Piano cottura elettrico in bivacco

MAGIA! È bastato che la notizia si spargesse e... il bivacco si è ristrutturato da solo!
Non si sa chi sia stato, ma piano del tavolo nuovo, "guasti" riparati... boh!
Mai disperare "della gente", compagni brontoloni...:sleep:
anche da me (appennino emiliano) c'era un bivacco che fino a un paio di anni fa era in stato di abbandono da tempo; ci avevo passato una notte ma era bello incasinato. con calma alcuni volontari (una guida GAE della zona e altri) lo hanno sistemato banalmente portando a valle gli interni distrutti e dandogli una sistemata... e il risultato ci stava un sacco!! un volontario aveva pure lasciato una sega ad arco, che ho felicemente utilizzato una notte la scorsa estate...

peccato che sono tornato solo un paio di mesi dopo, non per fermarmi ma solo di passaggio in un trekking... ma la sega non c'era più e gli interni erano nuovamente un casino, con rifiuti abbandonati e varie...

purtroppo per quanto noi che siamo bravi ci si possa impegnare, manca una cultura generale di rispetto e buon uso di questi luoghi
 
Tanto per fare nomi, l'anno scorso sono passato due volte al bivacco Ghiaccioni ristrutturato e gestito dal CAI di Bismantova e l'ho trovato in uno stato pietoso: cianfrusaglie di tutti i tipi, montagne di spazzatura, piatti e pentole vecchie, ecc. ecc.

Essendo da solo non potevo caricarmi decine di kg di spazzatura per cui l'ho pulito per quanto possibile e accumulato il rifiuti alla bella e meglio in un angolo.

Alcuni mesi dopo ci sono tornato (vedi foto) e ho trovato di nuovo tutta la stessa spazzatura in giro e pure due delle quattro brandine sfondate.
Certo potrebbero essere stati degli animali ma ci sarebbe voluto almeno un orso che sapesse pure aprire la porta...

Ma forse pensandoci meglio sono stati proprio degli "animali"!
 
Ma forse pensandoci meglio sono stati proprio degli "animali"!
infatti... nel mio caso era il bivacco la Pilaccia nel modenese, stesso discorso... ma più o meno sono tutti nello stesso stato di abbandono generale. peccato perchè alcuni di questi posti son speciali e andrebbero preservati molto meglio
 
Gli ultimi interventi mettono in evidenza due punti: su un paio sono d'accordo, sull'altro no:
@MarciB92 : "purtroppo per quanto noi che siamo bravi ci si possa impegnare, manca una cultura generale di rispetto e buon uso di questi luoghi":si:
@av250866 : " Ma forse pensandoci meglio sono stati proprio degli "animali"!":si:
@MarciB92 : " peccato perchè alcuni di questi posti son speciali e andrebbero preservati molto meglio" Ecco su questo punto avanzo una riserva: il vero bivacco "dovrebbe" essere semplicemente in un posto "dove serve" : in una zona dove chi va in montagna sul serio (alpinisti, non merenderos ) potrebbe avere bisogno di un punto di sosta protetto: penso a due alpinisti sorpresi da una tempesta, o da uno che si è fatto male o, o, o...il bivacco deve essere come un farmaco salvavita somminsitrato in Pronto Soccorso, non una tisana digestiva.
 
il vero bivacco "dovrebbe" essere semplicemente in un posto "dove serve" : in una zona dove chi va in montagna sul serio (alpinisti, non merenderos ) potrebbe avere bisogno di un punto di sosta protetto: penso a due alpinisti sorpresi da una tempesta, o da uno che si è fatto male o, o, o...il bivacco deve essere come un farmaco salvavita somminsitrato in Pronto Soccorso, non una tisana digestiva.
beh c'è bivacco e bivacco secondo me.. dipende dalla posizione..

per bivacco d'emergenza sicuramente ci sta intendere quei ripari arroccati a ridosso di qualche cima, in punti impervi, lontani da qualsiasi altro supporto che allora si che quello ti serve come riparo in caso di problemi...

ma la casetta in pietra che probabilmente decenni prima era una legnaia o un capanno di qualche cacciatore, poi adibito a bivacco... che è posto su un sentiero in una zona più o meno comoda da raggiungere, riparato nel bosco, ma comunque lontano dal dire che per arrivarci devi essere un alpinista.... quello non mi puoi dire che è un riparo di emergenza :D perchè nessun montanaro (neanche alpinista) potrebbe trovarsi in seria difficoltà in quel punto!

quindi quello, secondo me, ci sta utilizzarlo come è stato descritto sopra da vari.... però se lo si fa serve trattarlo con rispetto, tutto qui
 
Come al solito non c'è solo bianco o nero. Un vero "bivacco" in lamiera arroccato da qualche parte, magari quando c'è ancora neve, è ad uso esclusivo di scialpinisti esperti, ma in estate diventa raggiungibile più o meno da tutti. Una comoda casetta in pietra con stufa e letti, in inverno può diventare "d'emergenza" per un ciaspolatore della domenica.
 
beh c'è bivacco e bivacco secondo me.. dipende dalla posizione..

per bivacco d'emergenza sicuramente ci sta intendere quei ripari arroccati a ridosso di qualche cima, in punti impervi, lontani da qualsiasi altro supporto che allora si che quello ti serve come riparo in caso di problemi...

ma la casetta in pietra che probabilmente decenni prima era una legnaia o un capanno di qualche cacciatore, poi adibito a bivacco... che è posto su un sentiero in una zona più o meno comoda da raggiungere, riparato nel bosco, ma comunque lontano dal dire che per arrivarci devi essere un alpinista.... quello non mi puoi dire che è un riparo di emergenza :D perchè nessun montanaro (neanche alpinista) potrebbe trovarsi in seria difficoltà in quel punto!

quindi quello, secondo me, ci sta utilizzarlo come è stato descritto sopra da vari.... però se lo si fa serve trattarlo con rispetto, tutto qui
Ecco: quello appena descritto NON è un bivacco: è un punto sosta..più o meno attrezzato: il rispetto è ovviamente doveroso anche in questo caso, ma si tratta dell' equivalente coperto dei tavoli da pic nic nei parchi dove si arriva in auto ...
 
