Pubblicato il Report 2025 del CNSAS

Interessante!
Sarebbe interessante anche, come analisi parallela, capire l'andamento dei frequentatori di tali luoghi (dato impossibile da trovare con esattezza) per valutare preparazione e consapevolezza dei frequentatori.
Dico "parallela" perchè non modificherebbe in alcun modo l'analisi delle risorse impiegate per i soccorsi analizzati.
Mi balzano all'occhio: 8.1% delle cause sono dettate da "incapacità", il 30% (!!!) di "altre attività" (quali saranno?).
Diciamo che se ci focalizziamo sul periodo col massimo numero di interventi (agosto) qualche riposta implicita la si trova.
Sarebbe però davvero interessante capire qual è il totale dei visitatori per stilare delle statistiche ancor più complete e anche l'altitudine dei soccorsi (in caso di interventi di montagna).
Grazie per la condivisione.
 
Sarebbe però davvero interessante capire qual è il totale dei visitatori per stilare delle statistiche ancor più complete e anche l'altitudine dei soccorsi (in caso di interventi di montagna).
Grazie per la condivisione.
Dato pressochè impossibile da rilevare, secondo me.

Mentre quelli che salvi li puoi contare, tutti i fruitori della natura che sono andati e tornati senza problema, come li calcoli?!?
 
Dato pressochè impossibile da rilevare, secondo me.

Mentre quelli che salvi li puoi contare, tutti i fruitori della natura che sono andati e tornati senza problema, come li calcoli?!?
si, ho appunto scritto "dato impossibile da trovare con esattezza".
Resta comunque un dato interessante, cioè apprezzabile a livello statistico. Un dato che comunque non è impossibile ma semplicemente approssimabile: un data-analyst avanzato (non come me) potrebbe approssimare facendo incroci di decine di dati in relazione tra loro: equipaggiamento venduto, tesseramenti in associazioni, iscritti a pagine social, biglietti funivia, pedaggi autostradali, ecc...
Inoltre non basterebbe stimare i frequentatori di certi ambienti ma occorrerebbe stimare le escursioni, quindi l'ordine di grandezza che rappresenta il 100% degli infortuni potenziali.
Un po' come quando stimano gli italiani in vacanza e quali sono le mete preferite....
--- ---

Anche a me farebbe piacere pubblicassero dei dati più disaggregati, per vedere meglio nel dettaglio. Magari lo faranno.
sarebbe motivata come scelta: il 30% è un dato pesantissimo!
 
Spesso i dati disaggregati ci sono, semplicemente non vengono pubblicati per limitare le polemiche. Chì mi conosce sà certi discorsi che faccio e non sono mai a vanvera, ma per essere oggettivi, razionali, anche se non in linea con il "sistema". Anche se non in linea con i consigli stereotipati su come si dovrebbero affrontare certe attività.

Separando i casi, luoghi, ecc verrebbe fuori, per fare un esempio classico, stupidello, ma rappresentativo, che una gran fetta delle richieste di soccorso arrivano da persone attrezzate e preparare secondo le più classiche indicazioni. Materiale, andare in compagnia, fare corsi "superficiali" nei vari club, ecc Sensibilizzando come se fossero abbastanza per essere competenti, capaci, con buonsenso.

Ripeto, é un esempio, ma ne ho fatte di serate informative su queste cose, anche più volte l'anno, a livello stagionale.

Bisognerebbe sperare che se ne fregassero un pò delle varie polemiche, rendendo pubbliche le liste degli interventi specifici, via i nomi, dati personali e lasciando solo luoghi, interventi, durata, numero di soccorritore, motivo della richiesta, ecc
 
