Informazione Prima esperienza, escursione 3 giorni

Salve a tutti, questo è il mio primo post su questo forum. Io ed un mio amico abbiamo intenzione di fare la nostra prima scarpinata, possibilmente non troppo distante da Torino (massimo 100 km, preferibilmente meno). Pensavamo di stare fuori 3 giorni (e quindi dormire in tenda 2 notti) verso la fine di questo Novembre. Abbiamo l'equipaggiamento adatto, dalle tende, al kit di emergenza, al fornelletto ad alcol autocostruito tramite tutorial, ma ci manca quasi completamente l'esperienza di una gita da soli su percorsi montani. La situazione è la seguente: la prestanza fisica è ottima per entrambi, non abbiamo paura di freddo/fatica ma essendo la prima uscita eviteremmo con piacere di salire troppo di quota (non più di 2000 metri) ed eviteremmo anche percorsi difficili in sé o non ben segnati per non perderci. Non sappiamo veramente dove andare, anche se abbiamo letto già qualche consiglio su questo forum, perché volevamo fare un giro "ad anello" della durata di 3 giorni in modo da non dover tornare sui nostri passi. Un utente ho letto che consigliava ad un principiante "Punta Melmise" e "Punta Tre Croci" per cominciare, ma sono percorsi singoli da 3 giorni l'uno o bisogna unirli per camminare effettivamente 3 giorni? Dove possiamo stampare/trovare cartine con il percorso preciso e/o dell'area?
Inoltre la neve è un pericolo per è alle prime armi?
 
La montagna è pericolosa, se non la si affronta nel giusto modo, anche per i più esperti... Io sconsiglierei di partire subito di botto 3 giorni senza avere esperienza. Cmq se vi sarà neve la progressione sarà più lenta e faticosa, necessitano pure di ciaspole..
 
avete scelto il periodo migliore per incominciare! :D

c'è pochissima scelta , in questo momento stà nevicando a 1000 metri (musinè) e le temperature sono piuttosto basse.
io suggerisco di andare nel campeggio di bardonecchia così provate in sicurezza l'attrezzatura , la prima volta è meglio fare così; un conto è ciò che si legge sui forum , l'altro è provarlo di persona , stare al freddo per 72 ore è bella lunga.

da lì partire per le escursioni che avete menzionato , punta melmise , poggio tre croci e rifugio 3° alpini in valle stretta , sono molto semplici e al momento non correte rischi di valanghe , prendetevi una cartina di bardonecchia , le fraternali sono ottime.
non credo abbiate bisogno delle ciaspole , dalle webcam ci sono solo un 30 cm di neve.
 
se mi posso permettere NON SE NE PARLA MINIMAMENTE!!!!
prima esperienza, zero know how, e vi volete imbarcare in una 3 giorni montana con la nostra benedizione?
ci sono stati fior di alpinisti che ci hanno rimesso le penne in situazioni simili, quando la natura ha detto NO. se non sbaglio c'è nel forum la descrizione di un'escursione, mi pare in abruzzo, guidata da esperti con neofiti al seguito, finita male causa mal tempo imprevisto.
ai neofiti si consiglia prima una giornaliera o al massimo una due giorni su carrareccia ben tracciata fornita di rifugi e sorgenti. il periodo poi non è neanche il massimo perchè mi pare che la neve abbia fatto già capolino e quindi (a parte ciaspole tassative) una bufera di neve con visibilità scarsissima con basse temperature renderebbe una gita un'inferno.
ascoltate un fesso :)
 