Ecco: quello appena descritto NON è un bivacco: è un punto sosta..più o meno attrezzato: il rispetto è ovviamente doveroso anche in questo caso, ma si tratta dell' equivalente coperto dei tavoli da pic nic nei parchi dove si arriva in auto ...
esatto, però ufficialmente pure quelli si chiamano bivacchi... a cui non attaccherei anche la descrizione "d'emergenza"... ma ci siamo capiti :)
 
Ecco: quello appena descritto NON è un bivacco: è un punto sosta..più o meno attrezzato: il rispetto è ovviamente doveroso anche in questo caso, ma si tratta dell' equivalente coperto dei tavoli da pic nic nei parchi dove si arriva in auto ...
esatto, però ufficialmente pure quelli si chiamano bivacchi... a cui non attaccherei anche la descrizione "d'emergenza"... ma ci siamo capiti :)
Concordo che le terminologie bivacchi/rifugi non siano perfettamente codificate e possano essere interscambiabili.

Ed entrambi possono servire come emergenza, se emergenza c'è, sia punto di sosta o di riposo all'interno di un tranquillo cammino.

Questo un elenco di quelli che frequentiamo noi, inserendoli come tappa e pernotto tra due giornate di cammino: Monte dei Gralli, Nasseto, Ballatoio, Rifugio Tigliè, Trebbana, San Paolo in Alpe, Borbotto, Poggio Cavallaro, Sassello per dire i primi che mi vengono in mente.
 
Questo un elenco di quelli che frequentiamo noi, inserendoli come tappa e pernotto tra due giornate di cammino: Monte dei Gralli, Nasseto, Ballatoio, Rifugio Tigliè, Trebbana, San Paolo in Alpe, Borbotto, Poggio Cavallaro, Sassello per dire i primi che mi vengono in mente.
una di ste volte voglio venire a esplorare la tua zona e vedermeli tutti :D
 
Concordo che le terminologie bivacchi/rifugi non siano perfettamente codificate e possano essere interscambiabili.
Che io sappia almeno quella di "rifugio" è regolamentata sia da leggi pubblicate sulla gazzetta ufficiale che dal CAI. Poi ci sono delle differenze negli statuti regionali.
 
Che io sappia almeno quella di "rifugio" è regolamentata sia da leggi pubblicate sulla gazzetta ufficiale che dal CAI. Poi ci sono delle differenze negli statuti regionali.
Questo ad esempio, Rifugio Tigliè, non sembrerebbe sotto l'egida del CAI (magari sbaglio...)

dsc01415-jpg.161603
 
Questo ad esempio, Rifugio Tigliè, non sembrerebbe sotto l'egida del CAI (magari sbaglio...)

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Non lo so onestamente ma quello che viene scritto sulla Gazzetta Ufficiale non dipende dal CAI.
Che poi ci siano strutture che si diano il titolo di rifugio senza rispettarne i vincoli ci sta... nel bresciano un rifugio è stato declassato a ristoro perchè i gestori si sono fatti bellamente i fattacci loro.
 
Che io sappia almeno quella di "rifugio" è regolamentata sia da leggi pubblicate sulla gazzetta ufficiale che dal CAI. Poi ci sono delle differenze negli statuti regionali.
Esattamente come dici.
Ho fatto una richiesta ad AI che ha risposto:

"La disciplina dei rifugi in Italia è complessa e frammentata, essendo principalmente di competenza regionale, sebbene inquadrata in principi statali generali."
 
Esattamente come dici.
Ho fatto una richiesta ad AI che ha risposto:

"La disciplina dei rifugi in Italia è complessa e frammentata, essendo principalmente di competenza regionale, sebbene inquadrata in principi statali generali."
Per completezza e ufficialità puoi leggere qui e approfondire
Non me ne intendo di legge ma per la gerarchia legislativa credo che gli statuti regionali possano modificare/ampliare dei dettagli "irrigidendo" e non "ammorbidendo" ciò che viene decretato da chi gli st sopra
 
Per completezza e ufficialità puoi leggere qui e approfondire
Non me ne intendo di legge ma per la gerarchia legislativa credo che gli statuti regionali possano modificare/ampliare dei dettagli "irrigidendo" e non "ammorbidendo" ciò che viene decretato da chi gli st sopra
Grazie!

Mi sembra di capire che i "Rifugi" debbano essere gestiti, e presidiati appunto da un "rifugista".

Quindi quelli che utilizziamo noi in Appennino, incustoditi, sono "Bivacchi" cecchè ne dica la targhetta sulla porta :biggrin:

Tipo questo #233 :
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Ultima modifica:
Grazie!

Mi sembra di capire che i "Rifugi" debbano essere gestiti, e presidiati appunto da un "rifugista".

Quindi quelli che utilizziamo noi in Appennino, incustoditi, sono "Bivacchi" cecchè ne dica la targhetta sulla porta :biggrin:

Tipo questo #233 :
Molto bello! In punta di diritto è giusto capirne le definizioni per avere una base solida sulle quali creare dibattiti costruttivi. I problemi ovviamente sono altri in questo caso e ne stiamo ampliamente parlando.
 
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