecchio, non è facile farsi sorprendere da chicchessia.
Anzi, mi capita che quando sono nella mia base bushcraft e qualcuno da solo viene a trovarmi, spesso gli faccio una "sorpresina" io, da dietro un albero. Pochi sanno muoversi nella natura in silenzio, è un'arte, non si impara in poche uscite.
Certo, se voi invece pensate al tipico trekker nostrano, magari con le cuffiette e la musica, e gli occhi bassi sulle scarpe, può darsi benissimo il caso che da dietro una macchia spunti un "malintenzionato".
ed è successo (quando ho fatto Santiago, più volte ho incontrato pellegrini che erano stati "assaliti" o comunque "avvicinati" da personaggi loschi e approfittaori, nei luoghi più reconditi, e non è certo un percorso poco frequentato...).
 
In Mesolcina fui inseguito da un pastore che ululava, letteralmente, roteando un bastone.
Il cane della ragazza con cui ero aveva spaventato le sue capre.
Giusto per comprendere l'ambiente sereno, anni dopo la figlia di questo signore fu uccisa da un altro pastore, per dissapori mai ben chiariti.
In Valsassina il cane di una amica aveva disturbato un cacciatore che, uscito dal folto del bosco, ci invitò ad andarcene a fucile abbracciato. Poco urbano, ma tutto sommato niente di cui preoccuparsi.

Però se guardiamo i fatti di cronaca si tratta di possibilità veramente remote, molto remote.
Piuttosto, in certe zone dell'Appennino, cercherei di capire se ci sono o meno cani randagi, giusto per raccogliere un buon bastone alla bisogna.
 
In Mesolcina fui inseguito da un pastore che ululava, letteralmente, roteando un bastone.
Il cane della ragazza con cui ero aveva spaventato le sue capre.
Giusto per comprendere l'ambiente sereno, anni dopo la figlia di questo signore fu uccisa da un altro pastore, per dissapori mai ben chiariti.
In Valsassina il cane di una amica aveva disturbato un cacciatore che, uscito dal folto del bosco, ci invitò ad andarcene a fucile abbracciato. Poco urbano, ma tutto sommato niente di cui preoccuparsi.

Si capisce chiaramente che devi smettere di fare uscite con amiche che hanno il cane! :rofl:

E hai risolto i tuoi problemi :p
 
Vero per il killer psicopatico, ma c'è qualche bosco in Italia (pensateci) dove è preferibile ostentare subito agli occhi che ti scrutano l'aspetto dell'innocuo escursionista merendero.
Ah ma ti dici che fanno finta di essere dei girasoli?
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L'argomento"stare soli nel bosco" però è diverso da quanto chiesto. Comunque, visto che può c'entrare (chi è solo ha o non ha più "paura" di chi è in compagnia?) dico solo che da solo nel bosco a volte ci sto bene, molto, anzi, e dopo svariati anni di frequentzione delle aree solitarie ho imparato a conoscere i suoni ed i rumori, proprio come i vecchi trapper, per cui diciamo che, con un poco di accortezza e tanto orecchio, non è facile farsi sorprendere da chicchessia.
Anzi, mi capita che quando sono nella mia base bushcraft e qualcuno da solo viene a trovarmi, spesso gli faccio una "sorpresina" io, da dietro un albero. Pochi sanno muoversi nella natura in silenzio, è un'arte, non si impara in poche uscite.
Certo, se voi invece pensate al tipico trekker nostrano, magari con le cuffiette e la musica, e gli occhi bassi sulle scarpe, può darsi benissimo il caso che da dietro una macchia spunti un "malintenzionato".
ed è successo (quando ho fatto Santiago, più volte ho incontrato pellegrini che erano stati "assaliti" o comunque "avvicinati" da personaggi loschi e approfittaori, nei luoghi più reconditi, e non è certo un percorso poco frequentato...).
Questo mi sembra sicuramente verosimile, non ci avevo pensato
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In Mesolcina fui inseguito da un pastore che ululava, letteralmente, roteando un bastone.
Il cane della ragazza con cui ero aveva spaventato le sue capre.
Giusto per comprendere l'ambiente sereno, anni dopo la figlia di questo signore fu uccisa da un altro pastore, per dissapori mai ben chiariti.
In Valsassina il cane di una amica aveva disturbato un cacciatore che, uscito dal folto del bosco, ci invitò ad andarcene a fucile abbracciato. Poco urbano, ma tutto sommato niente di cui preoccuparsi.

Però se guardiamo i fatti di cronaca si tratta di possibilità veramente remote, molto remote.
Piuttosto, in certe zone dell'Appennino, cercherei di capire se ci sono o meno cani randagi, giusto per raccogliere un buon bastone alla bisogna.
Ciao scusa dov'è Mesolcina? Sai tanto per evitare di passarci ..
 
Per quanto riguarda i suoni del bosco. Quando porto il cane con me se si allerta lui dentro la tenda, allora mi allerto anche io.
 
Alla fine del lago di Como, a nord ovest. Montagne bellissime. C'è una guida CAI-TCI di Gogna e Recalcati che consulto come un libro sacro, con i guanti.
C'era una rivista "Montagne divertenti" che proponeva molti spunti, ma i redattori erano/sono personcine da 2000 m a giornata fuori sentiero.

Ma certe cose capitano solo capitano solo a me, non preoccuparti.
 
In ogni caso in Italia il rischio è zero per fortuna. Più in America succede di poter incontrare malintenzionati nei boschi, e anche li raramente.
 
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