D

Derrick

Guest
Salve a tutti, questo è il mio primo post su questo forum. Io ed un mio amico abbiamo intenzione di fare la nostra prima scarpinata, possibilmente non troppo distante da Torino (massimo 100 km, preferibilmente meno). Pensavamo di stare fuori 3 giorni (e quindi dormire in tenda 2 notti) verso la fine di questo Novembre. Abbiamo l'equipaggiamento adatto, dalle tende, al kit di emergenza, al fornelletto ad alcol autocostruito tramite tutorial, ma ci manca quasi completamente l'esperienza di una gita da soli su percorsi montani. La situazione è la seguente: la prestanza fisica è ottima per entrambi, non abbiamo paura di freddo/fatica ma essendo la prima uscita eviteremmo con piacere di salire troppo di quota (non più di 2000 metri) ed eviteremmo anche percorsi difficili in sé o non ben segnati per non perderci. Non sappiamo veramente dove andare, anche se abbiamo letto già qualche consiglio su questo forum, perché volevamo fare un giro "ad anello" della durata di 3 giorni in modo da non dover tornare sui nostri passi. Un utente ho letto che consigliava ad un principiante "Punta Melmise" e "Punta Tre Croci" per cominciare, ma sono percorsi singoli da 3 giorni l'uno o bisogna unirli per camminare effettivamente 3 giorni? Dove possiamo stampare/trovare cartine con il percorso preciso e/o dell'area?
Inoltre la neve è un pericolo per è alle prime armi?
"Prima si impara a camminare e poi a correre". Se va presa alla lettera l'affermazione che è la prima scarpinata e la prima esperienza sui percorsi montani, io decisamente eviterei i due pernotti e sicuramente salirei a molto meno di 2.000 metri.

Anch'io consiglierei di fare escursioni di un giorno, tanto per cominciare a fare la gamba, l'allenamento, su sentiero facile, senza possibilità di errore. Poi dopo un po' comincerei eventualmente con pernotto di 1 notte. Solo dopo pernotti di più di una notte.

Lasciate comunque sempre detto dove andate, che sentiero fate, qual'è l'ora di arrivo previsto, portate cellulari con schede TIM e Vodafone, non sottovalutate la montagna perché di montagna si può anche morire.

Le cartine IGM in genere si trovano facilmente ai giornalai del posto, possono anche essere ordinate direttamente all'IGM se avete difficoltà a trovarne

Istituto Geografico Militare - Sito Ufficiale

Oppure, come dice kima, potreste trovare mappe di editori locali che in genere sono più curate e leggibili di quelle IGM e migliori per uso escursionistico.

Fossi in voi darei una bella tirata al freno a mano delle aspettative e ricomincerei la pianificazione riducendo tutte le difficoltà di due terzi. La prestanza fisica, l'attrezzatura e la mancanza di paura sono ottimi ingredienti per farsi male. Il freddo t'ammazza anche se non hai paura di lui, non si fa spaventare neanche lui. L'esperienza è la prima cosa!
 
E dai... sono grandi e vaccinati mica stanno andando sul Monte Bianco...L'unica cosa direi che 3 giorni per la prima uscita sono un'eternita'... Per il resto,e quì mi rivolgo a Bruce, lasciate perdere i Papa'....sono sempre troppo ansiosi ed apprensivi....:p
 
Ringrazio tutti per le risposte precise ma soprattutto ringrazio davvero di cuore per l'interesse e la preoccupazione.
Ora che leggo le vostre risposte mi chiedo davvero se io abbia fatto bene a scrivere ciò che ho scritto, nel senso che a posteriori mi sembra la descrizione di un ragazzino che ha paura a fare i gradini di casa sua. Mi spiego meglio: siamo 2 ragazzi di 23 anni. Entrambi maniaci dello sport. Io sin da piccolo vado in montagna, sia per lo sci che per le semplici passeggiate familiari e le raccolte di funghi. Ho partecipato a un paio di "campi di sopravvivenza" in stile militare (tramite una palestra di Krav Maga), di cui uno in montagna con pernottamento in sacco a pelo e tarp (non ho mai visto piovere così tanto in 23 anni, è stata la notte più lunga della mia vita). Sono andato a fare la via ferrata Sagra di San Michele, e durante le estati pratico l'arrampicata sportiva su falesia sia in Puglia che in Abruzzo, mentre durante il resto dell'anno arrampico solo in sala boulder. So che l'arrampicata sportiva, a differenza delle ferrate, c'entra poco con il trekking ma credo che tutto "faccia brodo", come si suol dire. Il mio compagno di avventura invece ha fatto un anno di militare con campi marcianti, qualcosa ha visto anche lui. Chiedo scusa per il mattone che ho appena scritto, ma era giusto per farvi capire che forse mi sono espresso male ma non sono esattamente il "primo fesso che passa per strada" (con tutto il rispetto per chi non ha mai messo piede in montagna). Forse il secondo, ma sicuramente non il primo xD.
Alla luce di questo mio ultimo commento chiarificatore, sono ancora validi i vostri consigli di lasciar perdere i 3 giorni su un percorso (a detta di Kima in una precedente discussione) più che semplice e adatto agli inesperti?
Spero di non aver dato l'impressione di essere presuntuoso, volevo solo specificare che qualcosa ho imparato, ascolterò con umiltà ciò che mi risponderete.
Grazie a tutti...
 
