Escursione Pizzo Deta Invernale

Dati

Data: 5/2/2023
Regione e provincia: Lazio, Frosinone
Località di partenza: Prato di Campoli
Località di arrivo: Prato di Campoli
Tempo di percorrenza: 6h 20m
Chilometri: 8
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: vento forte in quota, alcuni punti con verticalità e ghiaccio
Periodo consigliato: sempre
Segnaletica: CAI
Dislivello in salita: 800 mt
Dislivello in discesa: 800 mt
Quota massima: 2041
Accesso stradale: Parcheggio Prato di Campoli
Traccia GPS: https://www.avventurosamente.it/xf/pagine/mappa/?do=loadmarker&id=8637


Descrizione
Un percorso è fatto di tanti piccoli passi. E di continuità. Così oggi arriva il mio primo 2000 innevato! Per celebrare la novità, questa volta siamo in 4, con due amiche che si uniscono a me e al mio sodale: 4 buone paia di gambe! Abbiamo scelto i Monti Ernici e Pizzo Deta sulla scorta del consiglio della guida con cui abbiamo fatto il corso base, secondo cui qui dovremmo trovare neve da ramponi. Così sarà. Al momento della partenza a Prato di Campoli la giornata è luminosa, ma il vento che tira è teso e gelido, tanto da sbattere le portiere della macchina, alcuni desistono e tornano a casa. Noi siamo più ottimisti e decidiamo di avviarci fino alla faggeta, dove comunque si starà bene, e poi vedere lungo la strada l'evoluzione del meteo.

Arrivati al primo accenno di salita, decidiamo che - visto il meteo instabile - non faremo l'anello originariamente previsto (Prato di Campoli, a dx verso vado di Vedoli, Pizzo Deta, Sella di Peschiomacello, Monte Pratillo, Sella di Pratillo, Prato di Campoli, per totali 9,4 km), ma tiriamo dritto per dritto verso la Sella di Peschiomacello e Pizzo Deta: un sentiero più ripido ma breve, anche per testare il ramponaggio. Il bosco è sempre suggestivo, anche nella sua muta invernalità, e lascia presagire panorami avvolgenti in stagioni più vive.

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Voltandoci verso la piana, ritroviamo le vaste faggete geometriche e, più lontani, i panorami non imbiancati che ci avevano fatto temere di non trovare soddisfazione per le nostre ambizioni.
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Voltandoci verso la sinistra, notiamo la parete che porta verso Monte Passeggio, molto ripida e con un canalone decisamente più verticale che potrebbe essere interessante riaffrontare più avanti, con più esperienza.

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Finalmente, usciamo dalla faggeta, trovando che il vento si è placato e il sole splende caldo. Di lì inizia la parte più ripida, con una pendenza sul 30% ed alcuni passaggi al 40%, che ci consentono di testare la tecnica di progressione in traverso con ramponi e ci invitano a tirar giù le picche dallo zaino. Lo spettacolo alla nostra destra, sulla linea di pendenza della montagna, è molto gratificante.


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Dopo una mezz'oretta di ascesa, arriviamo finalmente alla Sella, da dove si intravede a sinistra il profilo dei vicini Monte Pratillo e Monte Passeggio, a destra la mole di Pizzo Deta, davanti le meravigliose distese di montagne al suo nord. E' una vista breve, perché in due minuti il vento si rifà teso e gelido e avvolge tutto in una nebbia non così densa da impedire l'avanzata ma abbastanza da coprire ogni visuale panoramica.

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Un ultimo sforzo ci porta in vetta, dove per due minuti la buona sorte ci riapre brevemente il cielo, regalandoci uno squarcio di luce e visibilità per fotografare la croce di vetta. Ma il vento ormai va e viene a folate, le nuvole ci avvolgono come nebbia per poi correre via e ritornare, così decidiamo di seguire le cime vicine e tornare giù per la stessa via dell'andata, senza cercare ulteriori allungamenti.
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Arrivati a valle, il primo bar lungo la strada ci regala un terzo tempo assai modesto, se non fosse condito dalla nostra allegria. Il passaggio per il vicino paese di Veroli ci mostra un abitato abbastanza dimesso ma circondato da una impressionante vista panoramica a 360 gradi, impreziosita dai primi riflessi del tramonto e da una luminosissima luna piena. La giornata è stata bella, la compagnia anche, la mente già vola a quali possano essere tra una settimana i prossimi passi.
 

