Alpinismo Punta Gastaldi [3.214 m] cresta nord

Parchi del Piemonte
Parco della fascia fluviale del Po - tratto Cuneese
Dati

Data: 20/07/2019
Regione e provincia: Piemonte - CN
Località di partenza: Pian del Re
Località di arrivo: Pian del Re
Tempo di percorrenza: 5 + 4
Chilometri: 9 km
Grado di difficoltà: PD
Descrizione delle difficoltà: passi di arrampicata di II grado, calate in corda doppia.
Periodo consigliato: Estate, autunno
Segnaletica: tacche bianco rosse, ometti
Dislivello in salita: 1350
Dislivello in discesa: 1350
Quota massima: 3214
Accesso stradale: arrivati a Pian del Re parcheggiare, sono 10€ al giorno

Descrizione
Ottima gita con @giuliof
I piani erano altri, ma il meteo così così ci ha fatto ripiegare su questa cima che avevo nel mirino da tanto tempo.
Iniziamo a camminare alle 8 da Pian del Re dopo aver pagato l'obolo che è salito a 10€ :-x.
Prendiamo il sentiero V16 in direzione Traversette, al primo bivio giriamo a destra direzione Giacoletti sentiero V17.
Il sentiero sale abbastanza rapidamente.
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C'è il classico attraversamento del torrente dove ci si lava un po'.
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Rapidamente saliamo sul piano dove troviamo il Lago Superiore
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Saliamo tra prati e pietraie, mentre il meteo si guasta, dopo il lago prendiamo il sentiero di destra e poi al bivio ci dirigiamo verso il passo Giacoletti.
In traverso raggiungiamo la diramazione verso la punta Roma, ma noi tiriamo dritto.
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Qui incontriamo due ragazze che salgono, una brava l'altra un po' titubante.
Proseguiamo in traverso fino ad un grosso nevaio che attraverso.
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Poco più avanti inizia il tratto attrezzato che porta al passo, si sale con facili passi di arrampicata, ci sono molti tratti attrezzati con corde, poco utili in salita, più utili in discesa.
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Sali, sali, raggiungiamo finalmente il Passo Giacoletti a 2.990 metri.
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Qui inizia la nostra cresta.
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Stiamo inizialmente un po' più bassi del filo di cresta sul lato francese, proseguiamo in conserva protetta, ma con il senno di poi era meglio procedere slegati.
Riguadagniamo il filo di cresta fino ad un intaglio, dove facciamo una calata di 7-8 metri.
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Qui ci fermiamo a ragionare sul percorso da seguire, e una volta trovato lo seguiamo, si arrampicata con costanza, ma i passaggi sono facili: I+ max II.
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Solo un passaggio è un po' delicato, si aggira uno sperone sul lato italiano, c'è un passaggio non banalissimo ad elevata esposizione, ma ci sono sufficienti appigli per mani e piedi per passare.
Rapidamente arriviamo in vista della croce di vetta nella nebbia.
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Ci ricongiungiamo alla normale e raggiungiamo la vetta.
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Purtroppo il panorama è nullo, dopo la sosta pranzo scendiamo.
Passiamo dalla normale, non troppo difficile a parte dei fastidiosi nevai lungo il percorso, ottimamente tracciato.
In basso dobbiamo fare due doppie, la prima evitabile, la seconda sul muro.
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Una 60 metri doppiata è giusta giusta.
Alla fine della calata invece di proseguire verso il passo di Vallanta, andiamo in traverso a riprendere il sentiero che va al Giacoletti. Ci sono altri nevai da attraversare.
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Il sentiero risale in mezzo a sfasciumi pessimi. Dobbiamo risalire 100-150 metri.
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L'ultimo tratto verso il colle è reso insidioso da qualche nevaio ancora presente.
Giunto al colle ritorniamo alla macchina per la via di salita.

Che dire ottima gita, anche se di ripiego: arrampicata divertente, peccato per il meteo.
 

Allegati

Questa volta niente caldo.
Che dirvi,avete raggiunto una ragguardevole quota.
Complimenti
No niente caldo, sapevamo che il meteo era così così, ma era meglio che da altre parti.
Tra l'altro in quelle valli c'è la particolarità, che in Italia salgono sempre le nuvole, sul versante francese invece c'è sempre il sole.
 
Bello bello nonostante il meteo. :si:
Forse non arrampichero mai ma voglio imparare ad attraversare un nevaio come quello senza uccidermi. :D
 
Forse non arrampichero mai ma voglio imparare ad attraversare un nevaio come quello senza uccidermi. :D
2 cose servono: stare in piedi e nel caso, riuscire ad arrestare un'eventuale scivolata.
Lo strumento per riuscirci è solo uno: la piccozza.
Molti video su YT mostrano la progressione su neve - ghiaccio.
Naturalmente sul facile bastano i bastoncini ma in caso di scivolata non ti fermi,
per questo preferisco tenere in mano 1 o 2 pietre lunghe da piantare per supplire alla picca.

g
 
Bello bello nonostante il meteo. :si:
Forse non arrampichero mai ma voglio imparare ad attraversare un nevaio come quello senza uccidermi. :D
come già detto non si deve improvvisare senza attrezzatura su nevai ripidi o in traverso...l'altro giorno mi sono trovato in una situazione non bella su un 3000 valdostano che credevo pulito, durante la discesa (ho fatto la traversata) in quanto sul percorso c'erano alcuni nevai simili. Non ci ho pensato un attimo ad aggirarli dall'alto, facendomi strada con pazienza e attenzione su grossi massi, così facendo non ho corso grossi rischi ma se avessi percorso i nevai si.
 
Forse non arrampichero mai ma voglio imparare ad attraversare un nevaio come quello senza uccidermi. :D
Non sono un buon esempio quando si parla di attraversamento nevai, diciamo che sono un po' incosciente. :help:

"don't try this at home"
:rofl: :lol: :rofl:
 

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