D

Derrick

Guest
Riprendo la modalità "nanny" ma fate una tara a tutto quello che dico.

I sentieri "segnati" spesso sono segnati si fa per dire. Nei posti molto battuti, "classici" delle Alpi, le Alpi sviluppate dal punto di vista turistico, la segnaletica è ottima e perdersi è praticamente impossibile. Ma in altri posti, meno famosi e meno frequentati, la situazione in cui vi troverete davanti è la solita, segnatura rada, incompleta, tracce di fungaroli, pastori, cacciatori, bestiame che sono a volte più nette ed evidenti dei sentieri "ufficiali", perdersi non è così difficile come sembra. Anzi per dirla tutta perdere il sentiero in montagna è molto facile. Con l'esperienza si torna indietro e lo si riprende, con l'inesperienza si rischia di innervosirsi, di aggiungere errore ad errore, finché ci si perde del tutto.

Io - ma sono io, non pretendo che sia una regola, io finora ho fatto solo escursioni estive, e non ho mai pernottato da solo in tenda - non farei una escursione di più giorni, con clima novembrino, su sentieri che non conosco a meno di essere su una "via classica", in cui so che trovo abbondanza di segnature, di rifugi, e di acqua.

Naturalmente una persona già molto esperta di escursionismo e pernotto invernale ha più margine di errore, ma voi, pur avendo esperienze di montagna, non avete questa esperienza specifica di escursionismo e pernotto invernale quindi io farei così:

- più escursioni di un giorno solo, serve a fare le gambe, conoscere le proprie vesciche ;) ecc. e intanto studiate dei percorsi, poi, in un secondo momento, unite i percorsi fatti in un unico percorso con pernotto.

oppure

- escursioni con pernotto ma su sentieri "classici", come ad esempio la GTA Grande Traversata Alpina (o meglio GT delle Alpi Piemontesi), di cui sceglierete dei tratti non troppo lontani da Torino e non troppo impegnativi. In questo modo se c'è un problema non siete mai molto lontani da un rifugio o da un paese, e comunque è possibile che qualcuno passi sul sentiero a dare una mano.

Il consiglio di Kima mi pare molto valido, di provare la tenda in campeggio (oppure, diciamo, vicino ad una casa che vi dà assistenza, ma comunque a quota relativamente bassa), al limite potete dormire in tenda, poi vi alzate, fate un'escursione con ritorno in tenda, e il giorno dopo altra escursione magari in un'altra direzione. In questo modo saggerete l'allenamento del fisico a fatiche ripetute, intramezzate magari da pernotti poco confortevoli.

Lasciate comunque sempre detto dove andate.

Ma la prima mi pare più consigliabile della seconda.

Oltre a mappa e bussola che saprete sicuramente usare io non farei un'escursione quasi-invernale senza GPS in nessun caso. Ma ripeto, questo sono io. Altri vanno senza GPS e sono ancora vivi e vegeti, e altri ancora sono andati senza GPS per epoche storiche, dai tempi di Ötzi in poi. Ma non siamo ai tempi di Ötzi e io il GPS me lo porterei, e mi porterei due telefonini (TIM e Vodafone).
 
Ultima modifica di un moderatore:
Non sono forse il più indicato per dare consigli, mi considero un novellino della montagna anche se ho fatto i miei trekking in italia e fuori, ma se posso esprimere un opinione, pur non dubitando delle vostre capacità di adattamento e di sopravvivenza, mi pare che iniziare un' attività di escursionismo a novembre inoltrato con 2 notti fuori sia un tantino affrettato, quantomeno senza aver provato l'attrezzatura, nè aver dormito fuori almeno una notte tardo-estiva o inizio/autunnale, per capire se si è freddolosi o meno, se si riesce a trovare la legna ed accendere un fuoco (ora probabilmente già tutta bagnata e coperta di neve), se dopo aver percorso 15 km in un giorno si ha la forza per percorrerne altrettanti il giorno dopo ed altrettanti ancora il terzo giorno e tante altre cose...il fisico allenato certamente è utile e vi aiuterà a praticare questa stupenda attività, ma "partire in quarta" potrebbe non essere la miglior scelta! Detto questo, se assumete la decisione di partire lo stesso, punterei ai consigli di Derrick, cartine accompagnate da gps e telefonini carichi con batterie di riserva se avete smartphone che si esauriscono dopo un giorno, oltre all'attrezzatura che sicuramente saprete scegliere! Mandi (come si dice in friuli!)
 