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Una progressione continua e ininterrotta... come la lubrificazione di Totò ne I soliti ignoti.
:rofl: non dico "la lubrificazione mi mancava" perché darebbe adito a fraintendimenti!
Comunque sì, il desiderio è quello di spostare la soglia un pò più lá, come l'orizzonte che più lo segui e più si allontana, facendoti attraversare terre e vita.
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Cmq ho visto solo dopo la tua uscita di un anno fa, molto bella. Per ora sto testandomj sulla tecnica e la fatica, spero presto verrà anche l'abbinata col piacere dell'escursione più lunga, esplorativa.
 
la mia zona..:woot::woot::woot::woot:.io cio' beccato un lupo da quelle parti!....noi ci arriviamo dalla valle del liri salendo per Rendinara ... e' un percorso meno ripido e pure piu corto e c e' pure un rifugio per riposarsi!
BRAVI!!!
 
Innanzitutto complimenti !!!

La Progressione...

Mi ricorda, numerosi anni fà, ci allenavamo spesso per l'arrampicata a Ciampino, l'antica cava Romana..
Un giorno e per numerose volte, un signore dal fisico apparentemente improbabile al tema (ovviamente nessun riferimento...;) ), si muoveva incerto cercando di fare dei traversi.

Pensavo: tutto inutile...

Poi io non andai per un paio di anni lì, ci eravamo trasferiti nella ben più impegnativa Marino, palestra tosta tosta lungo la strada.

Ma un giorno capitò di tornarci e vidi "l'improbabile" muoversi sulla falesia...

Incredibile... con un ottimo stile, anche in parte rimodellato fisicamente ed andare su e giù sciolto, senza corda, con grande sicurezza...

Mai fidarsi delle apparenze, e crederci sempre, ma proprio sempre...:D:si:

Se non frequentassi più il forum per un paio di anni, vista la progressione sin ora sviluppata, cosa troverei pubblicato da C2C7...? :D

Bravò !
 
:rofl: non dico "la lubrificazione mi mancava" perché darebbe adito a fraintendimenti!
Comunque sì, il desiderio è quello di spostare la soglia un pò più lá, come l'orizzonte che più lo segui e più si allontana, facendoti attraversare terre e vita.
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Cmq ho visto solo dopo la tua uscita di un anno fa, molto bella. Per ora sto testandomj sulla tecnica e la fatica, spero presto verrà anche l'abbinata col piacere dell'escursione più lunga, esplorativa.
Totò a parte, come è la situazione neve? Nel senso, si sprofonda? Da quale quota inizia? Questo sabato ho rinunciato ad ambiziosi piani innevati per timore di una progressione lenta e penosa.
I soliti ignoti.jpg

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non so se si chiama fracassi ma e' quello,quello di rendinara sul percorso cai da rendirara alla vetta
Sì. Rifugio Fracassi.
 
La neve parte fin dal parcheggio, quindi sui 1.100mt.
A metà della faggeta lo strato comincia a diventare più spesso ma è abbastanza compatto, tanto da non rendere penoso l'attraversamento.
In uscita dalla faggeta (1.700mt) la neve è compatta e portante, senza sprofondamenti se non nel pomeriggio dopo diverse ore di insolazione. Ottimo per ramponare.
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cosa troverei pubblicato da C2C7...? :D
...un memoriale su un safari in tanzania??? La realtà è che 6 sempre troppo generoso. E che, come diceva quel detto, "abbiamo solo 2 vite. E la seconda inizia quando scopri di averne solo 1"
 
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