si, ho appunto scritto "dato impossibile da trovare con esattezza".
Resta comunque un dato interessante, cioè apprezzabile a livello statistico. Un dato che comunque non è impossibile ma semplicemente approssimabile: un data-analyst avanzato (non come me) potrebbe approssimare facendo incroci di decine di dati in relazione tra loro: equipaggiamento venduto, tesseramenti in associazioni, iscritti a pagine social, biglietti funivia, pedaggi autostradali, ecc...
Inoltre non basterebbe stimare i frequentatori di certi ambienti ma occorrerebbe stimare le escursioni, quindi l'ordine di grandezza che rappresenta il 100% degli infortuni potenziali.
Un po' come quando stimano gli italiani in vacanza e quali sono le mete preferite....
Concordo che un dato con buona approssimazione si potrebbe ricavare però mi sono sempre chiesto su quali elementi facciano previsoni del tipo: "Questo fine settimana si sposteranno con l'auto 7 milioni di Italiani dei quali 2 milioni in montagna, 1 ai laghi e 4 al mare" o_O
 
Concordo che un dato con buona approssimazione si potrebbe ricavare però mi sono sempre chiesto su quali elementi facciano previsoni del tipo: "Questo fine settimana si sposteranno con l'auto 7 milioni di Italiani dei quali 2 milioni in montagna, 1 ai laghi e 4 al mare" o_O
Prenotazioni di treni, voli, hotel, campeggi,…. Ma anche ricerche Internet, condivisioni sui social… siamo lontanissimi dal calcolo delle probabilità, lontano da questi calcoli con integrazioni psicologiche alla Monty Hall, lontano dalle scienze statistiche in cui il singolo faceva sempre la differenza per la loro applicazione… oggi quello che non manca sono i dati, ce ne sono un’enormità e di intimi, molto intimi. L’approssimazione si assottiglia sempre più. Considera anche che oggi con l’AI tutto è più facile e/o veloce.
--- ---

In genere ogni anno il CNSAS pubblica un articolo dedicato al Report sulla loro rivista. Lo faranno anche quest’anno immagino.
Speriamo! Non sono i dati a fare polemica ma le persone . E le persone trovano sempre un motivo per farne. I dai assoluti servono bene ad una programmazione o ad una riorganizzazione ma senza dei dati relativi il trend non si può evidenziare. Chissà: magari si potrebbe evidenziare che i soccorsi e i morti sono aumentati ma che rappresentano una fetta ben più piccola del rischio totale. Questo indicherebbe che i soccorsi devono strutturarsi in maniera adeguata ma che il rischio è calcolato e quindi prevedibile. Altrimenti sarebbe come paragonare gli incidenti stradali del 2025 con quello del 1950.
Ecco perché sostengo che sarebbe apprezzabile l’altro dato. :)
 
Ultima modifica:
Interessante!
Sarebbe interessante anche, come analisi parallela, capire l'andamento dei frequentatori di tali luoghi (dato impossibile da trovare con esattezza) per valutare preparazione e consapevolezza dei frequentatori.
Dico "parallela" perchè non modificherebbe in alcun modo l'analisi delle risorse impiegate per i soccorsi analizzati.
Mi balzano all'occhio: 8.1% delle cause sono dettate da "incapacità", il 30% (!!!) di "altre attività" (quali saranno?).
Diciamo che se ci focalizziamo sul periodo col massimo numero di interventi (agosto) qualche riposta implicita la si trova.
Sarebbe però davvero interessante capire qual è il totale dei visitatori per stilare delle statistiche ancor più complete e anche l'altitudine dei soccorsi (in caso di interventi di montagna).
Grazie per la condivisione.
Si effettivamente il dato puro visto così da un'idea ma tu dici: in che percentuale si sono messi nei guai rispetto ai potenziali? È corretto e interesserebbe molto anche a me ma è impossibile stimarlo!!
 