Fate come vi sentite, ma sempre rispettando le norme di sicurezza e prudenza!
L'esperienza si fa anche osando, a volte, tutto dipende dai singoli individui (come giustamente detto e ripetuto da qualcuno qui, il confine tra l'avventuroso impavido ed il minchione a volte e' veramente sottile :D).
Quindi per "osare" intendo dire nel segno della sicurezza e della conoscenza dei propri limiti. Questo vuol dire allenamento, preparazione, equipaggiamento (cartine, bussola, altimetro MINIMI), studio meticoloso della zona dell'escursione, umilta'.
C'e' chi ha bisogno di cominciare da zero per poi arrivare gradualmente ad un'escursione EE di 10 ore di durata ed infine ad un trekking con passaggi di arrampicata..c'e' chi alla prima volta sul Gran Sasso a 20 anni si fa la Direttissima del Corno Grande da solo. Nessuno ha piu' meriti dell'altro, si tratta solamente di percorsi diversi per arrivare ad uno scopo unico: la montagna.
Comunque massimo rispetto della montagna e attenzione al meteo..
In bocca al lupo :)
 
PS
Per quanto riguarda il pernotto in tenda in condizioni invernali, credo l'utente Kima (come altri, del resto) sia molto preparato in merito..cosi' come l'utente Spyrozzo, che da quanto ne so io ha esperienza di bivacchi in paesi MOLTO nordici :D, quindi magari fate riferimento

PPS
Trattandosi di una invernale, e comunque avendo voi poca esperienza, quoto chi vi consiglia di avere con se' il GPS
 
Ringrazio tutti per le risposte precise ma soprattutto ringrazio davvero di cuore per l'interesse e la preoccupazione.
Ora che leggo le vostre risposte mi chiedo davvero se io abbia fatto bene a scrivere ciò che ho scritto, nel senso che a posteriori mi sembra la descrizione di un ragazzino che ha paura a fare i gradini di casa sua. Mi spiego meglio: siamo 2 ragazzi di 23 anni. Entrambi maniaci dello sport. Io sin da piccolo vado in montagna, sia per lo sci che per le semplici passeggiate familiari e le raccolte di funghi. Ho partecipato a un paio di "campi di sopravvivenza" in stile militare (tramite una palestra di Krav Maga), di cui uno in montagna con pernottamento in sacco a pelo e tarp (non ho mai visto piovere così tanto in 23 anni, è stata la notte più lunga della mia vita). Sono andato a fare la via ferrata Sagra di San Michele, e durante le estati pratico l'arrampicata sportiva su falesia sia in Puglia che in Abruzzo, mentre durante il resto dell'anno arrampico solo in sala boulder. So che l'arrampicata sportiva, a differenza delle ferrate, c'entra poco con il trekking ma credo che tutto "faccia brodo", come si suol dire. Il mio compagno di avventura invece ha fatto un anno di militare con campi marcianti, qualcosa ha visto anche lui. Chiedo scusa per il mattone che ho appena scritto, ma era giusto per farvi capire che forse mi sono espresso male ma non sono esattamente il "primo fesso che passa per strada" (con tutto il rispetto per chi non ha mai messo piede in montagna). Forse il secondo, ma sicuramente non il primo xD.
Alla luce di questo mio ultimo commento chiarificatore, sono ancora validi i vostri consigli di lasciar perdere i 3 giorni su un percorso (a detta di Kima in una precedente discussione) più che semplice e adatto agli inesperti?
Spero di non aver dato l'impressione di essere presuntuoso, volevo solo specificare che qualcosa ho imparato, ascolterò con umiltà ciò che mi risponderete.
Grazie a tutti...
Allora avete 23 anni ..... ergo avete patente (o potete averla) ..... campi di sopravvivenza militare ..... pratichi arrampicata ed hai fatto una ferrata ..... vai a funghi ..... il socio ex militare con campi marcianti ..... avete l'età giusta pure per prendere il porto d'armi da almeno 5 .... per cui proprio proprio inesperti non lo siete almeno stando alle vostre credenziali (poi il reale lo sapete solo voi).

Il sacco a pelo lo sapete usare di sicuro, immagino che non pensiate che le All Star siano le scarpe migliori per la montagna, il fatto che se piove vi bagnate idem, che sul bagnato si scivola e che la neve è fredda sia cosa nota anche a voi .... detto questo se sapete anche montare la tenda conoscendo non tanto la tecnica del montaggio ma il "dove" montarla e cucinarvi un pasto ..... buon viaggio :biggrin:

L'unica cosa che però mi permetto di consigliare è quello di appoggiarvi la prima volta ad un "campo base" che potrebbe essere benissimo un campeggio come quello di Bardonecchia, al mattino partite, pranzo fuori, pomeriggio rientrate fate rifornimento per il giorno dopo ..... e alla sera in Via Medail :p ..... tre giorni in "culo ai lupi" la farei la prossima volta :D

L'importante, a mio avviso, è che verifichiate se effettivamente l'attrezzatura in vostro possesso è adeguata alla temperatura e se con il fornellino ad alcool riuscite a cuocere quello che volete (magari provare prima potrebbe essere utile per capire tempi e come si comporta).

Dopo di che se era estate era meglio ..... e la prudenza non è mai troppa ..... se volete, al limite, indicare quale attrezzatura pensavate di portarvi (magari tutto .... dagli scarponi al cappello passando dai vari "giochini" taglienti o elettronici) forse vi si può aiutare nel valutare se è adeguata o meno a Bardonecchia ;)

Ciao :), Gianluca
 
Alla luce di questo mio ultimo commento chiarificatore, sono ancora validi i vostri consigli di lasciar perdere i 3 giorni su un percorso (a detta di Kima in una precedente discussione) più che semplice e adatto agli inesperti?
Spero di non aver dato l'impressione di essere presuntuoso, volevo solo specificare che qualcosa ho imparato, ascolterò con umiltà ciò che mi risponderete.
Grazie a tutti...
Non vedo controindicazioni a fare quanto vi proponete, mi pare che di cose ne abbiate fatte a iosa, basta tenere presente le dovute differenze. Parlate di falesia, ferrate e palestre indoor ... fare un sesto grado in falesia potrebbe essere più facile di un terzo grado in alta montagna dove non sai mai cosa ti trovi davanti, invece del bel tiro spittato con moschettone in sosta dove basta fare passare la corda e calarsi, oppure recuperare il secondo e proseguire allegramente per i tiri successivi. Idem con le dovute differenze tra
sci di pista, da fondo rispetto all'impegnativo skialp fuori pista ed in alta montagna, per non parlare delle comode ferrate, buone per non perdersi anche con la nebbia più feroce
quando sono fatte come prima uscita.
Diverso anche un campo organizzato e fare da soli ...
Duemila metri di quota son pure pochi per chi è abituato a farsi un tremila nei ritagli di tempo o un quattromila in giornata, ma con le recenti nevicate con neve molle, Tanta e men che meno assestata ... i duemila metri di oggi sono più duri di un 4mila in luglio, per quanto mi riguarda.

Fin troppo bene hanno già detto per il resto Spyrozzo e Derrick ...

Fatte queste doverose premesse, perchè non fare un pensierino all'alta via dei monti Liguri, ci sono decine di tappe configurabili a piacere in un ambiente meno freddo con numerosi ripari e rifugi, possibbilità di scendere verso il mare e di saltare sul primo treno o bus e tornare a casa o al punto di partenza.

http://www.altaviadeimontiliguri.it/portale/

Oppure la valgrande della provincia di Verbania dove ci sono molti bivacchi comodi e sicuri nel caso per qualche strano motivo fosse problematico piazzare la tenda. Io di li partirei ...

http://www.in-valgrande.it/

ciao
g
 

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