Si effettivamente il dato puro visto così da un'idea ma tu dici: in che percentuale si sono messi nei guai rispetto ai potenziali? È corretto e interesserebbe molto anche a me ma è impossibile stimarlo!!
Impossibile no, basterebbe un mandato e qui sta il punto: c'è interesse? c'è conoscenza dei dirigenti per capirne l'utilità? Poi magari è stato pure fatto e semplicemente non lo pubblicano.
Oltre ad esistere dati e strumenti utili per una stima approssimativa ma molto vicina al reale, parlando di dati storici la faccenda si semplifica molto. Le previsioni sono uno step in più ma che possono esistere solo su base, e quindi trend, storica (Nostradamus escluso).
Capire il trend permette scelte strategiche più performanti; nel caso specifici si potrebbero ottenere: una struttura a livello nazionale più pronta a rispondere alle chiamate in tempi più brevi e con le figure specialistiche più idonee, quindi un incidenza di mortalità e infortuni gravi minore, quindi investimenti monetari più mirati e con più marginalità.
Non è solo curiosità, è strategia.
 
Impossibile no, basterebbe un mandato e qui sta il punto: c'è interesse? c'è conoscenza dei dirigenti per capirne l'utilità? Poi magari è stato pure fatto e semplicemente non lo pubblicano.
Oltre ad esistere dati e strumenti utili per una stima approssimativa ma molto vicina al reale, parlando di dati storici la faccenda si semplifica molto. Le previsioni sono uno step in più ma che possono esistere solo su base, e quindi trend, storica (Nostradamus escluso).
Capire il trend permette scelte strategiche più performanti; nel caso specifici si potrebbero ottenere: una struttura a livello nazionale più pronta a rispondere alle chiamate in tempi più brevi e con le figure specialistiche più idonee, quindi un incidenza di mortalità e infortuni gravi minore, quindi investimenti monetari più mirati e con più marginalità.
Non è solo curiosità, è strategia.
Non l'avevo pensata così su scala nazionale ed è effettivamente un dato molto strategico. Possiamo quindi stare tranquilli che non lo sfruttano..
 
Nel leggere il prospetto sintetico del CNSAS c'è un numero che mi lascia abbastanza attonito ed è ....... dispersi 140 :eek:

Per me un disperso è una persona di cui non si sà più niente nel senso che non si è trovato, bhè 140 persone non è un numero così "piccolo".

Ciao :si:, Gianluca
 
Il report 2025 è una illustrazione della attività del soccorso nello scorso anno, illustra la dimensione del fenomeno. I dati mi sembrano troppo aggregati per poter ricavare delle solide indicazioni, immagnino esista anche un report maggiormente dettagliato e ben più corposo, ma anche più tecnico.
Per il resto, quello che a me salta all'occhio è il numero di morti, in rapporto quasi 1,5 morti/giorno: secondo me non sono pochi, anche se confrontati con la base dei riferimento, che è imprecisata ma si può pensare, come ordine di grandezza, in milioni di frequentazioni.
Altra cosa che salta all'occhio: è la grande differenza di percentuale tra i soccorsi prestati ai soci CAI e quelli non soci.
Infine, sebbene la percentuale di richieste fatte dagli escursionisti sia elevata, andrebbe relazionata alla percentuale di questi rispetto alla popolazione totale. Io sono propenso a ipotizzare che questa sia molto alta, attorno ad un 80%-90%, quindi quel 43,6% alla fine risulta ridimensionato. La controprova la trovo guardando la distribuzione percentuale degli interventi: nei mesi "poco turistici" ci sono tra 1/4 e 1/3 degli internventi del mese di agosto (in cui la frequentazione della montagna da parte di escursionisti è sicuramente massima) quinsi sono sempre piuttosto sostentuti.
Cordiali saluti
--- ---

Nel leggere il prospetto sintetico del CNSAS c'è un numero che mi lascia abbastanza attonito ed è ....... dispersi 140 :eek:

Per me un disperso è una persona di cui non si sà più niente nel senso che non si è trovato, bhè 140 persone non è un numero così "piccolo".

Ciao :si:, Gianluca
Concordo, anche perché, anche se ufficialmente sono dispersi, e a meno di fughe in Sud America con l'amante (et similia), è quasi ovvio ipotizzare la tragedia.
Cordiali saluti
--- ---

... però mi sono sempre chiesto su quali elementi facciano previsoni del tipo: "Questo fine settimana si sposteranno con l'auto 7 milioni di Italiani dei quali 2 milioni in montagna, 1 ai laghi e 4 al mare" o_O
Io ho l'impressione (e mi sbaglierò) che quei numeri sono solo credibili, forse sono scopiazzati dagli anni precedenti, ma non hanno nessula base di calcolo, come fossero un grave sparato da una bombarda del XIV secolo. Io vedo nero quando sento espressioni del tipo "per la cena di Natale gli italiani spenderanno in media 273 €", e sarei curioso di conoscere la deviazione standard, che sarà tipo 500 €. Ma tant'è.
Cordiali saluti
 
Ultima modifica:
Passati i primi giorni dopo la disgrazia "disperso" è solo un modo per dire "non è stato possibile localizzare la salma".

Certo 140 è un numero impressionante.
 
Io vedo nero quando sento espressioni del tipo "per la cena di Natale gli italiani spenderanno in media 273 €", e sarei curioso di conoscere la deviazione standard, che sarà tipo 500 €. Ma tant'è.
Bè, no. La devianza standard non può essere 500€ ne un valore vicino: è matematicamente inverosimile. (stai sostenendo che la spesa varia tra -227€ e +773€).
Io sono ottimista è la quoterei in un range 15-30€; nel più malaugurato caso di calcoli farlocchi, potrebbe arrivare a 50-150€.
Io non conosco la professionalità che ha chi pubblica questi calcoli in generale e nemmeno quella di chi fa questi calcoli, ma conosco molto bene l'affidabilità che la statistica, oggi, offre.
 
Bè, no. La devianza standard non può essere 500€ ne un valore vicino: è matematicamente inverosimile. (stai sostenendo che la spesa varia tra -227€ e +773€).
Io sono ottimista è la quoterei in un range 15-30€; nel più malaugurato caso di calcoli farlocchi, potrebbe arrivare a 50-150€.
Io non conosco la professionalità che ha chi pubblica questi calcoli in generale e nemmeno quella di chi fa questi calcoli, ma conosco molto bene l'affidabilità che la statistica, oggi, offre.
Sì è vero, il valore di 500€ è una iperbole, è irreale, come lo è a mio parere la media in oggetto, cioè a causa di una grande varianza di valore e numerabilità nel campione (ci possono essere poche cene da 20.000 € e milioni di cene da 80€) il calcolo della media è non rappresentativo, ammesso e non concesso che sia stata effettivamente calcolata, anche se matematicamente è possibile farlo.
Io se dovessi scommettere, punteri sul valore di 150€.
Cordiali saluti
 
Ultima modifica:
Sì è vero, il valore di 500€ è una iperbole, è irreale, come lo è a mio parere la media in oggetto, cioè a causa di una grande varianza di valore e numerabilità nel campione (ci possono essere poche cene da 20.000 € e milioni di cene da 80€) il calcolo della media è non rappresentativo, ammesso e non concesso che sia stata effettivamente calcolata, anche se matematicamente è possibile farlo.
concettualmente corretto ma è pure vero che, oggi, la statistica non è più quella dei tempi "se io mangio due polli e tu nemmeno uno allora abbiamo mangiato un pollo a testa".
Oltre alla quantità dei dati a disposizione già citata e la sua qualità apprezzabile, la statistica moderna ha vari strumenti a diposizione (ne cito alcuni in ordine sparso):
- regole chiare per estrarre campioni legittimando la generalizzazione della popolazione;
- per ogni stima si calcolano errore standard, intervalli di confidenza e margini di errore;
- teorie affidabili come central limit theorem, distribuzioni campionarie e test di ipotesi;
- istituti come Istat usano procedure di controllo qualità sulle indagini;
- vengono utilizzati metodi di campionamento come il bootstrap o il jackknife per stimare l’accuratezza anche in situazioni complesse che riescono ad escludere anche i bias statistici;
- e tanto altro che io non conosco bene.

In sostanza, oggi la statistica è affidabile non perché non sbaglia, ma perché dice quanto può sbagliare.
 
Alto Basso